Il Reddito di Emergenza è ancora al centro dell'attenzione, a causa di una serie di fatti che si sono susseguiti negli ultimi giorni. A quanto pare ci sono già delle date che, almeno secondo le indiscrezioni, l'INPS dovrebbe mantenere per l'erogazione del REm. Le date fornite per quanto riguardava l'accettazione della domanda sono state mantenute, ma non per questo possiamo dire che sia filato tutto liscio: anzi, l'INPS ha avuto dei problemi proprio con l'accettazione ed il rifiuto delle domande, contraddicendo una circolare emessa dall'Istituto stesso.

Cosa è successo esattamente? Quando possiamo aspettarci che arrivino i pagamenti? Cosa deve fare chi ha ricevuto un (ingiusto) rifiuto della domanda? Quali novità è lecito aspettarsi nel Decreto Sostegni Bis? Proviamo a rispondere insieme a queste domande e a fare un po' il punto della situazione sul Reddito di Emergenza e sulle altre misure di aiuto per le famiglie italiane, anche in relazione alla compatibilità fra esse. 

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Reddito di Emergenza: cos'è

Partiamo innanzitutto da cos'è il Reddito di Emergenza, come è nato e come funziona. Il Reddito di Emergenza è una misura approvata dal Governo Conte II che si propone di aiutare i nuclei famigliari in difficoltà a causa della pandemia. Questa misura fa riferimento alle mensilità in cui sono state adottate le maggiori restrizioni da parte dei Governi per limitare la diffusione del Covid-19 ed in particolare per quei nuclei famigliari che non hanno componenti che percepiscono già un altro tipo di bonus emergenziale o reddito di cittadinanza.

L’INPS stessa ha confermato l’ulteriore proroga del reddito di emergenza: “Il REm sarà riconosciuto – a domanda – ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, e in possesso cumulativamente dei requisiti di residenza ed economici, patrimoniali e reddituali, previsti dalla normativa vigente.”

Infatti, il reddito di emergenza è nato con il Decreto del 19 maggio 2020 (n.34), in riferimento ai mesi di lockdown duro durante la prima ondata della pandemia. Poi il bonus è stato rinnovato anche per un’ulteriore mensilità nel Decreto n.104 del 14 agosto 2020 ed infine riproposto con due quote per i mesi di novembre e dicembre con il Decreto n.137 del 28 ottobre 2020, durante la seconda ondata

La terza ondata ha poi costretto il Governo Draghi a prorogare la misura anche per tre mensilità del 2021, come ufficializzato nel Decreto Sostegni, ed ora vediamo insieme quando arriveranno i pagamenti.

Reddito di Emergenza: c'è la data per il pagamento

L'INPS ha fornito diverse informazioni nelle ultime settimane per quanto riguarda il Reddito di Emergenza (e non solo), disattendendo le aspettative in alcuni casi e rispettandole in altri. Infatti, L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale aveva garantito che entro la fine della scorsa settimana sarebbero arrivate quanto meno le risposte sul portale per quanto riguarda l'accettazione o il rifiuto della domanda per il REm.

Effettivamente questa scadenza è poi stata rispettata (non senza problemi, a dire il vero) e dunque tutti i richiedenti hanno potuto controllare lo stato della propria domanda e tirare un sospiro di sollievo, almeno quelli per cui l'esito è stato positivo. Questo significa che tali soggetti possono aspettarsi l'effettivo pagamento entro la fine della settimana, dato che già da oggi iniziavano le disposizioni di pagamento, almeno per quanto riguarda la prima mensilità dovuta.

Infatti, il Decreto Sostegni ha previsto ben tre nuove mensilità del Reddito di Emergenza e per molte famiglie italiane potrebbe trattarsi di una vera e propria boccata d'ossigeno, economicamente parlando. Gli altri due pagamenti previsti, corrispondenti agli altri due mesi dovuti, dovrebbero arrivare rispettivamente a giugno ed a luglio.

Reddito di Emergenza: e le domande respinte?

