Reddito di Emergenza, scadenza prorogata: secondo quanto stabilito dall’articolo 12 del decreto-legge n. 41 (22 marzo 2021), la scadenza che era precedentemente fissata al 30 aprile di quest’anno è stata spostata di quattro mesi ulteriori.

Questo significa che avremo ancora a disposizione ben quattro mensilità di Reddito di Emergenza, ovvero quelle relative a giugno, luglio, agosto e settembre.

La proroga della misura coincide anche con la proroga del termine ultimo per presentare le domande.

Il Decreto Sostegni Bis ha insomma concesso altre quattro quote alle famiglie italiane maggiormente gravate dalla crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19.

Ecco tutti i dettagli sulla modalità di invio delle domande, che potranno essere inviate fino alla fine di questo mese.

Scopriremo inoltre le cifre esatte del Reddito di Emergenza.

Nuove direttive INPS sul Reddito di Emergenza

Dopo un primo comunicato ufficiale, datato 15 giugno 2021, nel quale l’ente non aveva ancora fornito i dettagli sulla proroga, l’INPS ha poi rilasciato nuove direttive ufficiali attraverso il Messaggio n° 2406 del 24 giugno 2021, firmato dal Direttore Generale Gabriella Di Michele. 

Nello specifico, oltre a chiarire gli importi esatti del Reddito di Emergenza che spetteranno alle famiglie italiane che rispettino i requisiti previsti dalla legge, l’INPS ha anche stabilito i termini e le modalità di invio della domanda del Reddito di Emergenza, che

“può essere richiesto all’INPS, esclusivamente on line, entro il termine del 31 luglio 2021 (cfr. l’art. 36, comma 3, del decreto-legge n. 73/2021), previa presentazione di apposita domanda, che potrà essere trasmessa a partire dal 1° luglio 2021”

La misura, dunque, potrà essere fruita inviando la propria domanda tramite il portale ufficiale INPS, utilizzando il seguente link:

Richiesta Reddito di Emergenza – sito ufficiale INPS

Reddito di Emergenza: i dettagli della misura

Quando parliamo di Reddito di Emergenza, conosciuto anche con l’acronimo REM, parliamo dell’agevolazione economica introdotta tramite il decreto Rilancio (decreto-legge n. 34/2020) dal vecchio Governo guidato dall’ex presidente Giuseppe Conte.

Anche il Governo Draghi, ben consapevole della difficile situazione economica attuale in cui versano molte famiglie italiane, si è reso disponibile verso la misura, tanto che il Reddito di Emergenza è già stato più volte prorogato.

Mario Draghi e l’attuale Governo avevano infatti accettato di prolungare la concessione del Reddito di Emergenza fino al mese di maggio; adesso, col Sostegni Bis, è arrivata la conferma della proroga fino a settembre.

Sono però state apportate delle modifiche all’agevolazione: alcuni hanno anche parlato di una riduzione della platea dei beneficiari in quanto, come vedremo tra poco, molte sono le incompatibilità che causano una esclusione automatica dal diritto di percezione del Reddito di Emergenza.

Reddito di Emergenza: le incompatibilità

Prima di parlare dei requisiti necessari per poter richiedere il Reddito di Emergenza, occupiamoci delle incompatibilità, che l’INPS ha chiaramente elencato al già citato Messaggio n. 2406.

Le quattro quote aggiuntive del Reddito di Emergenza non sono infatti compatibili nel caso i cui il soggetto richiedente percepisca altre indennità Covid-19 (bonus collaboratori sportivi e bonus lavoratori agricoli), né nel caso in cui il richiedente percepisca trattamento pensionistico (diretto o indiretto); in questo caso fanno eccezione le pensioni di invalidità.

Il Reddito di Emergenza non è inoltre compatibile con redditi di lavoro dipendente superiori alle soglie massime stabilite, che analizzeremo tra poco, né con Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza.

Come specificato dall’INPS, il Reddito di Emergenza risulta incompatibile anche se, nel nucleo familiare richiedente, è presente in percettore delle indennità Covid previste dall’articolo 42 del decreto-legge n. 73/2021.

Reddito di Emergenza: i requisiti

Adesso che abbiamo analizzato le incompatibilità, possiamo dedicarci all’analisi dei requisiti che sono stati indicati come necessari per poter richiedere il Reddito di Emergenza.

Da sottolineare che i requisiti che andremo ad elencare sono cumulativi: se anche soltanto uno di questi non verrà soddisfatto, si perderà la possibilità di percepire l’agevolazione. Tutto questo ai sensi dell’articolo 36 del DL 73/2021 e dell’articolo 12 del DL 41/2021.

Il primo requisito da rispettare è avere la residenza nel nostro Paese; non è stata stabilita però una durata minima, dunque il Reddito di Emergenza potrà essere richiesto anche da chi ha regolare residenza in Italia da poco. Inoltre, è sufficiente che la residenza italiana sia rispettata dal solo richiedente, non da tutti i componenti del nucleo familiare.

Secondo requisito da rispettare è il reddito del nucleo familiare richiedente, il cui valore complessivo nel mese di aprile non dovrà superare la “soglia corrispondente all’ammontare del beneficio incrementata (…) nella misura di un dodicesimo dell’ammontare annuo dello stesso”.

