La riforma pensioni non è ancora ben chiara ed è ancora da definire. Questa situazione di stallo causa sicuramente delle perplessità in merito alle diverse proposte che ultimamente sono state presentate. Prima Quota 41, poi Quota 102 e Quota 104 ed adesso sta avanzando l’ipotesi della Quota 82.

Questi continui e repentini cambi di rotta di certo non rendono la situazione più chiara, anzi. In questo articolo cercheremo di chiarire un po’ la situazione e di approfondire ulteriormente la Quota 82. Infatti, la domanda che molti si pongono è la seguente: cosa comporterebbe l’entrata di Quota 82?

E come mai non si riesce a trovare una soluzione adeguata che possa prendere il posto di Quota 100? Ormai manca davvero poco per l’approvazione della Legge di Bilancio ed il fatto che il governo non abbia preso ancora una decisione e non faccia una scelta ponderata, preoccupa.

È possibile che nel 2022 venga approvata una Riforma delle Pensioni senza prima averla valutata attentamente? La legge di Bilancio dovrebbe essere approvata entro dicembre 2021, ma ancora non si ha nulla di certo e concreto.

Questo ovviamente desta delle preoccupazioni nella cittadinanza in attesa di un verdetto certo. La cosa certa è solo una: dopo Quota 100 nessuno ha saputo trovare un’alternativa valida che possa sostituire la misura.

Tutte le alternative proposte, come ad esempio Quota 41 fortemente voluta dai sindacati, sono state tutte bocciate perché considerate troppo costose, addirittura più costose di Quota 100. Poi sono state proposte Quota 102 e Quota 104, con l’intento di effettuare grazie alle due misure un passaggio graduale alla Legge Fornero. E proprio in questi ultimi giorni, in governo fa nuovamente dietrofront e propone la valutazione di Quota 82.

Riforma pensioni: davvero una gran confusione!

Una cosa è certa: la pensione anticipata, in un modo o nell’altra, verrà mantenuta nonostante le critiche dei partiti di destra. Anche se secondo il mio parere, se non verrà presa una decisione entro questo mese, molto probabilmente Quota 100 verrà mantenuta, almeno fino al prossimo anno.

Ma quale sarebbe l’obiettivo del governo con l’approvazione della Quota 82? Secondo questo articolo,

“la Riforma ragiona su due differenti fronti, da un lato nel tentativo di scongiurare dello scalone dei cinque anni, esso viene praticamente trasformato in una scala mobile, con il compito di accompagnare i lavoratori nel lungo percorso di ritorno alla Fornero che si compirà nel 2024.”

Quindi, come avevo già anticipato in apertura dell’articolo, l’obiettivo del governo sarà quello di effettuare, grazie all’approvazione delle suddette riforme, un graduale passaggio dal prepensionamento a 62 anni per arrivare poi alla pensione a 67 anni. 

Quindi, non ci sarà un passaggio repentino, ma un passaggio molto graduale, tanto che per vederlo dovremmo aspettare molto probabilmente il 2024.

Il passaggio a cui potremo assistere è il seguente:

  • Quota 102, nel 2022;
  • Quota 104, nel 2023;
  • Quota 82, nel 2024;
  • possibile passaggio alla Legge Fornero a partire dal 2025.

Ma cosa prevedono le seguenti misure? Nel 2022, come abbiamo appena detto, potrebbe essere attivata Quota 102, la quale prevederebbe di raggiungere l’età pensionistica a partire dal compimento dei 64 anni d’età. A partire dal 2023 entra in vigore la Quota 104: qui si potrà raggiungere l’età pensionabile al compimento dei 66 anni d’età.

Infine, nel 2024 si passerà al pensionamento al compimento dei 67 anni. Secondo questo articolo però,

“resta ancora qualche possibilità nel 2022 per andare in pensione prima dei 62 anni, perché accanto al sostituto di Quota 100, la Riforma Pensioni potenzia e crea nuove forme di uscita precoce speciali. Cioè non rivolte ai lavoratori in massa, ma diverse a seconda della categoria lavorativa di appartenenza.”

Sembrerebbe, infatti, che certe misure per il prepensionamento vengano prorogate, come ad esempio Opzione Donna, le misure per il prepensionamento dei disabili e dei lavoratori precoci, o anche dei lavoratori che effettuano attività degradanti. 

Nel frattempo, vi consiglio la visione del video di Pensioni&Aggiornamenti con le novità in merito la Riforma Pensioni. Seguiteli anche su Telegram e Facebook.

Riforma Pensioni, ultime notizie: da Quota 100 ecco il passaggio a Quota 102!

Nel tavolo delle trattative è prevista la valutazione di Quota 102 che presto prenderà il posto di Quota 100. Il governo, però, ha intenzione di valutare bene qualsiasi proposta prima di approvarla. Ma cosa potremmo aspettarci a seguito dell’approvazione della Legge di bilancio del 2022? 

La riforma pensioni attualmente non ha una forma ben definita e se entro questo mese il governo non riuscirà a prendere una posizione in merito ad una misura pre-pensionistica è chiaro che non vedremo nessuna delle proposte sopracitate.

