Diceva Oscar Wilde, riprendendo uno dei suoi aforismi dal sito aforismario.eu:

"E' meglio avere un reddito permanente che essere affascinante."

Ovviamente, l'ambizione massima per il lavoratore italiano è quella del posto fisso, come ci ha ricordato Checco Zalone nel film "Quo vado" di qualche anno fa. Famosissima, in tal senso questa famosa battuta tratta dal film stesso:

"E tu Checco? Che vuoi fare da grande?" "Io voglio fare il posto fisso!"

In fondo, l'ironia contiene sempre fondi di verità.

Posto fisso o meno, comunque, ci sono diverse problematiche che hanno portato il nostro Paese a raggiungere livelli di disoccupazione decisamente elevati.

Il Reddito di Cittadinanza è nato con lo scopo di aiutare le persone maggiormente in difficoltà in ambito lavorativo e quindi economico.

Reddito di Cittadinanza

Innanzitutto, che cosa è il Reddito di Cittadinanza?

Il sito Inps, ci fornisce una risposta esauriente:

"Il Reddito di Cittadinanza (RdC), introdotto con decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 come misura di contrasto alla povertà, è un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all'inclusione sociale."

Ma quali sono i requisiti, nel 2021, per avere il Reddito di Cittadinanza?

Sinteticamente, riassumiamo quanto evidenziato dal sito cafcisl.it. Ovvero, puoi avere il Reddito di Cittadinanza, se:

"L'ISEE del tuo nucleo familiare è minore di 9.360 euro. Sei un cittadino italiano, di uno stato Ue o extra Ue con permesso di soggiorno di lungo periodo. Hai avuto la residenza in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi due senza interruzioni."

Reddito di Cittadinanza: i numeri

Il Corriere della Sera ci fornisce una serie di dati decisamente utili.

Nel 2021, quasi 2 milioni di famiglie hanno percepito l'aiuto economico (Reddito di Cittadinanza) per almeno un mese. In totale, i beneficiari, sono 3,8 milioni. L'assegno medio per famiglia è pari a euro 578,00 mensili, per un totale di 18 mesi. La misura di sostegno può essere rinnovata una seconda volta, dopo un mese di stop.

Come sono distribuiti i percettori?

Come riportato da agi.it, sono oltre 2.58 milioni i cittadini italiani che percepiscono Reddito e Pensione di Cittadinanza. A latere, troviamo 318.000 i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno Ue e circa 119.000 cittadini europei a completare il quadro dei percettori. E tra le varee aree geografiche del Paese? C'è una profonda differenza tra Nord, Centro e Sud: 592.000 beneficiari al Nord, 427.000 al Centro, mentre sono oltre 2 milioni i percettori nell’area Sud e Isole.

Reddito di cittadinanza: un furbetto al giorno.....

Capita spesso di leggere notizie che hanno a che fare con i cosiddetti "furbetti" del Reddito di Cittadinanza. Ebbene sì, perchè in Italia, il vizio di arrangiarsi anche "fottendo" il prossimo o lo Stato, è radicato quanto il peggior cancro.

Come riporta IlMessaggero.it in data 3 novembre 2021, l'ultima (ma non ultima in senso lato perchè sicuramente notizie simili ne leggeremo ancora molte) scoperta dei Carabinieri, tramite l'operazione denominata "Ogaden", ha portato alla luce una truffa ai danni dello Stato (e quindi ai danni di tutti noi) pari a oltre 20 milioni di euro. Quasi cinque mila le irregolarità rilevate nel Centro Sud Italia. Di questi percettori indebiti, oltre mille erano già noti alle forze dell'ordine.

Come è possibile tutto questo?

Come è possibile che persone che percepiscono il Reddito di Cittadinanza possiedano beni di lusso, immobili, terreni? 

Evidentemente i controlli non funzionano a dovere. O, in diversi casi, non sono stati nemmeno effettuati. Altrimenti, non si spiegherebbe.

Se il fine del Reddito di Cittadinanza è quello di aiutare le persone e le famiglie in difficolta, occorre un controllo severo e capillare, proprio per evitare di inbattersi in casi come questi. Considerando poi che i tratta di soldi pubblici che vengono destinati allo scopo e che quindi, il problema, riguarda tutti noi.

Da qui, la necessità di rivedere il sistema del Reddito di Cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: una stretta necessaria

Se l'introduzione del Reddito di Cittadinanza è stato un atto necessario, diverse perplessità invece, si possono esprimere sulle modalità di gestione dello stesso.

Alle buone intenzioni teoriche, ha fatto seguito quindi, una meno buona traduzione nella pratica.

L'obbligo, almeno sulla carta, di dover accettare una delle tre offerte di lavoro adatte al percorso formativo del soggetto percettore del contributo, fino a quando è stato tale? Ovvero, sono state messe iin atto tutte le condizioni effinchè ciò fosse realizzabile? La figura del "Navigator", cioè quella figura professionale che dovrebbe supportare il beneficiario del reddito di cittadinanza e creare una sinergia con i Centri per l'impiego, sta funzionando?

In un articolo del 17 ottobre 2021, IlTempo.it, ha meso in risalto come la Corte dei Conti, solo a fine settembre, evidenziava come i Centri per l'impiego fossero un vero e proprio esempio di fallimento e disorganizzazione.

