Reddito di emergenza disponibile altri 3 mesi per le famiglie. Il governo Draghi col decreto Sostegni ha predisposto risorse per un ammontare complessivo di circa 1,5 miliardi, per rifinanziare il nuovo sussidio temporaneo per le famiglie. Il Reddito di emergenza viene riconosciuto per altre 3 mensilità corrispondente ai mesi di marzo, aprili e maggio. Tutti i chiarimenti sulla richiesta - a domanda - dall’Istituto nazionale della previdenza sociale disponibili attraverso il messaggio n. 1378 del 1° aprile 2021. Si allentano le condizioni e i requisiti previsti per richiedere l’accesso al beneficio. Aumenta il limite massimo per le famiglie in affitto, cresce la categoria degli aventi diritto. Tante le novità presenti nel messaggio INPS.

La pandemia ha avuto un impatto dissimile sui settori produttivi. Tuttavia, tutti hanno subito la scia delle ripercussioni prodotti dagli effetti del Covid-19. E così, il benessere economico che ci ha accompagnano nell’ultimo decennio è stato letteralmente spazzato via. I numeri della crisi economica sono catastrofici, troppe le famiglie che hanno perso il lavoro o che si ritrovano a percepire una riduzione della retribuzione. Ecco, spiegato uno dei motivi per cui il Reddito di emergenza può essere richiesto dai lavoratori che hanno concluso il periodo di corresponsione della Naspi o DIS-COLL nel lasso di tempo interposto tra il 1° luglio 2020 e sino alla data del 28 febbraio 2021.

Reddito di emergenza: i chiarimenti dell’INPS

L’Istituto nazionale della previdenza sociale attraverso il messaggio n. 1378 del 1° aprile 2021, spiega le prime informazioni connesse al Reddito di emergenza, riconosciute le quote di marzo, aprile, nonché maggio alle famiglie in difficoltà economica in seguito dell’emergenza epidemiologica dalla pandemia. Il sussidio viene concesso in presenza di specifici requisiti e condizioni previste dalla normativa.

Per accedere al beneficio è necessario la presenza di tutti i requisiti (economici, patrimoniali e reddituali) contestualmente alla presentazione dell’istanza.

Chi sono i beneficiari del Reddito di emergenza?

Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 12 del decreto Sostegni (decreto Legge n. 41/2021), riformando a metà la normativa che ha disciplinato il Reddito di emergenza nel periodo del 2020, consente la richiesta ai nuclei familiari in presenza di specifici requisiti acquisiti cumulativamente, tra cui:

  • prevista la residenza nel territorio italiano. Controllata la residenza in Italia del richiedente al beneficio. Non viene previsto un periodo minimo di permanenza;
  • Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) il cui valore patrimoniale mobiliare connesso al 2020 non risulti essere superiore al limite massimo di 10.000 euro, incrementato di 5.000 euro per ogni membro familiare seguente al primo, sino alla soglia massima del valore di 20.000 euro. Il precitato massimale segue l’aumento a 5.000 euro in presenza di un membro familiare affetto da disabilità grave;
  • Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del valore non superiore a 15.000 euro;
  • la presenza di un reddito familiare corrispondente al mese di febbraio 2021 del valore minimo tra 400 a 800 euro mensili in base ai componenti del nucleo familiare. Per le famiglie in affitto, ossia in presenza di un contratto di locazione tale limite segue l’incremento di un dodicesimo in considerazione del valore dell’affitto annuo in base a quanto inserito nella dichiarazione ISEE;
  • la non presenza nel nucleo familiare di membri che hanno fruito o percepiscono un’indennità Covid-19 previste dal decreto Sostegni (decreto Legge n. 41/2021).

I criteri d'incompatibilità del Reddito di emergenza

Il sussidio non è compatibile con diverse condizioni, tra cui:

  • non ammessi in presenza d'indennità Covid-19, così come disposto dall’articolo 10 del decreto Sostegni (decreto Legge n. 41/2021).
  • non ammessi in presenza di prestazioni pensionistiche (dirette, oppure, indirette). Consentito l’accesso in presenza dell’assegno ordinario d'invalidità, nonché, in presenza dei trattamenti connessi all’invalidità civile;
  • non ammessi in presenza di redditi prodotti da lavoro dipendente, il cui valore dell’introito lordo risulti maggiore del limite massimo corrispondente al nucleo familiare disposto dalla normativa;
  • non ammessi in presenza del riconoscimento del Reddito di cittadinanza, oppure, della Pensione di cittadinanza. Tali condizioni non devono essere presenti all’atto della domanda.

Quali sono le eccezioni per chi ha concluso la disoccupazione NASPI?

