La mobilità pulita, intesa come quella che permette di spostarsi nei contesti cittadini senza produrre inquinamento, è sempre stata una tematica calda, che nell'ultimo periodo sta assumendo ancora più valore, considerato l'impatto devastante che l'inquinamento sta avendo sull'intero globo.

Il Bonus Bici è nato proprio con l'intento di incentivare l'acquisto di mezzi di trasporto sostenibile almeno nelle più rilevanti città metropolitane d'Italia, così da andare a contrastare in una certa misura le emissioni di CO2 ormai fuori controllo.

Questo bonus ha riscosso un grande successo, soprattutto tra tutti coloro che hanno particolarmente a cuore questa tematica e ci tengono a fare tutto ciò che è in loro potere per salvaguardare l'ambiente, ancor più quando c'è di mezzo un'importante agevolazione economica.

Non tutti, però, sono riusciti nel 2020 a sfruttare questa occasione, per problematiche più o meno varie che hanno inficiato la richiesta di beneficio del bonus.

Anche se il bonus in questione non ha visto un vero e proprio rinnovo con il Governo Draghi, ci sono delle novità provenienti dalla Gazzetta Ufficiale del 29 Ottobre 2021, con la quale il Ministero dell'Economia e delle Finanze fornisce nuove speranze a chi ha rispettato determinati requisiti durante gli ultimi mesi dello scorso anno.

Come si configura quindi il Bonus Bici in questo termine di 2021 e a chi riguarda?

Non indugiamo oltre a andiamo ad analizzare le informazioni più importanti a riguardo.

Bonus Bici: alcuni dati sulla sua storia!

Il Bonus Bici è nato inizialmente nel 2020 seguendo gli obbiettivi già descritti nell'introduzione, ovvero la riduzione dell'inquinamento nelle nostre città, senza dover necessariamente sacrificare comodi metodi di spostamento, ritenuti anche salutari.

Il Bonus Bici permetteva di accedere ad un'agevolazione massima di 500 euro attraverso un contributo del 60% sui costi del prodotto acquistato, il quale poteva essere una bicicletta o anche una e-bike a pedalata assistita.

Non era importante lo stato del mezzo acquistato, poiché poteva essere sia nuovo che usato.

All'interno dell'incentivo, inoltre, erano compresi anche tutti quei servizi di "sharing mobility", ovvero quei servizi che permettono di condividere i mezzi all'interno della città permettendo a tutti i cittadini di poterne usufruire, senza necessariamente essere i proprietari del mezzo messo a disposizione.

In questo caso era chiaramente concesso il "bike sharing", e quindi un servizio che non comprendesse l'utilizzo di motori e mezzi di trasporto inquinanti.

Ma una volta terminata la possibilità di usufruire di questo bonus cos'è successo?

Bonus Bici: il periodo tra gennaio e febbraio 2021!

Tra i due mesi citati nel titolo del paragrafo, in seguito al termine dei fondi messi a disposizione per la "prima fase" del Bonus Bici, è stata data la possibilità di ottenere dei rimborsi per tutti gli acquisti effettuati precedentemente e indirizzati a mezzi di trasporto sostenibile, biciclette e monopattini elettrici compresi. 

La piattaforma per registrarsi e di conseguenza registrare gli acquisti effettuati era stata riattivata dal 9 novembre al 9 dicembre 2020, con la possibilità appunto di veder rimborsati i propri i acquisti nei primi mesi di quest'anno che sta ormai volgendo al termine.

Questi nuovi fondi erano stati messi a disposizione grazie all'importante feedback positivo che il Bonus Bici ha riscosso, fino al loro totale esaurimento e al termine della conseguente possibilità di usufruirne.

Ma ora che succede e cosa si prospetta per il 2022? 

Andiamo finalmente ad analizzare queste informazioni, fresche di Gazzetta.

Bonus Bici: lo stanziamento di nuovi fondi!

Il Bonus Bici, chiamato anche Bonus Mobilità, è tornato con lo stanziamento di nuovi fondi alla fine di quest'anno, ma con caratteristiche decisamente diverse da quelle elencate nei paragrafi precedenti, i quali descrivevano la storia cronologica dell'incentivo.

La notizia risale alla Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre 2021, ma la riforma è stata inserita lo scorso 21 settembre 2021 nel Decreto per la mobilità sostenibile voluto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze

La somma stanziata in questo caso dal Governo ammonta a ben 5 milioni di euro, i quali però come già accennato, verranno ripartiti tra gli specifici beneficiari secondo modalità decisamente differenti dal passato.

I fondi messi a disposizione non sono però certo esigui, e rappresentano una fetta di denaro importante per tutti coloro che hanno continuato ad impegnarsi nella battaglia per un ambiente più ecosostenibile.

La ragione di tutto ciò verrà spiegata successivamente, durante l'analisi dei requisiti necessari per poter accedere alla versione del Bonus Bici di questo fine 2021.

Con un breve ma utile video, il canale Youtube del Corriere della Sera ci fornisce ulteriori informazioni riguardanti le novità relative al Bonus Bici che si estenderà fino a tutto il 2022. Diamo un'occhiata per completare appieno il quadro informativo:

Bonus Bici: a chi spetta quindi ora il Bonus?

