Reddito di emergenza: mentre sono in arrivo i pagamenti Rem relativi alle quattro mensilità introdotte con il decreto Sostegni bis, tra beneficiari che hanno già ottenuto i primi accrediti a fine agosto e tantissimi altri ancora in attesa del pagamento da INPS, ci si chiede se una proroga del reddito di emergenza sia possibile. 

Le ultime mensilità, relative ai mesi di giugno, luglio, agosto e settembre potrebbero rappresentare l’ultima tranche della misura istituita dal governo per sostenere famiglie e cittadini italiani durante l’emergenza Coronavirus. 

Non vi sono però certezze, in quanto il destino del reddito di emergenza è fortemente legato alla durata dello stato di emergenza, tutt’ora in vigore nel nostro Paese e destinato a concludersi il 31 dicembre. 

Al di là della possibilità di proroga o meno del reddito di emergenza, sono molte le novità che potrebbero vedere la luce nei prossimi mesi. Se il destino del Rem è legato al permanere dello stato di emergenza, altre misure potrebbero essere soggette a importanti modifiche. 

Cambiamenti che dovrebbero poter assicurare ai nuclei familiari aiuti economici e non solo, specialmente per le famiglie e i cittadini residenti nelle Regioni nelle quali si è osservato il numero più alto di richieste per misure assistenziali come il Rem.

Reddito di emergenza proroga dopo settembre? Di certo in arrivo i pagamenti 

Dal 1 al 31 luglio di quest’anno è stato possibile, per molti nuclei familiari, presentare una nuova domanda per ottenere ulteriori quattro rate di reddito di emergenza per i mesi da luglio a settembre. 

L’andamento del virus ha infatti incitato il governo verso più proroghe del Rem, fino all’ultimo decreto del 26 maggio.

Sono state infatti queste le ultime rate disponibili, frutto della proroga Rem che ha permesso a molti cittadini di richiedere ancora una volta il sussidio, con lo scopo di aiutare economicamente gli italiani durante la pandemia. 

E sono relativi a quelle domande i pagamenti INPS che sono arrivati ad alcuni beneficiari già a fine agosto, mentre altri percettori di Rem sono ancora in attesa degli accrediti della prima rata

Una panoramica su cosa stia succedendo con i pagamenti e delle azioni possibili in caso di ritardi la offre la Redazione The Wam: la “settimana verità” è cominciata e pare che, finalmente, coloro che sono in attesa dei soldi del reddito di emergenza potranno ottenere quanto spetta: 

Benché la data dei pagamenti possa dipendere da quella in cui si è presentata la domanda, i ritardi sarebbero stati anche frutto di alcuni errori da parte dell’INPS

In ogni caso, però, i pagamenti sono in arrivo: gli accrediti potrebbero arrivare entro il 15 settembre per coloro che hanno già ricevuto la prima rata di Rem (relativa a giugno). 

Per maggiori informazioni sullo stato dei pagamenti Rem, consigliamo la lettura del nostro approfondimento REM Reddito di emergenza: date pagamenti INPS seconda rata.

Si ricorda, inoltre, che è possibile verificare le disposizioni di pagamento direttamente sul sito dell’Istituto, effettuando l’accesso con le credenziali SPID, CIE o CNS o, qualora se ne fosse provvisti, con il PIN INPS, sebbene questi cadranno in disuso a partire da ottobre.  

Reddito di emergenza proroga sì o no: quanti nuclei familiari hanno richiesto il Rem

Durante l’emergenza Coronavirus, il governo ha istituito diversi aiuti temporanei per tendere una mano a cittadini e famiglie colpiti dagli effetti economici della pandemia. 

Tra questi, il reddito di emergenza ha rappresentato uno strumento fondamentale per moltissimi nuclei, assieme ad altre misure temporanee come i cosiddetti bonus stagionali (le indennità Covid), gli aiuti alle imprese, ai lavoratori e alle partite IVA. 

Secondo i dati dell’Osservatorio RdC e Rem aggiornati ad agosto 2021, le quote di reddito di emergenza introdotte con il decreto Sostegni sono state percepite da:

 573.007 nuclei con 1.303.750 persone coinvolte e un importo medio a nucleo pari a 543,71 euro.

Così come per il reddito di cittadinanza, il Rem ha maggiormente incontrato i bisogni delle famiglie che risiedono nelle regioni del Sud e nelle Isole. 

D’altra parte, misure come il Rem e il reddito di cittadinanza rappresentano un sostegno fondamentale per i nuclei familiari che, in seguito alla pandemia, hanno dovuto affrontare le criticità legate a restrizioni e continue chiusure. 

E nonostante i forti ritardi nei pagamenti, in questo contesto, sono molte le famiglie che si chiedono se una misura tanto fondamentale possa essere del tutto abolita, considerando che l’emergenza non sembra essersi conclusa. 

Ma cosa si intende con “fine dello stato di emergenza” e perché la sua durata potrebbe implicare una proroga del reddito di emergenza o, al contrario, la sua naturale abolizione in quanto misura temporanea e non strutturale? 

Reddito di emergenza proroga e stato d’emergenza: ci sarà il Rem dopo settembre?

Notizie ufficiali non ce ne sono. Il governo non fa menzione di un’imminente proroga del reddito di emergenza, ma non è detto che ciò significhi che sia arrivato ormai il momento di dire addio alla misura. 

