Si torna a buttare benzina sul fuoco, è questo l'effetto sortito dalle dichiarazioni della coppia Salvini, Meloni ( rispettivi leader dei due maggiori partiti di destra, Lega e Fratelli d'Italia ) riguardo la volontà di cancellare il Reddito di Cittadinanza.

La polemica si è accesa con le dichiarazioni di Giorgia Meloni prima che ha definito il Reddito di cittadinanza "è metadone di Stato" e di Salvini poi "Il Reddito di cittadinanza è sbagliato, è stato un errore votarlo, ma siamo pronti a cancellarlo e destinare le risorse alle imprese".

Dichiarazioni al vetriolo che arrivano a poche settimane dalle elezioni amministrative , mosse che sembrano figlie di diatribe tra partiti politici atte ad acquisire consensi, più che scelte ragionate.

L'attacco doppio verso la misura di bandiera dei Cinquestelle non ha fatto altro che inasprire i toni in parlamento all'interno della maggioranza scatenando tra tutti la reazione del Ministro del Lavoro Andrea Orlando che ha risposto alle volgari (così le ha definite ) affermazioni arrivate dai due partiti della destra italiana con queste parole "Chi ha usato questa metafora probabilmente non si rende conto di cosa è la povertà".

Il dibattito che si è innescato in parlamento con al centro l'abolizione o la riforma del Reddito di cittadinanza è un problema spinoso da gestire per il presidente del consiglio Mario Draghi nell'ottica di tenere unita la maggioranza.

Draghi che ha comunque preso una posizione netta rispetto al RdC dichiarando che il provvedimento rimarrà, ma che subirà alcune modifiche con l'obiettivo di estenderlo a tutti quei cittadini e nuclei familiari non ancora raggiunti dal Reddito di cittadinanza,in piena povertà che secondo i dati Istat ammontano a circa 1 milione 

La riforma del Reddito di cittadinanza potrebbe cominciare dal cambio del nome che potrebbe diventare "Lavoro di cittadinanza" insieme ad altre modifiche più profonde al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico, che stà studiando appunto nuove modifiche, proviamo dunque a capire quali saranno e come potrà essere il nuovo reddito di cittadinanza.

Nel video You tube tratto dal canale di "Redazione The Wam" un utile approfondimento legato a tematiche riguardanti bonus e sussidi tra i quali il Reddito di cittadinanza ed il Reddito di Emergenza.

Reddito di cittadinanza: perchè va riformato

Attualmente sono 700 mila i percettori del Reddito di cittadinanza con un assegno medio di circa 400 euro al mese, questi sono i dati in possesso dell'INPS.

La misura, istituita nel 2019 dall'ex governo Conte e vero e proprio cavallo di battaglia del movimento Cinquestelle ha come obiettivo quello di garantire un reddito minimo a famiglie in difficoltà economica e disoccupati in modo da tenerli fuori dalla sogli a di povertà oltre che reinserire nel tempo i beneficiari del sussidio nel mondo del lavoro così da reinserirli in società.

Ed è proprio nella ricerca e nel reinserimento nel mondo del lavoro che il Reddito di cittadinanza ha miseramente fallito.

Le ragioni di tale fallimento sono diverse, a partire da l'inefficienza dei centri dell'impiego, incapaci di ricollocare i percettori del sussidio, causata dalla mancata assunzione degli oltre 10mila operatori promessi dall'ex governo Conte e mai arrivati, ai problemi riscontrati dai Navigator, figura creata ad hoc per intercettare l'offerta di lavoro ed incrociarla con la domanda, risultati essere un vero e proprio flop, quasi certa l'abolizione di tale figura nel nuovo RdC.

Altro grave problema che ha gravato molto sulla misura è stata l'impossibilità di tracciare i rifiuti delle offerte di lavoro avanzate ai percettori del Reddito di cittadinanza a causa della mancanza di un database, il provvedimento prevede che al terzo rifiuto l'assegno venga immediatamente sospeso, ma l'impossibilità di tenerne traccia ha permesso a molti percettori di rifiutare offerte su offerte continuando a percepire l'assegno senza lavorare.

Da sottolineare comunque l'importanza del sussidio come importante strumento di sostegno al reddito per tutte quelle famiglie in difficoltà visto che su 3 milioni di beneficiari un terzo risulta essere realmente occupabile mentre la restante parte è rappresentata da persone fragili, difficilmente occupabili poichè privi di un titolo di studio, donne, donne con minori a carico.

Alla luce di tutto questo è inevitabile una conferma accompagnata da profonde modifiche che coinvolgano la parte relativa all'inserimento nel mondo del lavoro

Reddito di cittadinanza: i tre punti chiave della riforma

Il Reddito di cittadinanza cambierà e potrebbero essere 3 i punti chiave della riforma.

Lo studio è al vaglio del comitato Tecnico Scientifico presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno che ha proposto modifiche incentrati su famiglie con molti figli, residenti al Nord ed immigrati.

