È di poche ore fa l’annuncio da parte dell’INPS dello slittamento del termine di presentazione delle domande del Reddito di Emergenza. Dal 30 aprile la scadenza viene spostata al 31 maggio 2021. Ancora oltre un mese di tempo, dunque, per fruire delle tre mensilità, marzo, aprile e maggio, disposte dal Decreto Sostegni.

La domanda del Reddito di Emergenza fino al 31 maggio

L’INPS lo ha comunicato con un messaggio il 26 aprile, pochi giorni prima della scadenza del termine di inoltro delle domande di REM.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, tenuto conto della necessità di garantire un più ampio accesso al Reddito di Emergenza di cui all’articolo 12 del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, il cui termine perentorio di presentazione era stato fissato al 30 aprile 2021, ha autorizzato il differimento del termine di presentazione delle domande al 31 maggio 2021 con nota protocollo numero 0003478.23-04-2021.

Un altro mese a disposizione, dunque, per fare domanda della misura di sostegno progettata nei mesi scorsi dal Decreto Rilancio. 

Progettata come misura di contrasto alle nuove povertà nate dalla emergenza sanitaria, il Reddito di Emergenza nel dicembre 2020 aveva raggiunto oltre 335 mila famiglie italiane, per un importo totale erogato mensilmente di 182 milioni di Euro. 

Le sue quote mensili sono state più volte rinnovate dai vari decreti Ristori, con un andamento che ha seguito abbastanza fedelmente il percorso dell’emergenza sanitaria.

Il Decreto Sostegni ha conservato questa linea di condotta rinnovando il REM per altri tre mesi: marzo, aprile e maggio 2021. Ha introdotto inoltre due innovazioni che, nelle previsioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dovrebbero riuscire nel compito di triplicare il numero dei nuclei familiari raggiunti.

Stiamo parlando dell’aumento delle soglie reddituali per i nuclei familiari che vivono in casa di affitto, e dell’apertura ai lavoratori disoccupati che hanno terminato di percepire l’indennità NASpI e Dis-Coll.

Il Reddito di Emergenza per i nuclei familiari in casa di affitto

La prima innovazione introdotta dal nuovo esecutivo riguarda una particolare sensibilità per i nuclei familiari che vivono in casa di affitto.

Per loro la soglia reddituale, con riferimento a febbraio 2021 e commisurata alla composizione del nucleo stesso, è incrementata di un dodicesimo del canone di locazione dichiarato in DSU. 

Questo tipo di intervento comporterà sicuramente l’accesso al REM ai nuclei familiari con reddito più alto che precedentemente erano stati esclusi dal beneficio.

Ad es., un nucleo familiare composto da due adulti e due minori può richiedere tre mensilità di importo pari a 720 Euro ciascuna, determinato con la scala di equivalenza predisposta. Questo importo, al contempo, corrisponde anche alla soglia massima del reddito familiare, di febbraio 2021, che limita l’accesso al REM.

Se la famiglia vive in locazione, e ad es. paga 300 Euro al mese di affitto, nel suo caso specifico, la soglia di accesso al Reddito di Emergenza si eleverà a 1.020 Euro. Molte famiglie che nelle proroghe scorse del REM non avevano avuto accesso al beneficio perché con un reddito troppo alto, ora sicuramente riusciranno a rientrare all’interno dei parametri richiesti.

Ma questa non è la sola innovazione al Reddito di Emergenza INPS 2021.

L’estesione del Reddito di Emergenza ai post NASpI e Dis-Coll

La seconda innovazione che l’esecutivo Draghi ha introdotto in materia di Reddito di Emergenza, riguarda i circa 835 mila lavoratori che fra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 hanno terminato di percepire le indennità di disoccupazione NASpI e Dis-Coll, e che possiedono un Isee, ordinario o corrente, inferiore a 30 mila Euro.

L’accesso alla misura di sostegno è svincolata dai requisiti richiesti ai nuclei familiari.

Anche per loro sono disposte le tre mensilità di Reddito di Emergenza, marzo, aprile e maggio 2021, nell’importo commisurato al nucleo familiare composto da un'unica persona.

In altri termini, anche se il lavoratore disoccupato vive in famiglia ed è in possesso dei requisiti necessari, l’importo massimo di REM che percepirà sarà comunque pari a 400 Euro mensili, ovvero all’imposto minimo previsto dalla misura.

