Reddito di Emergenza: ancora tempo per ottenere le quattro mensilità confermate dal decreto-legge 41/2021. Scadenza delle domande fissata ufficialmente al 31 luglio 2021.

L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha dato ufficialmente il via alle domande giorno 1 luglio, domande che si chiuderanno a fine mese e permetteranno agli interessati di ricevere altre quattro mensilità di Rem, da giugno a settembre.

Col DL Sostegni Bis sono quindi state confermate altre quattro mensilità per coloro che hanno risentito particolarmente della crisi causata dal nuovo coronavirus.

E gli interessati vogliono saperlo: quando arrivano i pagamenti del Reddito di Emergenza per le mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre?

Cerchiamo di capirlo insieme, analizzando anche tutti i dettagli della misura di sostegno.

Reddito di Emergenza: di cosa si tratta

Il Reddito di Emergenza, spesso abbreviato in REM, è una misura di sostegno economico nata con il cosiddetto decreto Rilancio (decreto-legge n. 34/2020), voluto dall’allora Governo Conte.

Da allora, l’agevolazione è stata più volte prorogata: anche il nuovo Governo guidato dal presidente Mario Draghi, data la consapevolezza delle pessime condizioni economiche causate dalla pandemia, ha concesso più volte la misura, prorogandola.

Ufficialmente, il Reddito di Emergenza era stato prorogato fino al mese di maggio 2021: ma, grazie al DL Sostegni Bis, potremo ancora usufruirne fino al mese di settembre, per ben quattro mensilità aggiuntive.

Nel tempo, comunque, la misura di sostegno conosciuta come REM ha subito dei cambiamenti, che analizzeremo tra poco. Sono infatti tantissime le restrizioni e le incompatibilità col Reddito di Emergenza, che potrebbero causare un esito negativo della domanda.

Reddito di Emergenza: l’INPS pubblica un nuovo comunicato online

In data 15 giugno 2021, l’INPS ha fatto sapere che il Reddito di Emergenza sarebbe stato prorogato, tramite un proprio comunicato ufficiale. In tale comunicato, però, non erano ancora stati fornite informazioni sufficienti circa le nuove modalità di accesso alla misura.

Ma i dettagli non si sono fatti attendere, arrivando ufficialmente grazie ad un nuovo comunicato ufficiale, nel Messaggio n° 2406 del 24 giugno 2021, firmato proprio dall’attuale Direttore Generale dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Gabriella Di Michele. 

Nel messaggio dell’Istituto vengono stabiliti ufficialmente gli importi del REM, i requisiti per poterlo richiedere e le modalità di invio della domanda che, come già accennato, potrà essere inviata soltanto fino al 31 luglio 2021; le modalità di presentazione della domanda, come leggiamo sul comunicato, sono esclusivamente online.

Per poter effettuare la richiesta del Reddito di Emergenza, gli interessati potranno inoltrare la domanda utilizzando il sito ufficiale dell’Istituto, alla sezione relativa alla Richiesta Reddito di Emergenza .

Reddito di Emergenza: ecco come presentare la domanda

Ricordiamo che, per poter beneficiare delle nuove mensilità dell’agevolazione, è indispensabile provvedere alla presentazione di una nuova richiesta, anche se si è giù usufruito del Reddito di Emergenza.

Come si legge chiaramente sul Decreto, infatti, non saranno previsti automatismi per il REM e, nel caso in cui non si presenti alcuna domanda, di fatto non si riceverà alcun aiuto.

Le nuove domande possono già essere inviate, e si avrà tempo (salvo ulteriori proroghe dell’ultimo minuto) fino a giorno 31 luglio 2021 per poterle presentare all’INPS.

Il link per avere accesso all’invio telematico delle domande è il seguente:

Reddito di Emergenza – domande online sito ufficiale INPS

Prima di poter accedere alla sezione di invio delle domande, occorrerà ovviamente provare la propria identità, per mezzo di Carta Nazionale dei Servizi CNS, Carta di Identità Elettronica CIE o SPID; è inoltre ancora possibile, per chi lo possiede, utilizzare l’accesso tramite PIN INPS.

Prima di accedere al sito, è bene munirsi di due documenti che verranno richiesti durante la fase di compilazione della domanda online:

  • certificazione ISEE
  • Dichiarazione Sostitutiva Unica

Sarà inoltre indispensabile, durante la compilazione delle domande, scegliere il metodo di pagamento che si preferisce per la ricezione del pagamento; si può scegliere tra bonifico (postale, bancario o domiciliato) o erogazione su libretto postale.

C’è dunque ancora tempo per presentare le domande per le quattro mensilità del Rem. Tuttavia, si consiglia agli interessati di inviare al più presto la propria domanda, in quanto il processamento delle domande avverrà in ordine cronologico: in questo modo, inviando la domanda ben prima del termine di scadenza, sarà possibile ricevere quanto prima le proprie mensilità.

Reddito di Emergenza, le date dei pagamenti delle nuove quote

Dati i ritardi dei mesi precedenti, in molti si stanno chiedendo quando arriveranno i pagamenti delle nuove mensilità.

Secondo quanto apprendiamo grazie ad alcune risposte fornite tramite la pagina Facebook ufficiale dell’INPS, l’elaborazione delle domande che si chiuderanno a fine luglio inizierà intorno al 15 agosto 2021.

