Il Reddito di emergenza è stato al centro di diverse considerazioni negli ultimi mesi, così come lo stesso Reddito di Cittadinanza, del resto, e per questo motivo in diverse fasi si è pensato che potesse non essere prorogato. Il Governo Draghi, fin dal suo insediamento, si è mostrato piuttosto critico nei confronti di misure eccessivamente assistenzialiste, anche perché pesanti per le casse dello Stato e non produttive per la collettività.

In una fase di ripresa come quella che stiamo vivendo, per fortuna, si riapre quindi il dibattitto sulla funzionalità di queste misure e sulla spinta che danno ai consumi, se davvero la danno. I consumi dovrebbero essere spinti dal fatto che famiglie a basso reddito possano contare su un’entrata costante e significativa, che riduca fortemente il numero di famiglie in stato di povertà.

Ma in ogni caso queste misure sono concepite come temporanee, il Reddito di Cittadinanza perché mira ad un reinserimento nel mondo del lavoro ed il Reddito di emergenza perché appunto pensato per la fase emergenziale, dunque solo per un periodo limitato. Nei fatti queste misure sono riservate a chi ha un Isee al di sotto di una certa soglia, ma non è tutto qui. Vediamo nei fatti quali sono i requisiti per accedere in particolare al Reddito di emergenza e quali sono le tempistiche, confermate dall’INPS attraverso una comunicazione ufficiale, per fare domanda.

Nel frattempo, vediamo anche quali sono gli interrogativi che l’Esecutivo firmato Mario Draghi (ex Governatore della Banca Centrale Europea) si sta ponendo e quali risposte si darà e ci darà nel prossimo futuro.

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Reddito di emergenza 2021: oltre le aspettative

Il Reddito di emergenza è stato prorogato dal Decreto Sostegni Bis, arrivato ufficialmente il 25 maggio quando è stato inserito in Gazzetta Ufficiale. Riguardando indietro, il Reddito di emergenza ha ormai una certa storia, avendolo già conosciuto a partire da maggio 2020, quando era stato introdotto per la prima volta con il Decreto Rilancio.

Il Governo Conte II aveva infatti pensato a questa soluzione per aiutare le famiglie in difficoltà che non avevano accesso ad altre forme di bonus e sussidi. Una sorta di misura residuale, in senso di requisiti e soggetti coinvolti, che infatti è incompatibile con bonus stagionali e sussidi come il Reddito di Cittadinanza o pensioni (a esclusione delle invalidità).

Questa misura aveva effettivamente avuto un certo “successo”, sintomo del fatto che ad averne bisogno sono state numerose famiglie che hanno toccato con mano le difficoltà del periodo di lockdown della scorsa primavera. Un lockdown che poi si è ripetuto, seppur in forma più lieve, nell’autunno del 2020, portando alla riconferma del Reddito di emergenza in particolare per i mesi di novembre e dicembre, quando praticamente tutta l’Italia era in zona rossa.

Poi è arrivato il Governo guidato da Mario Draghi, sicuramente particolarmente attento all’economia ed all’occupazione, visto il suo ricco curriculum internazionale. Tematiche che però ha dovuto in sostanza mettere da parte, perché la terza ondata a portato a dover pensare ad altre priorità: di nuovo sussidi, bonus, blocco licenziamenti e così via.

Il Decreto Sostegni ha di fatto riconfermato nel marzo 2021 moltissime misure che avevamo già conosciuto durante il Governo precedente, arrivando poi a confermarle ulteriormente nel Decreto Sostegni Bis, tolta qualche eccezione.

A sorprendere in quest’ultimo Decreto è stato però proprio il Reddito di emergenza: le bozze circolate nelle settimane che hanno preceduto la sua approvazione parlavano di una proroga di due mesi, cioè giugno e luglio 2021. Invece la riconferma c’è stata per ben quattro mensilità, andando a coprire anche agosto e settembre. Una sorpresa positiva per molti beneficiari e certamente inaspettata in generale. A non arrivare è stata però la proroga Naspi-Rem, cioè la minima mensilità di Reddito di emergenza (400 euro) riservata in via straordinaria a chi ha percepito Naspi o Dis-Coll tra il luglio 2020 ed il febbraio 2021 (con un Isee inferiore a 30.000 euro).

Reddito di emergenza 2021: al via la domanda

Ecco che è arrivata dall’INPS un’informazione molto attesa, cioè il periodo in cui è possibile fare domanda per queste quattro nuove mensilità di Rem. Sarà possibile fare domanda in via telematica sul portale INPS dal 1° luglio 2021 fino al 31 luglio 2021. Un mese, quindi, il prossimo, in cui si aggiunge anche questa scadenza, insieme ad altre di cui abbiamo a lungo parlato negli articoli precedenti.

Un mese in cui è possibile fare domanda anche perché non c’è nessun automatismo previsto: chi ha ricevuto il Reddito di emergenza in una delle precedenti occasioni non avrà alcun vantaggio, dovrà ripresentare domanda “da zero” e verranno semplicemente verificati i requisiti.

