Bonus bebè, Bonus mamma domani e anche Bonus asilo nido, tutte queste agevolazioni, come già preannunciato in un articolo precedente, lasceranno spazio all'Assegno Unico, una misura che convoglierà tutti gli aiuti e i supporti economici dal Governo per le famiglie. 

Da gennaio 2022, infatti, non si parlerà più di questi Bonus, poiché scadranno proprio il 31 dicembre di quest'anno (trattazione più approfondita in questo articolo).

Il Presidente del Consiglio ei Ministri Mario Draghi ha fortemente voluto questa nuova misura nel settore delle famiglie, definendola senza dubbi "una misura epocale", sulla quale non ci sarà mood di avere ripensamenti.

Infatti questa misura si prende in spalla milioni di famiglie italiane, lasciando da parte le precedenti spezzettate agevolazioni e mettendo a disposizione un aiuto appunto unico e funzionale.

Ma che cosa sappiamo per ora dell'Assegno Unico, quali sono le caratteristiche che lo definiranno a partire da gennaio 2022

Nei paragrafi seguenti andremo a vedere tutte le informazioni a riguardo, per poter costruire una panoramica della misura quanto più completa possibile, in modo tale da arrivare preparati alla svolta che arriverà in questo contesto il prossimo gennaio.

Assegno Unico: nascita e sviluppo!

L'Assegno Unico nasce, come accennato in introduzione, come una riforma economica comprensiva di tutte quelle micro agevolazioni che riguardavano precedentemente la famiglia e i figli a carico.

La Legge che ne sancisce la nascita è la Legge Delega 46/2021, che renderà operativa la misura già a partire da gennaio del prossimo anno.

Questa misura, con le relative tempistiche di messa in opera, è stata ideata e voluta dal Governo Draghi che promette ai cittadini di fornire un aiuto e un supporto costante e duraturo nel tempo per tutte quelle famiglie che decidono di affrontare anche il passo della natalità.

Riprendendo le vecchie disposizioni dei bonus che andranno dismessi alla fine del 2021, l'Assegno Unico avrà una validità che parte dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento dei 21 anni di età del figlio fiscalmente a carico.

Per avere le idee più chiare e soprattutto complete, è utile specificare quali sono in totale tutte le agevolazioni che verranno sostituite in tutto e per tutto dall'Assegno Unico.

La prestazione economica offerta, infatti, sarà proporzionata all'ISEE familiare e sostituirà il Bonus bebè, il Premio alla nascita, gli assegni generici per le famiglie con un alto numero di componenti, le detrazioni Irpef sui figli a carico, i fondi natalità, il Bonus asilo nido, il Bonus mamma domani e infine gli assegni relativi al nucleo familiare per ogni minore a carico.

Assegno Unico: il "ponte" che precede la sua attivazione!

Per tutte le famiglie con i corretti requisiti è prevista una soluzione che di fatto precede l'ufficiale messa in opera dell'Assegno Unico.

Ecco quindi che dallo scorso primo luglio di quest'anno fino al 31 dicembre 2021 è possibile richiedere in via provvisoria la formula "ponte" dell'Assegno Unico, che può essere vista come un accompagnamento fino all'attivazione vera e propria prevista per gennaio 2022.

Questa formula provvisoria tiene comunque conto del valore ISEE del nucleo familiare richiedente e prevede un assegno temporaneo per tutti i nuclei familiari che hanno dei minori a carico.

Gli importi per questo sussidio provvisorio vanno da un minimo di 30 euro a figlio fino a un massimo di 217,80 euro a figlio secondo determinate regole.

Andiamo quindi a vedere nei prossimi paragrafi quali sono i requisiti necessari per poter beneficiare del "ponte" verso l'Assegno Unico e in seguito come si configura la scala degli importi percepiti per tutti coloro che riescono a risultare beneficiari.

Vediamo inoltre qualche informazione fresca riguardante il sussidio "ponte" tramite questo interessantissimo video proveniente dalla "Redazione The Wam":

Assegno Unico: quali i requisiti per il "ponte"?

Anche per poter beneficiare del sussidio "ponte" relativo all'Assegno Unico sono necessari determinati requisiti. 

Le famiglie che intendono fare richiesta, infatti, non devono innanzitutto superare la soglia ISEE di 50.000 euro annui, pena l'esclusione.

Ma andiamo a vedere più nello specifico, con l'aiuto del sito del "CAF ACLI", quali condizioni bisogna necessariamente rispettare:

  • bisogna essere cittadini italiani o appartenenti ad uno Stato membro dell'Unione Europea;
  • bisogna, in caso contrario al precedente, possedere un regolare permesso di soggiorno;
  • è necessario pagare l'imposta sul reddito in territorio italiano;
  • bisogna risiedere in Italia e avere a proprio carico dei figli minorenni;
  • nel caso in cui si stia soggiornando in Italia, è ancora una volta necessario essere residente da almeno due anni (non obbligatoriamente continuativi) e avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o un contratto di lavoro a tempo determinato ma della durata di almeno sei mesi.

