Il Decreto Sostegni bis, (o decreto Imprese), inizia a prendere corpo: il Consiglio dei Ministri dovrebbe dare il via libera al secondo provvedimento economico in settimana. Tante le novità e i bonus in arrivo a maggio 2021, a partire da una nuova tranche di contributi a fondo perduto che avranno una veste un po’ diversa dai precedenti ristori, soprattutto per i nuovi beneficiari.

Infatti, le erogazioni seguiranno un doppio binario: coloro che hanno già presentato la domanda dei contributi a fondo perduto – e hanno ricevuto le erogazioni – con il precedente Decreto Sostegni, riceveranno in automatico il denaro seguendo il medesimo meccanismo. Chi, invece, non ha presentato la domanda nel precedente provvedimento potrà godere di un meccanismo alternativo.

Nella bozza del Decreto Sostegni bis – che sta circolando sul web in queste ore – compare anche un fondo da 3 milioni di euro per coprire i costi fissi delle imprese: dunque, esenzione dal pagamento dell’Imu, della Tari (fondo da 600 milioni ai Comuni) e una nuova tranche di finanziamento per il bonus affitti

Ecco cosa contiene il Decreto Sostegni bis, come funzionano i nuovi contributi a fondo perduto e quali sono gli sconti sui costi fissi per le imprese.

Decreto Sostegni bis: ristori suddivisi in 4 titoli

È atteso in mattinata il Consiglio dei ministri che dovrà discutere il nuovo provvedimento economico in arrivo entro la fine di questa settimana: il decreto Sostegni bis o decreto Imprese. 

Stando all’ultima bozza, il provvedimento è composto da 48 articoli (11 dei quali non hanno ancora il testo) ed è suddiviso in quattro titoli principali:

  • sostegno alle imprese, all’economia e abbattimento dei costi fissi;
  • misure per l’accesso al credito e alla liquidità delle imprese;
  • misure per la tutela della salute, la sicurezza, le politiche sociali e gli enti territoriali;
  • disposizioni finali. 

Mancano ancora le norme riguardanti il nuovo finanziamento del fondo per la montagna, le proroghe per le indennità di lavoratori del turismo, stagionali e per i collaboratori sportivi, e i dettagli riguardanti l’esigenza del Commissario straordinario Francesco Figliuolo in merito ad agricoltura, bollette acqua e gas, vaccini internazionali, scuola e difesa.

In questo articolo dedichiamo l’attenzione al primo punto, quello che riguarda i nuovi sostegni e ristori per le imprese: in particolare, parleremo dei contributi a fondo perduto a doppio binario e del taglio dei costi fissi per le attività che hanno subito la crisi.

Decreto Sostegni bis: a chi spettano i contributi a fondo perduto

Il decreto Sostegni bis, o decreto Imprese, approderà il 4 maggio in Consiglio dei Ministri e verrà approvato entro il 7 maggio: sino a quel momento dovremmo fare riferimento all’ultima bozza disponibile.

Stando alle prime informazioni (certe) in nostro possesso, il decreto ha un valore complessivo di 40 miliardi di euro, derivanti da uno scostamento di bilancio approvato dal Parlamento per sostenere l’economia, le imprese, le Partite Iva e le famiglie. Tanti i bonus e i ristori attesi: dai contributi a fondo perduto per professionisti, imprese e Partite Iva (per un fondo da 14 miliardi di euro) agli sconti sui costi fissi (grazie a un ulteriore stanziamento di 3 miliardi di euro), fino agli sconti su Imu e Tari (600 milioni di euro da destinare ai Comuni per definire territorialmente le esenzioni).

Negli ultimi giorni sono trapelate diverse ipotesi in merito all’assegnazione dei contributi a fondo perduto: si pensava alla sostituzione delle perdite di fatturato per valutare le perdite di bilancio, oppure l’adozione del meccanismo acconto e saldo. Nulla è stato confermato né smentito: sarà il provvedimento ufficiale a fare chiarezza.

Ristori, contributi a fondo perduto a doppio binario: come funzionano

Una novità importante, però, riguarda l’assegnazione dei contributi a fondo perduto, che avverrà su doppio binario:

  • da un lato ci sono coloro che hanno richiesto i ristori nel precedente decreto Sostegni, per i quali il meccanismo di erogazione sarà automatico direttamente da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • dall’altro lato, invece, ci sono i nuovi beneficiari che potranno sfruttare un nuovo meccanismo alternativo.

Nel primo caso verrà mantenuto l’impianto del decreto Sostegni, ovvero il calcolo basato sulla perdita media mensile maturata fra 2020 e 2019 (per un gettito complessivo di 11,1 miliardi di aiuti). L’importo sarà lo stesso del primo decreto economico e verrà erogato direttamente sul conto corrente tramite bonifico, oppure come credito di imposta. Nel secondo caso, invece, occorre aggiornare il periodo di riferimento per il calcolo degli importi spostandolo avanti di tre mesi, ovvero al 1° aprile 2020 e al 31 marzo 2021.

Contributi a fondo perduto: come si richiedono

I nuovi beneficiari, quindi, dovranno adottare un nuovo parametro per il calcolo degli importi dei contributi a fondo perduto. Il criterio, comunque, sarà sempre basato sulle perdite di fatturato medie mensili e sfrutterà ancora una volta le 5 percentuali decrescenti all’aumentare del fatturato pre-crisi.

