Reddito di cittadinanza sospeso. Uno scenario che nelle ultime settimane ha terrorizzato diverse famiglie beneficare del sussidio di Stato, le quali hanno temuto di dover dire addio al sostegno economico. La formazione del Governo Draghi sta operando per Riformare il Reddito di cittadinanza. Il vero problema, sono le decisioni dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea e non solo. Infatti, il blocco del beneficio economico potrebbe derivare da altre opzioni dettate da più cause connesse anche alla decisione del governo Draghi.

D’altra parte, è anche vero che ad oggi, moltissime famiglie hanno dovuto fare i conti con la perdita e la sospensione della ricarica del sussidio di Stato. I motivi che hanno portato al blocco del Reddito di cittadinanza potrebbero essere diversi, come ad esempio la perdita dei requisiti, necessari per beneficiare dei pagamenti o il cambiamento delle condizioni previste dalla normativa. Insomma, fatto sta che molte famiglie rischiano tutt’ora di non vedersi riattivato il beneficio economico anche in presenza dei requisiti, ma per sopraggiunto inadempimento delle comunicazioni connesse al beneficio.

Ecco, perché, per adesso, ci occuperemo delle circostanze che innescandosi possono produrre l’arresto parziale o definitivo del beneficio del Reddito di cittadinanza. Specie in considerazione del potenziamento dei controlli eseguiti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale e delle novità introdotte col decreto Sostegni. 

Reddito di cittadinanza: i vantaggi prodotti dal sussidio

Il decreto Legge n. 4 del 2019 convertito nella Legge n. 26 del 2019, ha disposto che il Reddito di cittadinanza, denominato alla sigla RdC, non è altro che una forma di sostegno economico di Stato. Una misura introdotta dal Governo per allinearsi agli altri Paesi europei che sono forniti di un “reddito minimo d'inserimento”, ossia una misura di Stato a supporto del reddito delle persone bisognose.

Il Reddito di cittadinanza, è nato, dunque, per assicurare alle persone disagiate un miglioramento della condizione economica, al fine garantire un reinserimento lavorativo, sociale e culturale nell’ambito della società.

Nello stesso momento, il decreto Legge n. 4 del 2019, ha riconosciuto il beneficio anche alle famiglie nel cui nucleo sono presenti membri con un’età pari o superiore a 67 anni. In questo caso, il sussidio assume il carattere di Pensione di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: i motivi della sospensione dei pagamenti

Nell’ultimo mese, molte famiglie hanno sofferto per la presunta sospensione dei pagamenti connessi al sussidio. Per adesso, quello che era un presagio funesto è divenuto una realtà per innumerevoli beneficiario del Reddito di cittadinanza.

Solo capire esattamente i motivi della sospensione dei pagamenti del beneficio, porta a risolvere in modo tempestivo il problema, così da ricevere nuovamente la ricarica dei pagamenti del RdC.

D’altra parte, le cause connesse alla sospensione del sussidio economico possono essere molteplici e si alternano in virtù dei requisiti previsti per i nuclei familiari che fruiscono del beneficio.

Le ragioni che innescandosi portano alla sospensione totale o parziale dei pagamenti del RdC, possono riguardare il cambiamento dei requisiti, nonché, condizioni regolamentati dalla Legge n. 26. Del 2019. Ma, è possibile che la sospensione del pagamento del sussidio sia dovuto alla conclusione del periodo di 18 mensilità. In effetti, sopraggiunta la scadenza delle diciotto mensilità del RdC, l’Istituto di previdenza sociale sospende immediatamente il pagamento.

Un’altra ipotesi che provoca la sospensione del pagamento del sussidio, potrebbe essere riconducibile all’inadempienza dei termini previsti per l’inoltro delle comunicazioni di variazione delle condizioni fissate dalla normativa inerente all’intero nucleo familiare.

A dire il vero, un esempio pratico potrebbe essere legato all’obbligo dell’esibizione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), attinente all’anno scorso, ossia 2020, la cui presentazione doveva avvenire entro la data di scadenza ultima fissata per il 31 gennaio 2021.

Reddito di cittadinanza: scatta la sospensione omessa presentazione dell’indicatore ISEE

In base alle indicazioni contenute nella Legge n. 26 del 2019, i nuclei familiari che godono del beneficio del sussidio, per continuare a fruire del RdC sono obbligati all’esibizione della dichiarazione dei redditi attraverso l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), riferito all’anno trascorso. La presentazione dell’ISEE rappresenta un passo decisivo, infatti, attraverso l’inoltro della dichiarazione si comunica la presenza dei requisiti e delle condizioni determinanti per il riconoscimento del Reddito di cittadinanza.

Ecco, perché, i fruitori del sussidio economico anche nel 2021 per dimostrare al Governo di mantenere il medesimo status economico previsto dalla normativa, avrebbero dovuto presentare l’indicatore ISEE entro la data del 31 gennaio 2021, rispettando in toto l’obbligo relativo alla comunicazione della situazione reddituale attraverso il modello ISEE.

