Rimborso cashback di Stato: è questo uno degli argomenti che, negli ultimi giorni, preoccupa tutti quei cittadini italiani che, ormai da mesi, si sono preoccupati di accumulare transazioni sperando di ricevere i premi promessi dal Piano Italia Cashless.

In realtà le voci che dichiaravano Draghi sfavorevole al cashback risalgono già ai primi giorni della formazione del nuovo Governo: la notizia della sospensione del cashback, dunque, non lascia particolarmente stupiti.

Cosa succederà adesso al rimborso cashback? Chi ha accumulato transazioni perderà la possibilità di ricevere il proprio rimborso?

Analizziamo insieme la situazione, in quanto ci sono delle novità, e forse non tutto è perduto: il rimborso cashback potrebbe continuare anche nei prossimi mesi (ma non sarà il Governo ad occuparsene).

Rimborso cashback sospeso: ecco cosa sta succedendo

Innanzitutto, chi è riuscito ad accumulare almeno cinquanta transazioni riuscirà ad ottenere il proprio rimborso cashback senza problemi: questo, stando alle fonti ufficiali, dovrebbe arrivare entro sessanta giorni a partire da luglio.

L’unica novità negativa riguarda il premio del super cashback: i 100.000 italiani che sono riusciti ad accumulare il maggior numero di transazioni riceveranno il loro ambitissimo premio da 1500 euro in ritardo.

Il Governo ha infatti spostato di qualche mese il termine per l’accredito del denaro che, secondo quando previsto, potrebbe arrivare non prima del 30 di novembre.

In ogni caso, il rimborso cashback non è stato del tutto annullato: si parla più che altro di una sospensione di sei mesi, come è possibile leggere sul decreto-legge 30 giugno 2021 n. 99, che ha momentaneamente sospeso la misura.

È molto probabile che, nei prossimi sei mesi, il Governo si impegnerà per apportare le dovute modifiche, al fine di reintegrarla nel 2022: si legge infatti sul decreto che il super cashback sarà reintrodotto il prossimo anno (tra i mesi di gennaio e giugno).

Non è stato invece scritto nulla sul rimborso cashback, che prevede il 10% del rimborso sulle spese effettuate, purché si raggiunga il numero di cinquanta transazioni: nel decreto-legge si parla soltanto del super cashback.

Il decreto-legge n.99 ha infatti non solo confermato che il rimborso cashback verrà dunque erogato, ma che si tratta di una sospensione limitata nel tempo; tuttavia, come già accennato, nel DL si parla solamente del super cashback, mentre non sono stati forniti dettagli sul rimborso cashback. Non sappiamo, dunque, se e quando quest’ultimo verrà introdotto nuovamente, né se verrà sostanzialmente modificato.

Insomma, al momento nulla sappiamo circa il destino del rimborso cashback di Stato: l’unica certezza è la sua sospensione di sei mesi a partire da luglio 2021.

Quel che è certo è che la sospensione del rimborso cashback permetterà all’Italia un risparmio di 1,5 miliardi di euro, che verranno sfruttati per favorire interventi in forma di ammortizzatori sociali.

Tutti contro il rimborso cashback: le opinioni

Ma perché il rimborso cashback è stato annullato?

Il premier Draghi, così come anche molti altri personaggi politici, non ha mai nascosto una certa avversione nei confronti dell’iniziativa voluta dall’ex Governo Conte.

Ma Draghi non è stato di certo l’unico a esprimersi negativamente nei confronti dell’iniziativa, oltre che in merito all’intero piano Italia Cashless.

Innanzitutto, i fondi utilizzati per il finanziamento del rimborso cashback sono tratti dal Recovery Plan europeo, ma il bonus cashback non ha mai convito l’Europa. In particolare, i membri della Banca Centrale Europea hanno più volte espresso le loro perplessità nei confronti della misura.

All’avvio del Piano Italia Cashless, come molti ricorderanno, l’ex membro del comitato esecutivo della BCE Yves Mersch si era rivolto a Gualtieri, che all’epoca era il Ministro dell’Economia: con una lunga lettera, aveva espresso a Gualtieri tutti i propri dubbi su un’iniziativa, quella del rimborso cashback, di dubbia efficacia.

Dunque, è molto probabile che le intenzioni reali dell’attuale premier siano volte ad evitare un malcontento da parte dell’Unione Europea.

Ma anche le forze politiche italiane si sono espresse per chiedere la soppressione del rimborso cashback. Fratelli d’Italia, infatti, aveva richiesto di trasferire il denaro destinato al rimborso cashback ai Ristori, in modo da fornire un supporto ai settori attualmente in sofferenza.

Queste richieste hanno incontrato il favore della maggior parte delle forze politiche: gli unici a difendere il piano Italia Cashless sono infatti i membri del Movimento 5 Stelle.

Rimborso cashback di Stato: le (dure) parole di Draghi

Per sapere, invece, cosa nel pensa esattamente Draghi del rimborso cashback (e del piano Italia Cashless) possiamo citare un articolo de ilSole24ore, nel quale leggiamo che, secondo il Premier,

“Il cashback ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”.

