Ora è ufficiale: il Consiglio dei Ministri ha deliberato la chiusura del cashback al 30 giugno 2021. Ciò significa che il bonus cashback di Stato è sospeso fino al 31 dicembre 2021, ma potrebbe ripartire nel 2022. Il Governo intende prendersi il tempo necessario per rivedere le normative e ritoccare una misura che, come ha ribadito il premier Draghi alla squadra dell’Esecutivo, sembra favorire i ricchi. Presentando il nuovo decreto legge numero 99 del 30 giugno 2021, il premier ha aggiunto che:

il cashback ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori. 

Sarebbe questo il motivo dello stop alla misura che consente di ottenere un rimborso del 10% sugli acquisti effettuati in un semestre. Anche il rimborso cashback del primo periodo (terminato al 30 giugno), però, è slittato di alcuni giorni. Il periodo canonico di erogazione dei rimborsi per coloro che hanno raggiunto la soglia minima di 50 operazioni era compreso tra il 1° luglio e il 29 agosto 2021: cosa cambia adesso e quando arriveranno i rimborsi?

I soldi che verranno risparmiati grazie alla sospensione del cashback potrebbero essere utilizzati per altre misure utili ai lavoratori italiani. Ma ora che il cashback è stato sospeso, cosa rischia la lotteria degli scontrini? Andiamo a scoprire le ultime novità sulla misura introdotta dall’ex premier Giuseppe Conte e quali sono i prossimi sviluppi del cashback di Stato.

Cashback, chiuso il primo periodo di bonus: il bilancio

Il primo periodo di cashback è terminato il 30 giugno scorso ed è stato caratterizzato dalla partecipazione di 7,88 milioni di utenti per un totale d 786 milioni di transazioni valide registrate dall’app IO. 

Sono stati invece 5,98 milioni gli utenti che sono riusciti a raggiungere la soglia di 50 transazioni utili per ottenere il rimborso del 10% sui soldi spesi con carte di credito o prepagate, bancomat o altre applicazioni che permettono di effettuare pagamenti digitali. 

Infine, sono stati 1,89 milioni gli utenti che hanno registrato da 1 a 49 transazioni: questi soggetti non potranno ricevere alcun rimborso. Ma quando arriveranno i soldi?

Rimborso cashback in ritardo: quando arrivano i soldi?

Il rimborso cashback per tutti gli utenti che soddisfano i requisiti richiesti per ottenerlo, arriverà in ritardo rispetto alle date inizialmente previste dal Governo. Infatti, in un primo momento era stato annunciato un rimborso – da parte di Consap, che gestisce anche i reclami – erogato a partire dal 1° luglio 2021 e terminato entro i 60 giorni successivi, ovvero entro il 29 agosto 2021. Tuttavia, le date sono slittate.

Stando all’ultimo decreto legge approvato dal Governo, dunque, pare che gli utenti che hanno maturato i requisiti per ottenere il rimborso del 10% legato al primo periodo di cashback dovranno attendere le erogazioni che termineranno a novembre 2021. Per tutti i 100 mila cittadini che avranno vinto il super premio da 1.500 euro, invece, i soldi verranno accreditati sull’Iban indicato in fase di registrazione entro marzo 2022.

Conferma il decreto legge numero 99 del 30 giugno scorso:

I rimborsi sono erogati entro il 30 novembre 2021 (…). L'aderente può presentare reclamo entro 120 giorni successivi alla scadenza del termine previsto per il pagamento.

Ricordiamo che per aver diritto al rimborso del 10% sulla spesa effettuata da gennaio a giugno è necessario aver eseguito almeno 50 operazioni valide nel corso del semestre, aver acquistato beni o servizi pagandoli con metodi tracciabili, essere maggiorenni e residenti in Italia, non aver frazionato i pagamenti per collezionare transazioni.

Per quanto riguarda, invece, la classifica del super cashback che dà diritto a un premio da 1.500 euro, è necessario aver eseguito il numero maggiore di transazioni nel semestre. Solo ai primi cento mila cittadini spetta il super premio: la classifica finale verrà pubblicata sull’applicazione IO verso metà luglio.

Bonus cashback di Stato: come funziona?

Il funzionamento del bonus cashback è ormai entrato nella quotidianità di molti. Pagando un bene o un servizio presso la sede fisica di un negozio è possibile collezionare transazioni per raggiungere la soglia di 50 operazioni minime utili per ottenere il rimborso.

La spesa massima effettuabile per ciascuna transazione è pari a 150 euro, che danno diritto a 15 euro di rimborso. Tuttavia, la media dei rimborsi ottenuto è pari a 25 euro. 

Non è consentito effettuare acquisti online, mentre si possono sfruttare i pagamenti elettronici anche per pagare le bollette, il bolo auto, fare rifornimento ai distributori di benzina e persine erogare prodotti dai distributori automatici.

Bonus cashback: cosa cambia dal 1° luglio 2021?

Dal 1° luglio 2021 sarebbe dovuto partire il secondo periodo di cashback di Stato, che avrebbe accompagnato gli utenti fino alla fine dell’anno, al 31 dicembre 2021. Tuttavia, con la decisione del Governo e l’approvazione del decreto legge dedicato, il cashback resta sospeso fino a fine anno.

Dunque, per i prossimi sei mesi gli utenti non matureranno alcun diritto al rimborso del 10% e nemmeno potranno scalare la classifica del super cashback per ottenere il bonus da 1.500 euro.

