Reddito di emergenza in arrivo. Il decreto Sostegni bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio 2021, proroga il Rem riconoscendo ulteriori quattro rate relative alle mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre. 

Mentre sono in atto i pagamenti per la seconda rata di reddito di emergenza, riferita al mese di aprile 2021, tra le tre rate introdotte dal primo decreto Sostegni, per le famiglie che possiedono i requisiti sarà possibile presentare domanda all’INPS entro il 31 luglio

A differenza della precedente proroga, nel decreto Sostegni bis non figura però la proroga Naspi Rem, pur prevedendo delle novità in tema di indennità di disoccupazione. Gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll non potranno quindi più fare domanda per il reddito di emergenza? Di seguito, tutti i chiarimenti.

Reddito di emergenza, in corso i pagamenti della seconda rata del primo decreto Sostegni

Il primo decreto Sostegni ha prorogato il reddito di emergenza, riconoscendo ai beneficiari tre rate, riferite ai mesi di marzo, aprile e maggio. Molti beneficiari di Rem hanno infatti ricevuto la prima rata, relativa al mese di marzo, intorno al 20 maggio, dopo alcuni ritardi.

A partire da questa settimana, sono invece in corso i pagamenti di reddito di emergenza, riferiti al mese di aprile, benché alcuni beneficiari non abbiano ancora ricevuto l’esito della domanda che, comunque, dovrebbe arrivare entro questa settimana. 

Maggiori dettagli li fornisce la Redazione The Wam con un video interamente dedicato ai pagamenti di reddito di emergenza, con alcune anticipazioni sulle ulteriori quattro rate nel decreto Sostegni bis e con altre informazioni riguardo al reddito di cittadinanza:

Particolare confusione ha invece interessato le domande per la proroga Naspi Rem: a causa di un errore di sistema dell’Istituto di Previdenza Sociale, alcuni ex percettori di Naspi si sono visti rifiutare la propria domanda, pur essendo in possesso dei requisiti necessari. Il sistema, infatti, non era riuscito a distinguere tra le domande di Rem ordinario da quello per gli ex percettori di Naspi e Dis-Coll.

Per questi beneficiari, le domande sono ora state soggette a revisione. L’INPS ha comunicato che le tali domande, presentate entro il 30 aprile, saranno definite entro il 15 giugno. Ciò significa, comunque, che ci si verificheranno dei ritardi nei pagamenti. 

Prevista invece per la prima metà di giugno, salvo ulteriori complicazioni, il pagamento della terza rata di reddito di emergenza, riferita al mese di maggio. 

Reddito di emergenza, quattro nuove rate nel decreto Sostegni bis: domanda automatica?

Introdotto dal decreto Rilancio, il reddito di emergenza è una misura di sostegno economico destinata alle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19 e che non possono fruire di altri bonus. 

Il Rem ha visto diverse proroghe, l’ultima, appunto, nel decreto Sostegni bis, il cui articolo 36 recita: 

Per l'anno 2021 sono riconosciute, su domanda, ulteriori quattro quote di reddito di emergenza (di seguito “Rem”), relative alle mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre 2021, oltre a quanto previsto all'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69. Ciascuna quota è della misura prevista al comma 1 del citato articolo 12.

Mentre stanno per scadere i termini per presentare domanda di Rem, relativa al primo decreto Sostegni e fissati al 31 maggio, ci sono già alcuni potenziali beneficiari che si chiedono se le prossime quattro rate saranno erogate in automatico per coloro che hanno già fatto richiesta delle precedenti mensilità di reddito di emergenza. 

È bene chiarire, però, che, per ottenere le nuove rate di Rem, sarà indispensabile presentare una nuova domanda, la quale dovrà essere presentata all’INPS entro il 31 luglio, tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso. 

Reddito di emergenza nel decreto Sostegni bis: requisiti e incompatibilità

Come già anticipato, sarà possibile richiedere le quattro rate di Rem previa domanda, a patto comunque che il nucleo familiare che lo richiede possegga i requisiti. 

Questi ultimi non hanno subito cambiamenti nel decreto Sostegni bis, fatta eccezione per il valore del reddito familiare che, per quanto riguarda la proroga del decreto Sostegni bis, è riferito al mese di aprile 2021 che non deve superare la soglia corrispondente all’importo del beneficio. Tale soglia, in caso di canone di locazione, è incrementata di un dodicesimo dell’ammontare annuo del canone stesso. 

Per avere accesso al reddito di emergenza è inoltre necessario rispettare queste condizioni: 

residenza in Italia; reddito familiare, nel mese di aprile 2021, inferiore alla soglia dell’ammontare di Rem spettante; patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro, riferito all’anno precedente, la cui soglia è innalzata di 5.000 euro per ogni componente il nucleo, fino a un massimo di 20.000 euro; valore ISEE inferiore a 15.000 euro. 

