Il Reddito di emergenza non è in ritardo, è proprio bloccato.

Non c'entra il silenzio dell'INPS, ma il fatto che il Governo Draghi non ha ancora ufficializzato la proroga del REM per i prossimi mesi, e così anche per il 2022.

Questo può essere un grosso problema per le famiglie che contavano in una nuova rata del REM, specie quelle che con la pandemia da Covid hanno avuto il meglio da questa situazione: tra disoccupazione, licenziamenti e fallimenti di aziende o anche solo semplici negozi.

Non a caso era considerato come un terzo pagamento per coloro che, oltre al REM, prendevano anche il reddito di cittadinanza e l'assegno unico per i figli

Perché è una misura non assistenziale, ma emergenziale, che va erogata proprio perché in molti hanno vissuto nell'emergenza di garantire una valida entrata per la propria famiglia, specie se si hanno degli minori o con disabilità a carico.

Al momento sono state confermare tre delle quattro mensilità assicurate dal Decreto Sostegni bis.

Ma proprio quest'ultima ancora non se ne sa nulla, e anche del fatto se il governo autorizzerà ulteriori supporti economici, visto che la pandemia non solo non è ancora finita, ma minaccia di ripartire, vista l'ultima situazione della curva epidemiologica.

Se volete saperne di più, vi suggerisco questo video di approfondimento a cura di Mondo Pensioni.

In questo articolo cercheremo di fare il punto della situazione in merito al reddito di emergenza per questi ultimi tempi, e anche della storia della proroga.

Reddito di emergenza: ecco come funziona oggi

Anche se si parla di "reddito", non confondetelo col Reddito di Cittadinanza! Perché il reddito di emergenza è a tutti gli effetti una misura di aiuto per le famiglie che durante i lockdown non hanno potuto mantenere lo stesso reddito come prima.

Cioè in poche parole si sono ritrovati senza lavoro, senza negozio e senza soldi per pagare bollette e spese di necessità.

La prima fase del REM era prevista solo col lockdown che ha coinvolto tutta l'Italia dall'8 marzo fino al 9 maggio 2020, quindi due mesi di blocco delle attività lavorative e della mobilità generale.

E poi una seconda fase, non prevista, a causa della sistematica disposizione delle zone rosse in tutta Italia durante l'inverno 2020, a causa delle due ondate Covid che si sono susseguite tra un mese e l'altro.

Anche fuori dalle ondate, grazie alla vaccinazione di massa, il governo Draghi ha voluto imitare il precedente Governo Conte Bis, riconfermando per il mese di marzo, aprile e maggio 2021 una tranche del Reddito di emergenza.

E qui è il nostro punto. In realtà è stata confermata successivamente una seconda proroga, col Decreto Sostegni bis del 25 maggio, che consiste nell'erogazione del REM per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre.

Questi sono stati erogati, ma non ancora la quarta rata, quella del mese di settembre. 

Il motivo? Vediamolo insieme.

Reddito di emergenza: quando arriva la quarta rata? 

Il reddito di emergenza, fin dal suo esordio, ha avuto parecchi problemi in fatto di proroghe e di rate da erogare.

Un po' per il fatto che le richieste sono state notevoli, e un po' per il fatto che fin da marzo-aprile 2020 l'INPS ha avuto sempre più difficoltà a garantire il versamento dei pagamenti, come abbiamo visto in merito all'assegno unico per i figli

Assegno unico che è in versione transitoria, al momento: c'è da immaginarsi quando sarà Universale dal 1 gennaio 2022.

Generalmente l'INPS rende disponibile degli aggiornamenti in merito, anche se puntualmente, quando viene superata la data di (presunta) erogazione, poi non provvede a fornirne. Come in questo caso.

L'ultima comunicazione dell'INPS ha disposto come periodo di (possibile) erogazione entro e non oltre la fine del mese di ottobre.

Dopo quella data è scoppiato il silenzio. Ne sappiamo qualcosa? Anche vedendo nella pagina Facebook dell'Istituto non risultano al momento degli aggiornamenti.

Se vogliamo guardare ai precedenti, dovremo attendere ancora una o due settimane, possibilmente la prima settimana di novembre. Massimo entro metà mese dovrà essere erogata.

E anche supponendo che, come per le precedenti rate, il REM venga versato, anche se in ritardo. La domanda rimane: ci sarà in futuro una nuova proroga.

Temo di no. Anche perché la situazione per chi già gli spetta non è delle migliori.

Reddito di emergenza: ecco i requisiti fino alla prossima proroga

L'accesso al reddito di emergenza è stabilito principalmente dal fatto che ti ritrovi in una situazione economica che ha subito un grave danno a causa del Covid

Altrimenti, per eventuali supporti economici "generici" o forme di supporto economico per le famiglie, ci sono aiuti come il Reddito di cittadinanza o l'Assegno unico transitorio.

Chi riceverà la quarta rata del Reddito di emergenza ha i seguenti requisiti, gli stessi confermati nel corso degli ultimi mesi:

  • residente in Italia;
  • avente un reddito familiare riferito alla mensilità di febbraio 2021 inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio REM;
  • possessore di un patrimonio mobiliare 2020 inferiore a 10.000 euro;
  • avente un'attestazione ISEE in corso di validità, non superiore a 15.000 euro.