Per adesso, seguendo le norme disposte sul Reddito di cittadinanza, tutti i beneficiari che non hanno ottemperato agli obblighi di legge sull’invio della comunicazione relativa alla presentazione dell’ammontare del reddito dell’intero nucleo familiare attraverso l’Indicatore ISEE, sono stati investiti dalla sospensione del pagamento del beneficio per i mesi seguenti.

Il blocco dei pagamenti connessi al RdC, persiste anche per le persone in possesso dei requisiti e condizioni previsti dalla normativa, sino al momento in cui non viene trasmessa la certificazione dell’Indicatore ISEE aggiornato.

Reddito di cittadinanza: la sospensione scatta dopo la scadenza

Altra possibile causa che potrebbe portare alla sospensione dei pagamenti RdC ruota sulla scadenza connessa all’erogazione del sussidio economico.

Precisando che, la norma contenuta nel decreto Legge n. 4/2019, modificata nella Legge n. 26/2019, spiega che il Reddito di cittadinanza, viene riconosciuto ai nuclei familiari dietro esplicita richiesta in presenza dei requisiti e condizioni previsti dalla normativa, per l’intero periodo in cui riscuotono il sostegno economico. La stessa legge disposte un termine di 18 mesi, oltre il quale il beneficio si interrompe. Ecco, perché, come da normativa il Reddito di cittadinanza terminato il suo ciclo di 18 mensilità ininterrotte viene sospeso automaticamente.

Dopo la sospensione per sopraggiunta scadenza, ossia quando il beneficiario ha concluso i diciotto mesi, viene attivato il blocco dei pagamenti del sussidio economico. In questo caso, si attiva un mese di sospensione a partire all’ultima data di erogazione del sussidio economico. Il beneficiario del RdC per poter fruire nuovamente del beneficio, deve ripresentare l’istanza, quindi, deve nuovamente richiedere l’accesso al Reddito di cittadinanza, se il nucleo familiare rispecchia i requisiti e le condizioni previste dalla normativa che garantiscono il riconoscimento del sostegno economico.

Con il rinnovo del sussidio economico e il riconoscimento del beneficio, dopo il mese di transizione viene ricaricata la carta RdC in modo automatico, senza necessariamente rifare la trafila iniziale presso lo sportello di Poste Italiane e del Comune di appartenenza.

Reddito di cittadinanza: la sospensione prevista dal decreto Sostegni

Nel decreto Sostegni è presente una forma di sospensione dei pagamenti del Rdc. A dire il vero, cambiano le disposizioni per i beneficiari del sussidio che iniziano un’attività lavorativa.  In questo caso, se un membro della famiglia beneficiaria del sostegno economico sottoscrive un contratto lavorativo subordinato a tempo determinato si attiva la sospensione del beneficio. 

Concluso il periodo di occupazione relativo al contratto lavorativo, ripartono i pagamenti del RdC, se vengono mantenuti i requisiti e le condizioni previste dalla normativa. In sostanza, si applicano le medesime disposizioni previste per la Naspi. Il periodo legato alla sospensione dei pagamenti del sussidio economico ha una permanenza massima di 6 mesi. 

Dopo il periodo di 6 mesi, l’Istituto INPS provvede a ricalcolare l’importo del sussidio economico spettante. 

Reddito di cittadinanza: se cambiano i requisiti?

La sospensione totale del beneficio economico, quindi, la formula che viene applicata per la sospensione definitiva dei pagamenti del RdC potrebbe essere riconducibile anche alla modifica delle condizioni economiche, nonché, di cittadinanza previsti dalla normativa per il riconoscimento del beneficio economico.

Alla fine, per non rischiare di perdere per sempre il Reddito di cittadinanza, è necessario rientrare nel requisito di cittadinanza. In altre parole, i richiedenti il sussidio economico devono risultare cittadini in possesso di cittadinanza italiana, oppure, cittadini dell’Unione Europea o extra-europei, in possesso di regolare permesso di soggiorno o residenza sul suolo italiano corrispondente a un periodo minimo di 10 anni, nel quale risultino almeno gli ultimi 2 anni di residenza continuativa.

Per quanto riguarda i requisiti economici, è necessario che l’Indicatore ISEE non superi il limite fissato dalla normativa equivalente a 9.360 euro. Il patrimonio immobiliare sia per il territorio italiano che quello estero, non deve superare la soglia di oltre 30.000 euro (escluso il valore della casa di abitazione).

Il valore del patrimonio mobiliare dovrà attestarsi su un limite non superiore ai 6.000 euro, a cui vengono sommati 2.000 euro per ogni membro in più appartenenti al nucleo familiare. In ogni caso, non si può superare la soglia massima fissata in 10.000 euro.