C'è stato un problema: l'INPS non ha rispettato quanto detto nell'ultima circolare che chiariva i requisiti per quanto riguarda l'accesso al Reddito di Emergenza. La circolare n.61 del 14 aprile 2021 chiariva infatti che il requisito principale faceva riferimento solo al richiedente, non all'intero nucleo familiare. Tale requisito era un Isee aggiornato inferiore a 30.000 euro ed una Naspi (o Dis-Coll) tra luglio del 2020 e febbraio del 2021.

Nella pratica, INPS ha tenuto conto dell'intero nucleo familiare ed ha dunque respinto un numero indefinito di domande che in realtà rispettavano completamente i requisiti. Tale errore è stato subito ammesso dall'INPS stessa che, quindi, dovrà di fatto riconsiderare moltissime domande rifiutate.

Domanda respinta: che fare ora?

Chiaramente molti si sono affrettati a comunicare all'INPS l'errato rifiuto della domanda, ma in realtà non hanno ricevuto particolari rassicurazioni. Questo perché i soggetti in questione non devono in realtà fare nulla, se non attendere. L'INPS ha già cominciato a riconsiderare in automatico tutte le domande rifiutate, per poter così cambiare l'esito per quelle errate. Dunque, i soggetti in questione devono solo armarsi di pazienza e controllare sul portale lo stato della propria domanda. 

Tra l'altro, già oggi potrebbero arrivare i nuovi esiti positivi, dunque l'operazione dovrebbe essere veloce (in quanto prioritaria per l'INPS che vuole immediatamente risolvere il problema che si è creato). Una volta riscontrato l'esito positivo della domanda, si può attendere che essa risulti in disposizione di pagamento ed attendere l'effettivo arrivo del denaro tra la fine di questa settimana e l'inizio di settimana prossima.

In caso di ulteriori problemi o di domanda non riconsiderata (o di errato esito negativo, di nuovo) il suggerimento è quello di recarsi nella sede provinciale INPS più vicina a voi e fare presente la vostra situazione. Semplicemente, assicuratevi che la domanda sia presa in carico e dopodiché, ancora una volta, non vi resterà che attendere novità sul portale, come tutti.

REm e Decreto Sostegni Bis: cosa aspettarsi?

Eccoci ad un'altra delicata questione, ovvero il Decreto Sostegni Bis. Esso dovrebbe arrivare, finalmente, proprio in questa settimana e dunque tra qualche giorno avremo notizie molto più attendibili e verificabili. Nel frattempo circolano però diverse indiscrezioni, alcune più attendibili ed altre meno. Stando alle prime, sembra che il Reddito di Emergenza possa essere rinnovato ancora una volta, in questo caso per due mensilità.

I requisiti per accedervi dovrebbero stavolta essere i seguenti:

  • Reddito familiare nel mese di marzo 2021 inferiore ad una soglia pari all'ammontare di cui all'articolo 82, comma 5, del Dl n.34 del 2020;
  • Residenza in Italia;
  • Patrimonio (si fa riferimento all'anno precedente) mobiliare inferiore a 10.000 euro, soglia incrementabile di 5.000 per ogni soggetto aggiuntivo nel nucleo familiare fino ad un massimo consentito di 20.000 euro;
  • Isee aggiornato inferiore o uguale a 15.000 euro.

Reddito di Emergenza: rimangono le incompatibilità

Ricordiamo che vi sono alcune misure di sostegno che risultano incompatibili con il Reddito di Emergenza e che dunque comporterebbero un esito negativo di una eventuale domanda. Esse sono:

  • Reddito di cittadinanza;
  • Pensioni dirette o indirette;
  • Bonus indennità Covid-19 (cioè il famoso bonus 2400 euro, di cui abbiamo già parlato in altri articoli).

Per quanto riguarda invece la domanda ricordiamo che essa va fatta online (in esclusiva, ci si può rivolgere ad enti come patronati e CAF) sul portale INPS ed il termine massimo è il 31 maggio.