Elaborata la domanda, i soggetti riceveranno gli esiti delle richieste e, solo dopo averlo ricevuto, potranno ricevere i pagamenti.

Insomma, per quanto riguarda le nuove quote del Reddito di Emergenza, di certo non possiamo aspettarle prima della seconda metà di agosto.

Come accennato al paragrafo precedente, le domande verranno elaborate in ordine di arrivo; dunque, per essere certi di essere tra i primi a ricevere le proprie mensilità, è opportuno affrettarsi con l’invio delle richieste all’INPS.

In ogni caso, sarà possibile verificare lo stato della domanda inviata sul sito ufficiale dell’INPS alla sezione dedicata, accedendovi secondo la procedura sopra descritta.

In questo modo si potrà anche verificare se la domanda per il Reddito di Emergenza verrà accettata o respinta.

Nuove rate del Reddito di Emergenza, a quanto ammontano?

Per quanto riguarda i calcoli per arrivare a capire a quanto ammonta il Reddito di Emergenza per le nuove mensilità, c’è da dire che nelle settimane passate si è creata della confusione, complice l’introduzione di un incremento delle soglie di reddito familiare per coloro che pagano un canone di locazione.

C’è infatti, per l’INPS, una sostanziale differenza tra chi, in DSU, dichiara di pagare un canone di locazione, rispetto a coloro che invece non lo pagano.

Senza canone di locazione, i beneficiari potranno ricevere da 400 euro ad un massimo di 840 euro mensili; nel caso in cui, invece, la famiglia sia soggetta a canone di locazione, le cifre stabilite vanno aumentate.

Specifichiamo che, per ogni adulto di età superiore ai 18 anni successivo al primo, la cifra di partenza andrà moltiplicata per 0,4; in caso di presenza di minori, la cifra andrà invece moltiplicata per 0.2 per ogni minore, fino ad un coefficiente massimo pari a 2.

In caso in cui nel nucleo familiare ci siano soggetti affetti da disabilità, il coefficiente massimo può raggiungere la cifra di 2,1: solo in questo particolare caso si potrà raggiungere il compenso mensile massimo previsto dal Reddito di Emergenza senza canone di locazione, ossia 840 euro.

Se nella DSU, invece, il nucleo familiare risulta pagante un canone di locazione, verrà aggiunto un dodicesimo del canone di affitto mensile al Reddito di Emergenza, che di conseguenza aumenterà: si parte da una cifra di 700 euro fino a 1.140 euro mensili.

I coefficienti sulla scala di equivalenza utili a calcolare le cifre esatte in base al proprio specifico caso si possono facilmente consultare nella sezione dedicata sul sito INPS.

Requisiti per accedere alle domande per il Reddito di Emergenza

Analizziamo adesso tutti i requisiti necessari per il Reddito di Emergenza, specificando che si tratta comunque di requisiti cumulativi: questo significa che, se anche uno solo dei requisiti non venisse rispettato, la domanda per il REM verrà rigettata.

In primo luogo, occorre che il richiedente sia residente in Italia: la residenza italiana riguarda solo il richiedente, non interessando invece il resto dei componenti del nucleo familiare. Non è stata comunque fissata una durata minima della residenza.

Il reddito del nucleo familiare, secondo quanto dichiarato dall’INPS, non deve poi essere superiore alla “soglia corrispondente all’ammontare del beneficio incrementata (…) nella misura di un dodicesimo dell’ammontare annuo dello stesso”.

Un altro requisito è relativo al patrimonio mobiliare dello scorso anno, che per nuclei familiari composti da single non deve superare la soglia dei 10.000 euro, cifra che viene incrementata, fino ad un massimo di 20.000 euro, per ogni componente aggiuntivo al nucleo familiare, ognuno dei quali apporta un incremento pari a 5.000 euro. La soglia è innalzata di ulteriori 5.000 euro nel caso di presenza di soggetto disabile nel medesimo nucleo familiare.

Sono ammessi alla richiesta del Reddito di Emergenza soltanto coloro che, in presenza di DSU in corso di validità, dichiarano un reddito annuo non superiore ai 15.000 euro.

Reddito di Emergenza: ecco chi sono gli esclusi dalla percezione della misura

Ovviamente, il mancato rispetto di uno dei requisiti di cui sopra comporterà l’automatica esclusione dalla possibilità di ricevere le nuove mensilità del Reddito di Emergenza.

Eppure, esistono altri casi di incompatibilità che comportano l’esclusione dalla platea dei beneficiari del REM.

Le nuove mensilità dal Reddito di Emergenza, innanzitutto, non possono essere cumulate con altre indennità covid, quali il bonus lavoratori agricoli e il bonus collaboratori sportivi.

Non è inoltre cumulabile né con trattamenti pensionistici diretti, né con quelli indiretti, ad eccezione della pensione di invalidità. Infine, non è possibile cumulare Reddito di Emergenza con il Reddito di Cittadinanza (o con la Pensione di Cittadinanza).

Attenzione: l’esclusione dal Reddito di Emergenza vale non solo se una di queste misure è percepita dal richiedente, ma anche se uno dei componenti del nucleo familiare interessato ha percepito o tutt’ora percepisce una delle indennità sopra descritte.