Dal 7 al 30 aprile 2021 si potrà presentare la domanda del Reddito di emergenza presso il sito dell’Inps o gli istituti di patronato. Lo ha comunicato giusto il primo aprile 2021 la stessa Inps con un messaggio che apre dunque questa finestra di 24 giorni per le famiglie messe in difficoltà dalla pandemia di Covid-19.

A questo serve infatti il reddito messo a punto dal Decreto Rilancio del maggio 2020 e poi rivisto dal governo ad agosto con il DL 104 e a ottobre con il DL 137. L’ultima versione del reddito di emergenza è poi giunta con il Decreto Legge del 22 marzo 2021 n. 41, il cosiddetto decreto Sostegni che recita all’articolo 12:

“Nell'anno 2021, il reddito di emergenza di seguito «Rem» […] è riconosciuto per tre quote […] relative alle mensilità di marzo, aprile e maggio 2021, ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”

Reddito di emergenza: cosa è e chi ne ha diritto

Il reddito di emergenza è una misura di sostegno alle famiglie in difficoltà diretto ai nuclei familiari (non ai singoli richiedenti in sé dunque). Come per il reddito di cittadinanza, anche per il reddito di emergenza è dunque l’intera famiglia che viene presa in considerazione da questa misura di supporto e il riferimento è all’ISEE del nucleo familiare attestato dalla DSU (la Dichiarazione Sostitutive Unica precompilata che per l’ottenimento dell’ISEE è necessaria). 

In pratica si guarda il reddito familiare del febbraio 2021 e il patrimonio mobiliare (secondo i criteri stabiliti dalla legge con l’articolo 4, comma 2 e l’articolo 5, comma 4, del d.p.c.m. del 5 dicembre 2013, n. 159). 

La soglia di reddito necessaria è ottenuta con una scala di equivalenza che vede passare la soglia minima da un reddito di 400 euro per un adulto a uno di 840 euro per tre adulti (di cui un disabile grave) e tre minorenni.
In pratica ogni punto della scala di equivalenza, dal primo per una famiglia consistente di un adulto, è incrementato di 0,4 punti per ogni ulteriore componente con più di 14 anni e di 0,2 punti per ogni altro componente minorenne (fino a un massimo di 2 almeno che non ci siano componenti con disabilità grave o non autosufficienza, nel qual caso si può arrivare a un massimo di 2,1).
I punti ottenuti della scala si moltiplicano dunque per 400 euro.

Al termine del calcolo si ottiene il seguente schema.

 

  1. Composizione del nucleo= 1 adulto
    Scala di equivalenza Punti=1;
    Soglia del reddito familiare*=400 euro
  2. Composizione del nucleo= 2 adulti
    Scala di equivalenza Punti=1.4
    Soglia del reddito familiare=560 euro
  3. Composizione del nucleo=2 adulti e 1 minorenne
    Scala di equivalenza Punti=1.6
    Soglia del reddito familiare=640 euro
  4. Composizione del nucleo=2 adulti e 2 minorenni
    Scala di equivalenza Punti=1.8
    Soglia del reddito familiare=720 euro
  5. Composizione del nucleo=3 adulti e 2 minorenni
    Scala di equivalenza Punti=2**
    Soglia del reddito familiare=800 euro
  6. Composizione del nucleo=3 adulti (di cui un disabile grave) e 3 minorenni
    Scala di equivalenza Punti=2,1***
    Soglia del reddito familiare=840 euro

* Per il REM d.l. 34 la soglia del reddito familiare è verificata con riferimento al mese di aprile 2020; per il REM d.l. 104, invece, la verifica punta al mese di maggio 2020; per il REM d.l. 137, infine, la soglia del reddito familiare viene verificata al mese di settembre 2020

** La scala di equivalenza teorica, pari a 2.2, è abbattuta a 2

*** La scala di equivalenza teorica, pari a 2,4, è abbattuta a 2.1, in presenza di componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

 

Per le famiglie che risiedono in un’abitazione in affitto la soglia è incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione dichiarato ai fini ISEE. 

Tra i requisiti è presente anche la necessità che nel nucleo familiare non siano presenti componenti che abbiano percepito o percepiscano le indennità dell’articolo 10 dello stesso DL Sostegni (“Indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport”).
Ovviamente il valore del patrimonio mobiliare previsto già dal DL Sostegni è stato aggiornato al 2020 come riferimento: si tratta di una soglia di 10 mila euro per tutta la famiglia accresciuta di 5 mila euro per ogni componente successivo al primo e fino alla soglia massima del patrimonio mobiliare a € 20 mila (soglia però incrementabile di altri 5 mila euro in presenza di un componente con disabilità grave o di non autosufficienza).

Altri requisiti indispensabili sono infine la residenza in Italia e un valore dell’ISEE sotto i 15 mila euro.

Un caso a parte sono le famiglie hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 la Naspi o l’Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22), sempre escludendo il reddito di cittadinanza: beneficiano del reddito di emergenza purché l'ISEE delk componente che ha teminato quei benefici non superi i 30 mila euro. 

Reddito di emergenza: a chi invece non va

L’articolo 82 del DL Rilancio (n. 34 del 19 maggio 2020), ripreso da ultimo anche dal DL Sostegni (DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41) esclude inoltre al comma 3 le famiglie che comprendono componenti che già percepiscono pensioni dirette o indirette (escluse quelle di invalidità), che hanno una retribuzione lorda da lavoro dipendente oltre i 15 mila euro, che percepiscono già il reddito di cittadinanza o le misure con finalità analoghe o previste dal DL 4 del 28 gennaio 2019.
Sono esclusi anche coloro che ricevono indennità sulla base degli articoli 27 (Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa), 28 (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell'Ago), 29 (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali), 30 (Indennità lavoratori del settore agricolo) e 38 (Indennità lavoratori dello spettacolo) del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

Reddito di emergenza 2021: ammontare o tetto massimo

L’INPS ha spiegato che il reddito – come stabilito dal decreto Sostegni – è riconosciuto per tre mensilità quest’anno (marzo, aprile e maggio 2021).

Ogni mensilità del Reddito di emergenza ammonta al prodotto di 400 euro per i punti della scala di equivalenza del nucleo familiare. Il calcolo è quello di cui sopra e quindi si arriva a un tetto massimo di 800 euro per mensilità almeno che con la presenza di disabili gravi o non autosufficienti nel nucleo familiari non si arrivi a 840 euro. Va anche notato che la scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti del nucleo familiare in stato di detenzione o ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture a totale carico dello Stato o della PA.

Complessivamente per questi provvedimenti è riconosciuto dalla DL Sostegni un limite di spesa di 663,3 milioni di euro per il 2021 per le tre mensilità di cui sopra e per le quote relative al comma 2 del DL, ossia quelle che hanno perduto tra luglio 2020 e febbraio 2021 Naspi o Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL), un tetto a 856,8 milioni di euro (totale 1.520,1 milioni di euro).