Riforma Pensioni 2022: Draghi cambia tutto! A casa a 64 anni

Riforma Pensioni ancora sotto i riflettori. Questa volta è la Legge di Bilancio a riaprire la questione con gli attesi emendamenti al documento. Novità all’orizzonte per le lavoratrici che potranno sfruttare una formula di pensione anticipata: potranno andare in pensione con un’età anagrafica di 58 anni. Intanto, spunta una Quota 82 e una Quota 102 con diversi beneficiari. Vediamo subito quali sono le ultime novità al riguardo.

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l testo ufficiale della Legge di Bilancio 2022 potrebbe riservare parecchie sorprese. Le novità più importanti si attendono sulla Riforma Pensioni 2022. Pare, infatti, delineato il futuro delle formule di pensione anticipata già attive e di quelle che potranno entrare in scena il prossimo anno.

Maggiori informazioni sui possibili sviluppi al 2022 le trovate nel video YouTube di "Pensioni & Aggiornamenti".

L’ipotesi più accreditata è di una pensione per più beneficiari ma molto vincolate: una Quota 102 in sostituzione di Quota 100 destinata ad estinguersi alla fine del 2021, con l’aumento del requisito anagrafico di due anni per poter accedere alla pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica di 64 anni e avendo maturato un’età contributiva di 38 anni.

In verità, la prima bozza della Legge di Bilancio 2022 aveva preoccupato e non poco. A pagarne le spese sarebbe stata Opzione Donna con un innalzamento dell’età anagrafica per accedere alla pensione anticipata a 60 anni.

Fortunatamente, un emendamento alle Manovra riporta le cose al suo posto: anche nel 2022 le lavoratrici dipendenti potranno sfruttare la chance di un’uscita anticipata dal mondo del lavoro al compimento dei 58 anni di età, 59 anni per le lavoratrici autonome.

Ma non è tutto. Il testo bozza della Legge di Bilancio 2022 apre la strada a Quota 82, una nuova formula di pensione anticipata rivolta ai dipendenti privati. Questi potranno ottenere la pensione al compimento di un’età anagrafica di 62 anni e al raggiungimento di un’età contributiva di 20 anni.

Novità anche per i lavori per legge considerati gravosi, quelli che danno accesso all’APE Sociale. Dal 2022, infatti, la formula di pensione anticipata si estenderà a nuove categorie gravose facendone incrementare il numero da 65 a 263.

Rimangono, invece, immutate le formule già in vigore che permettono un’uscita anticipata compiuti i 57 anni di età (RITA) e Quota 41 rivolta ai lavoratori precoci, oltre alla pensione sull’accumulo contributivo contemplata già nella Riforma Fornero.

Mentre il riassetto del sistema pensionistico italiano pare si stia realizzando gradualmente, i confronti tra i diversi organi governativi proseguono. Insomma, anche se la Legge di Bilancio 2022 mette nero su bianco gli intenti futuri in tema pensioni non si escludono eventuali modifiche al testo della Manovra qualora se ne presentasse l’occasione.

Di questo parere è il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, che nel corso di un’intervista rilasciata alla Stampa dichiara non chiuso il dialogo sul tema della Riforma Pensioni 2022, pur essendo ormai decisa Quota 102.

Ma vediamo subito quali novità in tema pensioni ci attendono dal 2022.

Riforma Pensioni 2022: Draghi dice sì a Quota 102 e 103

La prima novità in tema di Riforma Pensioni contenuta nel documento bozza della Legge di Bilancio 2022 riguarda il decreto-legge n. 4 del 2019, disciplinante Quota 100.

Questo viene modificato per accogliere i nuovi requisiti per accedere alla pensione anticipata dal 2022, servirà un’età anagrafica di 64 anni e un’età contributiva di 38 anni per ottenere l’assegno pensionistico prima del compimento dei 67 anni di età previsti per la pensione di vecchiaia.

Insomma, il documento bozza della Legge di Bilancio 2022 chiude il capitolo Quota 100 e apre quello di Quota 102.

Per meglio intenderci, il 2022 sarà l’anno di una pensione accessibile a tutti i lavoratori ed estranea alla categorizzazione dell’attività lavorativa svolta.

Non si tratterà, però, di Quota 100, bensì di Quota 102 mentre dal 2023 potrebbe concretizzarsi il programma di una Quota 103, ossia di una formula di pensione anticipata che innalza di due anni il limite anagrafico di pensionamento portandolo dai 64 anni ai 66.

Il tutto per evitare il tanto temuto “scalone di cinque anni “che si verificherebbe passando da Quota 100 (62 anni di età) alla pensione di vecchiaia accessibile dai 67 anni.

Riforma Pensioni 2022: dal 2024 torna la Fornero

Il ritorno alla Fornero, però, ci sarà anche se in modo lento e graduale. A partire dal 2024 la pensione anticipata verrà progressivamente tagliata aumentando l’età anagrafica di accesso.

Sfortunatamente, non tutti potranno usufruire della formula di pensione anticipata Quota 102. Ad essere tagliata fuori è la classe 1959 che non è riuscita a raggiungere un’età contributiva di 38 anni per accedere a Quota 100.

Ma non sono gli unici. A causa della modifica del requisito anagrafico, anche i lavoratori nati nel 1960 vedranno sfumare tale chance, poiché raggiungeranno l’età contributiva necessaria solo l’anno prossimo.

