Il Documento programmatico di bilancio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Questo significa solo una cosa: a breve avremo notizie definitive in merito alla Legge di Bilancio 2022. Legge tanto attesa per le riforme che introdurrà. Tra queste, anche una riforma che vedrà protagonista il Reddito di Cittadinanza.

Anche se in molti stavano iniziando a temere per una possibile cancellazione di questa misura di sostegno, è ormai certo: il Reddito di Cittadinanza non verrà cancellato. 

Al contrario, è previsto un finanziamento ulteriore, che potenzierà il tanto discusso RdC.

Il governo è però ben consapevole del fatto che la misura, allo stato attuale delle cose, ha necessità di essere modificata, in quanto presenta moltissime problematiche. Prima fra tutti, quella dei furbetti che lo richiedono illecitamente.

Dunque, con la nuova Legge di Bilancio 2022, il Reddito di Cittadinanza cambierà volto in modo da diventare, o almeno si spera, più efficace e meno problematico.

Cerchiamo di capire insieme a quali sostanziali cambiamenti dovremo abituarci, nel 2022, in merito al Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza 2022 tra sfide e aumenti

Insomma, la prossima Legge di Bilancio si preannuncia particolarmente sfidante per il governo Draghi, che dovrà occuparsi anche di molte altre problematiche, tra cui quella relativa al nodo pensioni: se fino a qualche settimana fa si parlava di una Quota 41 per sostituire Quota 100, oggi si parla nuovamente di una Quota 102.

Ma, come accennavamo in apertura, la riforma pensioni non è l’unico nodo da sciogliere per il governo che, entro la settimana, dovrà occuparsi di mettere ordine tra le problematiche relative al Reddito di Cittadinanza.

Coloro i quali erano preoccupati per una possibile cancellazione del RdC possono ad oggi dormire sonni tranquilli: la misura non verrà affatto cancellata.

Anzi, subirà un potenziamento: secondo quanto leggiamo su una notizia appena riportata da Il Fatto Quotidiano, il RdC avrà a disposizione un finanziamento in aggiunta a quello già previsto: si parla, infatti, di circa un miliardo in più per finanziare questo sussidio.

Reddito di Cittadinanza, cambiano tutti i requisiti per richiederlo

Più che cancellare la misura, insomma, si vuole rendere il Reddito di Cittadinanza maggiormente efficace.

Per questa ragione, molto probabilmente, cambieranno i requisiti di accesso per poter richiedere il RdC.

Innanzitutto, la prima modifica sarà relativa agli anni di residenza richiesti dalla legge per l’accesso al Reddito di Cittadinanza; allo stato attuale, infatti, per ottenere il RdC sono necessari almeno dieci anni di regolare residenza in Italia.

A partire dal prossimo anno, invece, molto probabilmente questo numero verrà sostanzialmente ridotto, anche se non sappiamo ancora quale sarà l’entità esatta della riduzione.

Un’altra delle riforme previste dalla Legge di Bilancio riguarderà l’IRPEF, che sarà tagliato per tutte le famiglie italiane. Il taglio dell’IRPEF riguarderà anche i percettori del Reddito di Cittadinanza.

Questo, anche se non comporterà un effettivo aumento dell’assegno RdC, consentirà comunque ai beneficiari di risparmiare sull’Imposta, cosa che di certo migliorerà le condizioni reddituali dei percettori.

Ma si vocifera anche di novità in merito agli importi del Reddito di Cittadinanza, che dovrebbero essere aumentati.

Per sapere se questa modifica sarà attuabile, comunque, dovremo attendere conferme da parte del governo, che dovrebbero arrivare entro le prossime ore.

In ogni caso, tali aumenti dipenderanno quasi sicuramente dall’Assegno Unico. Allo stato attuale, purtroppo, i percettori di Reddito di Cittadinanza percepiscono solamente una parte dell’Assegno Temporaneo per famiglie con figli minori a carico.

Ma, dato che l’Assegno Unico diventerà ufficiale e universalmente valido per tutti a partire dal 2022, molto probabilmente i percettori di RdC potranno contare su un Assegno a cifra piena, senza che si preveda alcun taglio.

Reddito di Cittadinanza: la stretta sui furbetti!

Le modifiche al Reddito di Cittadinanza, che mirano a renderlo ancora più efficace, non riguardano soltanto degli aspetti tecnici che lo renderanno maggiormente fruibile: è infatti prevista anche una stretta sui cosiddetti furbetti.

Purtroppo, sono ad oggi troppi i cittadini che percepiscono illecitamente la misura, così come sono tantissimi coloro che rifiutano offerte di lavoro più volte, continuando a vivere la propria vita senza lavorare, solamente grazie al Reddito di Cittadinanza.

Il governo Draghi disporrà quindi degli accertamenti, che consentiranno di individuare chi si sta appropriando illecitamente del RdC; oltre a ciò, saranno previsti dei programmi di reinserimento lavorativo.

Controllo ulteriori sono previsti anche sui cittadini percettori di RdC che rifiutano le offerte di lavoro: coloro che rifiuteranno lavori per i quali sono ritenuti idonei rischieranno davvero di perdere l’assegno previsto dal Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: le criticità ancora non risolte

Non possiamo negarlo: la misura introdotta dall’ex Governo Conte ha sicuramente agevolato le vite di molti italiani, soprattutto durante il difficilissimo periodo di inizio pandemia.

