Ancora una volta l'Inps getta nello scompiglio centinaia di migliaia di famiglie che aspettano il reddito di emergenza previsto dal decreto sostegni bis, per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. I pagamenti di settembre infatti non sono ancora arrivati, ma diversi beneficiari lamentano anche la mancata erogazione di altre quote. Da parte dell'Inps nessuna dichiarazione, anzi dai canali social, a volte ci sono comunicazioni confusionarie e disorganizzate.

Sembra comunque che tra il 17 e il 18 settembre l'Inps dovrebbe riprendere i pagamenti. Usiamo il condizionale, visto che non c'è certezza sul sito dell'Inps nè nelle informazioni presenti nel fascicolo previdenziale dei cittadini beneficiari del reddito di emergenza. 

Il Reddito di Emergenza spetta alle famiglie in stato di severo disagio economico che nel mese di aprile 2021 hanno percepito un reddito inferiore a quello previsto dal Reddito di Emergenza. L'importo va da un minimo di 400 euro ad un massimo di 840 mensili, per quattro mesi.

Reddito di emergenza: cosa è e a chi spetta

Il reddito di emergenza è un aiuto economico per quelle famiglie che risultano prive di un reddito dignitoso e sono senza altri sostegni economici. Con il decreto sostegni bis, il primo atto del nuovo Governo guidato da Mario Draghi,, il reddito di emergenza era stato prorogato per altri quattro mesi, da giugno a settembre, parametrando l'importo in base al reddito di aprile.

Le prime parole del premier Draghi furono proprio sul principio che il momento storico era ancora caratterizzato dal fatto che lo Stato doveva aiutare, dando soldi e non richiedendoli. Così la proroga del reddito di emergenza fu uno dei primi atti del Governo in quella direzione.

I beneficiari del ReM sono diversi e vanno dai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS; liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata; lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione Separata; lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, anche somministrati; lavoratori dello spettacolo; lavoratori agricoli; lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; incaricati alle vendite a domicilio; lavoratori domestici; lavoratori marittimi fino ai lavoratori dello sport.

Reddito di cittadinanza: requisiti da soddisfare

La domanda per il reddito di cittadinanza poteva essere presentata all'Inps se la propria condizione economica è stata fortemente compromessa a causa delle conseguenze della pandemia da Covid-19. I requisiti da rispettare per accedere al reddito di emergenza sono indicati nell’articolo 12, comma 1, del Decreto Legge del 22 marzo 2021, n. 41. 

I requisiti che devono essere soddisfatti da tutti per poter ottenere il reddito di emergenza sono:

  • residenza in Italia che deve essere dimostrata da chi presenta la domanda all'Inps; la residenza deve esserci al momento della domanda;
  • aver generato e quindi incassato nel mese di aprile 2021 un reddito inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio cui si somma un dodicesimo dell'importo dell'affitto annuo pagato;
  • non avere un patrimonio mobiliare, riferito all'intero nucleo famigliare del richiedente, con riferimento all’anno 2020, superiore a 10 mila euro. Questo importo aumenta di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo, ma non può comunque superare la soglia di 20.000 euro, anche in presenza di componenti con disabilità;
  • come condizione economica, certificata dall'ISEE in corso di validità, e attestato, avere un ISEE non superiore a 15.000 euro. L'ISEE può essere anche quello corrente, ma è importante che sia in corso di validità.

Relativamente alle novità sull'ISEE ho approfondito il tema nell'articolo Novità ISEE: cambia tutto! Ecco la nuova procedura 2021.

Reddito di emergenza: come si calcola e quanto è

Il reddito di emergenza è una prestazione assistenziale erogata dall'Inps solo su richiesta, ovvero dietro domanda che l'Inps deve aver ricevuto, verificato e validato. La domanda andava presentata entro il 30 luglio 2021. I pagamenti sarebbero partiti immediatamente, invece sembra che ci siano ancora dei problemi. In relazione all'importo se le punte estreme sono 400 euro da un lato e 840 dall'altro, il calcolo preciso del Reddito di Emergenza, si basa sulla scala di equivalenza, fermo restando il rispetto di tutti i requisiti. I moltiplicatori, ossia la scala di equivalenza, sono i seguenti:

1 per il primo componente del nucleo familiare cui si somma 0,4 per ogni altro membro maggiorenne e 0,2 per ogni componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1.

Per verificare la sussistenza del requisito si prende dunque a riferimento il reddito di 400 euro mensili rapportato ad 1 per il primo componente del nucleo famigliare. Utilizzando gli altri coefficienti si scoprono gli importo del REm nonchè le soglie oltre le quali il REm non è erogabile.

