Il Reddito di Emergenza tarda ad arrivare ed il silenzio di INPS preoccupa molto i beneficiari, soprattutto quelle famiglie italiane che contano sulla misura per poter arrivare alla fine del mese. 

A preoccupare ancora di più è però il silenzio relativo al possibile rinnovo della misura, il Reddito di Emergenza appunto, che sembra non esistere più nelle idee del Governo, sicuramente non per novembre e dicembre, ma con ogni probabilità anche per il 2022.

In realtà, sono però circolate voci che lasciano un minimo spiraglio per le famiglie italiane e proviamo a vedere lungo questo articolo non solo come funziona questa misura e cosa prevede, ma anche quali sono le prospettive in vista del 2022.

Sono infatti attesi i pagamenti dell'ultima delle quattro mensilità previste dal Decreto Sostegni Bis, come purtroppo spesso accade INPS ha accumulato un notevole ritardo in questi mesi ed anche se la quarta mensilità sarebbe riferita al mese di settembre, probabilmente i soldi arriveranno solo a novembre, si spera entro metà mese.

In particolare, vedremo anche quale era il periodo entro il quale fare domanda, quali sono le tempistiche previste per l'accettazione e quali sono gli importi che spettano alle famiglie sulla base della composizione del nucleo familiare, oltre ovviamente ai requisiti standard per accedere alla misura stessa.

In ogni caso, diamo il consiglio ai lettori di tenere controllata l'area personale sul portale INPS, in particolare il fascicolo previdenziale, su cui compaiono tutte le date di pagamento e anche gli importi previsti.

In ultimo, il Rem è stato anche protagonista nelle scorse settimane di una brutta cancellazione per alcuni soggetti: chi aveva ricevuto la misura in passato (anche nel 2020) senza possederne tutti i requisiti, ha subito nelle scorse mensilità un vero e proprio taglio, con INPS che ha "recuperato" quanto dovuto.

Insomma, degli errori arretrati dell'istituto di pagamento che certamente non hanno fatto piacere alle famiglie italiane coinvolte, per usare un eufemismo. La quarta rata pare che non sarà interessata da tale taglio, che in alcuni casi è stato un vero e proprio azzeramento, ma a maggior ragione suggeriamo di controllare il fascicolo previdenziale per controllare l'importo.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di pagamenti del mese di novembre, almeno secondo le stime:

Reddito di Emergenza: cos'è e come funziona

Il Reddito di Emergenza è una misura molto importante, tecnicamente un sussidio che "somiglia" al più noto Reddito di Cittadinanza, che il Governo ha istituito per aiutare le famiglie italiane più bisognose a superare il difficilissimo periodo del lockdown della scorsa primavera.

Poi però la pandemia ha continuato a creare grandi problemi sanitari e di conseguenza economici in tutta Italia, soprattutto a partire dallo scorso autunno, portando l'allora Governo Conte Bis a rinnovare la misura in maniera praticamente sistematica con ogni ondata di contagi.

Ciò è avvenuto anche con il nuovo Governo, guidato da Mario Draghi, nella scorsa primavera, in ben due occasioni diverse: nel primo caso la misura è stata promossa per tre mensilità (marzo, aprile e maggio) mentre nel secondo la proroga ha interessato addirittura quattro mesi (giugno, luglio, agosto e settembre).

Quest'ultima proroga è arrivata con il Decreto Sostegni Bis del 25 maggio 2021 e, nonostante siano passati diversi mesi, ancora non si va verso uno smaltimento definitivo della misura: mancano ancora i pagamenti relativi all'ultima mensilità, quella di settembre.

In ogni caso la misura è stata molto richiesta (da chi già non percepisce RdC) e per questo ne è stata domandata a gran voce una nuova proroga, che però ancora non è sicuro che arrivi. In particolare, la popolazione sta sottolineando che gli effetti della pandemia sono ancora ben presenti soprattutto dal punto di vista economico, motivo per cui una proroga sarebbe assolutamente ragionevole.

Nei prossimi paragrafi vedremo alcuni aspetti più tecnici di questo bonus, prima di parlare in maniera più approfondita della possibile proroga, della posizione del Governo ed anche dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Reddito di Emergenza: requisiti e domanda

Partiamo con il dire che la domanda del Reddito di Emergenza non si può più fare ora, la finestra temporale andava dal 1° al 31 luglio scorsi ed andava compilata esclusivamente online sul portale INPS nella sezione del sito dedicata proprio al Rem.

La compilazione automatica richiedeva una serie di dati ed informazioni, in particolare riguardo i requisiti che ora andiamo ad elencare, ma anche per definire la composizione del nucleo familiare, fondamentale per calcolare l'importo, come vedremo in seguito.

