Dopo il caos sui pagamenti dei contributi a fondo perduto automatici e il bonus 1.600 euro in ritardo, il Ministero dell’Economia e delle Finanza ha comunicato sono stati stanziati ben 5 miliardi di euro di aiuti per le Partite Iva e le imprese. Molti cittadini, però, si chiedono quando arriva il pagamento del Reddito di cittadinanza del mese di giugno 2021. Il 27 giugno 2021, infatti, è una domenica: il pagamento del sussidio viene anticipato?

Non abbiamo ancora ricevuto alcune comunicazione dall’Inps a tale riguardo, ma possiamo prendere come esempio alcuni mesi passati. Ricordiamo, comunque, che come specifica il sito ufficiale del reddito di cittadinanza:

Il versamento decorre dal mese successivo alla richiesta e viene erogato per un periodo continuativo massimo di 18 mesi. È possibile richiedere il rinnovo dopo la sospensione di una mensilità.

Andiamo a scoprire quando arriva il reddito di cittadinanza a giugno e come si può ottenere l’assegno unico per i figli unitamente al sussidio economico: serve effettuare la domanda? Come viene erogato e di quanto aumenta l’importo?

Reddito di cittadinanza, cos’è e come funziona?

Il Reddito di cittadinanza è un sostegno economico destinato alle famiglie che si trovano in difficoltà economica: introdotto nel 2019 per volere del Movimento 5 stelle, ad oggi raggiunge milioni di nuclei familiari italiani, così come il Reddito di emergenza. Per poter ottenere il reddito di cittadinanza, però, occorre soddisfare alcuni requisiti e rispettare dei limiti patrimoniali e reddituali.

È allo studio del Governo un possibile rifinanziamento della misura con ulteriori 1 o 2 miliardi di euro, mentre si valuta la possibile modifica di alcuni requisiti del reddito di cittadinanza per poter estendere il beneficio alla maggior parte delle famiglie in difficoltà (basti pensare che la crisi portata dal Covid-19 ha aggravato il numero dei nuclei familiari che si trovano in povertà assoluta in Italia).

Per calcolare gli importi del reddito di cittadinanza occorre considerare il numero dei componenti di ciascun nucleo e eseguire il calcolo sulla base di una scala di equivalenza: al primo componente si assegna il valore 1, mentre ai successivi maggiorenni viene assegnato il valore di 0,4 e ai minorenni il valore 0,2. Il valore massimo ottenibile è di 2,1 oppure 2,2 nel caso di presenza di individui con disabilità.

Per avere maggiori informazioni riguardo il calcolo, è possibile visitare la pagina ufficiale del reddito di cittadinanza, nell’apposita sezione dedicata.

Reddito di cittadinanza, quando arriva l’accredito?

Per quanto riguarda i pagamenti del reddito di cittadinanza, esistono alcune date da fissare sul calendario a seconda che si tratti di nuovi beneficiari, di vecchi beneficiari che hanno richiesto il rinnovo e di tutti gli altri beneficiari.

La tabella di marcia per i pagamenti del mese di giugno è la seguente:

  • entro la metà del mese di giugno il reddito di cittadinanza è stato pagato a tutti i nuovi beneficiari e a coloro che hanno richiesto il rinnovo a maggio (avendo concluso le prime 18 mensilità ad aprile) previa sospensione di una mensilità;
  • il 27 giugno 2021, invece, dovrebbe arrivare la ricarica per tutti gli altri beneficiari del reddito di cittadinanza.

Tuttavia, il 27 giugno 2021 cade di domenica e molti cittadini si stanno chiedendo se – di fronte a questa data – sia possibile ricevere la ricarica e il pagamento in anticipo già da questa settimana, oppure se occorre attendere la prossima settimana. Scopriamolo insieme.

Reddito di cittadinanza, pagamento in anticipo a giugno?

Sulla base di quanto accaduto nei mesi precedenti siamo in grado di capire se il pagamento del reddito di cittadinanza del mese di giugno avverrà o meno in anticipo per i beneficiari di oltre due mesi. Visto che il 27 giugno 2021 cade di domenica, è plausibile un anticipo a venerdì 25 o sabato 26 giugno?

La stessa situazione si era verificata anche nel mese di settembre 2020, ma cosa era accaduto? Solitamente il pagamento del reddito di cittadinanza avviene il 27 di ogni mese, o comunque entro il 30 del mese. Anche a settembre, quindi, il 27 cadeva di domenica, ma il reddito di cittadinanza era stato pagato a partire da lunedì 28 ed entro il 30 del mese.

Secondo un ragionamento per esperienza passata, possiamo affermare che anche per il mese di giugno il pagamento del reddito di cittadinanza non avverrà in anticipo, ma piuttosto alcuni giorni dopo ma nel rispetto dei limiti fissati inizialmente.

Come verificare il pagamento del RdC?

Se volete verificare l’anticipo o l‘avvenuto pagamento del reddito di cittadinanza, comunque, è possibile sfruttare uno dei canali a disposizione dei cittadini. Entrando nella propria area riservata Inps attraverso le proprie credenziali SPID, CIE, CNS o il proprio Pin Inps (che dal 1° ottobre non vengono più rilasciati dall’Istituto), è possibile visitare la sezione dedicata.

A questo punto, l’utente avrò modo di verificare tre cose:

  • l’ultima elaborazione;
  • l’invio disposizione a Poste;
  • la rendicontazione.

