Il Reddito di Cittadinanza, per quegli italiani che possono beneficiarne, vedrà una vera e propria svolta durante il mese di ottobre 2021. Sono infatti in rampa di lancio molti supplementi all’assegno consueto del Reddito di Cittadinanza, che includeranno le quote degli arretrati dell’Assegno Unico universale per le famiglie con figli.

Già durante lo scorso mese, i percettori di Reddito di Cittadinanza e di Pensione di Cittadinanza avevano beneficiato di una importante anticipazione dei pagamenti, che sono stati corrisposti la settimana precedente a quella normalmente prevista. Alcuni percettori, infatti, i quali ricevono regolarmente la loro quota tra la terza e la quarta settimana del mese, hanno visto anticipati alcuni pagamenti già dal 10 settembre.

Nell’articolo che segue, dopo avere introdotto le caratteristiche dell’indennità, proviamo dunque a capire quali saranno gli importi del Reddito di Cittadinanza e delle sue integrazioni che verranno erogati durante il mese di ottobre 2021, e infine quanto verranno corrisposti ai percettori dell’indennità.

Che cos’è il Reddito di Cittadinanza?

Innanzitutto è bene chiarire di che cosa si tratta quando si parla di Reddito di Cittadinanza. Questa indennità, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, è stata introdotta nel gennaio 2019, al fine di sostenere economicamente i cittadini più in difficoltà.

Grazie a tale misura, i cittadini che dispongono dei requisiti possono ricevere una somma mensile proporzionata al loro status e avviare un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro.

Per i soggetti che invece hanno già raggiunta l’età anagrafica che garantisce i requisiti per il pensionamento (attualmente 67 anni) è possibile ricevere la Pensione di Cittadinanza. La quale garantisce ugualmente una somma mensile ma non è subordinata all’accettazione di un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro.

Quali sono i requisiti per poter ottenere il Reddito di Cittadinanza?

Per poter ottenere il Reddito di Cittadinanza (RdC), come accennato, è però necessario soddisfare alcuni requisiti di natura reddituale. In particolare, l’indennità è rivolta ai soggetti che sono in possesso di tutti i seguenti requisiti:

  • sono cittadini italiani o europei; oppure ai cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno, i quali abbiano residenza sul territorio italiano da dieci o più anni, e che abbiano realmente risieduto in Italia continuativamente per gli ultimi due anni;
  • hanno un reddito certificato da un indice ISEE non superiore ai 9360 euro l’anno;
  • sono proprietari di un patrimonio immobiliare inferiore ai 30 mila euro, escludendo da tale computo la prima casa dove essi hanno residenza o domicilio abituale;
  • sono titolari di un patrimonio mobiliare inferiore ai 6 mila euro; va in questo caso precisato che questo limite può essere superiore nel caso in cui all’interno del nucleo familiare nel quale sono collocati siano presenti soggetti affetti da disabilità;
  • percepiscono un reddito (riferito al nucleo familiare) non superiore ai 6 mila euro annui; nell’eventualità, però, in cui tale nucleo familiare abiti in un immobile non di proprietà ma in presenza di un regolare contratto di locazione (cioè in affitto), questo limite reddituale sale a 9360 euro l’anno;
  • non sono proprietari di autoveicoli immatricolati nei sei mesi che precedono l’inoltro della domanda per ottenere il RdC, o la cui cilindrata sia superiore ai 1600 cc;
  • non sono proprietari di motoveicoli immatricolati nei due anni che precedono l’inoltro della domanda per ottenere il RdC e la cui cilindrata sia superiore ai 250 cc;
  • sono proprietari di imbarcazioni;
  • non sono sottoposti a misure cautelari personali (es. arresti domiciliari, custodia cautelare in carcere, divieto di espatrio, etc.)
  • non sono stati condannati (con sentenza passata in giudicato) per alcune tipologie di reati (es. 270-bis, 416-bis, 422, e così via).

Come fare domanda per ottenere il Reddito di Cittadinanza?

Per ottenere il Reddito di Cittadinanza, in presenza dei requisiti di cui sopra, è dunque necessario inoltrare la propria domanda.

Questa deve essere corredata da una certificazione ISEE in corso di validità e può essere presentata online sul portale dedicato, oppure tramite l’ausilio di intermediari autorizzati alla gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione (ad esempio CAF). La domanda può inoltre essere presentata anche presso gli uffici postali competenti.

Successivamente, se la domanda verrà approvata dopo una attenta disamina dei requisiti richiesti, sarà il momento di ritirare la propria tessera del Reddito di Cittadinanza presso un ufficio postale competente. Grazie a tale tessera il percettore di RdC sarà autorizzato ad acquistare beni di consumo presso gli esercizi commerciali, a effettuare prelievi di contanti, versare le quote per il pagamento delle utenze domestiche ed effettuare bonifici per il pagamento di canoni di locazione o mutui sulla propria abitazione.

All’approvazione della domanda di Reddito di Cittadinanza da parte dell’INPS segue poi la convocazione da parte dei centri per l’impiego competenti, ove si dovrà sottoscrivere il Patto per il Lavoro e la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. In alternativa, il percettore può anche essere convocato dal Comune di residenza per la sottoscrizione del Patto per l’Inclusione Sociale.

