Riscaldamento: quando lo spegnimento dei termosifoni nelle città italiane? Ecco le date

Il riscaldamento assicura un corretto grado di comfort abitativo, ma per evitare inutili sprechi, ci sono date precise di spegnimento dei termosifoni

In Italia le date di accensione e spegnimento del riscaldamento sono stabilite dal Decreto del Presidente della Repubblica 74/2013, che definisce anche le modalità di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici.

L’obiettivo della normativa è il contenimento dei consumi di energia, e la riduzione dell’impatto sull’ambiente dei riscaldamenti. Il risparmio energetico però dipende anche dai livelli di temperatura, quindi talvolta le disposizioni possono essere modificate.

Scopriamo quindi, secondo il decreto, quando si sospende il riscaldamento e quali sono le date di spegnimento dei termosifoni delle città italiane.

Riscaldamento, le date di spegnimento dei termosifoni

L’Italia si caratterizza per un territorio molto eterogeneo e le condizioni ambientali e climatiche variano molto da regione a regione.

Per questo motivo, la penisola è suddivisa in sei zone climatiche, nelle quali cambia il periodo di accensione e spegnimento del riscaldamento. Nel sud del Paese, infatti, la stagione termica è decisamente più breve rispetto a quella della regione alpina.

Ecco quali sono le zone termiche d’Italia, e le relative date di spegnimento del riscaldamento:

  • Zona A, che comprende i comuni più caldi di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Il riscaldamento può essere tenuto acceso fino al 15 marzo

  • Zone B, e C, dove troviamo la maggior parte delle province dell’Italia meridionale, quindi città come Napoli, Bari, Catanzaro e Palermo. Lo spegnimento dei termosifoni è fissato per il 31 marzo

  • Zone D ed E, che includono perlopiù province del centro-nord, come Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma, ma anche alcune province del sud, come Matera, Foggia, Caltanissetta e Campobasso. Il riscaldamento si spegne il 15 aprile

  • Area F, che interessa le province di Trento, Cuneo, Belluno. Non vi sono limitazioni, poiché il freddo può colpire il territorio durante tutte le stagioni

Quando si devono spegnere i termosifoni per legge? Le eccezioni per il 2024

I sindaci delle città italiane possono firmare delle ordinanze per prorogare le date di spegnimento dei termosifoni, a causa dell’abbassamento delle temperature.

Milano un’ordinanza comunale ha stabilito che i riscaldamenti non si spegneranno il 15 aprile, ma resteranno accesi solamente fino al 7 aprile 2024. Lo stesso vale anche per Roma, Torino e Bologna.

Napoli, Palermo e altre città e province della zona B e C, il termine della stagione termica è stato posticipato dal 31 marzo al 24 marzo 2024.

Nel dettaglio, l’ordinanza prevede la possibilità di impostare il termostato a:

  • 17° C (più 2° C di tolleranza) negli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilate;

  • 19° C (più 2° C di tolleranza) in tutti gli altri edifici.

Quando si spegne il riscaldamento nei condomini?

Nei condomini dove c’è il riscaldamento centralizzato vengono seguite le linee guida nazionali. Infatti, l’interruzione del servizio scatta in modo automatico in base alle disposizioni della zona in cui il complesso si trova.

Diverso è il discorso per le abitazioni private, e in generale, quelle dotate di riscaldamento autonomo, che sono meno vincolate ai regolamenti. Ma in ogni caso, il calendario della propria zona climatica andrebbe comunque rispettato, al fine di ridurre i consumi e salvaguardare l’ambiente. La differenza la fa il buon senso dell’utente.

Chi vive in una soluzione indipendente e vuole ridurre ulteriormente il consumo di energia, può anche scegliere di installare un termosifone in materiale green che fa risparmiare.

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