Andiamo ad affrontare forse la più importante delle novità riguardanti questo incentivo, che va totalmente a ribaltare e cambiare le principali caratteristiche del Bonus Bici conosciuto nel 2020.

Il Bonus, stavolta, spetterà solamente a coloro che nel periodo compreso tra il primo agosto 2020 e il 31 dicembre 2020, abbiano effettuato l'acquisto di biciclette, e-bike, monopattini elettrici, abbonamenti al trasporto pubblico o i famosi servizi di bike sharing.

Ciò però non basta.

Infatti è necessario inoltre che le stesse persone abbiano, nello stesso periodo, rottamato un cosiddetto veicolo di categoria M1, ovvero un veicolo fino a 9 posti compreso il conducente e fino a 5 tonnellate di peso massimo massimo.

Insomma devono combaciare due requisiti fondamentalmente: l'acquisto di un veicolo ecologico con emissioni di CO2 massime comprese tra 0 e 110 g/km e la rottamazione contestuale di un veicolo che viceversa non rispettava queste condizioni.

Dei requisiti di certo non semplici da rispettare per tutti, anche per via del lasso di tempo circoscritto durante il quale è necessario aver soddisfatto entrambe le condizioni.

Ma per chi rientra nella cerchia dei possibili beneficiari a cosa va incontro e, soprattutto, a cosa ha diritto secondo le direttive esposte in Gazzetta qualche giorno fa?

Vediamo assieme la risposta a questa domanda nel prossimo paragrafo.

Ecco la somma percepibile dai beneficiari del Bonus Bici 2022!

Quindi, per tutti coloro che hanno acquistato un mezzo di trasporto idoneo e allo stesso tempo rottamato uno di categoria M1 nel frangente di tempo citato sopra, cosa è previsto?

Ebbene, i 5 milioni stanziati verranno ripartiti tra questi individui secondo un credito d'imposta pari a 750 euro cada uno.

Quindi non più tramite uno sconto diretto sull'acquisto ma più come una sorta di rimborso o premio nei confronti di chi ha rispettato i requisiti nel 2020.

Questa è la decisione presa dal Governo e conseguentemente dal Ministero delle Finanze e dell'Economia, che in questa maniera continua a tenere vivo lo spirito ecosostenibile del Bonus Bici andando a premiare coloro che si sono impegnati a riguardo anche nel caso non siano riusciti ad usufruire del Bonus stanziato secondo le modalità del 2020.

Nessun limite di ISEE previsto e neanche altre limitazioni riguardanti status particolari da rispettare.

Essendo un credito d'imposta, inoltre, l'articolo 4 del Decreto puntualizza che questo particolare Bonus Mobilità è utilizzabile solamente all'interno della propria dichiarazione dei redditi come appunto una riduzione delle imposte dovute in una misura pari a 750 euro.

Bonus Bici: Come fare per richiedere il Bonus?

Ora sappiamo sia chi sono i rari beneficiari a poter fare domanda e anche l'importo via credito d'imposta che si andrebbe a ricevere, ma in che modo è possibile entrare in contatto con l'agevolazione e richiederla?

Presto detto, lo andremo a spiegare in maniera breve ma efficace nelle prossime righe.

Per ottenerlo è sufficiente inoltrare un'istanza ben precisa a riguardo, in via telematica, all'Agenzia delle Entrate.

Ma cosa vuol dire in via telematica?

Significa che è necessario inoltrare la domanda attraverso il sito internet dell'Agenzia delle Entrate.

Nella domanda dovranno essere specificati i dati anagrafici e l'importo totale della spesa effettuata, il quale verrà poi analizzato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate il quale fornirà conseguentemente la percentuale del credito d'imposta spettante a seconda dei fondi disponibili e della spesa effettuata dal richiedente.

È importante sottolineare infine che non è possibile godere del credito d'imposta qualora si stiano percependo altre agevolazioni fiscali e che la domanda va inviata entro e non oltre 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto del Ministero delle Finanze e dell'Economia.

Bonus Bici: considerazioni finali!

Per ora, il cosiddetto "Bonus Bici" del 2022 non rappresenta una vera e propria occasione di acquistare, a conti fatti, un mezzo di trasporto ecosostenibile nell'immediato.

Può essere considerato più come un'opportunità di rimborso di un eventuale spesa effettuata nel 2020 in questo settore, in seguito ad un mancato beneficio dell'effettivo scorso Bonus Bici.

Ciò non vuol dire che non sia un'opportunità da sfruttare immediatamente per chi ha i giusti requisiti, poiché significherebbe comunque ammortizzare delle spese effettuate in precedenza nella propria dichiarazione dei redditi.

Invece, nessuna notizia ancora per quanto riguarda una nuova fase del Bonus Bici come è stato conosciuto nel corso del 2020.

Un'agevolazione, quindi, che permetterebbe di ottenere degli sconti sull'acquisto di un abbonamento per i trasporti pubblici, di biciclette, di monopattini elettrici o dei vari servizi di bike sharing; insomma, di un nuovo Bonus Mobilità vero e proprio che comprenda tutto ciò.

Fino a prossime novità, è opportuno rimanere aggiornati e al passo con le nuove direttive, così da essere pronti in caso arrivi l'avvio di un rinnovato Bonus Bici.