Queste sono le principali, ma ognuna di esse ha un piccolo particolare.

Reddito di emergenza: attenti! Ecco quale ISEE serve

Nel caso del Reddito di emergenza, bisogna precisare la questione dell'ISEE, in particolare per quanto riguarda il patrimonio mobiliare.

Oltre al fatto che il richiedente può essere anche il solo componente che deve garantire la residenza in Italia, il patrimonio mobiliare 2020 può avere una soglia maggiore se ha un nucleo familiare numeroso: 5.000 euro in più per ogni componente, fino a 20.000 euro massimo di soglia.

Mentre per l'ISEE, come detto, deve essere inferiore a 15.000 euro, ma può essere sia ordinario sia corrente (se non sai la differenza tra i due, ti suggerisco questo articolo).

Inoltre nessuno nel nucleo familiare deve avere un percettore di alcuna indennità Covid per le seguenti categorie lavorative:

  • lavoratori stagionali del turismo,
  • lavoratori negli stabilimenti termali,
  • lavoratori del settore dello spettacolo,
  • lavoratori del settore dello sport.

Questi sono i requisiti richiesti in merito alle rate precedenti e all'ultima in arrivo. Se notate fa riferimento (a parte l'ISEE, se corrente) all'anno 2020. Non è un caso, visto che la perdita riguarda infatti i vari lockdown o le fasi post-, quando ancora l'economia doveva riprendersi, dopo 18 mesi di inferno tra chiusure improvvise e blocchi della mobilità.

Anche perché sarà difficile garantire per un'eventuale proroga certi importi.

Reddito di emergenza: ecco a quanto ammonta la quarta rata in proroga

L'ammontare della rata del reddito di emergenza è abbastanza facile. Non è come l'assegno unico per i figli, che ha tanto di tabella INPS, dove sono riuniti tutte le varie fasce ISEE in rapporto agli importi dell'assegno.

In questo caso è un calcolo basato sulla minima, corrispondente a 400 euro, la quale a sua volta è sottoposta ad un coefficiente, derivato dal nucleo familiare.

I coefficienti sono due:

  • devi moltiplicare per 0,2 per ogni soggetto minorenne presente nel tuo nucleo familiare;
  • devi moltiplicare per 0,4 per ogni soggetto maggiorenne presente nel tuo nucleo familiare.

Il massimo del coefficiente a cui si può raggiungere è 2,1, nel caso di soggetti affetti da patologie disabilitanti, altrimenti è 2

Sì, è simile alla scala di equivalenza disposta per il Reddito di Cittadinanza.

Quindi, facendo due calcoli, se avessi il coefficiente massimo, arriveresti a 840 euro. E infatti quest'ultima cifra è anche la quota massima disponibile.

Su questo il problema non si dovrebbe porre in merito alla quarta rata, perché per le precedenti il calcolo è rimasto sempre lo stesso.

Il problema sarà se in futuro potrai affidarti al Reddito di emergenza.

Reddito di emergenza: ecco perché non arriva la proroga! 

Parlare di proroga non sarà facile, visto l'andamento generico delle casse dello Stato. Ricordiamo che il reddito di emergenza è stato garantito sia dal Governo Conte II sia dal Governo Draghi per il fatto che:

E' una situazione che è nata a causa dell'emergenza pandemica, che ha portato a ben 5 milioni di morti in tutto il mondo, di cui oltre 130.000 solo in Italia. E anche al fatto che, prima del vaccino, l'unica soluzione efficace per ridurre i contagi, è stato il lockdown, cioè chiudere le persone in casa e limitare i contatti.

Sistema funzionale da un po' di vista sanitario, ma mortale a livello economico.

Per questo il reddito di emergenza è stato emesso. 

Potrebbe risuccedere? L'ondata di luglio-agosto 2021 è morta sul nascere, grazie al fatto che già si aveva almeno il 50-60% della popolazione vaccinata, anche solo con una dose. 

E forse anche il fatto che il Green Pass, che tutti vorrebbero abolito, un poco ha garantito la limitazione degli accessi ai non vaccinati, quelli che tutt'ora sono ad alto rischio, vista la demografia degli ultimi ricoveri e ospedalizzazioni.

La possibilità che possa ritornare un'ondata non è zero, che sia chiaro. Già in Inghilterra la situazione sta peggiorando, forse a causa degli effetti limitati del vaccino Astrazeneca. Attualmente in Italia sono in aumento, ma la situazione ospedaliera è stabile.

Semmai si potrebbe valutare, come molti sperano, in una nuova forma di reddito, un "reddito di solidarietà". Ma invece di essere emergenziale, diventerebbe a tutti gli effetti un sussidio ad hoc

Ma questo si dovrà vedere, visto che già si ipotizza per l'assegno unico Universale una spesa faraonica per il suo finanziamento. E già il Governo Draghi ha trovato molto difficoltoso finanziare la nuova Quota 102 per il 2022, oltre che a mantenere Opzione Donna per il 2022.