Il 31 luglio è scaduto il termine di presentazione delle ultime quattro mensilità del Reddito di Emergenza disposto dal DL Sostegni Bis.

Fino a questo momento non abbiamo avuto notizie dal Governo circa un possibile rinnovo della misura di sostegno, oppure di una proroga dei termini si scadenza di inoltro delle richieste all’INPS, come spesso è accaduto nei mesi precedenti.

Dunque, quel che è fatto è fatto, è per coloro che hanno inviato richiesta di REM non rimane altro da fare che seguire l’andamento delle proprie istruttorie e prestare attenzione ai comunicati INPS su date di pagamento e sui possibili ritardi che, per esperienza dalle precedenti mensilità, sono un imprevisto sempre probabile.

Non facciamoci allora trovare impreparati nelle prossime settimane e cerchiamo le risposte alle domande più frequenti riferite al Reddito di Emergenza: Quando e come arriverà? Come posso tenere sotto controllo l’iter di approvazione e le date di liquidazione INPS? E se qualcosa non funziona o ci sono ritardi, a chi mi posso rivolgere per avere informazioni sulle mie quote di REM?

Quale Isee per il Reddito di Emergenza?

In realtà, se i nostri requisiti reddituali e patrimoniali non superano le soglie previste per l’accesso al beneficio, teoricamente non dovrebbero sorgere criticità tali da comportare, dopo i controlli INPS, il rifiuto della domanda di REM.

Ricordiamo allora quali erano i parametri ai quali era necessario attenersi al momento della domanda online.

  • Il reddito familiare del mese di aprile 2021 non superiore all’importo teorico di REM spettante al proprio nucleo familiare, eventualmente incrementato di un dodicesimo per le famiglie che vivono in casa di affitto,
  • Il patrimonio mobiliare riferito al 2020 inferiore a 10 mila Euro, incrementato di 5.000 Euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20 mila Euro. La soglia è incrementata di ulteriori 5.000 Euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o non autosufficiente,
  • L’Isee in corso di validità inferiore a 15 mila Euro.

Al REM possono accedere esclusivamente i residenti in Italia, senza tuttavia sia presente un vincolo di durata minima di permanenza. Il vincolo di residenza è inoltre richiesto al solo titolare della richiesta di REM.

Il Reddito di Emergenza è inoltre incompatibile con le indennità COVID-19, le indennità per collaboratori sportivi, per lavoratori del settore agricolo e della pesca, e con i trattamenti pensionistici diretti o indiretti, a eccezione di quelli relativi all’invalidità civile e all’assegno ordinario di invalidità, con il Reddito di Cittadinanza e la pensione di Cittadinanza per l’intero periodo di fruizione del beneficio.

Tutti questi appena elencati, sono dati molto semplici di cui ogni famiglia è sicuramente a conoscenza. Se al momento dell’invio della domanda, sia in modalità autonoma che tramite intermediario abilitato, i valori erano al di sotto di quelli previsti, e non erano presenti incompatibilità, il beneficio di REM con molta probabilità sarà riconosciuto al richiedente.

La cronaca degli ultimi mesi ci insegna però che non sempre tutto è così semplice e lineare, e imbattersi dietro l’angolo in una criticità evidenziata dall’INPS, è davvero un evento che può accadere a chiunque. Come possiamo allora verificare l’iter della nostra domanda di REM, e constatare direttamente le eventuali difformità?

Speedy News Italia ogni giorno offre news sul mondo del lavoro e sugli incentivi per famiglie e imprese. In questo video, l'aggiornatissima Barbara ci spiega come accertarsi se l'esito della domanda di Reddito di Emergenza sarà accolto.

Come controllare se la domanda di Reddito di Emergenza è stata accettata?

La verifica in tempo reale dello stato dell’istruttoria la possiamo sicuramente richiedere al nostro intermediario a cui ci siamo rivolti per la domanda.

Teniamo a mente però che la risposta potrebbe non essere immediata, vista l’aumento del numero di pratiche che CAF e patronati in questo ultimo anno sono stati chiamati a gestire. Inoltre, proprio per quest’ultima ragione, forse, sarebbe più cortese non impegnare gli operatori per interrogazioni alle quali siamo in grado di rispondere noi stessi più velocemente e in maniera più puntuale.

Il sito web INPS ci offre l’opportunità di conoscere la nostra posizione a partire da questa pagina. Se abbiamo inoltrato noi stessi la domanda di REM, dovremmo già conoscerla, perché proprio dalle sue sezioni in cui saremo introdotti, abbiamo inserito i nostri dati di richiesta nei giorni scorsi.

L’accesso avviene sempre con le nostre credenziali: SPID, CNS, CIE o PIN per chi ancora lo possiede.

All’apertura della pagina di colore blu, si presenta alla sinistra una colonna di comandi, con alla cima indicato il nostro nome, cognome e codice fiscale. La funzione ‘Gestione domanda’ contiene all’interno la ‘Lista domande ed esiti’. Clicchiamo.

Si apre una tabella contenente tutte le nostre richieste presentate di Reddito di Emergenza e per ciascuna di esse sono specificate le date di acquisizione, accoglimento e lo stato della pratica.

