Il Reddito di Emergenza nuovamente al centro delle polemiche. Questa volta a far storcere il naso a milioni di italiani in attesa dei pagamenti sono una serie di segnalazioni arrivate in questi ultimi giorni. Nulla a che vedere con le date di erogazione del REm già fissate preventivamente dall’Istituto di previdenza e che sembrano essere rispettate.

Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale sui pagamenti del REm si consiglia di seguire il video Youtube di Mr LUL lepaghediale.

Altri sono i nodi da sciogliere.

L’INPS deve fare i conti con errori dell’attribuzione del diritto del Reddito di Emergenza per proroga dell’indennità di disoccupazione Naspi e DIS COLL.

In molti casi, anche se i requisiti sono rispettati, la domanda viene respinta per un errore del sistema che contraddice addirittura una circolare emesse dall’Istituto stesso.

Cercheremo di fare il punto sulle date di pagamento del Reddito di Emergenza, su cosa sta accadendo e come rimediare all’errore dell’INPS che ha portato a respingere numerose domande.

Reddito di Emergenza: in cosa consiste

Prima di affrontare le ultime questioni riguardanti il Reddito di Emergenza è necessario ricordare in cosa consiste la misura. Il Reddito di Emergenza è un’agevolazione pensata dall’ormai ex Governo Conte come aiuto economico a favore delle famiglie in difficoltà a causa della pandemia.

In particolare, è stato il Decreto n. 34 del 19 maggio 2020 a segnare la nascita del Reddito di Emergenza, in piena crisi epidemiologica e lockdown serrato.

Successivamente, il bonus ha subito ulteriori proroghe con Decreto n. 10 del 14 agosto 2020 e Decreto n. 137 del 28 ottobre 2020, per i mesi di novembre e dicembre 2020.

La conferma della proroga è stata data dall’INPS con comunicazione ufficiale sul portale dell’Istituto. Il REm veniva così riconosciuto ai nuclei familiari in evidente stato di difficoltà economica a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 purché in possesso dei requisiti patrimoniali, di reddito, residenziali ed economici stabiliti dalle norme in vigore.

Nel 2021 il persistere della pandemia ha spinto il nuovo esecutivo capeggiato dal premier Mario Draghi a rinnovare il Reddito di Emergenza per altre tre mensilità (gennaio, marzo ed aprile) come stabilito dal Dl Sostegni.

Sempre il REm ravvisa casi di incompatibilità con altre agevolazione. In particolare, non si può beneficiare del Reddito di Emergenza se si percepiscono bonus indennità Covid-19, Reddito di Cittadinanza e pensioni.

Reddito di Emergenza: quando la data per i pagamenti

L’INPS è stata molto chiara nel definire le tempistiche di comunicazione degli esiti delle domande ed i pagamenti del Reddito di Emergenza. I versamenti sono iniziati il 15 maggio per coloro che hanno presentato domanda REm entro il 30 aprile.

Le altre date da cerchiare in rosso sul calendario in base alle disposizioni INPS sono:

  • Il 15 giugno per chi ha presentato domanda dopo il 30 aprile
  • Il 15 luglio per chi presenta domanda entro il 31 maggio.

Va ricordato, infatti, che la possibilità di inviare domanda per il Reddito di Emergenza è stata estesa fino al 31 maggio dal Decreto Sostegni 2021.

E la tempistica sembra essere rispettata dall’INPS, almeno per quanto riguarda gli esiti. Da venerdì 14 maggio 2021 molti beneficiari hanno avuto comunicazione dell’accoglimento o meno della domanda per il Reddito di Emergenza. 

Si tratta comunque di pochi fortunati. Per molti utenti, infatti, la domanda è stata respinta perché mancante dei requisiti stabiliti dalla legge. Tutta colpa di un errore INPS!

Ad ogni modo, entro il 21 maggio dovrebbero partire i primi pagamenti per coloro che hanno presentato domanda di Reddito di Emergenza entro il 30 aprile 2021. Tutti gli altri devono attendere qualche settimana sia per avere gli esiti della domanda che per ottenere i pagamenti.

Reddito di Emergenza: l’errore INPS

Molteplici segnalazioni di domande di Reddito di Emergenza respinte arrivano da Orizzonte Scuola e dalla redazione “TheWam”. 

Al centro del mirino sono le domande REm per proroga dell’indennità di disoccupazione Naspi e DIS COLL. In molti casi, infatti, la domanda viene respinta nonostante siano rispettati i requisiti richiesti per presentare domanda, semplicemente per un errore INPS causato dal sistema.

Emblematica è la segnalazione arrivata ad Orizzonte Scuola. Un utente dichiara che per “mancanza dei requisiti di legge” la propria domanda di Reddito di Emergenza è stata respinta dall’INPS nonostante tutti i requisiti per farne richiesta fossero soddisfatti.