Se i Centri per l'impiego non funzionano, come fanno a lavorare i "Navigator"? Rischiano di finire essi stessi vittime del loro ruolo, precari come coloro che vorrebbero e dovrebbero aiutare.

Il sistema ha manifestato, dunque, parecchie falle.

Ecco perchè, la Legge di Bilancio 2022, pur avendo confermato il rinnovo del Reddito di Cittadinanza per il prossimo anno, ne ha mofidicato i connotati.

Reddito di Cittadinanza: parametri più severi

Per l'anno 2022, al Reddito di Cittadinanza saranno destinati 8,6 miliardi di euro circa.

Una cifra ingente, importante, anche perchè, se già prima le cose non andavano bene, con la pandemia, non si può certo dire che siano migliorate. Anzi, tutt'altro. Le richieste di sussidio sono inevitabilmente aumentate, così come i furbetti che ci hanno provato (e magari anche ottenuto)

Si deve inoltre coniderare un ulteriore aspetto: quando leggiamo notizie in merito alla scoperta di "furbetti" e persone che hanno in ogni caso "frodato lo Stato", immaginiamo che queste persone debbano restituire quanto indebitamente percepito. Ovviamente è così, ma il recupero è tutt'altro che semplice, agevole e veloce. Tali risorse, finite nelle tasche sbagliate, rimangono quindi "bloccate" in attesa di recupero, con evidente danno per le persone realmente bisognose di aiuto.

Parametri più severi e maggiori controlli (specie a livello preventivo) sono l'obiettivo che il Governo si è posto per rendere lo strumento del Reddito di Cittadinanza più funzionale e funzionante.

Occorrerà quindi sempre fare riferimento all'ISEE (inferiore a 9.360 euro), al patrimonio immobiliare (non superiore a 30.000 euro tra Italia ed estero, prima casa esclusa), al patrimonio mobiliare (da 6.000 euro in su a seconda della composizione del nucleo familiare) e al reddito familiare (al di sotto dei 6.000 euro annui, ma con eccezioni in base alla composizione del nucleo, presenza di casa di proprietà o affitto, etc).

Nessuno dei componenti del nucleo familiare deve possedere navi o imbarcazioni da diporto, nè tanto meno autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti o comunque eccedenti i 1600 cc (250 cc per i motoveicoli) immatricolati per la prima volta nei due anni precedenti.

La presenza di misure cautelari peronali o condanne definitive nei dieci anni precedenti la richiesta di percezione del Reddito sono ulteriori discriminanti.

Reddito di Cittadinanza: chi non accetta il lavoro è fuori

Se da un lato il Reddito di Cittadinanza è una misura "assistenziale", dall'altro ha come importante e fondamentale obiettivo quello di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro del richiedente.

Fondamentale, perchè ciò avvenga. è che l'apparato burocratico ed amministrativo sia ben organizzato e funzionante. Aspetti che, come evidenziato prima, sono ben lungi dall'essere reale e realizzati.

Ecco perchè la Legge di Bilancio ha previsto l'introduzione del programma "GOL" (Garanzia per l'occupabilità dei lavoratori) il cui obiettivo è quello di potenziare le risorse presso i Centri per l'impiego. Maggiori risorse, migliore organizzazione, dovrebbero servire a rendere efficiente (o almeno più efficiente) lo strumento RdC.

Inoltre, alla seconda offerta di lavoro rifiutata, il richiedente perderà il sussidio, così come nel caso in cui non si presenti presso il Centro per l'impiego.

Insomma: se non accetti il lavoro, sei fuori! 

Certo, forse anche una riforma del mondo del lavoro non sarebbe poi così fuori luogo. Anche perchè spesso i percettori del reddito di cittadinanza si trovano a dover fare il confronto tra stipendi da fame e sussidi a costo zero. Sapendo quanto è diffuso il fenomeno del "lavoro nero" nel nostro Paese, fare due più due è tutt'altro che difficile.

Reddito di cittadinanza: senza Green Pass, addio

Il Reddito di Cittadinanza, oltre a dare un sussidio, chiede anche qualcosa in cambio, ovvero formazione professionale e lo svolgimento di lavori utili alla collettività.

Per svolgere la maggior parte di queste attività, dal 15 di ottobre, è necessario il Green Pass. Un solo giorno di assenza (anche dai corsi di formazione) fa decadere il beneficio. Saranno poi necessari diciotto mesi per poter ripresentare la domanda.

Ergo: chi non è vaccinato, deve dire addio al Reddito di cittadinanza. A meno che non si facciano tamponi ogni 48 ore, con un enorme aggravio di costi, però. 

Da un lato quindi, si "spingono" gli indecisi o contrari al vaccino a fare una scelta obbligata. Dall'altro, il Governo, vuole porre rimedio a numeri che fanno impressione: 41.359.042,02 euro percepiti illegalmente solo nell'anno 2021, come riportato dal sito Adkronos.com e quasi 48 milioni di euro dal 2019.

Cifre impietose che danno l'idea di quanto non sia stato fatto bene e su quali aspetti invece occorrerà migliorare (e di parecchio). La pandemia è stata l'accelerante che ha fatto divampare l'incendio, ma il fuoco dei furbetti covava sin dal 2019.

Come sempre, in casi simili, il rischio è che a farne le spese siano stati, siano e possano essere anche in futuro coloro che realmente hanno i requisiti e necessiterebbero di aiuto.