Ecco quindi svelati tutti i requisiti dei quali tener conto prima di avanzare la domanda per il "ponte" dell'Assegno Unico e percepire quindi un'agevolazione economica commisurata alla propria situazione reddituale.

Assegno Unico: la tabella degli importi!

Abbiamo parlato dell'attivazione del "ponte" prima di gennaio 2022 e dei requisiti necessari per poterne beneficiare, ma quali sono gli importi che si verrebbero a percepire?

Anche in questo caso bisogna fare delle distinzioni, in quanto a situazione reddituale (misurata dai valori ISEE) corrisponde un determinato importo percepibile, che può essere più o meno importante.

Di seguito, analizziamo una lista contenente alcuni esempi di importi proporzionati a una determinata fascia ISEE:

  • ISEE minimo, pari a 7.000 euro annui: 167,5 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o 217,8 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli;
  • valore ISEE compreso tra 10.000 e 10.100 euro: 135,1 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o  175,6 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli;
  •  valore ISEE compreso tra 12.000 e 12.100 euro: 114,1 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o 148,3 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli;
  • valore ISEE compreso tra 20.000 e 20.100 euro: 72,8 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o 94,8 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli;
  • valore ISEE compreso tra 28.400 e 28.500 euro: 54,8 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o 71,7 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli;
  • valore ISEE compreso tra 33.900 e 34.000 euro: 42,9 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o 56,5 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli;
  • valore ISEE compreso tra 49.900 e 50.000 euro: 30 euro a figlio per un nucleo comprendente fino a due figli o 40 euro a figlio per un nucleo familiare comprendente almeno tre figli.

Questi sono, per l'appunto, solo degli esempi degli importi percepibili a seconda del proprio valore ISEE, ma in realtà la lista comprende ogni valore ad intervalli di 100 euro ed è consultabile nella sua interezza a questo link.

Infine è importante ricordare che per ogni figlio diversamente abile presente nel nucleo familiare, vi sarà una maggiorazione pari a 50 euro indipendentemente dalla situazione reddituale descritta dalla compilazione del modello DSU, e quindi dal risultante valore dell'ISEE.

Il funzionamento dell'Assegno Unico a partire dall'anno prossimo!

Il sussidio "ponte" richiedibile ancora entro quest'anno è una cosa, e l'abbiamo descritta approfonditamente nei precedenti paragrafi.

Ma abbiamo informazioni riguardanti le possibili modalità di funzionamento dell'Assegno Unico vero e proprio che entrerà in vigore a partire da gennaio 2022?

In realtà sì, e si configura come spiegato di seguito.

L'Assegno Unico spetterà a tutte le madri (e quindi alle famiglie) che soddisfano i requisiti descritti precedentemente, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di età del figlio.

Tutti i cittadini italiani possono godere di questo beneficio, percependo una quota mensile aggiuntiva alle proprie ordinarie entrate.

L'agevolazione economica offerta dall'Assegno Unico, come abbiamo visto, funziona secondo un criterio coordinato dalla situazione reddituale della famiglia richiedente, e quindi dal valore ISEE dichiarato.

Questo significa che le famiglie più economicamente avvantaggiate percepiranno degli importi minori, mentre le famiglie più svantaggiate percepiranno un importo maggiore, proporzionato appunto alla propria condizione.

Il valore massimo percepibile ammonterà a 250 euro ma come abbiamo visto, in generale, ogni famiglia avrà il proprio calcolo e quindi la propria personale agevolazione, almeno in termini quantitativi.

Inoltre, sono differenti gli importi che si andranno a percepire a seconda dell'età del figlio a carico: infatti vi sono determinati importi per i figli dai 0 ai 18 anni e altri importi ancora per i figli maggiorenni ma con un età inferiore ai 21 anni.

Come fare domanda per l'Assegno Unico "ponte"?

Rimandiamo al futuro i dettagli relativi alla domanda per l'Assegno Unico di gennaio e concentriamoci sull'agevolazione più immediata, ovvero quella del sussidio "ponte" di cui abbiamo avuto modo di parlare abbondantemente nei paragrafi precedenti.

Per poter fare domanda è innanzitutto necessario dotarsi della propria attestazione ISEE dopo averlo calcolato secondo le modalità classiche descritte dal sito dell'INPS, consultabile cliccando qui.

In seguito sarà possibile rivolgersi all'assistenza di un patronato, come per esempio quello del CAF ACLI, oppure munirsi di pazienza e fare tutto in perfetta autonomia in via telematica, attraverso il sito dell'INPS. La pagina per arrivare alla compilazione e al seguente inoltro della domanda può essere raggiunta a questo link.

Ricordiamo che il via alle domande è stato dato il primo luglio del 2021 e che entro il 31 ottobre è stato possibile anche percepire gli arretrati fino a questo periodo.

Infine, l'Assegno Unico temporaneo non solo è compatibile con il percepimento del Reddito di Cittadinanza ma è anche esente dall'imponibilità Irpef.