In seguito al messaggio INPS numero 1378 pubblicato il 1° aprile 2021, l’Istituto INPS ha provveduto a comunicare ai cittadini italiani le nuove indicazioni in merito alla procedura per effettuare la richiesta per ottenere il famoso reddito di emergenza

Infatti, in seguito all’approvazione del decreto-legge 22 marzo 2021, numero 41, il cosiddetto Decreto Sostegni, e alla sua relativa pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale, il nuovo Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha previsto la proroga di ulteriori mensilità del beneficio del reddito di emergenza, così da continuare a supportare tutte le famiglie italiane ed i cittadini che attualmente si trovano in una condizione economica di difficoltà, a causa dell’esplodere dell’emergenza pandemica conseguente all’arrivo del Coronavirus sul territorio italiano.

La proroga del reddito di emergenza rientra, dunque, nel pacchetto di aiuti e di sostegni economici predisposti dal Governo italiano al fine di aiutare maggiormente i lavoratori e i nuclei familiari maggiormente coinvolti da questa crisi. 

Ecco, quindi, una breve guida in cui sono riportati tutti i dettagli in merito al sostegno del reddito di emergenza, chi sono i beneficiari, i requisiti previsti e la nuova procedura da seguire per poter ottenere le ulteriori mensilità del reddito di emergenza. 

Reddito di emergenza: le novità del Governo Draghi

Tra le nuove misure economiche ed i sostegni messi in campo da parte del nuovo Governo italiano guidato dall’esperto economista nonché ex banchiere della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, vi è anche la tanto richiesta proroga delle mensilità del reddito di emergenza.

Si tratta, dunque, di un’ulteriore misura straordinaria al reddito delle famiglie che potrà essere beneficiata durante i mesi di marzo, aprile e maggio 2021, destinata a tutti i cittadini italiani e i nuclei familiari che attualmente vivono una situazione economica critica a causa dell’esplodere dell’emergenza del Coronavirus.

Tuttavia, secondo quanto previsto dal nuovo Decreto Sostegni, non tutti i cittadini potranno accedere al beneficio, ma dovranno necessariamente rispondere ed essere in possesso di alcuni specifici requisiti sia economici che di residenza, così come anche riferita al patrimonio e al reddito familiare.

A chi spetta il reddito di emergenza 2021

In seguito al messaggio numero 1378 pubblicato il 1° aprile 2021 da parte dell’Istituto INPS, sono stati chiariti alcuni punti del decreto Sostegni, ovvero del decreto-legge del 22 marzo 2021, in merito ai cambiamenti apportati al beneficio economico del reddito di emergenza rispetto alla normativa che aveva regolamentato il REM precedentemente, durante il Governo Conte.

In questo senso, con il nuovo Governo Draghi sono state individuate nuove categorie di cittadini che di fatto potranno avere l’accesso alle nuove mensilità del reddito di emergenza, se in possesso di tutti i requisiti richiesti. 

Nello specifico, si tratta dell’ampliamento dei beneficiari anche nei confronti di altre categorie, quali: 

  • Nuclei familiari che attualmente vivono delle condizioni economiche di difficoltà  economica, purché in possesso di tutti i requisiti specifici;
  • Cittadini che hanno terminato di ricevere l’erogazione della NASpI o della DIS-COLL durante il periodo tra il 1° luglio 2021 ed il 28 febbraio 2021, e che sono in possesso di un ISEE che non risulta essere superiore ai 30.000 euro. 

In questo senso, per chi appartiene alla seconda categoria, questi potranno avere diritto ad un importo fisso del reddito di emergenza dal valore di 400 euro al mese, che sarà erogato per ciascuna mensilità di marzo, aprile e maggio 2021.

Reddito di emergenza: i principali requisiti 

Il messaggio INPS pubblicato la settimana scorsa ha anche fornito ulteriori indicazioni in merito ai requisiti necessari affinché possa essere riconosciuto il beneficio del reddito di emergenza ai nuclei familiari. 

A questo proposito, al momento della presentazione della richiesta per l’ottenimento del beneficio del REM, sarà necessario che i nuclei familiari risultino essere in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti. 

