In bilico il diritto al Reddito di cittadinanza se non spulci le opportunità lavorative. Non è un paradosso tutto italiano, ma il frutto di un intervento del Governo Draghi sulla modifica ai criteri e condizioni di accessibilità al mantenimento del sussidio di Stato. Uno sforzo eccezionale considerato che la maggioranza politica premeva per la cancellazione della misura

Fallito il piano ambizioso del segretario di Italia viva che puntava sui risultati del referendum popolo per l’abolizione. Non racimolando il limite minimo di 500.000 firme, ma ottenendone appena 5.000. 

La strategia adottata dal Governo Draghi è stata decisamente molto più “morbida”, modificando due aspetti dell’ammortizzatore sociale. La prima parte relativa al rifiuto lavorativo, ovvero sul volume dei lavori rifiutabili per non perdere il beneficio della prestazione economica RdC. Il secondo punto ruota sul sistema dei controlli diretti alle condizioni e criteri delle domande.

In merito a quest’ultimo punto, il Governo italiano ha inserito delle direttive nella Legge di Bilancio 2022, per i cui tanto l’INPS che i Comuni hanno l’obbligo di eseguire controlli mirati e precisi sugli aventi diritto al sussidio di Stato. 

La prima non appare come la soluzione ideale capace di collocare i percettori del Reddito di cittadinanza nel mondo lavorativo, ma un’iniziativa che mira a smuovere le acque rendendo funzionale il principio per cui è stato istituito l’ammortizzatore sociale.  Mentre, la seconda iniziativa punta a stanare i furbetti, ovvero coloro che percepiscono indebitamente il sussidio

Reddito di cittadinanza: la prima novità del 2022!

Il premier Draghi ha spiegato più volte la necessita d'interrompere il cordone dei “sussidi a vita”. Ci si aspettava una stretta senza precedenti. Invece, abbiamo ottenuto una modifica sulla prospettiva di un lavoro, ovvero sul limite massimo dei rifiuti lavoratori e maggiori controlli dall’INPS e Comuni. È andata bene, considerando che il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, e la stessa Lega, Matteo Salvini tiravano per l’abolizione. 

La novità sostanziale del Reddito di cittadinanza, rilevata anche da Idealista.it, sono diverse vediamo in sintesi i punti determinati.

La prima offerta di lavoro congrua non più collocata a 100 chilometri ma ad 80, modificando difatti la distanza tra che si può raggiungere almeno in 100 minuti utilizzando i mezzi pubblici. La seconda offerta congrua può essere collocata sul territorio italiano. L’altro aspetto legato alla decadenza del beneficio è dato dalla mancata presentazione mensile nei centri per l’impiego senza comprovato motivo. 

In base alle disposizioni presenti nel decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, anche in presenza del rifiuto della proposta lavorativa, il percettore del sussidio di Stato non correva alcun rischio di perdere il beneficio. 

Attenzione, però, questa è stata la norma utilizzata da una fetta di “furbetti” che hanno aggirato il sistema per un periodo di tempo inquantificabile. A prova che non è interessato a tutti l’inserimento nel mondo lavorativo. Non una deduzione, ma fatti riconducibili alla mancanza di lavoratori in diversi settori.

Ecco, perché le richieste di modifica dell’ammortizzatore sociale sono arrivate tanto dagli imprenditori quanto dai politici.  D’altra parte, le lamentele sono giunte anche dai lavoratori su contratti poco flessibili e paghe irrisorie. 

Un piano che dovrebbe spingere i percettori del sussidio ad abbracciare il mondo lavorativo, anche costretti dalla paura di perdere o di subire un taglio significativo del beneficio economico con il secondo rifiuto. 

La vera questione è che in questo caso il riferimento dei “furbetti” potrebbe non essere appropriato. C’è da notare, che con il termine “furbetto” si tende a generalizzare prendendo in esame chi ottiene il beneficio pur non avendone diritto o, ancora, che non ha alcuna intenzione di lavorare. C’è anche la categoria che prende il sussidio e lavora in nero, pur sapendo che rischia una maxi sanzione, oltre a una condanna penale

A dire il vero, parte da queste premessa non tiene conto dell’andamento del mercato lavorativo italiano

Si consiglia la visione del canale YouTube di Speedy News Italia sulle novità introdotte per il Reddito di cittadinanza 2022. 