Ecco quindi i requisiti da rispettare per accedere al Reddito di Emergenza:

  • Valore del reddito familiare riferito alla mensilità di febbraio 2021 inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio REm;
  • Residenza in Italia, con riferimento al solo componente che richiede il beneficio;
  • Patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro riferito all’anno 2020. La soglia è aumentata di ulteriori 5.000 euro per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente, fino a un massimo di 20.000 euro;
  • ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, non superiore a 15.000 euro;
  • Nel nucleo familiare non devono essere presenti componenti che percepiscono, o hanno percepito, una delle indennità Covid per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport.

Ricordiamo che per poter ottenere il REM è necessario rispettare tutti i requisiti nell'anno di riferimento.

Reddito di Emergenza: calcolo dell'importo

Passiamo ora a vedere un altro aspetto molto importante del Rem, cioè il calcolo dell'importo spettante. Innanzitutto, l'importo è il medesimo per tutte le mensilità di Reddito di Emergenza previste, dunque non c'è alcuna differenza tra i primi pagamenti e quello che invece ancora manca all'appello.

In realtà, requisiti e calcolo sono rimasti praticamente invariati fin dall'inizio. Alla sua prima approvazione il sussidio era esattamente nella stessa forma che ha ancora oggi, quindi non è cambiato nulla in questi mesi.

Chi non avesse cambiato situazione dal punto di vista della composizione del nucleo familiare in questi mesi ha ricevuto i medesimi importi fin dal primo Rem approvato durante il lockdown.

Passando ora al calcolo dell'importo, ricordiamo che il minimo per ogni mensilità è pari a 400 euro mentre il massimo ammonta a 800 euro. L'importo minimo funziona da base, mentre il coefficiente del nucleo familiare è sostanzialmente un moltiplicatore.

Dunque per arrivare alla cifra spettante bisogna moltiplicare 400 per il coefficiente, che a sua volta si calcola così: si parte da uno (che sarebbe il soggetto richiedente) e si aggiunge 0,2 per ogni soggetto minorenne appartenente al nucleo familiare e 0,4 per ogni soggetto maggiorenne appartenente al nucleo familiare.

Il coefficiente massimo è in ogni caso 2, che moltiplicato per 400 dà appunto l'importo massimo di ogni mensilità, cioè 800 euro. L'unico caso in cui tale importo può ulteriormente salire è in caso di soggetto diversamente abile all'interno del nucleo familiare, il che porta il coefficiente a 2,1 ed il massimo a 840 euro.

Anche per l'ultimo pagamento l'importo sarà il medesimo dei pagamenti precedenti, ma nel seguente paragrafo vedremo quando è atteso, almeno secondo le stime più affidabili.

Reddito di Emergenza: silenzio totale sui pagamenti

I pagamenti del Reddito di Emergenza sono argomento molto delicato ed è ancora necessario attendere per avere l'ultimo, quello relativo al mese di settembre scorso. 

Non è una situazione nuova, a dir la verità, perché il Rem è spesso stato protagonista di ritardi, di periodi di silenzio da parte di INPS ed anche di polemiche ed azzeramenti, come visto nelle righe precedenti.

Una misura che è pensata per sostenere le famiglie in un periodo molto complicato e chiamato Reddito di Emergenza proprio perché necessario con urgenza. La tempistica, invece, ha spesso lasciato molto a desiderare ed è difficile immaginare che possa andare meglio in futuro, in caso di proroga che comunque ad oggi è in dubbio.

Ora il silenzio sta dominando per quanto riguarda l'ultima mensilità, con INPS che non ha offerto praticamente nessuna garanzia: prima ha promesso il pagamento entro la fine di ottobre, poi non ha praticamente mai offerto aggiornamenti e non si sa nulla.

Nessuna disposizione di pagamento e nessuna rassicurazione via social, neanche sulla pagina Facebook "INPS per la famiglia" che in genere risponde ai quesiti degli utenti.

In generale, le stime più precise parlano di una possibile disposizione di pagamento nella prima settimana di novembre, con il vero e proprio pagamento che arriverebbe nella settimana successiva, entro la metà del mese.

Reddito di Emergenza: c'è ancora speranza per la proroga?

Certezze non ce ne sono, neanche su un'eventuale proroga. Se è vero che il Governo non si è mai esposto su un'eventuale proroga, è anche vero che non si è mai espresso neanche sull'opzione opposta.

Domina il silenzio, motivo per cui alcuni beneficiari ancora sperano, ma la direzione del Governo sembra andare verso una atteggiamento attendista: in base all'andamento dei contagi nelle ultime settimane del 2021 si deciderà il futuro di questa misura.

Ricordiamo che la misura in sé non ha alcun legame con la proroga dello stato di emergenza, la situazione che anche giuridicamente permette di prendere scelte fondamentali per la gestione di situazioni di straordinaria urgenza, come avvenuto in pandemia.

Un'altra fetta di popolazione spinge invece per un "reddito di solidarietà", una misura intermedia tra RdC e Rem che potrebbe essere risolutiva nel creare una forma di sussidio per le famiglie bisognose italiane. Vedremo in futuro cosa accadrà, mentre continua a regnare l'incertezza sia per il pagamento che per la possibile proroga.