Per quanto riguarda le incompatibilità, per beneficiare del reddito di emergenza rimangono le disposizioni contenute nel primo decreto Sostegni. Il Rem non è infatti compatibile con le indennità Covid erogate a favore dei lavoratori stagionali e del turismo, lavoratori intermittenti, collaboratori sportivi, lavoratori dello spettacolo, lavoratori a tempo determinato del settore turismo e degli stabilimenti termali. 

Inoltre, il reddito di emergenza non è compatibile con il reddito di cittadinanza: non si può usufruire delle due misure nello stesso periodo. Inoltre, il reddito di emergenza non è compatibile con le prestazioni pensionistiche, dirette o indirette. 

Reddito di emergenza sì, proroga Naspi Rem no: la sorpresa nel decreto Sostegni bis

Era già chiaro da una prima lettura dell’ultima bozza del decreto Sostegni bis: l’estensione del reddito di emergenza per ex percettori di Naspi e Dis-Coll, introdotta con il primo decreto Sostegni, non è stata confermata, a dispetto delle prime anticipazioni sul nuovo decreto.

Ciò significa che chi ha terminato la Naspi non potrà fare domanda di reddito di emergenza. O meglio, non valgono, per questa categoria, i requisiti che ne avevano facilitato l’accesso. 

Secondo il primo decreto Sostegni, infatti, un ex percettore Naspi aveva la possibilità di chiedere il reddito di emergenza senza dover rispettare i requisiti del Rem ordinario. Era richiesto solo di aver terminato le prestazioni nel periodo compreso tra 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 e un ISEE in corso di validità non superiore a 30.000 euro. 

Con l’assenza di una proroga Naspi Rem, quindi, un ex percettore di indennità di disoccupazione può richiedere il reddito di emergenza, ammesso che abbia i requisiti (stavolta riferiti a tutto il nucleo familiare) richiesti per accedere a tale sussidio. 

Il decreto Sostegni bis porta però anche una buona notizia per le indennità di disoccupazione in corso di erogazione e per quelle a decorrere da giugno a settembre. 

Nell’articolo 38, disposizioni in materia di Naspi, si legge infatti: 

Fino al 31 dicembre 2021 per le prestazioni in pagamento dal 1° giugno 2021 è sospesa l'ulteriore applicazione dell'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 e le stesse sono confermate nell'importo in pagamento alla data di entrata in vigore del presente decreto e per le nuove prestazioni decorrenti nel periodo dal 1 giugno 2021 fino al 30 settembre 2021 è sospesa fino al 31 dicembre 2021 l'applicazione dell'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. 

In breve, dopo la prima modifica alla Naspi del primo decreto Sostegni che ha abolito il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti, per tutto il 2021, l’indennità di disoccupazione non sarà soggetta al meccanismo di riduzione mensile del 3% che scatta a partire dal quarto mese di fruizione della prestazione. I beneficiari di indennità di disoccupazione manterranno quindi l’importo pieno fino alla fine dell’anno. 

Si tratta comunque di una misura temporanea, proprio come l'abolizione del requisito delle 30 giornate: a partire dal 1° gennaio 2022, il meccanismo verrà ristabilito e l'importo delle prestazioni in pagamento, a decorrere prima del 1° ottobre 2021, verrà calcolato applicando le riduzioni corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi. 

Nuove rate reddito di emergenza nel decreto Sostegni bis: come fare domanda e quanto spetta

Come anticipato, per ottenere le quattro nuove rate di reddito di emergenza sarà necessario presentare domanda all’INPS. Questa potrà essere inviata entro il 31 luglio tramite il portale dell’Istituto, in via telematica, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS

In alternativa, è possibile affidarsi a un patronato o a un Caf che provvederà a inviare la domanda per conto dell’assistito. 

Dopo aver presentato domanda, l’INPS invia un sms o una e-mail, a seconda del contatto indicato al momento della presentazione, con l’esito, positivo o negativo, della domanda.

Il reddito di emergenza viene erogato tramite bonifico bancario/postale, su libretto postale o con bonifico domiciliato, in base alla preferenza espressa al momento della presentazione della domanda. 

Per quanto riguarda l’importo spettante del Rem, questi viene calcolato moltiplicando l’importo minimo mensile, 400 euro, per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. 

L’importo non può superare gli 800 euro al mese, elevabili a 840 se nel nucleo familiare è presente una persona in condizioni di gravi disabilità o non autosufficiente. 

Ricordiamo che, nel caso di ex percettori Naspi o Dis-Coll, qualora si dovesse essere in possesso dei requisiti richiesti per accedere al reddito di emergenza, i criteri di calcolo sono gli stessi.