Pensione anticipata: nella Legge di Bilancio 2022 c’è spazio per Quota 82

Rimanendo in tema pensione anticipata, la Legge di Bilancio 2022 prevede il finanziamento di un fondo appositamente creato per il ritiro dal lavoro dei lavoratori dipendenti di aziende in crisi, voluto per sopperire alle necessità economiche sorte a causa del dilagare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sul territorio della penisola.

Dal 2022 al 2024, il fondo verrà alimentato con uno stanziamento di 600 milioni di euro. Una volta approvata la Manovra di Bilancio 2022, il Ministero del Lavoro, di concerto con il MISE, provvederà ad emanare il decreto attuativo entro 60 giorni.

In questo modo verranno resi noti i criteri di distribuzione dei fondi e le modalità di attribuzione

I lavoratori dipendenti di imprese piccole potranno comunque sfruttare la formula di pensione anticipata che permette il ritiro dal lavoro compiuti i 62 anni di età.

Si tratta di un opzione nuova di zecca, nota come Quota 82, inserita nel documento bozza della Legge di Bilancio 2022, che prevede novità per il contratto di espansione

Dal 2022, le aziende composte da almeno 50 dipendenti potranno concedere ai propri lavoratori l’accesso alla pensione anticipata se hanno un’età anagrafica di 62 anni e almeno 20 anni di contributi maturati.

Alternativamente, i dipendenti potranno accedere alla pensione anticipata rispettando specifici requisiti contributivi: ai lavoratori uomini è permessa un’uscita anticipata con 36 anni e 10 mesi di contributi, alle donne con 35 anni e 10 mesei.

Riforma Pensioni 2022: la Legge di Bilancio cambia anche l’APE Sociale?

La manovra di Bilancio 2022 non risparmia neppure l’APE Sociale. La novità più importante riguarda la proroga della formula di pensione anticipata a fine 2022 e la sua l’implementazione a pianta stabile nel sistema pensionistico italiano.

Dal 2022 l’APE Sociale non solo diventa strutturale, ma la Legge di Bilancio ne cancella il requisito dei 3 mesi di inoccupazione ora richiesto per accedere alla pensione.

Le modifiche, dunque, ci saranno ma non riguarderanno la normativa generale.

L’APE Sociale, infatti, continuerà ad essere un formula di pensione anticipata che consente ai lavoratori un’uscita dal mondo del lavoro compiuti i 63 anni di età e avendo maturato 30 o 36 anni di contributi, a seconda dell’attività lavorativa svolta.

Anche i beneficiari rimangono immutali, ma con qualche piccola estensione della platea. Dal 2022 l’accesso alla pensione anticipata prevista dall’APE Sociale verrà riservato ad altre categorie gravose, passando dalle 65 ora ammesse a 203.

Si tratta di un allargamento valutato da una Commissione tecnica che andrebbe ad abbracciare le attività lavorative ad alto rischio di infortuni e malattie professionali

A partire dal prossimo anno potrebbero fruire della pensione anticipata APE Sociale: gli insegnati delle scuole primarie, il personale ATA, i benzinai, gli autisti di autobus, i panettieri, i macellai, i conducenti di taxi, i lavoratori agricoli e forestali, commessi e magazzinieri, gli operatori sanitari, i panettieri e via dicendo.

Una lunga lista che dovrà essere approvata sia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sia dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non si escludono, pertanto, tagli alle categorie.

Riforma Pensioni: Opzione Donna è salva! dal 2022 a casa a 58 anni

Le novità in tema Riforma Pensioni 2022 non mancano neppure per Opzione Donna. La formula di pensione anticipata rivolta alle donne con un’età anagrafica di 58 anni (lavoratrici dipendenti) o 59 anni (lavoratrici autonome) è stata oggetto di un bizzarro tira e molla. 

Il futuro della misura, infatti, è rimasto in bilico fino a pochi giorni fa a causa delle pressioni dell’OCSE che spingeva verso una sua totale cancellazione.

La prima bozza della Legge di Bilancio 2022, circolata sul finire dello scorso mese, modificava Opzione Donna intervenendo sul requisito anagrafico necessario per accedere alla pensione anticipata.

Nello specifico, prevedeva l’aumento dell’età anagrafica per le lavoratrici dipendenti a 60 anni, per quelle autonome a 61. Un ritocco che ha fatto storcere il naso a milioni di future pensionate e non solo, tanto da indurre il Governo Draghi a fare dietrofront e a ristabilire i vecchi requisiti.

Per essere più chiari, il documento finale della Legge di Bilancio non solo riconferma Opzione Donna al 2022, ma ne lascia inalterati i requisiti a quelli adottati nel 2021. Pertanto, anche dal prossimo anno le donne potranno continuare ad accedere alla pensione anticipata dai 58 o 59 anni.

Riforma Pensioni 2022: la RITA non cambia! Uscita per tutti a 57 anni

Nessuna novità per la RITA. La Legge di Bilancio 2022 lascia inalterata la formula di pensione anticipata prevista per i lavoratori con un’età anagrafica di 57 anni che versano la previdenza complementare e obbligatoria.

La pensione anticipata verrà corrisposta fino al raggiungimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Anche nel 2022 l’accesso è riservato ai lavoratori che hanno versato almeno 5 anni di previdenza complementare o altro fondo pensioni.

Se il lavoratore, compiuta l’età anagrafica di 57 anni, si trova in uno stato di disoccupazione da almeno 24 mesi potrà tranquillamente accedere alla pensione anticipata.

Niente paura, se la condizione non viene soddisfatta si potrà comunque accedere alla RITA, ma al raggiungimento dei 62 anni di età e solo avendo 20 anni di previdenza obbligatoria.