C’è grandissima attesa per scoprire cosa sarà presente nella nuova Legge di Bilancio del 2022, che vedrà l’attuazione delle nuove misure a partire dal 1° Gennaio

Sicuramente saranno tantissime le novità per il prossimo anno, sia riguardo i bonus che sono stati attivati in funzione della crisi economica e sociale scoppiata con la pandemia da Covid-19, sia sul versante pensioni che vedrà una vera e propria rivoluzione. 

Le novità sono previste anche per il Reddito di cittadinanza, una misura molto discussa da quando è stata emanata ad oggi. 

Varie le proposte e i pareri contrastanti dalle varie forme politiche in campo. 

Quello che è certo da fonti ufficiali è che: il Reddito di cittadinanza è stato riconfermato per l’anno 2022 ma con delle modifiche di attuazione importanti. 

Il finanziamento a favore della misura Rdc per il prossimo anno è stato assicurato con un altro mezzo miliardo di euro da parte del Governo Draghi, che va a sommarsi all’altro quasi mezzo miliardo rimasto nelle casse dal Governo Conte del 2020. 

In questa guida ripasseremo cos’è il Reddito di cittadinanza, a chi spetta e come farne richiesta. 

Cercheremo di prendere dalle fonti ufficiali tutto quello che sappiamo ad oggi riguardanti le novità previste e attese con la Legge di Bilancio del 2022

Reddito di cittadinanza: di cosa si tratta?

Con il decreto legislativo del 28 Gennaio 2019, n°4, è stato introdotto il Rdc, ovvero Reddito di Cittadinanza

Si tratta di una misura attuata dal Governo per contrastare al meglio la povertà presente nel nostro territorio italiano e per migliorare l’inserimento nel mondo del lavoro

Il Reddito di cittadinanza consiste in un sussidio economico a favore delle famiglie in grave difficoltà economica che ne avanzano richiesta. 

Le domande vengono gestite ed accettate dall’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), l’ ente altresì preposto all’erogazione dell’assegno mensile.  

La misura, introdotta con il decreto legge nel Gennaio del 2019 con il Governo Conte, ha poi trovato consenso anche dal Consiglio del Governo Draghi, attualmente in carica. 

Con la modifica avvenuta nel Marzo 2019, le famiglie italiane che possono avanzare domanda per il Reddito di cittadinanza percepiscono un assegno mensile di importi diversi, a seconda della situazione economica e sociale dichiarata. 

La Pensione di cittadinanza (PDC), invece, viene corrisposta a famiglie con componenti esclusivamente di età pari o superiore ai 67 anni, oppure famiglie che presentano una o più persone con età pari o maggiore ai 67 anni che convivono con soggetti incapaci di maturare reddito e cioè soggetti con handicap gravi o con una percentuale di disabilità alta. 

La cifra massima ricevibile da ogni famiglia beneficiaria del Reddito di cittadinanza è pari a 780,00 euro

Per agevolare l’erogazione mensile dei pagamenti è stata introdotta la Carta di Reddito di Cittadinanza.

Si tratta di una carta prepagata ricaricabile in cui ogni mese telematicamente l’ente preposto ai pagamenti versa la cifra spettante. 

Reddito di cittadinanza: Did e documenti necessari

Con l’avanzamento della richiesta del Rdc, si allega una dichiarazione personale di immediata disponibilità lavorativa (DID)

Il soggetto che intende percepire il Reddito di cittadinanza, deve necessariamente procedere con l’invio della dichiarazione immediata di disponibilità al lavoro, per accedere di diritto ai servizio di reinserimento nel mondo lavorativo. 

La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, può effettuarsi online oppure tramite sussidio di un centro dell’impiego o un patronato.

I lavoratori che perdono il lavoro ed entrano in disoccupazione possono inviare la dichiarazione così come chi ha ricevuto un preavviso di licenziamento.

Ma come compilare e consegnare la DID?

Attraverso la piattaforma online ufficiale dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), è possibile in autonomia inoltrare la dichiarazione, accedendo all’area riservata “MyANPAL” con Spid personale, Cns o Cie. 

Piccola parentesi: cosa sono Cns e Cie?

La Cie è la carta di identità elettronica con la quale il cittadino si identifica, mentre la CNS è la Carta Nazionale dei servizi, un certificato digitale che sostituisce la carta d’identità e che permette di identificare l’utente in rete con la possibilità di consultare telematicamente i propri dati personali come referti medici ecc..

In alternativa, la DID va compilata presso un centro per l’impiego oppure tramite enti di patronato. 

Chi non intende cercare un nuovo impiego ma risulta essere in fase di “non occupazione” non deve presentare la DID. 

Per lavoratori “non occupati” vanno intesi tutti i soggetti che non svolgono attività lavorativa o che non cumulano un reddito annuo superiore ai 8.000,00 euro o 4.800,00 se si tratta di un lavoro autonomo.

Un altro documento necessario all’inoltro della domanda di Reddito di cittadinanza è il Patto per il lavoro e per l’inclusione sociale.

E’ quindi, uno dei requisiti da rispettare da parte di chi vuole beneficiare del Rdc, l’adesione obbligatoria al PON, Patto per l’inclusione sociale. 

Il PON interviene laddove i nuclei familiari hanno una difficoltà al reinserimento nella società.