Per il momento, le quattro rate di Rem, con gli ultimi pagamenti che si riferiscono al mese di settembre (e che potrebbero protrarsi anche fino a dicembre, considerando i numerosi ritardi) sembrano rappresentare gli ultimi aiuti da parte dello Stato.

È pur vero, però, che il destino del reddito di emergenza è strettamente legato ad alcuni fattori relativi, ovviamente, all’emergenza da Covid-19 e in particolare: 

allo stato di emergenza ancora in vigore in Italia e che scadrà il 31 dicembre 2021; all’andamento dell’emergenza Coronavirus che potrebbe vedere dei peggioramenti con la fine dell’estate e l’arrivo di temperature più rigide; alla possibilità di fare a meno di ulteriori restrizioni e chiusure delle attività economiche. 

Insomma, per il momento non c’è alcuna sicurezza né di una possibile proroga del reddito di emergenza dopo settembre, né di un definitivo abbandono della misura, poiché il governo potrebbe comunque decidere di ricorrere nuovamente al Rem qualora la situazione lo richieda. 

Intanto, si continua a lavorare sulla possibilità di estensione dell’obbligo di Green Pass per invogliare alla vaccinazione chi ancora non ha provveduto a immunizzarsi. Nonostante ciò appare ancora complicato prevedere lo scenario che si prospetterà in inverno. 

In ogni caso, lo stato di emergenza, disposto in seguito al presentarsi di eventi eccezionali (come, appunto, il diffondersi del Covid-19), sarà in vigore ancora fino alla fine dell’anno. 

Ciò significa che, se la situazione si avvierà verso un peggioramento nel corso di questi mesi, non è del tutto esclusa la possibilità, da parte del governo, di istituire delle nuove rate di reddito di emergenza. E, considerando che lo stato di emergenza sarà in vigore fino al 31 dicembre, una possibilità potrebbe vedere l’istituzione di altre tre mensilità.

Come già specificato, però, questo dipenderà dall’andamento dei contagi, dai risultati della campagna vaccinale e, soprattutto, dalla necessità di attuare nuove misure di sicurezza che implichino la chiusura delle attività. 

È dunque difficile stabilire se ci sarà o meno una proroga del reddito di emergenza. 

Reddito di emergenza a chi è destinato e quali sono i requisiti 

Non c’è dunque certezza su una possibile proroga del reddito di emergenza, ma se il governo dovesse decidere di mettere a disposizione altre rate, almeno fino alla fine dello stato di emergenza, chi ne potrebbe beneficiare?

Finora hanno avuto accesso al reddito di emergenza tutti i nuclei familiari che rispettavano alcuni requisiti che non tengono conto solo del valore dell’ISEE. 

Infatti, per poter ottenere le rate di Rem era fondamentale avere: 

residenza in Italia; un reddito familiare relativo ad aprile 2021 che fosse inferiore alla soglia spettante di Rem; un valore ISEE che non superasse i 15.000 euro; un patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro.

Inoltre, per le rate istituite dal primo decreto Sostegni, era possibile richiedere il reddito di emergenza con requisiti semplificati per ex percettori di Naspi e Dis-Coll

La possibilità di ottenere il Rem con requisiti facilitati e che interessassero il singolo individuo e non l’intero nucleo familiare fu però negata per la successiva proroga Rem: per ottenere le ultime quattro rate, fino al mese di settembre, gli ex percettori di Naspi hanno infatti dovuto presentare una richiesta ordinaria, rispettando tutti i requisiti relativi all’intero nucleo familiare. 

Reddito di emergenza, ancora nessuna proroga: in arrivo modifiche al reddito di cittadinanza 

Come sappiamo, l’introduzione del reddito di emergenza divenne necessaria dal momento che c’erano molti nuclei familiari in difficoltà e che, allo stesso tempo, non avevano uno o più requisiti per poter beneficiare del reddito di cittadinanza

Le due misure non sono infatti mai state compatibili: chi richiedeva il RdC non poteva fare richiesta di Rem e viceversa, benché alcuni nuclei familiari abbiano optato per inviare domanda di reddito di emergenza alla scadenza dei 18 mesi di RdC, durante il mese di sospensione. 

È però proprio il reddito di cittadinanza a essere sotto i riflettori nell’ultimo periodo, dopo aver incassato molteplici critiche da parte di più esponenti politici 

La misura ha infatti subito alcune modifiche e si prepara a una nuova serie di interventi volti a un netto miglioramento, soprattutto dal momento che, a differenza del reddito di emergenza, il RdC è nato con l’obiettivo non solo di contrastare la povertà, ma anche di accompagnare i percettori verso percorsi di inserimento lavorativo. 

Non è chiaro se le modifiche che verranno attuate sul reddito di cittadinanza potranno ampliare la platea anche a coloro che hanno richiesto e ottenuto il reddito di emergenza. 

Per il momento, la misura potrebbe vedere un cambiamento nei requisiti di accesso. Ad esserne avvantaggiati potrebbero essere le famiglie più numerose, grazie a variazioni apportate alla scala di equivalenza, e gli stranieri per i quali il requisito di residenza in Italia da almeno 10 anni potrebbe essere ridotto a 5.