Il decreto sostegni bis è stato approvato dopo una riunione iniziata giovedì 20 maggio alle ore 11.45. Un nuovo pacchetto di aiuti da 40 miliardi di euro che come ha illustrato il premier Mario Draghi vanno a beneficio di famiglie, lavoratori ed imprese. E come ha ribadito lo stesso premier, ancora una volta è il tempo di dare e non chiedere soldi agli italiani, rispondendo a chi aveva chiesto il suo punto di vista sulla proposta del segretario del PD, Enrico Letta, relativa ad una patrimoniale sulle successioni di importi alti. Tra gli aiuti approvati dal Consiglio dei Ministri, anche la proroga del Reddito di Emergenza per altri quattro mesi da giugno a settembre 2021

Chi sono i beneficiari del Reddito di Emergenza

Non si è ancora fuori dalle sabbie mobili! L'economia concede qualche segnale di ripresa e si spera che con l'estate riparta l'Italia intera. Per questo motivo molti cittadini italiani fanno ancora fatica a trovare lavoro e anche chi ne ha uno fa fatica ad arrivare a fine mese. C'è ancora necessità di sostenere le famiglie italiane. Il Reddito di Emergenza, che era stato già prorogato per tre mesi fino a maggio, è ulteriormente prorogato di altri 4 mesi fino a settembre. Le parole del presidente del Cosiglio dei Ministri sono state chiare in occasione dell'illustrazione delle misure contenute del Decreto Sostegni bis:

non è ancora il tempo di chiedere soldi agli italiani.

E sono tanti coloro che da questa pandemia hanno subito conseguenze economiche serie. La platea dei beneficiari del ReM è piuttosoto vasta. Possono accedere alla misura i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS; liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata; lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione Separatta; lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, anche somministrati; lavoratori dello spettacolo; lavoratori agricoli; lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; incaricati alle vendite a domicilio; lavoratori domestici; lavoratori marittimi; lavoratori dello sport.

Requisiti per accedere al Reddito di Emergenza

Ai fini del riconoscimento del Reddito di Emergenza, si applicano i requisiti previsti dall’articolo 12, comma 1, del Decreto Legge del 22 marzo 2021, n. 41. In particolare, il reddito di emergenza è riconosciuto ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

I requisiti che devono essere soddisfatti da tutti per poter ottenere il reddito di emergenza sono:

  • residenza in Italia al momento della domanda, verificata con riferimento al solo componente richiedente il beneficio;
  • un valore del reddito familiare, nel mese di febbraio 2021 inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio cui si comma un dodicesimo dell'importo dell'affitto annuo pagato;
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare (con riferimento all’anno 2020) inferiore a 10 mila euro (la soglia è accresciuta di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo – fino a un massimo di 20.000 euro – e in presenza di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza);
  • un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento di presentazione della domanda, inferiore a 15.000 euro. L'ISEE può essere anche quello corrente, ma è importante che sia in corso di validità.

Con il Decreto Sostegni furono introdotte delle novità che sembrano non essere state escluse dal Decreto sostegni bis.

Reddito di Emergenza: quali sono le novità prorogate

Il 1 aprile, l'Inps con messaggio n°1378 del 01/04/2021, aveva comunicato le caratteristiche del Reddito di Emergenza per i mesi di marzo, aprile e maggio.  I beneficiari della proroga di marzo, erano i nuclei familiari in condizioni di difficoltà, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, e in possesso cumulativamente dei requisiti di residenza ed economici, patrimoniali e reddituali, previsti dalla normativa vigente.

La novità che si introduceva per quelle tre erogazioni riguardava i percettori di NASpI e Dis-Coll che avevano terminato di ricevere l'accredito tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 ed avevano un ISEE non superiore a 30.000 euro.

Inoltre, altro cambiamento, per coloro che erano in affitto, alla soglia massima di reddito oltre il quale il reddito di emergenza non è erogato, si aggiungeva sul reddito percepito a febbraio 2021, la quota di un dodicesimo dell'affitto. Ad esempio se una famiglia ha avuto un reddito a febbraio 2021 di 350 euro ma paga un affitto mensile di 600 euro, la nuova soglia di reddito da non superare è di 1.000 euro base, cui poi moltiplicare i coefficienti previsti per il reddito di cittadinanza.

Queste novità sembrano essere state riconfermate, anche con il Decreto Sostegni bis. O per lo meno non essendo state cancellate si presume che rimanagano in piedi anche per le ulteriori 4 mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre. Novità invece per chi percespisce la Naspi.

Reddito di emergenza: a quanto ammonta 

Dal punto di vista del calcolo del Reddito di Emergenza, non cambia nulla. Rimangono confermati gli algoritmi per richiedere le ulteriori quattro mensilità, la cu domanda va presentata entro entro il 31 luglio 2021 tramite il modello di domanda predisposto dall'INPS e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.

Gli importni vanno da un importo minimo di 400 euro ogni trenta giorni fino a 840 euro. Il calcolo dell'importo si basa utilizzando la misura base di 400 euro con i coefficienti della scala di equivalenza usati per il reddito di cittadinanza. Questi sono:

per il primo componente del nucleo familiare più 0,4 per ogni altro membro maggiorenne e 0,2 per ogni componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1.

Per verificare la sussistenza del requisito si prende dunque a riferimento il reddito di 400 euro mensili rapportato ad 1 per il primo componente del nucleo famigliare. Utilizzando gli altri coefficienti si scoprono gli importo del REm nonchè le soglie oltre le quali il REm non è erogabile.

Per gli altri componenti, oltre il primo, i coefficienti sono:

  • 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni;
  • 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

Se in un nucleo famigliare ci sono due adulti di cui uno in condizioni di disabilità grave e due minorenni, il coefficiente complessivo è di 2. La soglia limite reddituale è di 800 euro. La famiglia in queste condizioni che non percepisce reddito o indennizzi Covid19, potrà ricevere 800 euro ogni trenta giorni per 4 mesi. Se la famiglia è in affitto, a questo importo si aggiunge un dodicesimo del canone di locazione pagato. 

L'importo massimo del reddito di emergenza è di 800 euro al mese, 840 euro se c'è un componente con disabilità grave.

Novità per i percettori di NASPI

Il precedente Decreto Sostegni aveva concesso ai percettori di Naspi e Dis-Col che avevano terminato di percepire i relativi assegni a febbraio 2021 di poter accedere al Reddito di Emergenza per 3 mesi. Nel decreto sostegni bis non è chiaro se anche per loro ci sarà un'ulteriore proroga di 4 mesi. Invece per i percettori di Naspi che stanno ricevendo il nuovo assegno dall'Inps si vedranno riconosciuto un importo senza il decalage del 3% dal 4 mese. Chi quindi sta ricevendo la Naspi continuerà a percepirla fino a fine 2021 senza vedersi decurtare l'importo del 3%. La sospensione della riduzione progressiva dell’indennità a partire dal quarto mese di fruizione, infatti, vale solo per il 2021 (dall’entrata in vigore del decreto legge al 31 dicembre 2021).

Dal primo gennaio 2022, come è stato spiegato, alle prestazioni ancora in corso si applicherà la riduzione corrispondente ai mesi di sospensione trascorsi.