Le percentuali da applicare, lo ricordiamo, comprendono imprese e professionisti con un fatturato non superiore a 10 milioni di euro, suddiviso come segue:

  • un contributo del 60% per le imprese con fatturato fino a 100 mila euro;
  • un contributo del 50% per le imprese con fatturato compreso tra 100 mila e 400 mila euro;
  • un contributo del 40% per le imprese con fatturato compreso tra 400 mila e un milione di euro;
  • un contributo del 30% per le imprese con fatturato compreso tra uno e 5 milioni di euro;
  • un contributo del 20% per le imprese con un fatturato compreso tra 5 e 10 milioni di euro.

Il nuovo calcolo, che sposterà almeno 2,99 miliardi di euro di aiuti, produrrà una cifra maggiore: chi ha già fatto domanda, quindi, riceverà la differenza.

Ristori e contributi a fondo perduto: i requisiti e il calcolo

I requisiti per poter richiedere i nuovi contributi a fondo perduto, che andranno a sostenere anche le perdite subite a causa delle chiusure degli ultimi mesi e soprattutto ristoreranno coloro che hanno perso di più, resteranno invariati:

  • avere aperto una Partita Iva e aver conseguito ricavi non superiori a 10 milioni di euro;
  • aver registrato una perdita di fatturato di almeno il 30% nel periodo di riferimento, ovvero dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto al medesimo periodo tra 2019 e 2020.

Per quanto riguarda il calcolo, riportiamo un esempio per chiarire il meccanismo piuttosto cervellotico (come riporta il Sole 24 Ore).

Come spiega il quotidiano economico, un professionista che ha ottenuto ristori per 5 mila euro nel decreto Sostegni potrà ottenere – in automatico e senza presentare altre istanze – un ulteriore contributo di 5 mila euro. Se, però, con il nuovo metodo di calcolo il ristoro spettante fosse superiore, per esempio pari a 6 mila euro, l’Agenzia delle Entrare provvederà ad erogare l’integrazione di mille euro. Se il meccanismo produce una cifra più bassa, invece, la macchina si blocca e non verrà versata alcuna differenza.

Ristori, sconto sui costi fissi: Tari e bonus affitti

Oltre al nuovo meccanismo di calcolo e ai nuovi 14 miliardi di euro destinati ai contributi a fondo perduto, una buona parte del decreto Sostegni bis, o decreto Imprese, è dedicata agli sconti sui costi fissi per le attività economiche che hanno risentito della crisi sanitaria. 

Una dotazione da 2,26 miliardi di euro permetterà di replicare per altri 5 mesi – stando alla bozza – il credito di imposta pari al 60% previsto dal bonus affitti, che verrà esteso da gennaio 2021 a maggio 2021 per tutti gli esercizi commerciali e le aziende le cui perdite soddisfano i requisiti richiesti per accedere al fondo perduto (almeno il 30% nel periodo considerato). Compresi nella platea di potenziali beneficiari anche immobili quali cinema, teatri e sale per concerti e spettacoli.

È previsto anche lo stanziamento di 600 milioni di euro da destinare ai Comuni per l’esenzione dal pagamento della Tari per tutto il 2021: i soldi verranno distribuiti entro 30 giorni dall’approvazione del decreto direttamente dal Ministero degli Interni.

Ristori, esenzione Imu: a chi spetta

Gli stessi beneficiari dei contributi a fondo perduto potranno godere anche della cancellazione del pagamento della prima rata Imu (acconto di giugno), per un fondo complessivo di 216 milioni. La misura – destinata agli immobili posseduti dai soggetti passivi che ne esercitano l’attività e la gestione – sarà introdotta grazie a un emendamento presentato al decreto Sostegni 1. 

Oltre allo sconto sull’Imu, infine, i beneficiari dei contributi a fondo perduto potranno ottenere anche l’esenzione fino al 31 dicembre 2021 (anziché fino al 30 giugno 2021) dal pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico (per esempio, i tavolini posizionati all'aperto da bar e ristoranti), grazie a un fondo pari a 165 milioni di euro.

Nel decreto Sostegni bis sono attese anche le misure relative agli sconti sulle bollette e all’esenzione completa dal pagamento del canone Rai per i ristoranti e per le strutture ricettive.

Le altre misure del Dl Sostegni bis

Nel decreto Imprese, o Sostegni bis, sono attese anche misure per le famiglie: in particolare, slitta al 31 maggio 2021 il termine per la presentazione delle domande per il reddito di emergenza e vengono rifinanziati i buoni spesa erogati dai Comuni con un fondo da 500 milioni di euro.

Lo smart working per la Pubblica Amministrazione potrebbe essere prorogato fino al 30 settembre 2021, mentre la plastic tax è rinviata al 2022. Dovrebbero essere confermate anche le nuove agevolazioni sul mutuo per l’acquisto della prima casa destinate ai giovani under 36, ma anche misure per le start up e le piccole e media imprese innovative.

Infine, è previsto anche un fondo per coprire le spese sostenute dalle società sportive per l’effettuazione dei tamponi sugli atleti, oltre ad essere ormai certa la proroga dello stop alle cartelle esattoriali fino al 31 maggio 2021 (sarà forse l’ultima prevista dall’esecutivo).