Il 2021 è stato un anno di crisi economica per moltissimi cittadini italiani. Crisi conseguita all'arrivo della pandemia che ha comportato non pochi problemi per il mercato del lavoro, e per le esigenze delle famiglie. Nel 2021 sono stati introdotti diversi sostegni al reddito, individuati come misure per i nuclei familiari, o per i lavoratori.

Tuttavia alcune di queste misure cambieranno a partire dal 2022, altre scompariranno. Per quanto riguarda gli ultimi mesi del 2021, si può dire che il reddito di emergenza, il reddito di cittadinanza e alcune misure per le pensioni sono ancora attive, ma saranno abolite, o verranno modificate, a partire dal 2022.

Si tratta di modifiche predisposte dalla nuova Legge di Bilancio 2022, per cui in questo periodo al governo ci sono diversi dibattiti per il perfezionamento delle stesse, come spiega Informazionefiscale.it:

"Legge di Bilancio 2022, martedì 16 novembre in Senato si aprono i lavori sul testo ufficiale del DDL: sotto la lente di ingrandimento 219 articoli per un totale di circa 30 mliardi di euro. A disposizione poco più di un mese per concludere l’iter di approvazione."

A breve tutte le misure disponibili per il 2022 verranno perfezionate nelle loro caratteristiche salienti, e ad alcuni bonus o agevolazioni bisognerà dire definitivamente addio. Dal reddito di emergenza al reddito di cittadinanza, dalle pensioni alle misure di sostegno al reddito, dagli ammortizzatori sociali alle misure per le imprese, fino ai bonus fiscali per la ristrutturazione edilizia.

La Legge di Bilancio 2022 contiene tutte le indicazioni su queste e altre misure per procedere con l'anno nuovo. Un tema che risulta piuttosto urgente al momento è anche quello dell'eventuale proroga dello stato di emergenza e del green pass: tutto dipende dall'andamento epidemiologico nel prossimo periodo, e in molti temono la quarta ondata di diffusione del Covid-19.

Vediamo in questo articolo quali sono le misure ancora disponibili per i cittadini per gli ultimi mesi del 2021, analizzando le nuove proposte per il 2022.

Reddito di emergenza: quarta rata REM

Una delle principali misure per cui i cittadini ripongono attenzione è il REM, ovvero il reddito di emergenza. Si tratta di un sostegno alle famiglie italiane che è stato garantito per diversi mesi del 2021, in particolare il Decreto Sostegni bis ne ha confermato l'erogazione per ulteriori quattro mesi, da giugno a settembre 2021.

I cittadini beneficiari della misura tuttavia nell'ultimo periodo hanno assistito ad un grande ritardo nei pagamenti del REM, in riferimento alla quarta rata, quella relativa al mese di settembre. Questa forma di aiuto consiste in un'erogazione mensile che va da 400 a 800 euro circa, rafforzata per le famiglie che vivono in una casa in affitto, o per la presenza di componenti del nucleo famigliare con specifici handicap.

Questa misura è nata in correlazione stretta con lo stato di emergenza, che secondo le tempistiche previste dovrebbe terminare nel 2021. Tuttavia dopo numerosi ritardi, al momento si può dire che la quarta rata arriverà con certezza entro la fine di novembre 2021, con l'esattezza intorno al giorno 23 novembre.

Per il reddito di emergenza al momento non ci sono ulteriori proroghe, e gli ultimi mesi del 2021 rimarranno scoperti da questa forma di sostegno economico. Tutto però potrebbe cambiare se verrà prorogato lo stato di emergenza per ulteriori mesi, nel 2022. Si ipotizza in questi giorni che lo stato di emergenza possa venire prorogato di altri tre mesi, fino a marzo 2022, oppure fino all'estate del prossimo anno.

Questo comporterebbe l'attivazione di un decreto specifico, perché il limite massimo per questo tipo di misura è di due anni, che stanno per essere raggiunti. Un ritorno dello stato di emergenza potrebbe quindi comportare anche una proroga del REM, ovvero del reddito di emergenza, misura utile per moltissime famiglie italiane in crisi economica.

Reddito di cittadinanza: ultime notizie RdC

Sul reddito di cittadinanza, si può dire che è ancora attivo per questi ultimi mesi del 2021, e che tornerà a partire dal 2022, ma con modifiche. Si tratta di una delle misure più richieste dagli italiani, per cui moltissime famiglie hanno fatto affidamento su questa misura specialmente nei momenti più critici della pandemia e dell'emergenza sanitaria.

Tuttavia nel corso del 2021, l'RdC ha rivelato anche una serie di svantaggi e criticità, e la prima conseguenza è stata l'accesso illecito alla misura per diversi cittadini italiani. Che si tratti di cittadini che recepiscono l'RdC pur lavorando, in nero, o di truffe più grandi, questo tipo di reddito ha mostrato quest'anno le proprie fragilità.

Per questo motivo con la nuova Legge di Bilancio 2022 arrivano importanti modifiche alla misura dell'RdC, che la migliorano e la rendono difficilmente accessibile. Come spiega Ilgiornale.it, la misura dell'RdC tornerà da gennaio 2022:

"A gennaio 2022, chi percepisce il reddito di cittadinanza dovrà aggiornare il proprio Indicatore con i dati reddituali riferiti al 2020, anno in cui la pandemia ha colpito duro milioni di lavoratori che sono finiti in cassa integrazione, che hanno perso il lavoro o che hanno subìto perdite nei loro ricavi."