Si saprà sicuramente qualcosa in più sull'eventuale riforma nella giornata di giovedì, giorno in cui il governo Draghi presenterà alle principali sigle sindacali il dossier sulle politiche attive del lavoro, situazione che diventerà ancor più chiara anche dopo la riforma degli ammortizzatori sociali sul quale il ministro Orlando stà lavorando.

Come già scritto nelle ultime settimane il reddito di cittadinanza è stato oggetto di polemiche e scontri tra le diverse forze politiche presenti in parlamento, teatro del dibattito, il Forum Ambrsetti di Cernobbio tenutosi il 3 settembre e che ha visto da una parte schiarati Salvini e Meloni uniti nell'idea di volerlo abolire, Renzi che propone un referendum e dalla parte opposta l'ex presidente Conte insieme ad alcuni esponenti del PD favorevoli alla conferma convinti dell'importanza della misura.

Al momento il cambiamento del reddito di cittadinanza si baserà su 3 mosse, cerchiamo di capire quali saranno e come potrà essere il nuovo reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: nella riforma famiglie numerose, immigrati e Nord

I tre punti chiave proposti dal Comitato Tecnico Scientifico che coinvolgerebbero la riforma del Reddito di Cittadinanza sono rappresentati da:

  • famiglie numerose;
  • residenti al Nord;
  • immigrati.

Più precisamente:

  • i dati forniti dall'INPS ci disegnano un quadro in cui il meccanismo di assegnazione e calcolo dell'importo dell'assegno, favorirebbe dei single ( che ad oggi rappresentano il 44% dei percettori totali del RdC ) a svantaggio di quei nuclei familiari numerosi che risultano essere penalizzati, l'obiettivo è quindi quello di rivedere a rialzo la scala di equivalenza in modo tale da aumentare la soglia di reddito permessa per la richiesta e l'ottenimento del sussidio in modo da aumentare la platea dei beneficiari verso i nuclei familiari più numerosi e bisognosi.
  • ad oggi a fronte dei differenti costi della vita relativi alle due aree geografiche italiane, con il nord caratterizzato da un più alto costo della vita rispetto al sud, l'importo del Reddito di Cittadinanza è il medesimo, questo chiaramente rende disomogeneo il valore del sussidio, proprio per questo la modifica pensata per riequilibrare la misura lavorerebbe su un valore diverso  alla quota RdC legata all’affitto.
  • abassare da 10 a 5 anni l'attuale requisito degli anni necessari di residenza in Italia, questa modifica è stata pensata dopo un attenta analisi dei dati  diffusi dall'Istat in cui a fronte di 1,5 milioni di poveri, coloro che percepiscono il Reddito di cittadinanza risultano essere solo 800 mila di cui circa 400 mila italiani ed i restanti 300 mila extra comunitari con permesso di soggiorno UE e circa 100 mila identificati come cittadini UE, la modifica da introdurre nella riforma mira ad aumentare la platea degli stranieri che vivono in Italia.

Mario Draghi ha espresso con chiarezza la volontà di voler confermare il Reddito di cittadinanza rendendolo però  il più equo ed omogeneo possibile, dando disponibilità ad ampliare la platea dei beneficiari in direzione di quei nuclei familiari realmente più bisognosi e gestendo meglio i fondi stanziati anche mediante controlli più approfonditi rispetto a tutti coloro che percepiscono indebitamente il sussidio.

Reddito di cittadinanza: nuove politiche attive del lavoro

La riforma del Reddito di Cittadinanza sarà strettamente connessa ad una riforma ben più ampia che coinvolge quella degli ammortizzatori e delle politiche attive sul lavoro.

Giovedì è il giorno in cui il governo Draghi presenterà alle principali sigle sindacali il dossier sulle politiche attive del lavoro per le quali sono stati stanziati circa 5 miliardi di euro ed in cui verranno proposti il Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori )e il Pnc ( Piano nuove competenze ) come i due strumenti introdotti nel Reddito di cittadinanza e che risulteranno essere fondamentali per migliorare il meccanismo che regola l'occupazione.

Affinchè tali strumenti una volta inseriti nella riforma portino ai risultati sperati, c'è la necessità di rafforzare i Centri per l'impiego attraverso nuove assunzioni, già previste (oltre 10mila operatori promessi dall'ex governo Conte nel 2019 e mai arrivati), coinvolgere le agenzie di lavoro private nel processo di reinserimento nel mondo del lavoro ed infine lo sviluppo di una piattaforma digitale che oltre a facilitare l'incrocio tra domanda e offerta crei un database per il controllo e la tracciabilità di tutti i i rifiuti avanzati dal percettore del Reddito di cittadinanza.

La volontà di Mario Draghi è chiara, rendere il quanto più possibile omogeneo il reddito di cittadinanza migliorarne l'efficienza migliorando il meccanismo che regola la ricerca e l'inserimento nel mondo del lavoro ed aumentando i controlli per impedirne l'accesso ad eventuali truffatori.