Conferma appunto il decreto legge numero 99 del 30 giugno 2021:

Il programma di attribuzione dei rimborsi in denaro per acquisti effettuati mediante l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici (…) è sospeso per il prossimo semestre, fino al 31 dicembre 2021.

Ma oltre a delineare la sospensione del bonus, il Governo ha anche spiegato i motivi che hanno portato a prendere tale decisione. Scopriamoli insieme.

Cashback, i motivi dello stop: il bonus favorisce i ricchi

Mario Draghi ha chiarito pubblicamente i motivi che hanno spinto il Governo a optare per una sospensione del cashback per un periodo di sei mesi. Dopo la bocciatura della misura da parte della Corte dei Conti e dopo le perplessità emerse ed evidenziate dalla Banca Centrale Europea, su pressing dei partiti, il Consiglio dei Ministri ha sospeso la misura voluta dal premier Conte e dalla sua squadra di Governo.

Draghi ha evidenziato come il cashback sembra una misura volta a favorire i ricchi e ciò sarebbe dimostrato dai primi dati emersi nel corso del semestre. A beneficiare dei rimborsi in misura maggiore sarebbero proprio i ricchi, o comunque le famiglie benestanti, con capofamiglia sotto i 65 anni, residenti nel Nord Italia.

A fronte di un aumento della povertà assoluta a causa della crisi pandemica (con 335 mila nuovi nuclei per un totale di  oltre 1 milione di persone in più), quindi, la misura non è efficace nel suddividere equamente le risorse disponibili e “rischia di accentuare la sperequazione tra i redditi favorendo le famiglie più ricche – ha sottolineato Draghi –, con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, determinando un effetto moltiplicativo sul Pil non sufficientemente significativo a fronte del costo della misura”.

Se ciò non bastasse, secondo il Governo il cashback contribuirebbe ad aumentare il numero di transazioni digitali, ma soprattutto in quei settori dell’economia già a bassa evasione fiscale. Per cui l’obiettivo principi non sarebbe soddisfatto nel pieno delle potenzialità.

Come verranno spesi i soldi del cashback

Proprio relativamente ai costi è possibile effettuare un’altra riflessione. Il cashback di Stato costa 4,75 miliardi di euro: occorre valutare come spendere tale cifra a sostegno delle famiglie che ne hanno più bisogno. Perciò, con al sospensione di sei mesi al cashback lo Stato potrà risparmiare 1,5 miliardi di euro da investire in altre misure.

La prima misura che potrebbe sfruttare i soldi risparmiati dal bonus cashback è proprio la cassa integrazione, soprattutto in seguito alla decisione del Governo sul blocco dei licenziamenti. Il Governo potrebbe utilizzare questo tesoretto per rifinanziare la riforma degli ammortizzatori sociali che il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha già in programma.

Cashback, torna nel 2022: come sarà? Le novità

Non dite addio al cashback di Stato: la misura è stata semplicemente sospesa per sei mesi, ma potrebbe ritornare a gennaio 2022 con alcuni correttivi e miglioramenti. Per esempio, si potrebbero introdurre delle restrizioni ai furbetti che frazionavano i pagamenti per ottenere un numero maggiore di transazioni. Oppure, si potrebbe migliorare la misura in modo tale da raggiungere anche i nuclei familiari in difficoltà economica.

Nel frattempo, comunque, nonostante la sospensione del cashback, il Governo ha introdotto altre novità. Nei prossimi mesi si provvederà ad aumentare il credito di imposta al 100% sulle commissioni bancomat alle Partite Iva (mentre prima era pari al 30%) con compensi fino a 400 mila euro. 

Inoltre, il Governo intende introdurre un bonus fiscale (sottoforma di sconto) sull’affitto dei dispositivi elettronici in grado di accettare i pagamenti con metodi tracciabili.

Cashback sospeso: lotteria degli scontrini a rischio?

Il cashback, quindi, è sospeso fino al 2022: da gennaio potrebbe poi tornare attivo almeno per il terzo e ultimo periodo previsto per i rimborsi. A fronte di questa decisione, qual è il futuro della lotteria degli scontrini? Anche questa misura, lo ricordiamo, era stata bocciata dalla Corte dei Conti e aveva come obiettivi primari combattere l’evasione fiscale e incentivare i pagamenti elettronici.

Secondo un’anticipazione del Corriere della Sera, pare che anche la lotteria degli scontrini possa rischiare uno stop. Come riporta il quotidiano nazionale:

Mentre il cashback vale 1,75 miliardi a semestre, la lotteria degli scontrini vale lotteria 2,5 miliardi di euro all’anno, ovvero 208 milioni al mese.

Partita da febbraio 2021, la lotteria degli scontrini permette agli utenti che hanno scaricato e ottenuto il Codice Lotteria di collezionare biglietti virtuali per partecipare alle estrazioni settimanali, mensili e a quella annuale previste dal programma. I biglietti si possono ottenere spendendo almeno 1 euro presso un esercizio fisico commerciale. 

I premi in palio riguardano sia gli utenti sia gli esercenti e sono stati aumentati da un rapporto economico dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane. Dunque, gli utenti possono vincere fino a 150 mila euro o addirittura fino a 5 milioni di euro con l’estrazione finale (che secondo la tabella di marcia attuale dovrebbe avvenire a inizio 2022).