Si tratta di una misura il cui accesso sarà reso più difficile, perché ne saranno aumentati i controlli, e verranno richieste maggiori informazioni sullo stato reddituale dei cittadini richiedenti. Inoltre, le caratteristiche stesse dell'RdC vengono perfezionate dalla Legge di Bilancio 2022: al secondo rifiuto di un'offerta di lavoro proposta da un'agenzia del lavoro o un centro per l'impiego, si perde del tutto la possibilità di ricevere le erogazioni mensili previste con il reddito di cittadinanza.

Sarà quindi fondamentale il lavoro delle agenzie per il lavoro e dei centri per l'impiego, mentre le figure dei navigator verranno definitivamente accantonate, seppur con qualche protesta da parte di 2.500 cittadini che di fatto perderanno il lavoro.

Pensioni: come potrebbero cambiare

La nuova Legge di Bilancio si è espressa anche in materia di pensioni. In particolare gli ultimi mesi del 2021 verrà ancora applicata la misura di Quota 100, che tuttavia sarà definitivamente accantonata a partire dall'anno nuovo. Questa misura di prepensionamento sperimentale ha garantito a molti lavoratori l'accesso anticipato alla pensione tramite la somma tra età anagrafica e anni contributivi versati. 

Tuttavia anche per questa misura sono previste profonde modifiche, che ne comportano l'eliminazione, a causa di diverse criticità riscontrate quest'anno. Quota 100 viene sostituita dal 2022 con Quota 102, una misura di prepensionamento che sarà un ponte tra Quota 100 e la normale pensione.

Le pensioni degli italiani sono sotto l'attenzione del governo, e con la Legge di Bilancio viene stabilito il funzionamento del sistema pensionistico Quota 102, spiegato da Orizzontescuola.it:

"Probabile un cambio delle regole a partire dal 2023, ma per il 2022 saranno valide le misure previste in manovra, da Quota 102 (pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi) fino alla proroga di Ape sociale e Opzione Donna."

Quello che è certo è che Quota 100 terminerà a dicembre 2021, per lasciare spazio a Quota 102 nel 2022. Tuttavia non è l'unica decisione in merito alle pensioni, presa nell'ultimo periodo dal governo. Torneranno anche Opzione Donna e l'Ape Sociale, e per quest'ultima misura è prevista un'estensione importante dei cittadini che vi potranno accedere.

Si tratta di un sistema pensionistico riservato ai lavoratori che svolgono mansioni particolarmente gravose, che di fatto vengono ampliate fino a raddoppiare le categorie beneficiarie. Le pensioni a cui gli italiani possono accedere sono di diversa forma, in base alla situazione specifica, ma in condizioni normali i cittadini possono accedere alla pensione con 67 anni di età, secondo ciò che prefissava la Legge Fornero.

Dal 2022 ci saranno importanti novità per le pensioni degli italiani, e al governo ci sono numerosi dibattiti aperti anche per quanto riguarda l'accesso alla pensione da parte dei giovani, accesso che sembra sempre più lontano a causa dell'instabilità contrattuale del mondo del lavoro.

Rem, RdC, pensioni: confronto tra 2021 e 2022

Per quanto riguarda quindi i pagamenti ai cittadini sul Rem, l'RdC, e le pensioni, si può dire che per questi ultimi mesi del 2021 tutto rimane invariato, a come già era stato prefissato. L'ultima rata del REM è attesa entro la fine di novembre, dopo diversi ritardi.

Al momento non ci sono conferme ufficiali sul ritorno di questa misura per il prossimo anno, anche se molti vorrebbero una reintroduzione del reddito di emergenza a copertura dei mesi che vanno da ottobre a dicembre 2021 e anche per l'anno nuovo. Tutto dipenderà dall'andamento dell'emergenza sanitaria, e dall'eventuale applicazione di una proroga allo stato di emergenza.

Per quanto riguarda l'RdC, in questi mesi il reddito di cittadinanza viene corrisposto come in precedenza a tutti i cittadini che ne possono beneficiare, purché quindi vengano rispettati i requisiti di accesso alla misura. Si tratta di requisiti di natura reddituale e patrimoniale, che rimarranno pressoché invariati per il prossimo anno.

Dal 2022 invece sarà più complicato accedere alla misura, perché sarà resa disponibile dopo diversi controlli, per impedire eventuali ricezioni illecite delle mensilità. Saranno attivate nuove politiche attive per il lavoro, in modo da affiancare i cittadini inoccupati nella ricerca e individuazione di un posto di lavoro durante la ricezione del reddito di cittadinanza, e le agenzie per il lavoro avranno un ruolo importantissimo.

Infine, per quanto riguarda le pensioni, quello che è certo è che Quota 100 scomparirà, sostituita da Quota 102, mentre molte misure rivolte a particolari fasce di popolazione resteranno, e verranno potenziate: si tratta di Opzione Donna, la misura rivolta a lavoratrici dipendenti e autonome, e Ape Sociale, rivolta a categorie di lavoratori considerate più svantaggiate.

Il 2022 sarà un anno interessante anche sotto altri punti di vista, perché verrà introdotto un assegno unico in aiuto delle famiglie italiane con figli, e arriveranno anche importanti tagli alle tasse, specialmente quelle sui redditi da lavoro.