Ora che l’annuncio è arrivato e le classifiche del cashback e supercashback sono ufficialmente chiuse, c’è da chiedersi: quando arrivano i rimborsi cashback

Il problema di fondo è che le date previste inizialmente subiranno uno slittamento, a causa dei furbetti del cashback, di cui le autorità hanno rintracciato le operazioni fraudolente, cancellandole.  

Ebbene sì perché il Governo ha già previsto una serie di reclami presso la Consap, da parte degli insoddisfatti dalla classifica, motivo per cui ha ritardato le date per i rimborsi

Ricordiamo che la Consap, come da descrizione fornita da Wikipedia è una società per azioni italiana 

Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici. La società è controllata totalmente dal Ministero dell'economia e delle finanze del quale è una società in house. 

È proprio il Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad aver conferito l’incarico alla Consap per la gestione degli accrediti relativi ai rimborsi previsti dal cashback. 

Il punto è che c’è chi già pensava di avere in tasca il super premio da 1.500 euro previsto dal super cashback ma che ora resterà deluso, visto lo stravolgimento delle classifiche a causa delle migliaia di micro-transazioni fraudolente. Inoltre bisogna tener conto del fatto che gli esclusi dal super cashback perdono anche il diritto al rimborso del 10% su tutte le transazioni effettuate tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021. 

Per tali ragioni, c’è da scommetterci, c’è chi non esiterà a inoltrare il proprio ricorso presso la Consap, innescando una serie di ritardi sui pagamenti. 

Vediamo dunque nel dettaglio quali sono a oggi, le date aggiornate per poter ottenere i rimborsi cashback e infine quando arriverà l’accredito per il super cashback, per i vincitori. 

Rimborsi cashback, quando arrivano 

È il decreto legge numero 99 del 30 giugno 2021 a stabilire, oltre alla sospensione del cashback di Stato per il secondo semestre del 2021, anche i tempi per l’accredito delle somme accumulate. 

Nel momento in cui le classifiche ufficiali sono state rese note, il Governo ha voluto prevedere un arco temporale di 120 giorni per poter presentare ricorso e dare quindi la possibilità agli esclusi, di dimostrare la bontà delle loro transazioni e ottenere i rimborsi cashback. 

Ecco dunque le date aggiornate

  • 28 agosto 2021 per quanto concerne il cashback ordinario quindi il rimborso del 10% sugli acquisti effettuati con pagamenti elettronici, fino a un tetto massimo di 150 euro 
  • 30 novembre 2021 per quanto riguarda invece il super cashback.  

Chi dunque sperava già di poter contare su 1.650 euro in più per agosto, dovrà aspettare ancora qualche mese.  

Infatti per quanto riguarda i rimborsi cashback del 10%, arriveranno al massimo entro la fine di agosto. Non serve sollecitare dunque. 

Per il super premio invece il termine ultimo per gli accrediti è già fissato al 30 novembre 2021. Anche in questo caso non bisogna sollecitare ma solo attendere la scadenza dei termini. Gli accrediti arrivano in automatico sul conto corrente registrato sull’App Io al momento dell’iscrizione al programma cashback. 

Non è necessario dunque inoltrare nessuna domanda. 

E se invece il proprio nominativo non compare nelle classifiche cashback ufficiali? Se si è certi della propria buona fede, si dovrà dimostrare la bontà delle transazioni cancellate, in seguito a ricorso da inoltrare presso la Consap. 

Si può dunque inoltrare un ricorso per mancata o inesatta contabilizzazione

A partire dal giorno dell’invio del ricorso, la Consap esamina la pratica nell’arco di 30 giorni. Se questa viene rigettata allora si archivierà in via definitiva mantre, nel caso in cui la pratica viene accolta, allora si procede con il pagamento e quindi accredito sull’Iban indicato. 

Dove si inoltrano i reclami relativi ai rimborsi cashback? Tutti gli interessati hanno a disposizione un solo metodo per poterlo fare ovvero accedere al portale reclami cashback.  

