Di recente, il reddito di cittadinanza ha mostrato per l'ennesima volta quello che è uno dei suoi numerosi lati deboli: il poco controllo a riguardo. Questa particolare defezione, infatti, è stata rivelata da un fatto di cronaca avvenuto qualche giorno fa, al quale la Cassazione ha dovuto porre rimedio in maniera drastica e severa allo stesso tempo.

Una sentenza emessa proprio dalla Cassazione, infatti, ha visto una donna venir privata del suo conto corrente e del suo relativo diritto al reddito di cittadinanza. Oltre questo, la donna in questione ha dovuto anche restituire tutto l'importo ricevuto, almeno fino al period effettivo di trasgressione commessa. Colei che ha trasgredito, rea di non aver dichiarato l'ottenimento di un nuovo impiego lavorativo, ha dovuto affrontare una serie di conseguenze particolarmente ostiche.

Stando a quanto riporta il sito ufficiale de Il Giornale, infatti, il ricorso effettuato contro il provvedimento in questione è stato naturalmente respinto. Ciò, vuole sottolineare come il provvedimento emesso dal giudice sia insindacabile, specie se si verificano determinati situazioni. La lavoratrice in questione, probabilmente, ha pagato un eccesso di malizia di troppo. Eccesso che le costerà davvero caro, stando a quanto riporta l'articolo citato:

La lavoratrice sapeva ma ha fatto finta di non sapere che, dal momento in cui ha iniziato il nuovo lavoro, lo avrebbe dovuto comunicare immediatamente all'Inps che avrebbe interrotto l'erogazione dell'aiuto. Invece no, tutto come se niente fosse e doppio stipendio in saccoccia.

Purtroppo, quello citato non è l'unico caso in cui la serietà e la fiscalità del reddito di cittadinanza è stata messa a repentaglio, ed è sicuramente sintomo di una maggiore necessità di controlli e verifiche. Questo, per far sì che non si verifichino più situazioni così incresciose. A tal proposito, un altro avvenimento di simile portata è stato descritto in maniera approfondita e ben dettagliata in ogni singolo aspetto dal canale della redazione di The Wam

Reddito di cittadinanza, a chi spetta?

Il reddito di cittadinanza, così come per qualsiasi altro sussidio esistente e attualmente in vigore, ha una o più categorie che rientrano tra i beneficiari. Di conseguenza, è inevitabile il fatto che non sia eteso a tutti. Altrimenti, perderebbe per forza di cose la sua funzione sociale, che va ben oltre la semplicità del sussidio in sé. Infatti, l'importanza sociale di certi bonus va al di sopra di qualsiasi tipo di valore, monetario e non.

Ad ogni modo, nel corso di questo paragrafo, vedremo quali sono le categorie in questioni. A delinare l'indetikit del beneficiario perfetto, ci pensa il sito ufficiale dell'Agenda Digitale. La persona richiedente, per poter avere accesso diretto al bonus, deve infatti essere innanzitutto un cittadino italiano o di cittadinanza europea. In alternativa, va bene anche che abbia un parente con questo titolo.

Poi, deve essere residente in Italia da almeno dieci anni. Inoltre, gli ultimi due anni di questo lasso di tempo considerevole devono essere tali in maniera continuativa. Questo, per potergli garantire un certo status per quanto concerne la richiesta da presentare.

Oltre a questi requisiti, esistono poi quelli che sono relativi al reddito effettivo. La canonica cifra dell'ISEE inferiore a 10.000 euro, dunque, vale anche in questo caso. Per quanto concerne il reddito di cittadinanza vero e proprio, tuttavia, bisogna essere ancora più precisi. La cifra effettiva, ammonta infatti a 9.360 euro complessivi. Il patrimonio immobiliare della propria casa, alla luce di questo, non deve superare i 30.000 euro. 

Il sito, inoltre, specifica come il calcolo dell'ISEE debba fare riferimento all'anno precedente alla richiesta, dunque non più ai due precedenti. Questa formula, inizialmente, era concessa pienamente. Adesso però, bisogna icorrere al calcolo del singolo anno, per buona pace di coloro che hanno sempre pensato di accumulare il proprio redito anche alla luce di questo.

Reddito di cittadinanza, scadenza in arrivo nel 2022? Ecco la risposta!

Il 2022, per il reddito di cittadinanza, potrebbe rappresentare un vero e proprio anno di cambiamento. Alcuni dei principali quotidiani italiani a tema, tra cui il sito di Investire Oggi, ipotizzano un futuro non proprio roseo a riguardo. Un futuro che sembrerebbe prendere in considerazione anche l'eventuale rimozione del sussidio

Per quanto concerne il reddito di cittadinanza, in sostanza, ci saranno senza alcun dubbio delle novità molto interessanti. Innanzitutto, per quanto riguarda alcune casistiche, gli scenari più rassicuranti prendono comunque in considerazione l'idea di piccoli tagli. Si parla di 5 euro, ma l'ipotesi in questione è logicamente temporanea. Pertanto, potrebbe certamente variare nel corso del tempo. Un'altra novità elencata dall'articolo citato, riguarda sicuramente quella delle verifiche con cadenza mensile.