L’unica cosa che possiamo fare al momento è aspettare il 2022 e l’approvazione della Legge di bilancio. Le novità introdotte dalla legge di bilancio saranno molteplici: dalla proroga del Reddito di Cittadinanza, la proroga di Opzione Donna, la proroga del Reddito d’emergenza e di tante altre agevolazioni a sostegno delle famiglie, come il contributo Assegno unico per figli minori.

Tutte le novità sono state esaustivamente spiegate in questo articolo, Legge di Bilancio 2022: aiuti a sostegno delle famiglie! | Trend Online (trend-online.com) 

Pensione anticipata a 62 anni? Cosa prevede Quota 82?

Certo che non sarebbe male poter andare in pensione a 62 anni, vero? Le nuove proposte prevedono proprio il prepensionamento al compimento dell’età di 62 anni. 

Ma cosa prevede Quota 82? In realtà si tratta semplicemente della riconversione del contratto di espansione, ovvero, di uno scivolo aziendale di 5 anni. Questo cosa vuol dire? 

“per accedere a Quota 82, dopo che il datore di lavoro avrà firmato un accordo con i sindacati e con l’INPS, saranno richiesti ai lavoratori due requisiti cioè 62 anni di età e un minimo contributivo di 20 anni. Oppure, si potrà accedere con il solo requisito contributivo se questo è di almeno 36 anni e dieci mesi (uomini); 35 anni e 10 mesi (donne).”

La misura pre-pensionistica sarà finanziata dal fondo per le attività in crisi. Questa offre, quindi, alle aziende con almeno 15 lavoratori la possibilità di concedere la pensione anticipata a 62 anni. Questa misura, da quello che avete potuto notare, non è quindi aperta a tutti, ma solamente ai lavoratori dipendenti.

Riforma Pensioni ed Ape sociale: cosa cambierà?

La nuova riforma pensioni prevista dalla legge di bilancio riguarda sicuramente l’Ape Sociale. Questa è attualmente rivolta ai disoccupati, ai caregiver, ai lavoratori che praticano attività usuranti. Però dal prossimo anno le categorie di soggetti beneficiari potrebbe essere allargata. 

La novità consisterà nell’aumento delle attività considerate usuranti e gravose, da 65 a 203. Sarà una commissione tecnica formata appositamente dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Con l’aumentare delle categorie aumenteranno certamente i lavoratori che potranno beneficiare della pensione anticipata grazie all’Ape Sociale.

“La platea si arricchirà poi ancora di più perché fino adesso all’Ape Sociale avevano diritto solo i disoccupati con un periodo di inoccupazione minimo di tre mesi, requisito che dal 2022 sarà cancellato.”

L’Ape Sociale non presenterà altre modifiche a parte quelle già dette. 

Riforma Pensioni ed Opzione Donna: la proroga della misura

La legge di bilancio ha previsto il rinnovo e la proroga di Opzione Donna, una misura che garantisce alle donne, dipendenti o lavoratrici autonome, di poter usufruire della pensione anticipata rispettivamente all’età di 60 anni e 61 anni.

Una misura riservata solamente alle donne per l’Europa non ha alcun senso, tanto che questa premette diverse volte ma per cancellazione di questa dalla nuova Legge di Bilancio, ma senza alcuna fortuna. Dal Documento Programmatico di bilancio, infatti, è presente Opzione donna senza alcuna modifica: è stata approvata così com’è. La pensione anticipata spetta, secondo la normativa, alle lavoratrici dipendenti aventi 60 anni d’età e alle lavoratrici autonome con 61 anni compiuti.

Inoltre, queste devono anche possedere un’età contributiva pari a 35 anni. 

Fino ad ora non saranno previste altre novità per le donne. Però da un lato sarebbe più logico prevedere una misura che tenga conto delle difficoltà lavorative sia di uomini che delle donne. Il fatto che al giorno d’oggi, in una società verso la parità di genere, ci siano misure fatte a posta per le donne fa riflettere.







Riforma pensioni e Rita: in pensione a 57 anni!

Le novità non sono finite qua. Fino ad ora abbiamo spiegato quale sarà il possibile futuro della riforma pensioni, con l’attuazione delle diverse Quote: dalla 41 alle 104, fino ad arrivare a Quota 82. Ma quale altra novità potrebbe essere introdotta?

La Rita permette a tutti i lavoratori disoccupati che abbiano accumulato anche 5 anni di previdenza complementare di andare in pensione a 57 anni. Questa misura potrebbe essere accessibile anche per i disoccupati da soli 24 mesi, a meno che vi siano almeno i 5 anni di contributi di previdenza complementare. Questi però dovranno avere necessariamente 62 anni d’età e 20 anni di contributi versati.

Riassumendo la Riforma Pensioni: dovremmo aspettarci tantissime novità e tante agevolazioni ai lavoratori dipendenti, ai caregiver, alle attività usuranti e per le donne. La legge di bilancio dovrebbe essere approvata entro la fine del prossimo mese, ovvero a dicembre. Non ci rimane che aspettare.

Nel frattempo potrete rileggere tutti gli articoli pubblicati al seguente link: Deborah Bertolino | Trend Online (trend-online.com) 

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