Non sono contemplate altre tipologie di comunicazioni. 

Rimborsi cashback come funziona 

In base all’importo spettante, calcolando il 10% delle spese sostenute nell’arco temporale di riferimento, e nel limite di 150 euro, il rimborso avviene direttamente sull’Iban comunicato in fase di iscrizione al cashback di Stato. 

La classifica che d’ora in poi è possibile controllare sull’App Io è quella definitiva. Gli aventi diritto hanno già ricevuto un messaggio,  

Complimenti [nome]! Hai diritto ad un rimborso di €150,00, il massimo del rimborso possibile! Riceverai un messaggio quando verrà effettuato il bonifico all'IBAN da te scelto. 

Hanno diritto a regolari rimborsi cashback circa il 67% degli iscritti al programma. Infatti, il totale dei partecipanti ammonta a 9 milioni mentre gli aventi diritto, sono 6.120.348. 

Chi sono gli esclusi? 

Tutti coloro che non hanno osservato le regole di base, che prevedevano: 

  • di acquistare prodotti o servizi, effettuando pagamenti elettronici, con carte di credito o debito e bonifici bancari 
  • un minimo di 50 transazioni nell’arco di sei mesi, nella fattispecie il primo semestre del 2021 
  • di non contabilizzare le transazioni avvenute online, in quanto i relativi acquisti non riconoscono il rimborso cashback del 10%.  

Ricordiamo infatti che i rimborsi cashback rientrano nel piano cashless Italia e rappresentano un incentivo all’utilizzo dei pagamenti elettronici al posto del contante (che non riguarda quindi gli acquisti fatti sul web). Questo con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale, unitamente ad altri strumenti come la lotteria degli scontrini o il bonus bancomat per gli esercenti. 

Rimborsi cashback a rischio: per chi? 

Stando al regolamento per ottenere il super cashback da 1.500 euro, ad aggiudicarselo sono 

I primi 100 mila cittadini con il più alto numero di transazioni. 

Con la pubblicazione della classifica definitiva, finalmente abbiamo potuto dare un’occhiata alle cifre esatte. 

Ebbene basti pensare che l’ultimo classificato ha realizzato 787 transazioni. 

Chi è arrivato ai primi posti? È facilmente intuibile che si tratta di persone che hanno realizzato migliaia e migliaia di transazioni! 

Fin qui nulla di male, se perlomeno tutte fossero state eseguite in maniera corretta. 

In realtà, come tutti ormai sappiamo, non è stato così. 

È proprio la strategia messa in atto da furbetti nel moltiplicare le transazioni che ha condotto oggi alla sospensione del cashback di Stato e alla cancellazione di molti nominativi dalla classifica dei vincitori. 

I controlli da parte delle autorità sono scattati sulle transazioni al di sotto dei 5 euro. In particolare, l’attenzione si è soffermata su micro-transazioni consecutive l’una all’altra ed eseguite presso lo stesso esercente o fornitore, nell’arco di pochi minuti.  

È il caso ad esempio dei rifornimenti di benzina presso i self service, dove si sono registrate perfino transazioni di 0,25 euro, una di seguito all’altra, per arrivare a pagare l’importo relativo al carburante richiesto! 

Una serie di comportamenti non solo sleali e poco etici, dal punto di vista morale, ma palesemente fraudolenti nei confronti dello Stato. 

La giustificazione addotta da parte dei furbetti è che il regolamento sui rimborsi cashback non prevede un importo minimo. Questo è vero, frutto del vuoto normativo lasciato al riguardo dal Governo Conte. Motivo per cui non ci saranno sanzioni a carico dei disonesti.  

Ma altra cosa è invece l’esclusione dal gioco, proprio perché le micro-transazioni sono in maniera evidente finalizzate alla frode. Per tutti gli esclusi dunque i rimborsi cashback sono a rischio, potendo tentare il ricorso solo se in grado di dimostrare la buona fede nei pagamenti da pochi centesimi.