Secondo fonti interne a Palazzo Chigi, il premier avrebbe deciso per la temporanea sospensione del rimborso cashback in attesa di nuove decisioni, per accontentare la politica che quasi all’unanimità ha bocciato l’iniziativa.

È probabile quindi che, dopo una prima fase di sospensione, assisteremo alla totale cancellazione del cashback di Stato. Al momento, comunque, non abbiamo ancora certezze in merito.

È certo, però, che Draghi si sia espresso in termini parecchio negativi sulla misura introdotta dal precedente Governo, che avrebbe vari punti critici.

Abbiamo già visto come, secondo quanto si apprende dall’articolo su ilSole24ore, per Draghi il rimborso cashback non farebbe altro che andare a favorire i ceti sociali medio-alti, sfavorendo invece i cittadini meno abbienti.

È bene però ricordate che il rimborso cashback non è una misura voluta dall’ex Governo Conte come aiuto economico per le fasce meno abbienti, ma una misura facente parte di un piano che aveva come fine ultimo la lotta all’evasione.

Ma anche su questo punto il premier Draghi ha deciso di esprimersi, notando come non esistano evidenze che permettano di concludere che il rimborso cashback stia realmente aiutando nella lotta all’evasione e nell’adozione dei pagamenti elettronici.

Rimborso cashback: continua con Satispay

Dobbiamo dunque prepararci a dire ufficialmente addio al rimborso cashback?

In realtà, non tutto sembra perduto: nelle ore successive al decreto-legge n.99 che ha dichiarato la sospensione del cashback di Stato, infatti, la piattaforma Satispay è intervenuta per rassicurare gli italiani che contano sul rimborso cashback: la piattaforma continuerà a portare avanti da sola il rimborso cashback.

È quanto apprendiamo sul sito ufficiale Satispay, dove tra l’altro sono riportate dettagliatissime istruzioni per partecipare al rimborso cashback della piattaforma.

Per chi non conoscesse la piattaforma, Satispay è una società italiana che si occupa di pagamenti digitali, anche attraverso una applicazione per dispositivi mobili, che consente di effettuare trasferimenti di denaro via internet. 

Satispay si è resa disponibile ad investire delle cifre che vanno dai venti ai trenta milioni di euro per finanziare l’iniziativa, decidendo dunque di portare avanti il rimborso cashback per proprio conto, senza contare sullo Stato.

La società si è sempre espressa positivamente in merito al cashback di Stato: non sorprende, dunque, che abbia deciso di proseguire per conto proprio un’iniziativa analoga.

Rimborso cashback Satispay, come partecipare

Il rimborso cashback Satispay durerà sei mesi (giusto il tempo della sospensione ufficiale annunciata dal DL n.99) e verrà interamente gestita dalla piattaforma: non avrà dunque nulla a che vedere con lo Stato, né col il Piano Italia Cashless.

Il cashback di Satispay, comunque, è del tutto analogo al cashback introdotto dall’ex Governo Conte; le cifre del rimborso cashback, infatti, non cambieranno: si potrà ottenere infatti un rimborso del 10% della cifra spesa pagando con pagamento elettronico presso i negozi fisici.

Satispay ha comunque fissato dei limiti ufficiali:

  • “fino a un massimo di 2€ di Cashback per ogni singola transazione; 
  • fino a un massimo di 25€ di Cashback al mese;
  • fino a un massimo di 150€ di Cashback fino al 31 dicembre 2021”.

Insomma, come per il rimborso cashback di Stato, il tetto massimo che il rimborso potrà raggiungere è di 150 euro in sei mesi.

Per poter partecipare, il termine ultimo è fissato al 31 di luglio 2021: entro questa data, gli interessati dovranno scaricare l’app ufficiale e registrarsi al programma.

Perché Satispay vuole proseguire col rimborso cashback

Viene sicuramente spontaneo chiederselo: per quale motivo Satispay ha deciso di proseguire da sola col rimborso cashback, decidendo di finanziare da sola dai 20 ai 30 milioni per rimborsare agli italiani il 10% delle loro spese?

La piattaforma conta di sfruttare questa iniziativa per acquisire nuovi clienti; il rimborso cashback di Satispay è rivolto soltanto ai clienti della piattaforma: chi vorrà partecipare dovrà necessariamente iscriversi entro il 31 luglio.

A differenza del cashback di Stato, quindi, per ottenere il rimborso cashback Satispay ci si dovrà iscrivere ai servizi della piattaforma.

Satispay, tra l’altro, aveva già fatto notare come il bonus cashback fosse un’iniziativa capace di incentivare l’adozione dei pagamenti elettronici: a poche settimane dall’introduzione del cashback, infatti, la piattaforma aveva già notato un aumento delle transazioni elettroniche pari al 50% in più rispetto al 2020. 

Inoltre, sono moltissimi gli italiani che hanno aderito al cashback di Stato: Satispay conta di riuscire ad intercettarne una buona fetta, concedendo il rimborso del 10% a proprie spese.

Insomma, se non abbiamo alcuna certezza in merito al cashback di Stato, una certezza l’abbiamo: non saremo costretti a dire addio al rimborso cashback fino a quando Satispay continuerà a garantire i rimborsi di tasca propria. Il destino del piano Italia Cashless, invece, lo scopriremo tra sei mesi.