Ludwig von Mises disse che le persone devono scegliere tra socialismo e capitalismo senza ostacoli, perché non esiste una "via di mezzo" coerente tra i due. Il presunto compromesso di uno stato altamente interventista, in cui le autorità riconoscono la proprietà privata ma emanano editti che regolano il modo in cui i proprietari possono usarla, è instabile. Mises sosteneva che l'interventismo porta a conseguenze persino peggiori del problema originale, spingendo ad un maggiore interventismo.

Durante i dibattiti sull'Obamacare ho sottolineato quanto fosse pertinente la lezione di Mises: non potevamo ottenere le "parti buone" dell'Obamacare (come la copertura universale) senza le "parti cattive" (come il mandato individuale e gli imponenti aumenti delle tasse). Quando poi guardiamo alle controversie odierne sul commercio con la Cina, ancora una volta le intuizioni di Mises sono preziose. Non si possono imporre dazi punitivi sulla Cina e lasciare le altre rotte commerciali relativamente libere, perché i cinesi spediranno le loro esportazioni verso una rotta più tortuosa. I cinesi devono decidere se abbandoneranno i tentativi di gestione coercitiva degli scambi, o prepararsi ad una pianificazione top-down ancora più ampia del commercio globale.

Mises e il latte

L'esempio standard di Mises riguardo un intervento che porta ad un altro era il controllo dei prezzi del latte. Supponiamo che il governo voglia rendere il latte più economico per le famiglie povere. Può imporre severi controlli sui prezzi, ma se questo limite di prezzo viene imposto nel contesto di un'economia di mercato altrimenti libera, il risultato immediato sarà una carenza di latte. Ora non ci saranno più famiglie povere che lottano per permettersi il latte, i negozi non venderanno più latte. A questo punto il governo può ammettere il suo errore e ritirarsi, oppure può imporre ulteriori controlli sui prezzi, questa volta sui mangimi per bestiame ad esempio, al fine di convincere i produttori di latte a rifornire nuovamente il mercato. Tuttavia questo secondo giro di intervento porta a conseguenze ancora più indesiderabili, e così via.