Per gli altri componenti, oltre il primo, i coefficienti sono:

0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni;

0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

Se in un nucleo famigliare ci sono due adulti di cui uno in condizioni di disabilità grave e due minorenni, il coefficiente complessivo è di 2. La soglia limite reddituale è di 800 euro. La famiglia in queste condizioni che non percepisce reddito o indennizzi Covid19, potrà ricevere 800 euro ogni trenta giorni per 4 mesi. Se la famiglia è in affitto, a questo importo si aggiunge un dodicesimo del canone di locazione pagato. 

L'importo massimo del reddito di emergenza è di 800 euro al mese, 840 euro se c'è un componente con disabilità grave.

Reddito di emergenza: stop ai pagamenti Inps

Non sono ancora arrivati i pagamenti del reddito di emergenza nel mese di settembre, nonostante diversi beneficiari avessero riscontrato sul proprio fascicolo previdenziale l'informazione dell'accettazione della domanda. Ma non facciamo confusione! Le date sul fascicolo previdenziale non sono quelle di pagamento ma solo quelle di conferma dell'accettazione della domanda. La certezza di prendere il reddito di emergenza c'è, ma non si conoscono le date di effettivo pagamento. 

Dai canali social di Inps, sembra che nella terza settimana di settembre, il pagamento andrà a buon fine. 

Non è solo il ritardo del pagamento a preoccupare ma in alcune limitate circostanze anche il ritardo nell'elaborazione della domanda e quindi nella comunicazione di accettazione o rifiuto. 

Uno degli ultimi scambi sulla pagina Facebook dell'Inps risale al 9 settembre quando in realtà l'utente poneva una domanda sui pagamenti dell'assegno temporaneo ai figli. In risposta alle richieste d'informazioni sul pagamento del REM di luglio e agosto 2021, l’Istituto tramite i canali social ha chiarito:

Ci dispiace ma non possiamo fare previsioni sulle date di pagamento tramite social. Si prevede di riavviare tutte le disposizioni di pagamento entro la terza settimana di settembre (si sta lavorando per riuscirci anche prima). Il ritardo è conseguente alla verifica ancora in corso di molte posizioni di indebito per contemporaneo pagamento di RdC.

Reddito di emergenza: le cause d'incompatibilità

Una delle motivazioni dei ritardi accumulati nel pagamento del reddito di emergenza, secondo l'Inps, è la incompatibilità tra reddito di emergenza e reddito di cittadinanza. Diverse domanda di reddito di emergenza provengono da nuclei famigliari all'interno del quale vi è già qualcuno che percepisce il reddito di cittadinanza. Il duplice assegno non può essere percepito contemporaneamente, e chi l'ha fatto oltre a rischiare di perdere entrambi, deve anche restituire le eventuali somme già ricevute. 

Oltre al reddito di cittadinanza, ci sono anche altre misure di incompatibilità, che sono:

  • indennizzi ai lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  • indennizzi ai lavoratori dello spettacolo;
  • indennizzi ai lavoratori dello sport e turismo.

Inoltre il REm non è compatibile con una pensione diretta o indiretta, ad esclusione dell'assegno ordinario di invalidità, e per chi percepisce un reddito da lavoro dipendente superiore alle soglie di reddito fissate.

Reddito di emergenza: la proroga non vale per l'ex Naspi

Una delle novità che era stata valutata nella proroga del ReM con il decreto sostegni, per i mesi da aprile a giugno, fu che anche i percettori di Naspi che terminavano di percepire tale misura entro febbraio 2021, avrebbero potuto ricevere il reddito di emergenza per i mesi di aprile, maggio e giugno, a condizione che il proprio ISEE non fosse superiore a 30.000 euro.

Con il decreto sostegni bis invece la proroga non è stata data anche agli ex percettori di Naspi che sono quindi rimasti fuori.

Per loro quindi non si prospetta alcun pagamento per settembre, ma se ancora privi di lavoro, potrebbero presentare domanda per il reddito di cittadinanza, oltre al fatto che fino a fine settembre si può presentare la domanda dell'assegno temporaneo ai figli e non perdere neanche una mensilità, a partire da luglio 2021. L'importo dell'assegno temporaneo ai figli per chi è disoccupato oppure ha un ISEE anche corrente inferiore a 7.000 euro è di 167 euro a figlio fino al secondo, per poi crescere del 30% a partire dal terzo.