Considerando il fatto che il reddito di cittadinanza ha anche una forte componente sociale al suo interno, puntare tutto sull'incentivo al lavoro è senza ombra di dubbio una scelta piuttosto saggia. Di conseguenza, questa particolare attenzione verso la tematica lavorativa farebbe desistere coloro che non sono interessati all'occupazione dalla richiesta del reddito in questione.

Nonostante questa apparente diminuzione, il governo si aspetta certamente una vera e propria impennata delle domande di accesso al sussidio. A tal proposito, infatti, sono stati fatti dei finanziamenti piuttosto importanti, stando a quanto ci suggerisce l'articolo in questione:

Sul reddito di cittadinanza news 2022 alle nuove regole si aggiunge pure un rafforzamento della dotazione finanziaria. Il che significa che il Governo italiano si attende un incremento delle domande di accesso al sussidio. In particolare, per la misura lo stanziamento per il 2022 sfiora la soglia di 8,8 miliardi di euro. Con una stima di erogazione a quasi 1,4 milioni di famiglie per il prossimo anno.

Insomma, una vera e propria ventata di aria fresca per l'integrità del reddito. 

Reddito di cittadinanza, quando arriverà il pagamento?

Il reddito di cittadinanza, stando a quanto riportano vari quotidiani del settore, verrà erogato a breve. Nel giro di poco tempo, dunque, milioni di persona faranno sì che i soldi arrivino direttamente sul loro conto bancario. Un momento di gioia e grande giubilo, considerando anche la cadenza e la puntualità con la quale arriva il pagamento in questione.

In questo caso particolare, stando a quanto viene riportato dal sito de La Gazzetta del Sud, verrà data la precedenza per coloro che hanno presentato la propria richiesta di rinnovo entro la data di scadenza del 31 agosto. Per i privilegiati che sono stati rapidi nell'azione, infatti, potranno ricevere il loro reddito a partire dal 18 novembre!

Manca poco tempo dunque, per far sì che coloro che hanno presentato subito la loro richiesta ne possano usufruire in maniera completa in maniera così rapida e veloce. Per quanto riguarda tutti gli altri beneficiari, invece, i soldi arriveranno all'incirca il 27 novembre, facendo riferimento al mese corrente naturalmente.

Come specifica in maniera precisa e meticolosa il sito in questione, tuttavia, le date elencate possono subire delle variazioni. Nulla di particolarmente significativo, nel caso. Si parla infatti di qualche giorno prima o di qualche giorno dopo. A volte è successo e non ci sono stati particolari disguidi, essendo appunto un lasso di tempo non così tanto sostanzioso.

Una delle poche casistiche di alterazione effettiva, potrebbe essere dovuta al weekend o ad altri elementi. Citando quanto segue qui sotto:

Il pagamento del Reddito di Cittadinanza può slittare di qualche giorno se il 27 cade di domenica o di sabato, come potrebbe essere anticipato al 25 o al 26 in alcuni casi.

Nel prossimo paragrafo, avvicinandoci alle battute finali, capiremo invece se il rdc sia effettivamente cumulabile o meno con la Naspi. La domanda in questione, infatti, è sempre più comune in numerosi contesti, offline e non.

Reddito di cittadinanza e Naspi sono cumulabili? Vediamolo insieme!

Il reddito di cittadinanza e la Naspi sono cumulabili? Domanda molto interessante, sicuramente. Ebbene, a darci una risposta chiara ed esaustiva è il sito di Insindacabili, che afferma come i due sussidi siano effettivamente cumulabili tra loro. Tuttavia, ciò deve andare a netto favore della Naspi, sulla quale bisogna essere trasparenti per forza di cose.

Coloro che sono fruitori del reddito, dunque, dovranno presentare un nuovo modello Isee dove viene esplicitamente dichiarato il valore della Naspi. Ovviamente, ogni valore di questo tipo andrà ad incidere sulla cifra destinata all'importo finale. Questo, a beneficio della trasparenza del beneficiario in questione.

Indubiamente, al reddito di cittadinanza serve un qualcosa che ne determini la serietà e l'autorevolezza per forza di cose. Valori che, in un certo senso, sembrano sempre più orientati verso un controllo molto più massiccio nel complesso. 

Reddito di cittadinanza, tagli in arrivo?

Il sito internet chiamato Affari Italiani, evidenzia come il reddito di cittadinanza sia in dirittura d'arrivo pe quanto riguarda un netto sostegno alle agenzie private. Infatti, il 20% dell'importo sarà destinato alle loro casse in caso di accettazione dell'offerta di lavoro del richiedente.

Un'altra parte importante dell cifra, inoltre, gli spetterà anche al termine del relativo contratto in questione. A patto che il reddito di cui si è parlato rimanga, dunque, ci saranno inevitabilmente delle strette a riguardo. Stando a quanto viene riportato, accadrà quanto segue:

Viene introdotto un decalage, con l’obiettivo di dare una maggiore motivazione ad accettare le proposte, cioè 5 euro in meno al mese se rifiuti la prima proposta di lavoro, tenendo presente che chi ne rifiuta due e non tre com’è stato finora, perde il sussidio.

Prima, infatti, si è parlato di come la ricerca di lavoro debba essere incentivata sempre di più. Provvedimenti simili, sembrano essere una chiara ed effettiva dimostrazione.