Ne sentiamo parlare da anni, qualcuno li pratica già, non sono nuovi sport, ma emblematici stili di vita che se messi in pratica quotidianamente, non solo possono aiutare a risparmiare all’interno della nostra casa come mai avremmo pensato, ma svolgono una vera e propria opera salva-portafoglio per chi il portafoglio lo vede già svuotato tra mille spese. Di chi o cosa stiamo parlando? Parliamo di riciclo e di riuso e sono le nuove frontiere del risparmio casalingo.

Ogni giorno non solo spendiamo più del dovuto per acquistare beni che riteniamo di prima necessità e che valutiamo addirittura fondamentali, ma il più delle volte neanche ci rendiamo conto che molto di quello che ci serve in realtà lo abbiamo già, semplicemente lo vediamo sotto un’altra veste, sotto differenti spoglie, usato e riusato sempre nella stessa versione per il quale lo abbiamo acquistato, ma ogni cosa ha un suo ciclo… si usa, si esaurisce e poi si butta. In questo articolo invece vogliamo porre una riflessione intorno all’ultimo verbo, “buttare”, e provare a ragionare su convertire il verbo buttare in “trasformare” e non in un modo solo, ma in molti modi diversi.

Secondo il sito nonsoloambiente.it - che citiamo perché nell’articolo affronta il tema dello smaltimento dei rifiuti contenenti “I numeri del Rapporto sul riciclo nel 2020 “ - riportiamo le dichiarazioni di Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile:

“L’Italia è prima in Europa per tasso di riciclo dei rifiuti totali, ma scala al quarto posto quando si tratta di tasso di utilizzo circolare di materia: questo anche perché i rifiuti inerti li usiamo per i riempimenti delle discariche e meno per sostituire le materie prime vergini negli aggregati riciclati”.

Il fatto non è tanto l’essere virtuosi sul tema della raccolta dei rifiuti, i dati sono dalla nostra parte. Secondo un estratto del lancio Ansa sui numeri dell’Italia nella raccolta dei rifiuti:

"L'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti raccolti. Ha un "tasso di riciclo pari al 79%, mentre la Francia è al 56%, il Regno Unito al 50%, la Germania al 43%". In più, è uno dei pochi Paesi europei ad aver migliorato dal 2010 al 2018 le sue prestazioni con il +8%.”

Niente per il nostro Paese, però qui vogliamo porre l’accento su modelli differenti di economia, basati sul riuso, termine che ci mette di fronte a un prodotto che non è ancora ipotizzabile come un rifiuto, e il riciclo, secondo termine che modifica l’origine dell’oggetto portandolo verso una seconda vita attraverso una trasformazione.

La cultura per il risparmio passa dal riuso e dal riciclo come due soluzioni la cui una non esclude l’altra, sono solo due piccoli punti che fanno parte di un macro concetto che è l’economia circolare.

Il risparmio a casa parte dal riuso

I nostri nonni, lo sanno da tempo, anzi vivevano così, soprattutto quelli che hanno fatto la guerra, quelli che hanno idea di cosa voglia dire non basarsi sull’usa e getta.

Parlare con loro del riuso è quasi blasfemo, per loro è come se avessimo scoperto l’acqua calda, o addirittura il fuoco. Eppure questo fuoco, il dramma ambientale che ne deriva, così rovente non è se oggi ci stupiamo di come sia illogico nella nostra mente far svolgere a un oggetto un’attività differente da quella per cui era stato pensato, o non farlo scadere con una formula di obsolescenza programmata dopo i suoi due, cinque o dieci anni di garanzia terminata.

Il risparmio dentro la casa è nella scala dell’economia un prospetto che si allarga all’intero pianeta se lo visualizziamo come un luogo nel quale produciamo rifiuti. Anche le amministrazioni lo sanno, come cittametropolitana.mi.it:

"...diffondere i concetti di economia circolare e rafforzare i comportamenti virtuosi per uno sviluppo sostenibile. Rientrano tra questi tutte le attività finalizzate a promuovere un uso migliore e più efficiente delle risorse..."

Questi rifiuti escono dal nostro piccolo ambiente per riversarsi in un ambiente più grande le nostre discariche quando siamo virtuosi e differenziamo, l’ambiente naturale quando siamo meno virtuosi e incoscienti perché inquiniamo.

Lasciare un prodotto, un oggetto, nell’ambiente, oggi non possiamo più permettercelo, è un crimine verso l’ambiente e verso noi stessi. 

Dobbiamo fare un passo indietro e ragionare con la testa con cui ragionavano i nostri nonni. Imparare a riusare è l’abc.

Oggi parlare di risparmio è un dovere, e nel risparmio a casa, non può non sussistere il concetto di riuso.

Il riuso parte dal presupposto che un oggetto non abbia come fine quello di finire in discarica. Non è un rifiuto. Non lo è per scelta nostra, non ancora.

Come spiegato correttamente da nelcuoredelpaese.it:

"La differenza che intercorre tra i termini ‘riuso’ e ‘riciclo’ è sostanziale: si riutilizza un bene che non è ancora diventato un rifiuto e si ricicla ciò che invece già lo è e che apparentemente non è più funzionale allo scopo per il quale è stato prodotto."

Possiamo riusare molti oggetti: abiti che ci sembrano fuori moda, riadattati con l’aiuto di un sarto possono recuperare charme; le scarpe… va tanto di moda il vintage, non ne vogliamo approfittare portandole da un calzolaio? I mobili che ci sembrano vecchi antiquati, ridipinti con le vernici e i colori giusti e un po’ di estro creativo possono diventare molto di grido anche se hanno 100 anni.