L’ultima colonna sinistra della tabella mostra un rettangolo contenente la scritta ‘Esito’. Se la casella relativa alla domanda di REM che ci interessa, non è attiva e risulta opaca, allora la sua istruttoria non è ancora stata eseguita, e occorre tornare per la consultazione in un secondo momento. Se invece la casella è contornata di colore rosso e attiva, clicchiamo per esplorare il contenuto di questo Esito.

Si apre una seconda tabella che illustra le mensilità erogate periodicamente, oppure le eventuali criticità che l’INPS ha rilevato nella nostra domanda di Reddito di Emergenza.

I pollici verdi rivolti in su per le colonne relative a residenza, controlli preliminari, compatibilità con altre prestazioni, requisiti economici, esito di sintesi, e modalità di pagamento (iban corretto), significano che la nostra domanda di REM è stata accolta e a breve saranno liquidate le mensilità.

I pollici rossi indicano invece criticità rilevate per alcuni requisiti relativi alla nostra posizione che hanno bloccato il riconoscimento del beneficio. In questo caso, se siamo convinti che i nostri requisiti al momento della domanda erano conformi a quelli richiesti dal messaggio INPS n. 2406 del 24 giugno 2021, allora è opportuno approfondire il motivo di questo rifiuto. A chi rivolgersi?

A chi chiedere per problemi con il Reddito di Emergenza?

Lo sappiamo: i rapporto fra Pubblica Amministrazione e cittadini non sono mai stati idilliaci. Anzi, piuttosto caotici e deprimenti per i contribuenti.

Nell’ultimi due-tre anni si può apprezzare però un netto miglioramento della qualità dell’assistenza offerta da parte della PA. Infrastrutture più solide, un approccio informatico finalmente più aggressivo, e la complicità della crisi sanitaria Covid-19 che da un giorno all’altro ha costretto milioni di perone al distanziamento sociale, hanno condotto la PA a essere maggiormente presente sul tessuto sociale con comunicazioni, messaggi e talvolta anche con ammissioni di errori di percorso.

In questo mainstream informativo si inserisce la costante presenza giornaliera dell’INPS sui principali canali social. I canali Twitter e Facebook ufficiali dell’Istituto previdenziale, sono ottime fonti di informazioni aggiornate su tutto ciò che riguarda trattamenti e sostegni al reddito.

Per chi attende le prossime quattro rate del Reddito di Emergenza, e vuole essere aggiornato sui tempi di liquidazione e sulle motivazioni di eventuali ritardi, potrebbe essere utile iscriversi ai canali social ufficiali.

Se invece desideriamo chiarimenti più specifici riguardanti la nostra posizione, come lo stato di una pratica, il mancato accoglimento della domanda, ritardi nelle erogazioni delle quote, oppure incomprensibili criticità rilevate durante l’istruttoria, l’INPS offre la possibilità di inoltrare una interrogazione direttamente dal sito web attraverso un form.

Dalla nostra pagina personale, raggiunta accedendo dal link MyINPS, apriamo, sulla colonna sinistra, la voce ‘INPS Risponde’. La pagina che si apre ci mostra la cronologia di tutte le nostre eventuali richieste inviate all’Istituto previdenziale.

Per richiedere chiarimenti sulla nostra posizione REM sarà sufficiente cliccare su ‘Inserisci nuova richiesta’ e sulla nuova pagina visualizzata personalizzare l’interrogazione selezionando nei menu a tendina il tipo di Gestione INPS, e l’argomento della richiesta (in questo caso ‘Stato di una pratica/richiesta').

In breve tempo riceveremo una notifica SMS della avvenuta risposta da parte dell’INPS, e nella nostra bacheca sul sito web INPS si illuminerà di rosso una campanella a testimoniare la presenza di una risposta.

In alternativa, l’INPS offre anche un Contact Center attivo 24 ore su 24 in automatico o con intervento di operatore. È raggiungibile, in otto lingue, gratuitamente da rete fissa al numero 803 164, oppure da mobile al numero 06 164 164, a pagamento con la tariffa applicata dal nostro gestore telefonico.

Quando arriva il Reddito di Emergenza?

Abbiamo parlato di richieste, istruttorie e interrogazioni. Ma quando davvero dovremo iniziare a preoccuparci per le nostre quattro quote di REM? In altri termini, quando dovrebbero essere erogate dall’INPS sui conti correnti, libretti postali o carte ricaricabili dotate di Iban?

L’INPS ha comunicato più volte che gli esiti delle domande (positivi o negativi) vengono comunicati entro 35-45 giorni dalla presentazione della domanda, seguendo il loro ordine cronologico di inoltro. Pochi giorni dopo dovrebbero venire liquidate anche le mensilità.

Quindi, per i richiedenti il Reddito di Emergenza che hanno inoltrato domanda i primi giorni di luglio (ricordiamo che i termini di presentazione erano dal 1° al 31 luglio 2021) le date probabili di accredito delle mensilità saranno:

  • Mensilità REM di giugno 2021 liquidata intorno al 15 agosto,
  • Mensilità di luglio, entro il 15 settembre,
  • Mensilità di agosto, entro il 15 ottobre,
  • Mensilità di settembre, entro il 15 novembre.

Ripetiamo, i tempi di liquidazione seguono inevitabilmente la data di inoltro della domanda di REM. Dunque, domande inviate a fine luglio, comporteranno inevitabilmente erogazioni in date sensibilmente ritardate rispetto a queste appena viste.