Quest’ultimo aspetto potrebbe sollevare qualche obiezione. Se la novità riguardante i nuclei familiari in affitto comporta sicuramente un vantaggio per questi ultimi, i 1.200 Euro complessivi (le 3 quote di REM) destinati ai post NASpI e Dis-Coll, non necessariamente possono rappresentare un valore aggiunto per gli ex lavoratori.

L’accesso al REM per i lavoratori disoccupati, in realtà, è l’alternativa scelta dal Governo Draghi alla proroga delle indennità di disoccupazione promessa dall’esecutivo precedente. Si parlava effettivamente di almeno due mesi di rinnovo per entrambe le indennità. Poi la crisi di Governo. E la proroga ha lasciato il posto a tre mesi di Reddito di Emergenza.

Per qualcuno potrebbe essere un vantaggio, per altri lavoratori invece potrebbe rappresentare un’occasione meno conveniente. Teniamo a mente, come termine di paragone, che la prestazione di NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni. In ogni caso, leggiamo dalla Circolare INPS n. 7 del 21/01/2021, l’importo massimo mensile è pari a 1.335,40 Euro.

Ma quali sono i requisiti per accedere al Reddito di Emergenza?

Requisiti reddituali e patrimoniali per accedere al Reddito di Emergenza INPS

Lo slittamento al 31 maggio 2021 del termine di presentazione delle domande al REM non influisce sui requisiti di accesso richiesti per l’accesso alla misura.

Ricordiamo che i valori sono riferiti al nucleo familiare e non al singolo componente che fa la richiesta del REM.  Devono inoltre essere posseduti congiuntamente.

  • Il richiedente il REM deve essere regolarmente residente in Italia al momento di presentazione della domanda, anche se non è prevista una durata minima di permanenza,
  • Il nucleo familiare deve possedere un patrimonio mobiliare, riferito al 2020, inferiore a 10 mila Euro, incrementabile di 5.000 Euro per ogni componente successivo al primo, e fino a un massimo di 20 mila Euro. In presenza di componenti disabili o non autosufficienti, soglia e massimale sono incrementati di 5.000 Euro per ogni componente,
  • Il reddito familiare, riferito al mese di febbraio 2021, deve essere inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio, ovvero all’importo mensile teorico calcolato sulla base della scala di equivalenza. Questa soglia, come abbiamo visto sopra, è incrementata di un dodicesimo del canone di locazione dichiarato in DSU, per i nuclei familiari che vivono in casa in affitto,
  • Infine, l’Isee, attestato dalla DSU valida al momento della presentazione della domanda, deve essere inferiore a 15 mila Euro.

I requisiti di incompatibilità del Reddito di Emergenza

Le tre mensilità di REM non sono riconosciute dall’INPS in queste occasioni:

  • Presenza nel nucleo familiare di componenti che hanno percepito, o stanno percependo, le Indennità Covid-19 disposte dal Decreto Sostegni,
  • Presenza nel nucleo familiare di componenti che al momento della domanda siano titolari di pensione diretta o indiretta, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e di altri trattamenti pensionistici assistenziali, come l’assegno di invalidità e l’indennità di accompagnamento,
  • Presenza nel nucleo familiare di uno o più componenti titolari di rapporti di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo,
  • Infine, il REM è incompatibile con il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza.

Quanto spetta di Reddito di Emergenza

Le quote mensili di REM sono commisurate alla composizione del nucleo familiare.

L’importo minimo di 400 Euro, spettante al nucleo composto da una sola persona, è moltiplicato per ciascuno dei coefficienti della scala di equivalenza, fino all’importo massimo di 800 Euro, spettante al nucleo composto da tre adulti e due minori.

L’importo massimo è incrementato a 840 Euro in presenza di componenti gravemente disabili o non autosufficienti.

Quando presentare la domanda di Reddito di Emergenza

La scadenza della presentazione della domanda all’INPS per il riconoscimento delle tre mensilità, marzo, aprile e maggio 2021, del Reddito di Emergenza è stata prorogata al 31 maggio 2021.

La domanda va presentata, esclusivamente on line, accedendo al sito web INPS attraverso le proprie credenziali (SPID, CNS, CIE) oppure avvalendosi di un intermediario abilitato (CAF o patronato).

Non sono previsti automatismi di erogazione delle mensilità. Pertanto tutti, compresi i vecchi beneficiari del Reddito di Emergenza, devono presentare domanda on line all’INPS.