Scendendo al minimo, riusiamo una bottiglietta di plastica, quando invece di buttarla la riempiamo di qualche altro liquido, quando decidiamo che ha terminato la sua funzione di contenitore di liquidi, può diventare se riempita di terra un porta vaso per nuove piante; più bottigliette riempite di terra, potrebbero diventare se attaccate ad un muro, un originale giardino pensile e così via di fantasia.

Parlare di risparmio, quando siamo in piena crisi post pandemia, sembra ovvio, molti direbbero è il momento di spendere, di far decollare l’economia, ma non la pensiamo tutti allo stesso modo. 

Le correnti di pensiero sono diverse, e anche fantasiose, e con la fantasia non solo potremmo stupirci di noi stessi, ma anche far quadrare i conti di casa.

I web è colmo di creatività, chi è alla ricerca di idee su come riusare un prodotto non può che digitare sui motori di ricerca il nome dell’oggetto affiancato alla parola riuso e si aprirà un mondo dentro al quale trovare idee formidabili e davvero impensabili.

Se poi accanto alla parola riuso metterete quella di riuso creativo, avrete moltissime soluzioni per tutto.

A questo proposito Pinterest si presta molto bene a fornire moltissime idee davvero creative.

Il risparmio a casa non può prescindere dal riciclo

Il riciclo, potrebbe essere la consequenziale evoluzione di un riuso. 

Se pensiamo alla stessa bottiglietta, mettendo in campo un processo di trasformazione, la stessa del materiale di cui è fatta potrebbe diventare un altro oggetto. Il concetto è dare una seconda vita al prodotto.

Ma senza entrare in un riciclo così estremo, possiamo solo immaginare come tanti oggetti che ci sono nei nostri armadi possano assumere una seconda vita.

Girando per locali mi è capitato di vedere i ricicli più creativi: una vecchia bicicletta con i freni a bacchetta è diventata il sotto-lavabo del lavandino di un bagno; una decina di scolapasta di quelli che usavano le nonne in acciaio o rame, sono diventati lampadari rustici; un pallet di legno, di quelli che si usano per il trasporto delle merci, mille varianti di tavolini, sovrapposti, affiancati, colorati, con sedute diversificate, sedie, poltrone, sino a divani da due a tre posti. 

La fantasia è tutto non c’è limite, l’arredo sicuramente è quello a cui siamo più abituati.

Architetti e designer sperimentano da sempre soluzioni originali di metamorfosi di riciclo dei prodotti.

Senza chiedere l’aiuto dell’architetto, ma con un sano “fai da te”, cercate nelle vostre cantine, troverete dei gioielli che oggi potrebbero essere riciclati in modo davvero utile e fantasioso. 

Sicuramente i mobili sono gli oggetti che si prestano meglio, rivestiti di carta da parati, riverniciati, possono passare da ingombranti armadi baroccheggianti inguardabili con l’occhio moderno e minimalista di oggi, a splendidi mobili bar rivestiti di carta optical unita a colori sgargianti, ad esempio.

Sedie vecchio stile, magari inutilizzabili per una gamba fuori posto, con un’apposita sega e qualche vite possono diventare una panca se unite ad altre, una mensola porta oggetto o un porta asciugamani per il bagno.

Per non parlare delle bottiglie di vetro, che possono diventare abat-jour integrate da una lampadina, o porta abiti se incastonate in vecchie assi di legno, meglio se sono anche un po’ demodé. 

E i tappi che facciamo, li buttiamo? Assolutamente no! Possono diventare i nuovi segnaposto per la tavola o muniti di un magnete, dei “segna post-it” per le lavagne magnetiche.

E le cassette della frutta? Ne avete mai viste sotto forma di librerie, mensole? Sono in grado di dare davvero molte soddisfazioni, possono addirittura essere visivamente dei veri e proprio oggetti di design sostituendosi a pareti divisorie che svolgono la loro funzione separatoria senza dover costruire alcun muro.

Il fai da te come base del riciclo e riuso creativo

Tutti questi oggetti, costano, c’è chi ne ha fatto un lavoro e li produce, vendendoli a caro prezzo su siti specifici o negozi di vintage, ma non serve acquistarli, né tantomeno acquistarli come nuovi. 

Averli in casa e farli rivivere è questa la sfida, il valore? Un grosso risparmio casalingo da non credere

Avete idea di quanto possa costare acquistare un nuovo tavolo per la cucina? I mercatini dell’usato o i vecchi rigattieri possono essere i luoghi in cui recuperare gli oggetti che non si hanno. Generano anche un’economia circolare in cui di base il denaro continua a circolare, ma al giusto prezzo.

Non solo in questo modo si stimola il lato creativo che è in ciascuno di noi, ma anche quella parte di bricolage che vorremmo mettere in atto per distarci dalla routine lavorativa e casalinga quotidiana, perché no facendolo diventare un hobby vero e proprio. L’hobby di saper riciclare con intelligenza

E poi che dire della soddisfazione di vederne il risultato realizzato per mano nostra con le opportune modifiche del caso?

Se infine siete abili con la stoffa e con la sartoria, vecchi cuscini potrebbero diventare la cuccia di Fido, non volete gettare le sedie della nonna? Potete benissimo rifoderarle con una tappezzeria colorata e accesa. Insomma non c’è limite, fare, disfare, riusare e riciclare, ma soprattutto in questo modo risparmiare.

Riuso e riciclo, non solo un salva-portafoglio sono una mentalità più ampia utile a noi e all’ambiente, un progetto per noi e per gli altri, una visione sul futuro nostro e degli altri, per noi e per il futuro di chi ci sarà dopo di noi.

Non sottovalutiamolo.