Il Cashback è il programma voluto dal Governo Conte per incoraggiare i pagamenti elettronici a discapito dei pagamenti in contanti, permettendo a coloro che fanno acquisti con carta o bancomat in negozi fisici, di ricevere un rimborso. L'obbiettivo è scoraggiare i pagamenti in nero e l'evasione fiscale, facendo abituare i cittadini a utilizzare pagamenti tracciabili.

I bonifici della seconda fase, riguardante il primo semestre del 2021, sono partiti ufficialmente il 13 agosto. I cittadini che hanno fatto acquisti tramite pagamenti elettronici in questo primo semestre del 2021, avendo scaricato l’app IO, riceveranno un rimborso del 10%, fino ad un limite massimo di 150 euro. 

Rimborsi cashback: i bonifici arriveranno entro la fine di agosto

Gli italiani, a scaglioni, riceveranno i bonifici senza possibilità di errore, a meno che non si sia comunicato un codice Iban errato in fase di inserimento dati. 

Non preoccupatevi se non avete ancora ricevuto il bonifico, ricordate che siamo ancora all'inizio e i rimborsi riguardano ben sei milioni di italiani. Il Governo ha rassicurato che liquidierà tutti i rimborsi cashback entro fine agosto, quindi non c'è da aspettare tantissimo. 

Per i centomila cittadini che invece devono ricevere il supercashback di 1.500 euro, i bonifici arriveranno un po' più tardi, entro il 30 novembre

Se doveste riscontrare una contabilizzazione sbagliata, potrete comunicarlo entro il 29 agosto. Riceverete una risposta entro trenta giorni. 

La Consap oltre ad aver iniziato il procedimento dei bonifici, ha iniziato ad esaminare anche gli eventuali reclami per mancato pagamento o accrediti sbagliati. L'obbiettivo è vagliare i reclami e dare una risposto entro trenta giorni.

Rimborsi cashback: nessuna notifica avvertirà dell'avvenuto rimborso

I rimborsi cashback di 150 euro saranno accreditati direttamente sull'iban indicato al momento dell'iscrizione, non ci sarà alcun avviso che notifichi l'avvenuto pagamento.

Questo significa che, per verificare se i soldi dei rimborsi sono arrivati, basterà controllare direttamente il proprio conto corrente. 

Gli italiani in attesa del rimborso sono all'incirca sei milioni. La tranche di rimborso che sta arrivando riguarda il primo semestre del 2021, per il secondo semestre, invece, non ci sarà alcun rimborso perché il cashback è stato sospeso dal governo Draghi.  

Sarà la Consap ad occuparsi dei rimborsi cashback

La Consap ha la responsabilità di gestire i normali rimborsi cashback e i rimborsi straordinari del super cashback che però hanno una scadenza più lontana, saranno infatti accreditati entro il 30 novembre. Ricordiamo che il rimborso del supercashback è di 1500 euro e riguarda solo 100 mila italiani che nel primo semestre di questo anno hanno effettuato il più elevato numero di transazioni. 

Cosa accadrebbe se non dovessi ricevere il rimborso oppure il conteggio risulti errato? Potrai presentare un reclamo entro il 29 agosto direttamente ed unicamente attraverso il Portale Reclami Cashback. Nessun altro metodo di invio di reclami sarà preso in considerazione. La Consap esaminerà attentamente la lamentela e nel caso di accoglimento della domanda, provvederà al pagamento del rimborso entro trenta giorni. 

Perché il bonus cashback è stato sospeso ?

Secondo il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, il cashback ha avuto dei risvolti positivi e probabilmente più in là potrebbe ritornare. Al momento però è stato soospeso per destinare i fondi ad aree più importanti, come il pagamento dei ristori e la riforma della cassa integrazione

Ecco perché il programma del cashback è stato bloccato al 30 giugno 2021, al termine del primo semestre. A quella data risultavano ben otto milioni di utenti e quasi 736 milioni di acquisti!

Inoltre Palazzo Chigi ha notato che i destinatari dei rimborsi cashback sono cittadini che sono già in condizioni economiche medio alte e quindi il cashback non ha fatto altro che accentuare il divario tra ricchi e poveri e aumentare la regressione

Secondo i primi dati raccolti su questa misura, infatti, i maggiori utilizzatori sono stati i cittadini del nord Italia con un reddito medio alto. Questo non fa che accentuare le disuguaglianze

Nel caso la misura dovesse ritornare, come ha comunicato il ministro Franco in audizione al Senato e alla Camera , bisognerà rimodulare alcune sue caratteristiche e soprattutto valutare se i benefici riscontrati superano effettivamente i costi. 

Se il risultato di questo esame e di questa indagine dovesse risultare positivo, nulla impedirebbe al Governo di ripensare ad una sua reintroduzione, magari già dal primo gennaio 2022.