Secondo quando disposto dalla normativa, possono accedere al beneficio anche coloro che hanno concluso la fruizione delle prestazioni Naspi Dis-coll nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e sino alla data del 28 febbraio 2021, in presenza di un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) in corso di validità, il cui valore rientri in uno specifico limite.

In sostanza, per i lavoratori disoccupati Naspi e della Dis-coll che hanno goduto per intero del periodo connesso all’indennità sono state disposte regole diverse da quelle ordinarie previste per il Reddito di emergenza. Tuttavia, permangono i requisiti d'incompatibilità al sussidio straordinario

In pratica, vengono prolungati i benefici connessi alla Naspi e alla Dis-coll, in base a criteri e condizioni in presenza di un accertato stato di bisogno determinato dalla presentazione dell’Indicatore ISEE. Prevista la presenza di specifici requisiti di ammissibilità, tra cui:

  • all’atto della presentazione dell’istanza per richiedere l’accesso al Reddito di emergenza, il richiedente che ha concluso di fruire della Naspi o della Dis-coll deve risultare residente nel territorio italiano;
  • all’atto dell’esibizione della domanda, il richiedente deve presentare una dichiarazione DSU valida, il cui valore dell’Indicatore ISEE (ordinario o corrente) non risulti superiore al limite massimo di 30.000 euro.

Il riconoscimento al beneficio del Rem prevede la presenza di diverse condizioni, per questo motivo, vengono esclusi dal beneficio dell’erogazione del contributo di tre mensilità, ossia marzo, aprile e maggio, in presenza di diverse circostanze, tra cui:

  • non ammessi in presenza della fruizione di altra indennità Covid-19, così come previsto dall’articolo 10 del decreto Sostegni (decreto Legge n. 41/2021);
  • non ammessi in presenza al 23 marzo 2021 di titolarità di pensione diretta o indiretta. Consentito l’accesso in presenza dell’assegno ordinario d'invalidità;
  • non ammessi in presenza alla data del 23 marzo 2021 di un contratto da lavoro dipendente, con esclusione da lavoro intermittente, oppure, in presenza di un rapporto lavorativo continuativo e così via;
  • incompatibile con la presenza del riconoscimento del Reddito di cittadinanza, oppure, in presenza della Pensione di cittadinanza.

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Come e quando presentare la domanda per richiedere il Reddito di emergenza?

Il richiedente deve provvedere a trasmettere un’apposita istanza all’Istituto nazionale della previdenza sociale entro e non oltre la data del 30 aprile 2021. All’atto dell’istanza è necessario presentare una dichiarazione DSU in corso di validità. La domanda va inoltrata attraverso i canali dedicati all’INPS se in possesso delle credenziali di accesso. In alternativa, è possibile avvalersi della consulenza di CAF o patronati.

Il Reddito di emergenza ampliato nel decreto Sostegni

Il Reddito di emergenza previsto nel decreto Sostegni è stato riconfermato a supporto delle famiglie in difficoltà economica per quest’ultimo periodo emergenziale da Covid.19. Ecco, perché, il governo Draghi, sostanzialmente non ha fatto altro che riconfermare la misura presente nel decreto Rilancio ampliandone l’accesso anche per i lavoratori che hanno terminato il periodo connesso alla Naspi e Dis-coll.

Per adesso, tra i primi requisiti che determinano l’accesso al beneficio, viene richiesta la residenza nel territorio italiano, un ISEE ordinario o corrente del valore sino alla soglia massima di 15.000 euro. Un patrimonio mobiliare complessivo dell’intero nucleo familiare rapportato al 2020 non superiore la soglia massima di 10.000 euro. Oltre, a un reddito complessivo familiare riferito al mese di febbraio 2021 più basso del valore (teorico) di quanto spetterebbe al beneficiario del Reddito di emergenza tenendo conto dell’intera composizione del nucleo familiare.

Il valore del sussidio temporaneo oscilla tra una soglia minima di 400 euro mensili sino a una soglia massima del valore di 800 euro mensili che può essere incrementata di 40 euro, quindi 840 euro mesnili se nel nucleo familiari sono presenti membri affetti da disabilità grave.

Ad esempio: un nucleo familiare in cui è presente un unico membro, quindi una sola persona seguendo il principio della scala di equivalenza al richiedente spettano all’incirca 400 euro mensili. Se il reddito riferito al mese di febbraio 2021 risulti minore del valore di 400 euro del Reddito di emergenza.

Una delle novità introdotte dal decreto Sostegni riguarda l’incremento della soglia del Rem corrispondente al valore di un dodicesimo del canone di affitto inserito nell’Indicatore ISEE. Un dato molto interessante, che riferito all’esempio di cui sopra, produce un incremento del REM del valore riferito al mese di affitto.