  

Reddito di cittadinanza: oltre al furbetto, chi prende il sussidio?

Il Reddito di cittadinanza nasce come progetto ambizioso, ovvero come contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. Con l’obbiettivo di garantire un sussidio economico a favore dei cittadini che si ritrovano senza un lavoro o per le famiglie il cui reddito non è abbastanza per garantire una sopravvivenza dignitosa.  

I furbetti si sono insinuati nel RdC, per la confusione nata tra l’INPS e i Comuni su chi doveva controllare la presenza di tutti i criteri e condizioni previste dalla normativa, nonché la valenza delle dichiarazioni esibite. Problema risolto con l’entrata a regime delle nuove disposizioni presenti nella Legge di Bilancio 2022

Definire “furbetti” coloro che non accettano una proposta lavorativa non è corretto. Infatti, molti rifiutano l’adesione alla proposta lavorativa per una paga troppo bassa rispetto alla prestazione economica RdC. 

Oltre tutto va detto che, le novità introdotte dal Governo italiano non sono volte a far accettare lavori sottopagati, ma per spingere all’occupazione riducendo il tasso di disoccupazione del 9% stimato nel 2020. Un dato molto alto prodotto anche dalla massiccia perdita del lavoro. Oltre, a considerare che più di 5,6 milioni di cittadini si trovano in uno stato di povertà assoluta. 

Reddito cittadinanza e Assegno unico per figli 2022: quali novità!

Il Reddito di cittadinanza è perfettamente compatibile con l’Assegno unico universale, ovvero quest’ultima misura ha avuto il suo lancio con il Family Act. La conciliabilità tra le due misure avviene al netto della quota per i figli prevista dal sussidio.

In sostanza, viene applicata una decurtazione sulla quota del sussidio spettante per i figli, poi viene aggiunta quella riferita all’assegno unico. Potrebbe far pensare a una riduzione dell’importo dell’ammortizzatore sociale, ma non è così perché il valore dell’assegno unico è molto più alto delle quote riconosciute ai figli nel sussidio.

Ecco, perché con l’assegno unico alcuni percettori del Reddito di cittadinanza potrebbero ricevere una somma di denaro molto alta. Per questo ti consiglio di leggere questo articolo: Reddito di cittadinanza: c’è chi avrà 1700€ con l’assegno!”

La nota dolente è il reddito prodotto dall’indicatore ISEE, che per il 2022 dovrà servire per poter richiedere l’accesso all’ammortizzatore sociale e, quello, per l’assegno unico universale. 

Dal 2022 moltissimi bonus non potranno essere più richiesti. Per questo motivo, il Natale potrebbe essere l’occasione per festeggiare con qualche spicciolo in più. Per questo ti consiglio di: "Natale più ricco con i bonus: domanda INPS per oltre 800€!"

Bisogna, considerare che il Governo Draghi sul fronte delle riforme assistenziali punta all’accorpamento completo degli sgravi fiscali e dei bonus di Stato

Ci sono decisioni diverse che bollono in pentola, ben presto potrebbe arrivare il Reddito universale, ovvero un unico progetto per tutte le esigenze sociali, come ad esempio: famiglia, cassaintegrati, disoccupati, single e così via. 

Un’operazione che sicuramente renderebbe snello il lavoro dell’INPS, oltre ad azzerare l’iter burocratico che crea sempre troppi intoppi e disagi. Una misura che se approvata renderebbe l’incrocio dei dati immediati, escludendo la possibilità ai furbetti di approfittare del contributo economico indebitamente. 

Reddito di cittadinanza: maxi dote finanziaria di 20 miliardi di euro

Va detto, infine, che per il Reddito di cittadinanza, il Governo italiano ha disposto una modifica dei controlli e dei requisiti lavorativi, mentre per l’assegno unico universale l’Esecutivo ha stanziato una dote finanziaria di 20 miliardi di euro. 

Risorse dal valore pazzesco, se raffrontate al rifinanziamento del valore di un miliardo messo in campo per il Reddito di cittadinanza e pensione. 

Naturalmente, in questo contesto il motore della crescita del Paese è la famiglia. Quello che è chiaro è che la grossa fetta degli aiuti economici viene incanalata nei nuclei familiari particolarmente numerosi, rispetto, ai single o coppie senza figlie