Il terzo requisito riguarda invece il patrimonio mobiliare del 2020, che non può superare i 10mila euro per singolo; la quota viene incrementata di 5mila euro per ogni componente appartenente al medesimo nucleo familiare, raggiungendo però un massimo pari ai 20mila euro. 5mila euro ulteriori vengono concessi solo nel caso in cui, in famiglia, sia presente un soggetto affetto da comprovata disabilità.

Quarto e ultimo requisito che va rispettato per poter beneficiare del REM riguarda infine l’ISEE familiare, che andrà attestato grazie a Dichiarazione Sostitutiva Unica e non potrà superare i 15 mila euro.

La Dichiarazione Sostitutiva Unica, meglio nota come DSU, è un documento che racchiude tutte le informazioni sullo stato economico della famiglia: nel documento sono infatti descritte nel dettaglio informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali.

Ovviamente, per poter essere utilizzato per effettuare la richiesta del Reddito di Emergenza, la DSU deve essere in corso di validità.

Le cifre del Reddito di Emergenza

Occupiamoci adesso delle cifre del Reddito di Emergenza, per cercare di capire a quanto ammonterà ogni mese la misura. L’INPS fa una distinzione tra coloro che, nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, non dichiareranno di pagare canone di locazione, e coloro che invece specificheranno di abitare in un’abitazione in locazione.

Nel primo caso, ovvero se non vi è dichiarazione di locazione, potranno essere percepiti dai 400 euro mensili, fino ad un massimo di 840 euro ogni mese.

La base di partenza di 400 euro va infatti moltiplicata per un coefficiente, che possiamo individuare su una scala di equivalenza, coefficiente che sale al variare dei componenti del nucleo familiare. L’INPS prevede infatti che il coefficiente salga di

  • 0,4 per adulti di età superiore ai 18 anni 
  • 0,2 in caso di minore, ma non si può in ogni caso superare il punteggio di 2.

Insomma, se volessimo fare un esempio pratico, una famiglia composta da tre adulti e due minori percepirà 800 euro mensili, in quanto riuscirebbe a raggiungere un punteggio pari a 2 sulla scala di equivalenza; notiamo che, in realtà, il punteggio reale raggiunto sarebbe pari a 2,2, ma il punteggio massimo ottenibile è, come abbiamo visto, 2.

L’unica eccezione è rappresentata dal fatto che potrebbero esservi soggetti affetti da disabilità in famiglia: solo in questo caso il punteggio massimo concesso è pari a 2,1. In questo caso si raggiungerà la cifra mensile massima, ovvero 840 euro al mese.

Diverso è invece il caso in cui, nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, venga indicata una residenza in abitazione attualmente in locazione.

In questo caso, il nucleo familiare potrà aggiungere un dodicesimo del canone di affitto; i punteggi sulla scala di equivalenza si calcolano in questo caso allo stesso modo, ma le cifre spettanti aumentano. Ipotizzando che l’affitto/locazione sia in totale 3600 euro annui, alla famiglia spetterebbero dai 700 ai 1.140 euro mensili, che anche questa volta vengono calcolati in base al coefficiente ottenuto sulla scala di equivalenza.

Domanda per il Reddito di Emergenza: ecco come fare

Per ottenere le ulteriori quattro mensilità del Reddito di Emergenza, sarà necessario presentare una nuova domanda, anche se la famiglia ha beneficiato del REM in passato.

La legge non prevede nessun automatismo: se dunque non si procederà all’invio di una nuova domanda, il Reddito di Emergenza rischia di essere perduto e non potrà essere fruito.

Per quanto riguarda l’invio delle nuove richieste, questo è già aperto da qualche giorno: l’INPS concederà agli interessati l’invio delle domande dal primo al 31 luglio 2021.

Le domande potranno essere inviate, esclusivamente online, tramite l’apposita sezione del sito INPS:

Invio della domanda online per il Reddito di Emergenza – sito ufficiale INPS

L’accesso al sito ufficiale INPS prevede un’autenticazione dei soggetti interessati che potrà avvenire tramite Carta di Identità Elettronica (CIE), tramite identità SPID o usufruendo della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). I possessori del vecchio PIN INPS possono ancora utilizzarlo.

Ricordiamo però che il PIN INPS non può più essere richiesto ormai da mesi (precisamente da ottobre 2020): chi non lo possiede, dunque, potrà accedere al portale tramite CNS, CIE o SPID.

Oltre a possedere uno dei metodi previsti per poter effettuare la propria autenticazione, è necessario possedere due documenti da allegare alla domanda, ovvero il modello ISEE e la già citata Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Reddito di Emergenza: quando arrivano i pagamenti?

Ovviamente, coloro che hanno già provveduto all’invio delle domande per ottenere il Reddito di emergenza se lo staranno domandando: ma da quando inizieranno i pagamenti?

Secondo la redazione di thewam.net, in data 9 luglio 2021 sono iniziati i pagamenti per coloro che hanno un ISEE inferiore ai 30 mila euro, in quanto è stato loro concesso un percorso agevolato. Tra l’altro questi nuclei familiari dovrebbero ricevere entro il 14 luglio i pagamenti relativi a maggio 2021.

Sono infatti stati purtroppo accumulati dei ritardi, e dunque non sappiamo con esattezza quando verranno accreditate le nuove quote, previste fino a settembre 2021: sono infatti ancora in corso le erogazioni del Reddito di Emergenza per quanto riguarda le quote previste fino a maggio.