Reddito europeo 2022, praticamente una rivoluzione.

E' una delle tante proposte che si stanno sviluppando in questi ultimi mesi, da quando è disponibile, presso il sito eci.ec.eu.europa, una raccolta firme per tutti i cittadini italiani ed europei.

Si parlerebbe infatti di introdurre per tutti quanti uno strumento definitivo, nonché veramente universale, previsto per tutte le fasce demografiche e senza discriminazioni reddituali, come invece è previsto tutt'ora per strumenti assistenziali quali il Reddito di Cittadinanza o l'Assegno unico.

Attualmente è ancora in fase di proposta, pertanto la realizzazione e la fattibilità di questo futuro Reddito potrebbero essere messe in discussione dagli organi istituzionali europei, in particolare dalla stessa Commissione Europea.

Difficilmente però si tralascerà l'eventuale risultato di questa raccolta, dal momento che già diversi milioni di abitanti hanno firmato a favore. Ed è indubbio che sarebbe un errore non pesare una volontà popolare del genere.

Vedremo nel corso dell'articolo non solo la natura di questa proposta, ma anche gli eventuali importi, e i costi che potrebbe generare a livello nazionale ed europeo.

Reddito europeo 2022: la rivoluzione! Ma come funzionerebbe?

Il reddito Europeo 2022 al momento è solo una proposta, o meglio una raccolta firme disponibile al seguente sito istituzionale. Dal 2017 l'Unione Europea stava valutando l'introduzione di questo nuovo strumento assistenziale, ma solo di recente s'è passati dalla teoria alla pratica.

Il reddito europeo 2022 funzionerebbe come un assegno mensile permanente, per tutti i soggetti residenti, senza ulteriori discriminanti o limiti d'accesso.

Con questa mensilità ognuno potrebbe avere la garanzia di non ritrovarsi senza soldi, in particolar modo quando sono in arrivo non solo bollette o imposte da pagare, ma anche in caso di aumento dei prezzi, inflazione o caro benzina.

In pratica per evitare che scenari come quelli che stiamo vivendo siano facilmente evitabili.

Parliamo però di uno strumento che, a conti fatti, non è mai stato disposto in maniera strutturale in nessun paese del mondo, al massimo a livello sperimentale, come in Alaska, Germania e Spagna.

Anche perché non si parlerebbe di un Reddito di Cittadinanza, o di un Assegno Unico, ma di un credito permanente che andrebbe a finire nelle tasche di tutti ogni mese. Infatti c'è da chiedersi come potrebbe mai funzionare anche la sola richiesta.

Reddito europeo 2022: come si potrebbe richiederlo?

Per richiedere il reddito europeo 2022 attualmente non ci sono delle disposizioni o dei progetti, dal momento che, prima di questo step, bisognerà vedere se la raccolta firme raggiungerà il suo obiettivo, cioè quello di arrivare al quorum necessario entro il 30 giugno 2022.

Da lì in poi si passerebbe al referendum, sempre se c'è interesse da parte della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, e poi, sempre se c'è effettivamente la volontà politica, si andrebbe alla discussione parlamentare.

Pertanto si può solo ipotizzare il modo in cui si potrà richiederlo. Se si guarda ai nostri attuali strumenti assistenziali, cioè i già citati Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico Universale, la richiesta potrebbe avvenire in via telematica, probabilmente facendo domanda all'INPS.

L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale è da sempre l'erogatore principale di servizi assistenziali o bonus emergenziali. Anche se qui non si parla di qualche milione di beneficiari, ma probabilmente di tutta la popolazione maggiorenne del paese.

In merito a questo punto anche Basic Income Europe ha voluto chiarire la faccenda, nel suo video Youtube.

Reddito europeo 2022 per tutti i cittadini? Ecco la proposta

Il Reddito europeo 2022 potrebbe andare a tutti i cittadini, o forse solo alle sole famiglie. O forse anche ai soggetti minorenni. E' difficile stabilirlo, dal momento che ancora siamo alla semplice raccolta firme.