Il Patto per l’inclusione sociale si appoggia e fa riferimento ad una rete di servizi sociali lanciati dal territorio regionale o nazionale.

Nel reinserimento sociale dei soggetti più fragili si includono atti di ricerca di lavoro in maniera attiva, frequenza scolastica e disponibilità per un massimo di 8 ore da dedicare a progetti utili alla collettività, come attività dallo stampo culturale, artistico, formativo o ambientale. 

Tra i soggetti esclusi dai requisiti sopra citati troviamo i minorenni, gli over 65, i portatori di handicap o di disabilità invalidanti o chi se ne occupa o chi è già interessato in qualche attività riconosciuta di tirocinio o di formazione. 

Reddito di cittadinanza: platea dei beneficiari

Il Reddito di cittadinanza è rivolto alle famiglie che rientrano nei requisiti previsti per legge e che mantengono tale situazione per tutta la durata dell’erogazione del sussidio. 

Il Reddito di cittadinanza prevede l’adesione al percorso di inclusione sociale e introduzione al lavoro, con la sottoscrizione dei documenti di Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e il Patto per l’inclusione sociale. 

I soggetti esonerati da questi obblighi sono:

  • i minorenni;
  • i pensionati;
  • chi percepisce una pensione di cittadinanza;
  • chi ha un età anagrafica superiore ai 65 anni;
  • chi risulta essere un soggetto con disabilità o handicap (tranne se su base volontaria);
  • chi frequenta già un corso di studi;
  • i soggetti tirocinanti o già occupati;
  • chi si occupa di soggetti fragili, come disabili gravi o minori di tre anni;
  • i lavoratori in disoccupazione.

L’Inps non si occupa della raccolta di informazioni o di comunicazioni in tal senso, ma la competenza è dei Centri per l’impiego e dei Comuni di residenza dei soggetti richiedenti. 

I requisti generali richiesti devono rispettare le condizioni per cui chi inoltra domanda deve essere cittadino europeo ed aver raggiunto la maggiore età e avere una residenza stabile in territorio italiano da un minimo di dieci anni con due anni di residenza continuativa.

E’ necessaria la presentazione del proprio Isee familiare annuale ed allo stesso modo la propria situazione immobiliare e mobiliare, al momento della domanda e durante tutto il periodo di beneficio.

La situazione economica familiare di chi avanza la richiesta del Reddito di cittadinanza deve rispettare i seguenti requisti:

  • L’isee deve non superare i 9.360,00 euro all’anno;
  • Il patrimonio immobiliare totalitario non deve superare i 30.000 euro (esclusa la propria unità abitativa);
  • Il patrimonio mobiliare deve rispettare alcuni limiti previsti per legge, a seconda del numero di componenti o della presenza di soggetti minori o disabili nel proprio nucleo familiare.

Per altri dettagli sui requisiti e compatibilità con altri sussidi è utile consultare i due articoli dedicati: Reddito di Cittadinanza E Reddito di cittadinanza: al via i pagamenti .

Reddito di cittadinanza: cosa succederà nel 2022?

Con gli stessi finanziamenti dell’anno 2021, il Reddito di cittadinanza riconferma la sua presenza nella Legge di bilancio relativa al 2022

Anche se una fetta di popolo urlava alla sua cancellazione, il Governo Draghi ha deciso di riproporre il Rdc ma con delle modifiche non indifferenti. 

Nuovi limiti imposti ed obblighi a cui rispondere, se si vuole rientrare nella nuova platea di beneficiari Rdc. 

Il Governo preannuncia le modifiche in linea generale, preventivando una dettagliata revisione e rafforzo dei controlli nella fase del per-accoglimento delle domande.

Troppi sono già stati definiti come “i furbetti del Reddito di cittadinanza”, svalutando così la grande potenzialità della misura finanziata. 

Per conoscere tutti i dettagli della nuova attuazione del Reddito di cittadinanza a partire dal Gennaio 2022 è necessario attendere ancora qualche settimana, con la presentazione della nuova Legge di bilancio.

Si sta facendo attendere, infatti, il nuovo disegno di legge che vede tantissimi cambiamenti per il prossimo anno, ma qualche notizia ufficiale è arrivata.

Il primo cambiamento è relativo alla sospensione o riduzione degli assegni mensili per quelle famiglie o soggetti che rifiutano le proposte di lavoro nei 18 mesi di beneficio.

Si propone una riduzione al primo rifiuto, fino al definitivo blocco del beneficio alla seconda proposta lavorativa ricevuta e rifiutata.

Il reddito di cittadinanza fino ad oggi è previsto per una durata di 18 mesi, ma c’è la possibilità che con la nuova modifica il beneficiario possa avanzare una terza volta il rinnovo della misura che avrà un limite temporale di pari durata e cioè altri 18 mesi. 

Essenziale rimane il mese di sospensione dell’erogazione da un periodo di 18 mesi concluso ad un altro, prima dell’ulteriore rinnovo. 

Quindi le proposte risultano essere:

  • togliere il Reddito di cittadinanza a chi rifiuta il lavoro;
  • rinforzamento dei controlli per-assegnamento del beneficio “anti-furbetti”;
  • prolungamento della misura;
  • ampliamento della platea dei beneficiari