Solitamente la data dell’ultima elaborazione non coincide con l’invio della disposizione, mentre quest’ultima avviene nel medesimo giorno del pagamento.

Cos’è la Carta del Reddito di Cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza, lo ricordiamo, viene erogato attraverso la Carta del Reddito di cittadinanza che viene emessa tramite Poste Italiane.

Questa carta permette ai cittadini di eseguire una serie di importanti funzioni, tra le quali:

  • effettuare prelievi, che possono raggiungere un massimo di 100 euro al mese per i nuclei composti da un singolo soggetto;
  • effettuare bonifici mensili per il pagamento del canone di affitto o per pagare la rata del mutuo;
  • effettuare i pagamenti delle utenze domestiche presso gli uffici postali o nei locali commerciali abilitati (ad esempio i tabaccai) e fino al 31 dicembre 2021 si può utilizzare anche il sito di Poste.it per pagare le bollette.

Infine, grazie al credito caricato sulla carta è possibile acquistare tutti i beni e servizi di genere alimentare o di consumo. La lista delle eccezioni è disponibile a questo indirizzo.

RdC e assegno unico da luglio 2021: è necessario effettuare la domanda?

Superato il mese di giugno sono in arrivo importanti novità per il reddito di cittadinanza. A luglio, infatti, i beneficiari del RdC potrebbero ricevere un bonifico fino a 2 mila euro grazie all’introduzione dell’assegno unico per i figli a carico. Le due misure sono tra esse compatibili, ma è necessario presentare una domanda per poter ottenere il sussidio economico per i figli?

Il decreto legge numero 79 dell’8 giugno 2021 lascia aperti dubbi e interpretazioni, in quanto prevede che:

l'assegno unico sia corrisposto di ufficio per i nuclei familiari percettori di Reddito di cittadinanza.

Ciò significa, dopo una prima interpretazione, che i percettori del sussidio economico non dovrebbero inoltrare la richiesta all’Inps per ottenere il bonus figli. Tuttavia, non è proprio così (come ha poi specificato l’Inps stesso).

A partire dal 1° luglio 2021 anche i percettori del reddito di cittadinanza devono effettuare la richiesta dell’assegno unico “ponte” attraverso uno dei canali canoni previsti dall’Istituto. Vediamo come fare.

Come richiedere l’assegno unico con il Reddito di cittadinanza

Per richiedere il bonus figli occorre essere in possesso di tutti i requisiti previsti dal decreto “ponte” e, una volta soddisfatti, occorre inviare la domanda direttamente all’Inps. Per farlo esistono diversi canali:

  • il sito dell’Inps, previo accesso alla propria area privata tramite SPID, CIE, CNS o Pin;
  • chiamando il numero 803.164 (da rete fissa, servizio gratuito) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, servizio a pagamento);
  • in alternativa, è possibile rivolgersi ai Patronati.

Ricordiamo che, in un primo momento (fino al 31 dicembre 2021) la domanda per l’assegno unico è “semplificata”, come ha spiegato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Per inoltrarla basta semplicemente inserire il proprio codice fiscale e l’Iban sul quale avverrà l’accredito. Tutti gli altri dati vengono reperiti in automatico.

Per i percettori del reddito di cittadinanza, però, occorre fare alcune ulteriori precisazioni in merito all'erogazone del sussidio.

Reddito di cittadinanza e assegno unico: calcolo ed erogazione

Come detto, a luglio i percettori del reddito di cittadinanza potrebbero ottenere fino a 2 mila euro al mese, in presenza di alcune condizioni. Per poter calcolare l’ammontare del bonus figli, infatti, occorre fare riferimento alle tabelle Inps sull’importo dell’assegno unico e sommare l’importo corrispondente alle proprie condizioni con quello del sussidio economico. A questo punto occorre sottrarre la parte di reddito di cittadinanza corrispondente al figlio.

Conferma, appunto, il testo del decreto dell’8 giugno 2021:

Il beneficio complessivo è determinato sottraendo dall’importo teorico spettante la quota di Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare calcolata sulla base della scala di equivalenza.

Le erogazioni, invece, avvengono in concomitanza con la ricarica del reddito di cittadinanza, che risulterà (in certi casi) più corposo. Le domande per il bonus figli si pososno effettuare fino al 30 settembre 2021.

Assegno unico: quante famiglie lo riceveranno?

Secondo una simulazione eseguita dall’ISTAT, il beneficio introdotto per un primo periodo di 6 mesi dovrebbe andare a beneficio del 5,5% delle famiglie italiane, raggiungendo un totale di circa 1,5 milioni di nuclei familiari che non hanno ricevuto ad oggi alcun beneficio per i figli.

Le famiglie che beneficeranno dell’aumento degli importi degli assegni familiari, invece, sono circa il 15,8%. Sono previsti aumenti a partire da 37,50 euro nel caso di uno o due figli, mente l’aumento sale a 55 euro nel caso di tre o più figli.

Ma il vero obbiettivo dell’assegno unico, come ha ricordato il presidente dell’Inps è il graduale inglobamento di una serie di misure all’interno del nuovo bonus: detrazioni fiscali per figli a carico, assegni familiari, il bonus bebè e il bonus mamma domani, che costano allo Stato 20 miliardi di euro all’anno. Questi bonus spariranno da gennaio 2022.