Il Governo sta lavorando da settimane al Decreto Sostegni Bis, ribattezzato Decreto Imprese. In teoria, la sua ufficialità doveva arrivare già la settimana scorsa, mentre invece bisognerà aspettare ancora un po’. Capiamo insieme cosa prevede il Decreto Imprese e cosa sta succedendo nel frattempo per quanto riguarda Reddito di Cittadinanza, Reddito di Emergenza, Bonus Irpef e molto altro ancora.

Se vuoi scoprire di più su queste tematiche, ti suggeriamo questo video del canale “Redazione The Wam”:

Reddito di Cittadinanza: ecco la data

Il Reddito di Cittadinanza è “una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari.” Nel mese di maggio 2021 l’erogazione arriverà il 27 maggio, ma la data è anticipata al 15 maggio se si tratta della prima rata in assoluto da quando si è fatto domanda (domanda che, evidentemente, è stata accettata).

Questi giorni di anticipo sono dovuti “solo” ad una motivazione tecnica: il 15 è un sabato e dunque probabilmente i percettori del RdC riceveranno la somma dovuta già a partire dal 12/13, con qualche giorno d’anticipo. 

Una notizia comunque positiva, che aiuta alcune famiglie seppur solo di qualche giorno. Non è tutto, però, perché questa novità vale anche per la pensione di cittadinanza.

Pensione di Cittadinanza: stessa sorte

La Pensione di Cittadinanza è invece “una misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. È rivolta ai nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita.” Si tratta fondamentalmente della medesima forma di aiuto del RdC, ma rivolta specificamente ai soggetti over 67. 

Anche per loro il pagamento arriverà in anticipo, ma solo nel caso in cui si tratti della prima erogazione. In tal caso, la data sarà quindi il 12/13 maggio anziché il 15, mentre per chi dovrà riceverla il 27 (cioè chi ha già ricevuto questo sostegno prima d’ora) non è cambiato nulla.

Anche i requisiti per l’accesso sono i medesimi e li vediamo nello specifico nel paragrafo che segue.

Reddito di cittadinanza: i requisiti

Ecco di seguito i requisiti per poter accedere al Reddito di Cittadinanza che, va ricordato, è parte di un processo di reintegrazione dei soggetti percettori al fine di rientrare nel mondo del lavoro. Su questo sostegno, nato durante il Governo Conte I nel 2019 e fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, si è a lungo discusso in termini di efficacia e di effettiva possibilità di rientrare nel mondo del lavoro ed il dibattito è ancora molto vivo, complice il complicato periodo che l’Italia (come il resto del mondo) ha vissuto nell’ultimo anno. Tornando ai requisiti, essi sono:

  • cittadinanza italiana o europea, oppure un permesso di soggiorno di lungo periodo con residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi;
  • un indice ISEE inferiore ai 9.360 euro;
  • un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa in cui si risiede, inferiore ai 30 mila euro;
  • un patrimonio mobiliare non superiore ai 6 mila euro; questo requisito varia comunque in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare e di eventuali disabilità presenti in famiglia; infatti, il valore massimo del patrimonio finanziario viene incrementato fino a 10 mila euro in relazione al numero dei componenti della famiglia, e può essere ulteriormente aumentato di 1000 euro per ogni figlio a carico oltre il primo, di 5000 euro per ogni componente del nucleo familiare affetto da disabilità e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave;
  • un reddito del nucleo familiare non superiore ai 6000 euro annui; anche in questo caso, il limite è suscettibile di variazioni in relazione al numero di componenti, alla presenza di minori, soggetti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • la sottoscrizione di una Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), resa dai componenti il nucleo familiare, e la sottoscrizione del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego.

I requisiti sopra elencati sono validi anche per la Pensione di Cittadinanza, esclusa la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) ed il Patto per il Lavoro (da sottoscrivere presso un centro per l’impiego).

Non solo RdC: arriva anche il REm

Anche per quanto riguarda il Reddito di Emergenza il pagamento è imminente, infatti dal 15 maggio dovrebbero arrivare i soldi sul conto dei richiedenti la cui domanda è andata a buon fine. Il Reddito di Emergenza è un’altra misura di aiuto alle famiglie italiane che era stata introdotta attraverso il Decreto Rilancio, ma che è stata recentemente riconfermata per altri tre mesi (marzo, aprile e maggio) grazie al Decreto Sostegni. 

I requisiti per l’accesso sono rimasti i medesimi, ovvero:

  • indice ISEE inferiore ai 15 mila euro;
  • un patrimonio mobiliare non superiore ai 10 mila euro (per nuclei familiari composti da un solo soggetto), non superiore ai 15 mila euro (per nuclei familiari composti da due soggetti), non superiore ai 20 mila euro (per nuclei familiari composti da tre o più soggetti);
  • un reddito del nucleo familiare nel mese di febbraio 2021 inferiore alla somma mensile di Reddito di Emergenza che spetterebbe in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

E non è in realtà tutto, in quanto la misura sembra che verrà inserita ancora nel Decreto Sostegni Bis (o Decreto Imprese) che, nonostante non sia ancora stato ufficializzato, dovrebbe riferirsi a giugno e luglio. Vedremo, ma sicuramente queste notizie fanno bene alla salute economica di molte famiglie italiane.

Cos’altro bolle in pentola?

Non è tutto qui per quanto riguarda i pagamenti imminenti, perché ci sono delle novità anche sul fronte delle Pensioni. A scanso di equivoci, non si tratta di date certe ma solo ipotetiche. Si parla però di un anticipo per quanto riguarda le pensioni di giugno, perché chi le ritira presso lo sportello postale, al fine di evitare assembramenti, potrà recarvisi prima rispetto alla data classica di ritiro. Dunque, chi riceve la cifra direttamente sul conto la vedrà entrare come sempre al primo del mese, mentre chi la ritira fisicamente deve rispettare la data prefissata in base al proprio cognome. Come già detto, la data non è ancora ufficiale, ma questo è il probabile calendario: 

  • per cognomi che iniziano con le lettere da A a C, è probabile che la data di riscossione sia lunedì 24 maggio 2021;
  • per cognomi che iniziano con le lettere da D a G, è probabile che la data di riscossione sia martedì 25 maggio;
  • per cognomi che iniziano con le lettere da H a M, è probabile che la data di riscossione sia mercoledì 26 maggio;
  • per cognomi che iniziano con le lettere da N a R, è probabile che la data di riscossione sia giovedì 27 maggio;
  • per cognomi che iniziano con le lettere da S a Z, è probabile che la data di riscossione sia venerdì 28 maggio.

Infine, il bonus Irpef (il vecchio Bonus Renzi) verrà erogato a partire dal 23 maggio con le consuete modalità, cioè in busta paga per i dipendenti e sul conto corrente per i percettori di Naspi e per chi è in cassa integrazione.