Possiamo solo ipotizzare i vari scenari in merito, e per ogni caso gli oneri di spesa potrebbero cambiare, in favore o meno per lo Stato.

Nel caso in cui verrà preso in considerazione il criterio della "cittadinanza", cioè dell'essere cittadini, allora il reddito andrà di diritto a tutti coloro che detengono una cittadinanza italiana, al massimo comunitaria.

In questo caso potrebbero venire esclusi tutti coloro che possiedono il permesso/carta del soggiorno, anche quelli per motivi umanitari e/o di asilo politico.

Se si tiene conto di questo criterio, si potrebbe stimare una quota intorno ai 48-49 milioni di cittadini, escludendo i minorenni. E constatando che in Italia ci sono oltre 5 milioni di stranieri, il calcolo scenderebbe a 43-44 milioni di potenziali richiedenti.

Altrimenti, se si passa al criterio della "famiglia", cioè del nucleo familiare, si arriva a quasi 26 milioni di famiglie, che diventano più di 24 milioni se si escludono quelle straniere.

Queste stime servono perché bisogna valutare se economicamente questo reddito abbia un futuro, o si tratti solo di un'utopia.

Reddito europeo 2022: una rivoluzione difficile! Ecco tutte le ipotesi di spesa!

Il reddito europeo 2022 potrebbe diventare un problema se i costi dovessero diventare ingestibili, specie per le casse di Stati o Paesi che stanno subendo il meglio da tutta questa crisi economico-sanitaria.

Prendendo spunto dalle stime precedenti, i costi per l'erogazione mensile del Reddito europeo 2022 risulterebbero in ogni caso, anche nel migliore degli scenari possibili, faraonici.

Anche partendo da un assegno minimo di 500 euro, all'incirca intorno alla media nazionale del Reddito di Cittadinanza e dell'Assegno Unico Universale, se si seguono le stime anagrafiche precedenti avremo comunque una spesa mensile:

  • tra 21,5 e 24 miliardi di euro, se per tutta la popolazione maggiorenne avente la cittadinanza,
  • tra i 12 e i 13 miliardi di euro, se per tutti i nuclei familiari, esclusi quelli stranieri.

Anche perché, se si parlasse di una misura totale, proprio per tutti gli abitanti, anche stranieri e minorenni, il massimo possibile sarebbe di 30 miliardi di euro, al mese.

In pratica la spesa annuale oscillerebbe tra i 144-156 miliardi di euro secondo il criterio del "nucleo familiare", e 258-288 miliardi di euro secondo il criterio della "cittadinanza".

Praticamente una seconda spesa previdenziale, dato che nel 2020 l'INPS ha erogato il corrispettivo del 17% del nostro PIL annuo, cioè oltre 300 miliardi di euro, tra pensioni e assegni vari.

L'unico scenario più "equilibrato" sarebbe quello di una spesa veramente europea, cioè una cassa comune. Ma in un articolo precedente avevamo visto come non cambiasse molto.

Reddito europeo 2022: ma quando potrebbe arrivare?

Il Reddito europeo 2022 arriverà per tutti quanti solo quando tutto l'attuale iter propositivo sarà concluso con l'emanazione di una legge che regolamenta il finanziamento e l'iter amministrativo per la richiesta e l'erogazione.

Ancora siamo alla raccolta firme, che è in pratica il secondo step di questa rivoluzione, laddove l'ultimo è quello del varo legislativo.

Come abbiamo visto, ci sono più ipotesi che realtà in questa rivoluzione. Anche perché nel concreto non sarà una rivoluzione facile per le casse dello Stato.

Essendo "europeo" è probabile che istituiranno un fondo comune che finanzi, a colpi di migliaia di miliardi l'anno, questo strumento assistenziale.

Così come è probabile che, nonostante la raccolta firme e il referendum, finisca in un nulla di fatto. Davanti ad uno scenario bellico ed energetico come quello che si sta creando in Europea a causa della crisi russo-ucraina, è difficile sperare nell'introduzione di uno strumento così oneroso, almeno per quest'anno.