Manca un mese esatto alla fine del 2021 e al brindisi di benvenuto del 2022.

Fra le proposte di legge del Governo per favorire i cittadini, si potrebbe incontrare nuovamente il tanto apprezzato Reddito di emergenza, che avrebbe tutta l’aria di venire prorogato già da gennaio.

Oltre a questa misura di sostegno, anche lo stato di emergenza potrebbe essere soggetto ad un allungamento temporale che ne prevederebbe il mantenimento fino ai mesi estivi dell’anno prossimo.

Scopriamo qualcosa di più in questo articolo. Vi và?

Reddito di emergenza: in arrivo, proroga dello stato di emergenza.

In queste ultime giornate uggiose di novembre, il governo sta affrontando l’ipotesi di prorogare lo stato di emergenza anche per i primi mesi del 2022.

Tale allungamento dei tempi, però, necessiterebbe di una norma fatta su misura che possa giustificare il suo mantenimento fuori dai limiti temporali consentiti.

Lo stato di emergenza vigente dal proliferarsi del virus Covid-19 infatti, ha durata massima di due anni, oltre i quali non è possibile attuare una proroga a meno che non vengano introdotti decreti particolari che la richiedano per giusta causa.

Sebbene le ultime notizie ai telegiornali nazionali parlino di un aumento dei contagi, il risultato della campagna vaccinale fa ben sperare che la situazione possa essere contenuta e risolta in sicurezza.

È forse proprio per questo motivo che, ancora, non si ha certezza che la proroga di cui tanto si parla possa venire attuata, soprattutto in mancanza di dati che la necessitano.

Essendo una misura temporanea deliberata in un periodo di grave emergenza sanitaria ed essendo in tutto e per tutto una manovra eccezionale che diverge dalle competenze ordinarie degli organi dello Stato, sarà difficile portarla avanti fino al 2022 senza un decreto specifico.

Al momento, seguendo la linea di evoluzione della diffusione del virus, c’è chi pensa che sia utile far valere le restrizioni e le relative misure di prevenzione ( green pass, tamponi, vaccini, distanziamento e compagnia bella) almeno fino a marzo 2022.

Il video di Varese News ci porta direttamente al momento della conferenza stampa in cui il premier Mario Draghi, ha ringraziando i cittadini che hanno aderito alla campagna vaccinale:

Purtroppo però, non ha espresso una propria opione al riguardo ed insieme a Roberto Speranza, ha contonuato a perseguire la difesa dei i provvedimenti attuati finora.

Come riporta ilgazzettino.it:

“Questi provvedimenti dicono che vigiamo prevenire per preservare, per conservare, vogliamo essere molto prudenti per evitare i rischi [..] per riuscire a conservare quello che ci siamo conquistati, che gli italiani si sono conquistati nel corso di quest’anno”

Inoltre, non ha dimenticato di evidenziare la situazione del nostro Paese rispetto al resto del mondo, spiegando che sebbene la curva dei contagi sia continuamente soggetta ad aumento e ad una diminuzione, tutto rimane sotto controllo.

Insomma, stando a quanto rilasciato, sembrerebbe che per la fine del 2021 potremmo rivedere la luce in fondo al tunnel, anche se non si esclude una possibile recidiva.

Ciò che è certo è che sullo stato di emergenza si dovrà discutere ancora un pò e si deciderà il da farsi soltanto a fine anno, quando si tireranno le somme e l'intera questione "pandemia" sarà discussa a tavolino. 

Reddito di emergenza: cos'é, a chi spetta e come funziona?

Sebbene lo stato di emergenza riconduca (almeno nominalmente) al reddito di emergenza, in realtà quest’ultima misura ha natura e finalità diverse.

È sbagliato, dunque, pensare che se per il primo si dovesse decidere per la proroga al 2022, la stessa sorte andrebbe a toccare inevitabilmente il secondo.

Come spiega miuristruzione.it:

“Lo stato di emergenza non è strettamente connesso alle decisioni relative alle politiche di welfare, in altre parole significa che la proroga dello stato di emergenza non garantisce che venga prorogato anche il reddito di emergenza.”

Quindi, occhio a non confondere questo particolare.

Il Reddito di emergenza è stato un vero toccasana per quanti si sono trovati in difficoltà a causa dell’arrivo dell’emergenza pandemica.