Quanto spetta per il Reddito di Cittadinanza?

Per calcolare l’importo del Reddito di Cittadinanza occorre prendere in considerazione diversi fattori. Occorre infatti considerare il numero e la tipologia di componenti del nucleo familiare, così come la presenza di una abitazione di proprietà o soggetta a un canone di locazione, nonché la titolarità a ricevere il Reddito o la Pensione di Cittadinanza.

Senza dilungarci in calcoli complessi, si può comunque affermare che il Reddito di Cittadinanza non può comunque in nessun caso essere superiore ai 780 euro al mese. Il che, all’anno, significa un beneficio complessivo massimo erogabile pari a 9360 euro.

Il Reddito di Cittadinanza di Ottobre 2021

Come anticipato, per alcune categorie di percettori del Reddito di Cittadinanza, ottobre sarà un mese particolarmente ricco. In particolare, per i nuclei familiari con figli, arriverà l’Assegno Unico.

Qui occorre fare alcune precisazioni. L’Assegno Unico, infatti, introdotto dal 1° luglio 2021 in parziale sostituzione del complesso di assegni familiari e indennità varie dedicate alle famiglie con figli a carico, è in realtà ancora in una fase, per così dire, di prova. A voler essere precisi, difatti, al momento le famiglie percepiscono non l’Assegno Unico Universale, che comincerà a essere erogato a partire dal nuovo anno, ma ciò che viene chiamato Assegno Unico Temporaneo.

Non è questa la sede per dilungarsi oltre. Basti sapere che, per coloro che non hanno cominciato a ricevere l’Assegno Unico già da luglio è previsto il rimborso per le quote non percepite. E questo rimborso ha cominciato a essere erogato a partire dal mese di settembre 2021.

Occorre comunque precisare che, per poter avere diritto all’erogazione degli arretrati relativi ai primi mesi di Assegno Unico occorre inoltrare la propria domanda per l’indennità non oltre il 31 ottobre 2021. Il termine, infatti, è stato prorogato di un mese (inizialmente era fissato al 30 settembre 2021). E per tutti coloro che inoltreranno la propria richiesta entro ottobre vi sarà l’erogazione degli arretrati relativi alle mensilità di luglio, agosto e settembre 2021.

Gli arretrati dell’Assegno Unico sono esattamente il motivo che ha permesso ai percettori di Reddito di Cittadinanza di ricevere una indennità ancora maggiore rispetto a quella spettante. 

Ricapitolando. I percettori di Assegno Unico e Reddito di Cittadinanza che non hanno ancora ricevuto gli arretrati del prima vedranno accreditata sulla propria tessera del RdC tre indennità:

  • il Reddito di Cittadinanza;
  • la quota di Assegno Unico Temporaneo relativa al mese di ottobre 2021;
  • gli arretrati non ancora percepiti, i quali possono essere relativi a tutti e tre i mesi di luglio, agosto e settembre 2021, o soltanto a qualcuno di essi a seconda che si sia già percepita una quota di essi.

Come funziona l’Assegno Unico per chi è titolare di un Reddito di Cittadinanza?

Per coloro che ricevono il Reddito di Cittadinanza non è comunque necessario inoltrare la domanda per l’Assegno Unico Temporaneo. La banca dati dell’INPS, infatti, possiede già tutti i dati sufficienti per discriminare chi ha diritto anche all’indennità prevista per le famiglie con figli a carico.

Per poter beneficiare dell’Assegno Unico Temporaneo, è comunque necessario che all’interno del nucleo familiare siano presenti dei minori. Naturalmente sono inclusi anche i minori in stato di adozione o di affido preadottivo.

L’importo dell’Assegno Unico Temporaneo viene calcolata sulla base del valore dell’indice ISEE del nucleo familiare e viene moltiplicato per il numero di figli. Per quanto riguarda i percettori di Reddito di Cittadinanza, tuttavia, questo calcolo si fa un po’ più complesso, poiché bisogna considerare che anche il RdC prevede una maggiorazione per i figli a carico.

Quindi, i percettori di Reddito di Cittadinanza con figli a carico non riceveranno più questa maggiorazione, che verrà sostituita dall’importo dell’Assegno Unico Temporaneo.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Immaginiamo un nucleo familiare con un ISEE pari a 7 mila euro, e che include al suo interno due minori e due genitori. Se essi sono titolari di un Reddito di Cittadinanza percepiranno 500 euro mensili da esso. Mentre dovrebbero percepire un Assegno Unico di importo pari a 335 euro. Poiché risulta dalla moltiplicazione per due della quota spettante di 167,5 euro.

Epperò, dall’Assegno Unico deve essere sottratta la quota relativa alla maggiorazione del RdC prevista per i figli a carico. In questo caso: 111,1 euro.

Il che vale a dire, calcolatrice alla mano, che ai 335 euro debbono essere sottratti 111,1 euro. Dunque, 335 - 111,1 = 223,9 €. I quali vanno a sommarsi ai 500 percepiti di Reddito di Cittadinanza. Pertanto, la coppia riceverà in totale da Assegno Unico e Reddito di Cittadinanza: 500 + 223,9 = 723,29 €. 

Un aumento, insomma, di 223,9 euro al mese rispetto al periodo in cui non era stato introdotto l’Assegno Unico.