L’utente segnala di avere un ISEE corrente di 4.076.22 euro, di essere stato in Naspi fino all’inizio di ottobre 2020 (rispettando la fascia stabilita dal 1° luglio 2020 al 28 febbraio 2021), con due figli a carico maggiorenni di cui uno con disabilità al 100%. Il reddito familiare derivante dagli stipendi della moglie, invece, ammonta a 12.065,60 euro.

Alla base del problema, che interessa non soltanto l’utente in questione, c’è stato un errore di valutazione della domanda REm da parte dell’INPS.

L’istituto avrebbe calcolato i requisiti necessari non su chi ha presentato la domanda ma sugli interi nuclei familiari, respingendo per questa via un numero indefinito di domande che in realtà erano valide in virtù di quanto stabilito dall’articolo 12, comma 2 del Dl Sostegni.

Il Reddito di Emergenza spetta, infatti, ai lavoratori la cui indennità di disoccupazione è scaduta tra il 1° luglio 2020. Tanto è stabilito anche da una circolare INPS del 14 aprile 2021, n. 61:

“Al fine del diritto al beneficio REm, la NASpI e la DIS-COLL devono essere interamente godute e devono essere terminate all’interno del periodo 1° luglio 2020 - 28 febbraio 2021. 20 ed il 28 febbraio 2021 con un valore ISEE in corso di validità inferiore ai 30.000 euro

E ancora in premessa: “Si evidenzia che, in questa seconda ipotesi, il destinatario del Rem non è più il nucleo familiare nel suo complesso, ma il singolo beneficiario.”

Domande REm respinte, ora cosa fare?

Calma e sangue freddo.

Se vi accorgete di essere stati vittima dell’errore del sistema INPS e lo stato della domanda di Reddito di cittadinanza non dovesse cambiare recatevi presso un CAF per segnalare il problema.

Questo è il consiglio dato da Orizzonte Scuole e anche da chi ha ricevuto la stessa segnalazione. In questo modo, l’INPS verrà prontamente avvisata e deciderà sul da farsi. 

Tuttavia, l’Ente ha già comunicato il “mea culpa” e sta procedendo alla rivisitazione di tutte le domande respinte erroneamente in modo da cambiarne lo stato.

Probabilmente, in alcuni casi, il REm non spetterà veramente ma le segnalazioni sono troppe per non pensare che la stragrande maggioranza di domande siano state respinte a causa dell’errore del sistema INPS.

Dunque, basta solo pazientare e controllare lo stato della domanda di Reddito di Emergenza nella sezione dedicata del sito INPS alla quale si accede con SPID o Carta Nazionale dei Servizi (CNS), Carta d’Identità Elettronica (CIE) o PIN.

Nella sezione sulla gestione della domanda, in lista domanda ed esiti, si troverà la dicitura completata, accolta o respinta, acquisita o terminata (conclusi tutti e tre i versamenti) a seconda di quanto decretato dall’INPS.

Reddito di Emergenza: cosa cambierà con il DL Sostegni Bis

Manca poco ormai alla conversione in legge del Decreto Sostegni Bis. In settimana il testo per ora in bozza diventerà finalmente esecutivo e scopriremo quali novità ci attendono.

Al momento, voci di corridoio fanno sperare in nuovi cambiamenti anche sul fronte Reddito di Emergenza. Stando alle prime indiscrezioni, proprio il REm potrebbe subire un ulteriore proroga per ben due mensilità e con nuovi requisiti.

In particolare, l’agevolazione spetterebbe ai nuclei familiari con un reddito nel mese di marzo 2021 non superiore alla soglia stabilita dall’art. 82, comma 5, del Decreto-Legge n.34 del 2020, e non solo.

Alla stregua di quanto stabilito in passato spetterà ai cittadini residenti in Italia titolari di un patrimonio mobiliare (riferito all’anno precedente) non superiore ai 10.000 euro.

Tale soglia subirà una maggiorazione di 5.000 euro, senza eccedere i 20.000 euro, per ogni componente aggiuntivo presente nel nucleo familiare. Mentre la soglia ISEE da non superare per ottenere il REm sarà di 15.000 euro.

Reddito di Emergenza: casi di incompatibilità

Mettendo da parte l’errore del sistema INPS che ha portato a respingere moltissime domande REm, ci sono dei casi in cui la richiesta di Reddito di Emergenza non può essere fatta.

In particolare, non possono richiedere il REm quanti percepiscono i Bonus indennità Covid-19 previsti dall’art. 10 del decreto-legge n. 41 del 2021 e coloro che alla data del 23 marzo del 2020 risultano titolari di trattamenti pensionistici diretto o indiretti, fatta eccezione della pensione di invalidità.

A questi si uniscono i titolari di un contratto di lavoro determinato, sempre alla data del 23 marzo 2021, ad eccezione dei contratti di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità.