Reddito Energetico: ne sentiamo parlare da molto, ma finalmente è stato attivato. Purtroppo, però, non per tutti. Ecco dove si può richiedere.

Un sostegno per permettere a tutti i cittadini di installare dei mezzi sostenibili per la produzione di energia pulita? Adesso esiste sul serio, e prende il nome ufficiale di Reddito Energetico.

In un periodo come quello attuale, in cui le utenze domestiche e l’energia elettrica sono aumentate, un’agevolazione del genere potrebbe essere parte della soluzione dei problemi economici degli italiani.

Tuttavia, al momento, nulla si muove a livello dell’esecutivo Draghi: il Reddito Energetico, infatti, non sarà purtroppo concesso su base nazionale.

Ci sono alcune Regioni che si stanno muovendo in tal senso. Dunque, in questo preciso momento, non tutti potranno purtroppo richiedere questa misura.

Eppure, il sostegno è ormai realtà. Scopriamo insieme come funziona, a chi è destinato e dove è già possibile richiederlo. Analizzeremo poi gli importi concessi a ciascun richiedente nel rispetto dei requisiti.

Reddito Energetico: di cosa si tratta esattamente

Prima di capire chi può già richiedere il Reddito Energetico e quali sono i requisiti e gli importi concessi, cerchiamo di capire con esattezza di cosa si tratta.

Potremmo innanzitutto considerarlo come un’agevolazione che permetterà di risparmiare sulle utenze domestiche.

Infatti, grazie a questa nuova misura, sarà possibile installare tutta un serie di impianti atti a produrre energia utilizzando fonti sostenibili.

In questo modo, oltre a risparmiare sulle bollette dell’energia elettrica, i fruitori del Reddito Energetico potranno agire anche in ottica sostenibile.

Gli impianti agevolabili grazie a questo sostegno, infatti, sono in grado di produrre energia pulita, cosa che permetterà di ridurre l’inquinamento.

Appare subito chiaro come una misura del genere possa suscitare l’interesse di moltissimi italiani. Eppure, al momento, non tutte le Regioni hanno deciso di attivare il Reddito.

Reddito Energetico: attivo ora in questa regione

In altre parole, al momento, il Reddito Energetico si potrà richiedere esclusivamente in quelle Regioni italiane che si sono attivate per concederlo.

Nello specifico, abbiamo una Regione italiana dove il sostegno è già stato confermato: si tratta della Puglia.

La Regione in questione ha già pubblicato l’avviso ufficiale che comunica ai residenti l’avvio delle procedure per l’installazione di impianti atti a produrre energia rinnovabile.

Il Reddito Energetico pugliese servirà non solo a coprire le spese di installazione di apparecchiature atte alla produzione di energia domestica. Sarà infatti possibile richiederlo anche per interventi a livello condominiale.

Ma delle spese ammissibili ce ne occuperemo in un apposito paragrafo. Torniamo adesso al nostro Reddito Energetico pugliese.

La Regione ha istituito un tale sostegno sia nell’ottica della produzione di energia da fonti sostenibili, sia per garantire alle famiglie meno abbienti un risparmio economico. La possibilità di autoprodurre energia elettrica, in effetti, garantirà un risparmio mensile non indifferente ai fruitori dell’agevolazione.

Reddito Energetico: novità anche da altre Regioni!

Anche se, al momento, la Puglia è l’unica Regione italiana ad aver confermato ufficialmente, tramite avviso pubblico, il Reddito Energetico, qualcosa si muove anche altrove.

Tutto lascia supporre che l’encomiabile iniziativa pugliese verrà riproposta anche altrove.

Ad esempio, se ne discute attualmente già anche in Veneto. Per la precisione, presso il Comune di Piove di Sacco l’amministrazione potrebbe introdurre il Reddito Energetico. Una misura che dovrebbe avere una configurazione molto simile a quella introdotta in Puglia.

Infatti, anche in questo caso, la misura garantirebbe sia un sostegno economico alle famiglie (con relativo risparmio sull’energia), sia la produzione di energia non inquinante.

In base a quanto proposto dal Consiglio comunale in questione, il Reddito Energetico consentirebbe alle famiglie meno abbienti di acquistare in comodato d’uso nuovi impianti fotovoltaici per uso domestico.

Ricordiamo, poi, che una delle prime sperimentazioni del Reddito Energetico si è avuta in Sardegna, precisamente a Porto Torres.

Già allora, nel 2017 (anno dell’introduzione del Reddito in tale Comune sardo), la misura è stata capace di destare l’interesse nazionale.

Tanto che non possiamo escludere una estensione della misura a livello nazionale in tempi brevi.

Reddito Energetico regionale: importi previsti

Al momento, comunque, è possibile richiedere il Reddito Energetico solamente in Puglia.

Cerchiamo dunque di capire quali sono gli importi previsti che potranno essere fruiti dai beneficiari di tale misura.

La Regione ha stanziato ben 6,8 milioni di euro per finanziare tale ambizioso progetto, il cui tetto massimo ottenibile per famiglia è fissato a 8.500 euro.

Per essere più precisi, verranno concessi ai beneficiari due tipi di contributi. Il primo contributo potrà essere pari a 6.000 euro massimi. Con questo contributo si potranno acquistare e installare impianti di tipo fotovoltaico, solare o microelico.

Il secondo contributo, pari al massimo di 8.500 euro è ottenibile per l’installazione di impianti per la produzione e l’immagazzinamento di energia rinnovabile ad uso condominiale.

Reddito Energetico attivo ora: chi sono i beneficiari

In questo paragrafo cercheremo di capire chi sono, con esattezza, i potenziali fruitori del Reddito Energetico regionale istituito in Puglia.

Abbiamo già detto che si può fruire del contributo sia come privati cittadini, sia per i condomini.

Tuttavia, questo non significa che tutti i pugliesi potranno accedere al Reddito.

Bisognerà infatti rispettare determinati requisiti per l’accesso alla misura. Innanzitutto, ovviamente, l’immobile oggetto di installazione degli impianti deve essere localizzato entro i confini regionali.

In secondo luogo, poi, l’immobile deve essere ad uso abitativo: il sostegno è stato pensato solo per persone fisiche e per uso domestico.

Potranno partecipare all’iniziativa tutti i cittadini, italiani, comunitari ed extracomunitari, a patto che risultino regolarmente residenti in Puglia da almeno un anno.

Ultimo requisito richiesto, infine, riguarda l’ISEE familiare, che non dovrà superare i 20.000 euro annui.

Reddito Energetico: spese ammissibili e invio della domanda

Occupiamoci, in ultimo, delle spese che daranno diritto al Reddito Energetico, oltre che di modalità e termini di presentazione della domanda.

Potranno essere oggetto di Reddito Energetico sia le spese di installazione che di acquisto dei seguenti impianti:

  • moduli fotovoltaici;
  • impianti solari termici;
  • impianti solari termo-fotovoltaici;
  • sistemi ibridi;
  • impianti micro-eolici;
  • sistemi di accumulo di energia.

Concludiamo ora con le procedure da compiere per inviare la propria domanda.

Innanzitutto, chiariamo subito che il Reddito Energetico potrà essere richiesto esclusivamente con mezzi telematici, al sito ufficiale Politiche Energetiche Regione Puglia.

Sito a cui si potrà accedere previa autenticazione a mezzo di identità digitale.

Sul bando ufficiale Reddito Energetico pubblicato dalla Regione Puglia è chiaramente stabilito che le domande apriranno al ventesimo giorno dalla pubblicazione del bando stesso. Dunque, le domande potranno essere inviate a partire dal 25 maggio 2022.

La procedura verrà invece chiusa il novantesimo giorno dall’apertura delle domande per il Reddito Energetico. Novantesimo giorno che cade in data 22 agosto, giorno che quindi corrisponderà al termine dell’accettazione delle domande.