L’automatismo del Reddito di emergenza avrebbe probabilmente snellito un po’ le pratiche ed i tempi di acquisizione delle domande e di pagamento delle stesse, ma si è pensato di procedere in questo modo a causa del fatto che i requisiti del Rem sono piuttosto restrittivi e non sono così tanti i soggetti la cui situazione patrimoniale o reddituale è rimasta invariata.

L’automatismo è infatti stato considerato per bonus e aiuti pensati per categorie di lavoratori, come per esempio il bonus 1600 euro (automatico per chi ha ricevuto i 2400 euro) o per il bonus collaboratori sportivi, che era solo da confermare attraverso una mail inviata dall’ente erogatore Sport&Salute. Si intuisce che per queste tipologie di bonus i requisiti sono più stabili e chi faceva parte di una certa categoria ne fa parte ancora, in genere, dopo due o tre mesi. Per il Rem ciò non accade e, infatti, non c’è alcun automatismo.

Reddito di emergenza 2021: requisiti invariati

Ci sono decisamente meno considerazioni da fare sul fronte dei requisiti per richiedere il Reddito di emergenza. Abbiamo infatti già nominato le varie incompatibilità, mentre per quanto riguarda i requisiti resta tutto invariato rispetto alle tornate precedenti. Reddito di emergenza confermato, quindi, per chi ha la medesima situazione di quando lo ha richiesto in seguito all’approvazione del primo Decreto Sostegni.

I requisiti si basano sull’Isee, che deve essere inferiore a 15.000 euro, oltre ad un reddito familiare che deve essere inferiore al sussidio stesso, di cui a breve diciamo i criteri di calcolo. È necessaria anche la residenza in Italia da parte di chi lo richiede ed un patrimonio mobiliare totale inferiore a 10.000 euro (che può salire di 5.000 per ogni altro componente fino ad un massimo di 20.000 euro.

Requisiti noti, insomma, come noto è il criterio per il calcolo del rem: si va da un minimo di 400 fino ad un massimo di 800 euro, in base al numero di componenti del nucleo familiare. In caso di soggetto con disabilità grave si può raggiungere un massimo leggermente più elevato, pari ad 840 euro. 

Reddito di emergenza 2021: tempi di pagamento

Per quanto riguarda i tempi di pagamento non ci sono ancora riferimenti certi, dato che nel recente passato l’INPS ha avuto tempi un po’ “ballerini” ed imprevedibili, con diverse misure che sono state pagate ben dopo rispetto a quanto promesso.

Non ci sarà più il problema della Naspi-Rem, che non è stata prorogata, che aveva dato parecchi problemi all’INPS nello scorso mese. Erano infatti state rifiutate diverse domande che erano in realtà in linea con i requisiti, motivo per cui l’INPS, una volta che si è accorta dell’errore, ha riprocessato automaticamente le domande e ne ha dato esito solo pochi giorni fa, in teoria il 15 giugno.

Tolto questo aspetto, i tempi dipenderanno anche da quando viene presentata la domanda e va capito anche con che criterio si procederà all’erogazione. Una mensilità per volta? Vedremo, anche perché c’è chi ha a lungo atteso il Rem del primo Decreto Sostegni e lo ha ricevuto da poco, quindi i tempi sono difficilmente prevedibili.

INPS e pagamenti: cos’altro è in arrivo

Oltre al Reddito di emergenza ci sono infatti altre misure pronte ad arrivare e dunque l’INPS ha parecchie questioni da smaltire. In arrivo, per esempio, il bonus 2400 integrato al Reddito di Cittadinanza per chi ha fatto domanda per entrambi, che ricordiamo essere compatibili tra loro ma solo fino al tetto massimo di 2400 euro, appunto. 

In arrivo invece il suo successore, il bonus 1600 euro, per chi ha ricevuto il bonus 2400 euro ordinario e non ha dovuto neanche far domanda, visto che è stato previsto un meccanismo automatico per tutti i percettori, in modo da velocizzare le pratiche e non rischiare di provocare ulteriori ritardi.

In arrivo novità anche sui contributi a fondo perduto, gli aiuti destinate alle partite IVA che più hanno sofferto dei periodi di restrizioni e che verranno determinati con criteri ormai noti in base alle perdite di fatturato o di utili rispetto al 2019.

Tanti nodi e tanti aspetti ancora da chiarire, in attesa che arrivino i Decreti attuativi (o le circolari attuative) ancora mancanti, che hanno tra l’altro comportato altri ritardi dovuti anche al cambio di Esecutivo avvenuto all’inizio dell’anno solare. 

Esecutivo che sarà chiamato a breve a fare delle scelte importanti, visto che siamo in un periodo di ripresa e che i contagi stanno scendendo sempre più. Con tutta l’Italia in zona bianca (ad oggi fa eccezione solo la Val d’Aosta che è in zona gialla ancora per qualche giorno) e la campagna vaccinale che prosegue a passo spedito si può essere ottimisti nei confronti del futuro, consapevoli però che pian piano le tante misure d’aiuto verranno a mancare in quanto non più così necessarie e, dunque, ci sarà da far fronte a nuovi problemi e si dovrà affrontare il tanto atteso ritorno alla normalità, con i suoi lati positivi ed i suoi lati negativi.