Questa misura assistenziale disposta dal governo, permetteva alle famiglie italiane (residenti nel territorio) che versavano in grave disagio economico, di poter andare avanti grazie alla corresponsione di una somma di denaro erogata in base a:

  • valore Isee: inferiore a 15.000 euro
  • valore patrimonio mobiliare (2020): inferiore a 10.000 euro (+ 5.000 euro se presente componente con grave disabilità)
  • valore reddito familiare: inferiore a 800,00 euro nel mese di aprile 2021
  • mancato diritto di percezione di altri sostegni economici

Rifacendosi quanto definito nella scala di equivalenza, nel calcolo dei coefficienti e prendendo in considerazione il numero dei componenti del nucleo familiare, l’importo veniva così ripartito:

  • per una persona: 400,00 euro al mese
  • per un adulto e un minore: 480,00 euro al mese
  • per due adulti: 560,00 euro al mese
  • per due adulti e un minore: 640,00 euro al mese
  • per due adulti e due minori: 720,00 euro al mese
  • per tre adulti e due minori: 800,00 euro al mese
  • per tre adulti e due minori di cui uno affetto da handicap: 840,00 euro al mese

Ad incrementare la cifra spettante, inoltre, anche la presenza di un contratto di locazione per il quale la soglia dei coefficienti poteva aumentare di un dodicesimo.

Al fine di verificare il possesso di tutti questi requisiti ed accedere al beneficio del Reddito di emergenza, la famiglia richiedente era tenuta a presentare una DSU in corso di validità, nella quale erano presenti tutti i dati dei componenti del nucleo familiare e quelli relativi al patrimonio.

Una volta appurata la sussistenza di questi requisiti, il sussidio veniva erogato per due mensilità dalla data di presentazione della richiesta.

Reddito di emergenza: quando arriva la quarta rata?

Poiché a richiedere il Reddito di emergenza sono stati in molti, il governo ha scelto di disporre altre quote per sostenere maggiormente i soggetti più bisognosi.

Purtroppo, anche se questa decisione è stata apprezzata dai cittadini, non è stata vista di buon occhio dall’Inps che ha dovuto far fronte ad un ingorgo burocratico mica da poco, dovuto alla mancata correttezza delle domande o all'arrivo a fiumi delle stesse.

I ritardi dei pagamenti si sono evidenziati subito e le lamentele non sono mancate, soprattutto per quanto concerne la quarta rata ( relativa a settembre).

A quasi due mesi di ritardo, sembra che finalmente si possa vedere l’arrivo della somma mancante, che inizialmente era stata fissata a fine ottobre e slittata a novembre per motivi pratici.

Entro domani, venerdì 26 novembre, si dovrebbe veder comparire il beneficio, erogato mediante bonifico domiciliato o direttamente nel conto corrente.

Inoltre, è possibile che vengano pagati anche gli arretrati di altre misure di sostegno che potrete consultare visionando l'articolo scritto da Elisa Borgato per Trend-online. 

Reddito di emergenza: verso la proroga 2022?

Sulla proroga del Reddito di emergenza nessuno dice una parola, nemmeno Draghi, ma le ipotesi che si possa utilizzarlo anche nel 2022 diventano sempre più una realtà.

Le possibilità che vedono un allungamento del beneficio sono molte, soprattutto visto come stanno andando le cose in questo periodo dell’anno.

Con l’arrivo delle feste natalizie si prevede il ritorno alle vecchie restrizioni, con afflussi e orari da rispettare, per non parlare della questione green pass e no green pass.

Finora, nella Legge di Bilancio 2021 si fa riferimento a qualsiasi normativa che ha per argomento la finanza e le pensioni, ma manca un baffo di spunta sul tema del Reddito di emergenza.

Soltanto dando uno sguardo ad un capitolo nominato “Obiettivi programmatici e previsioni macroeconomiche” sembra che ci sia una speranza.

Nel testo si parla proprio della misura straordinaria attivata per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dall’emergenza pandemica, ma viene subito precisato che l’introduzione della proroga sarà possibile solo qualora ne ricorresse l’esigenza.

In parole povere, senza dati che portino a necessitare un allungamento dei tempi di fruizione di questa misura, la proroga non s’ha da fare.

Eppure, volgendo l’attenzione alle ultime notizie trapelate dal web, si nota che, come spiega thewam.net:

“L’intonazione della politica di bilancio resterà espansiva fino a quando il PIL e l’occupazione avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019.”

Facendo dei rapidi calcoli, tali condizioni potranno essere raggiunte solo fra due anni.

Ma quanti soldi potrebbero volerci per mantenere la misura anche nel 2022?

Vi basterà sapere che solo per le ultime 4 rate, lo Stato ha impiegato ben 1 miliardo e 153 mila euro, a fronte dei 2 miliardi e 400 mila disponibili.

Anche volendo, i 300 mila euro rimasti non potrebbero bastare per finanziare rate aggiuntive, quindi occorrerebbe un plafond maggiore per stare più tranquilli.

E se parlassimo di tempistica?

Quanto tempo sarebbe necessario per vedere attuata la proroga?

Per rispondere a queste domande bisogna tenere presente che il tempo non è mai stato amico del governo e che spesso e volentieri, si è fatto di tutto per perderlo, invece di utilizzarlo per fare qualcosa di concreto.

A spanne, probabilmente ci si potrebbe riuscire per l’inizio del 2022, ma solo se l’impegno delle parti è al massimo

Vuoi sapere cosa accadrà al Reddito di emergenza e allo stato di emergenza nel prossimo mese?

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