Innanzitutto è necessario che vi sia riconosciuta una residenza regolare in Italia almeno del cittadino richiedente il beneficio. 

Per quanto riguarda il valore del reddito familiare, questo dovrà essere inferiore alla soglia massima corrispondente dell’importo del beneficio del reddito di emergenza, la quale è incrementata nel caso di canone di locazione che è dichiarato in DSU, espresso all’interno dell’articolo 83, comma 5, del decreto-legge numero 34/2020.

Un ulteriore requisito riguarda il valore del patrimonio mobiliare del nucleo familiare risalente all’anno 2020, il quale non potrà essere superiore a 10.000 euro. A tal proposito, la soglia potrà essere elevata fino ad un massimo di 20.000 euro per ogni componente successivo al primo di 5.000 euro.  

Infine, un ultimo requisito fondamentale riguarda il valore ISEE, che dovrà essere attestato tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica, la quale deve essere valida al momento in cui si presenta la domanda. In questo caso, il valore ISEE non deve essere superiore a 15.000 euro.

Reddito di emergenza: i requisiti di compatibilità

Ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 12, comma 1, del decreto legge numero 41 del 22 marzo 2021, il reddito di emergenza non potrà essere considerato compatibile con alcune prestazioni o indennità percepite da uno dei componenti del nucleo familiare. 

A questo proposito, il reddito di emergenza non potrà essere considerato compatibile con le indennità Covid-19 espresse dall’articolo 10 del Decreto Sostegni, così come anche con le prestazioni pensionistiche, sia di tipo diretto che indiretto, fatta eccezione dei trattamenti di invalidità civile o dell’assegno ordinario di invalidità.

Inoltre, non potranno percepire il reddito di emergenza neanche coloro che percepiscono dei redditi da lavoro dipendente, dove la retribuzione lorda complessiva risulta essere superiore alla soglia massima del reddito familiari che viene individuata sempre in riferimento alla composizione stessa del nucleo. 

Infine, non potranno richiedere e percepire il reddito di emergenza neanche quei cittadini che percepiscono già al momento della domanda anche il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza. 

Requisiti straordinari del reddito di emergenza

Come detto in precedenza, il Decreto Sostegni di Draghi riconosce in alcuni casi la possibilità di percepire comunque le mensilità di marzo, aprile e maggio del reddito di emergenza 2021, pur non rispettano tutti i requisiti richiesti, indicati all’interno del comma 1 dell’articolo 12. 

A questo proposito, potranno ottenere la proroga del reddito di emergenza anche coloro che hanno terminato di percepire NASpI e DIS-COLL durante il periodo compreso tra il 1° luglio 2020 ed il 28 febbraio 2021. 

In questo caso, sarà necessario che il membro del nucleo familiare che ha terminati di percepire le prestazioni NASpI o DIS-COLL sia residente in Italia al momento in cui viene presentata la domanda.

Inoltre, il valore ISEE del nucleo familiare, ordinario o corrente, non dovrà essere superiore alla soglia di 30.000 euro. 

Per i cittadini appartenenti a questa categoria, sono stati previsti alcuni requisiti di incompatibilità, relativi alle indennità economiche Covid-19 previste dall’articolo 10 del Decreto Sostegni, alla prestazione pensionistica sia diretta o indiretta (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità), così come anche alla presenza di un contratto di lavoro subordinato e al reddito o pensione di cittadinanza

Reddito di emergenza: come presentare la domanda

Il messaggio dell’Istituto INPS ha anche chiarito che secondo quanto previsto dal Decreto Sostegni, i cittadini italiani potranno provvedere a presentare la richiesta per ottenere le mensilità di marzo, aprile e maggio 2021 del reddito di emergenza, rispettando il termine ultimo fissato per il 30 aprile. 

La domanda potrà essere presentata esclusivamente tramite il portale telematico dell’Istituto INPS attraverso due metodi: il sito internet ufficiale (www.inps.it) autentificandosi attraverso SPID, PIN, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica; e gli Istituto di Patronato. 

I cittadini potranno presentare la domanda a partire dal 7 aprile 2021 fino al 30 aprile 2021, accertandosi di essere in possesso di una DSU valida al momento in cui presentano la richiesta.