Ma questa misura è abbastanza controversa e, sebbene mossa da nobili intenti, ha anche mostrato fin dall’epoca della sua prima introduzione tutte le sue carenze.

Se infatti non possiamo negare che il sostegno rappresenti un aiuto concreto per i cittadini italiani in condizioni economiche non proprio favorevoli, non possiamo nascondere che il Reddito di Cittadinanza abbia necessariamente bisogno di una riforma tempestiva.

Uno degli aspetti più criticati dell’agevolazione voluta dal Movimento 5 Stelle è sicuramente la mancanza di un concreto percorso di reinserimento lavorativo: il che ha condotto anche ad altre problematiche, quale quella di cui abbiamo accennato al paragrafo precedente, relativa al rifiuto da parte dei percettori di lavori per cui sono giudicati idonei.

La mancanza di adeguati controlli ha portato ad abusi, da parte di molti cittadini, ma la misura resta comunque valida nell’aiutare concretamente i nuclei familiari maggiormente in difficoltà.

Il Reddito di Cittadinanza può infatti essere richiesto soltanto su presentazione di un ISEE familiare abbastanza basso: la cifra massima è fissata a 9.360,00 euro di ISEE.

Solo le famiglie che rientrino in questo criterio potranno ricevere la misura; una volta effettuata formale richiesta, potranno essere percepiti fino a diciotto assegni, tutti di eguale importo.

Tale importo dipende dall’ISEE presentato dal nucleo familiare richiedente. Allo scadere dei diciotto mesi previsti e dopo aver atteso almeno un mese, la famiglia intestataria potrà richiedere nuovamente il RdC.

Dunque, idee e valori alla base del Reddito di Cittadinanza sono encomiabili, e ricordiamo, tra le altre cose, che anche molti altri Paesi hanno introdotto, anche prima del nostrano RdC, delle misure simili.

Il problema, adesso, sta solo nel rendere questa misura valida, accessibile e a prova di furbi.

Reddito di Cittadinanza: quando viene erogato

Occupiamoci adesso di dare qualche accenno sulle erogazioni del Reddito di Cittadinanza da parte dell’INPS.

Anche se, di solito, il RdC viene erogato il 27 di ogni mese, i percettori sanno bene che, talvolta, questa data non viene rispettata. Le date di percezione dipendono strettamente da quando si è richiesto il beneficio: i vecchi beneficiari, di solito, percepiscono l’assegno entro il 27, mentre i nuovi beneficiari entro il 15 di ogni mese.

Ma non sempre queste date vengono rispettate.

Molto spesso, per fortuna, si tratta comunque di anticipi e non di ritardi: la misura è una dei sostegni che può essere considerata tra le più regolari in merito all’erogazione degli assegni.

Dunque, di frequente, la percezione delle cifre del RdC avviene in anticipo: cosa che è accaduta anche il mese scorso, a settembre.

Ed è quello che sta succedendo anche questo mese in quanto alcuni percettori hanno già iniziato a ricevere quanto spettante già a partire dallo scorso 13 ottobre. Questa data vale per i nuovi richiedenti: i beneficiari di vecchia data, invece, dovrebbero ricevere prima del 27 ottobre il proprio Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza e aumenti attuali, ecco per chi

Infine, è doveroso spendere qualche parola in merito ai recenti aumenti che hanno interessato, nelle scorse settimane, il Reddito di Cittadinanza: aumenti che però riguardano solamente alcune famiglie.

Tali aumenti sono dipesi infatti dall’Assegno Unico, nella sua forma temporanea attualmente attiva: solamente le famiglie con minori a carico hanno potuto beneficiarne.

La maggiorazione per i percettori del Reddito di Cittadinanza arriverà, molto probabilmente, proprio nel corrente mese di ottobre.

Nello specifico, a ottobre, verranno recuperate le mensilità non ancora corrisposte, oltre che quella relativa al mese corrente.

I titolari di RdC, infatti, hanno diritto alla percezione dell’Assegno Temporaneo dall’epoca della sua introduzione, ossia a partire dal mese di luglio; ma le rate estive non sono stata ancora corrisposte, ad eccezione della prima che è stata erogata nel mese di settembre.

Per quanto riguarda l’Assegno Temporaneo di agosto e settembre, invece, l’attesa sembrerebbe essere finita e l’INPS dovrebbe erogare le mensilità arretrate entro fine ottobre.

Nulla ci fa sospettare ritardi ulteriore, in quanto l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha tutto l’interesse a mettersi in pari con i pagamenti, dato che a gennaio 2022 la misura nota come Assegno Temporaneo si tramuterà in Assegno Unico universale. 

Per l’Istituto sarà quindi necessario corrispondere ai beneficiari tutte le rate relative al 2021 entro fine anno, per poi partire con l’Assegno universale a partire dal prossimo gennaio.

Questo mese di ottobre può quindi essere considerato il mese perfetto per i percettori di RdC con figli a carico, che potranno contare su questi assegni aggiuntivi.

In merito alle prossime novità sul Reddito di Cittadinanza, non tarderemo ad informare i lettori quando queste verranno ufficializzate.