Settembre vuol dire Ristori per le Partite IVA. Eppure, questa volta bisogna prestare particolare attenzione. 

Infatti, vi è il ritorno del Codice ATECO per l’assegnazione di questi ristori. Esso sarà un criterio fondamentale per poterne beneficiare. 

Ci stiamo riferendo ai contributi a fondo perduto introdotti dal Decreto Sostegni bis. Si ricorda che tali provvedimenti sono stati approvati una volta che tale decreto è stato convertito in legge, ossia il 23 luglio 2021.

Ma in cosa consistono i nuovi ristori per le Partite IVA?

Essi andranno ad accumularsi con quanto già previsto ed erogato precedentemente.

Infatti, l’obiettivo è quello di aiutare nel modo più efficiente possibile tutti quei settori che sono stati messi in ginocchio dalle misure anti contagio derivate dalla pandemia da Covid-19.

Quindi, come abbiamo capito, questi ristori non riguardano tutte le Partite IVA. Infatti, ne potranno beneficiare solo alcuini di quei lavoratori duramente colpiti dalla pandemia. Facciamo riferimento a lavoratori del settore wedding, guide turistiche e accompagnatori turistici

Infatti, tali attività hanno avuto un notevole stop a causa delle misure restrittive, stop che ancora non ha accennato ad allentarsi di molto. 

Inoltre, vi è anche un vero e proprio bonus dedicato al mondo delle Partite IVA. Stiamo parlando del Bonus ISCRO, una misura che può essere richiesta fino ad ottobre.

Per maggiori informazioni riguardo al bonus ISCRO, qui il link ad un mio articolo precedente: Bonus ISCRO per le Partite IVA: hai tempo fino ad ottobre!

Infine, ultima delle novità riservate al mondo delle Partite IVA è data dalla possibilità di sfruttare il famoso Anno Bianco

Ciò significa che i lavoratori autonomi potranno fare domanda per ottenere l’esonero dai contributi per il 2021.

Ma procediamo con ordine: in questo articolo andremo ad analizzare nello specifico tutti i nuovi Ristori per le Partite IVA.

Ristori per le Partite IVA: il settore del wedding

Per cominciare la nostra rassegna relativa ai nuovi ristori offerti per le Partite IVA, partiamo dall’analisi di un settore duramente colpito: il settore wedding. 

Infatti, sebbene la pandemia abbia messo in ginocchio la quasi totalità dei lavoratori, alcuni settori ne hanno risentito più di altri.

È il caso del comparto matrimoni, quindi del settore wedding

Infatti, secondo le stime presentate da Assoeventi, il fatturato è calato notevolmente. 

Il fatturato che prima proveniva dai matrimoni stranieri (che rappresentava il 30% delle entrate) è stato completamente annullato. Invece, per quanto riguarda i matrimoni degli italiani nel biennio 2021-2022, essi sono stati segnati da rinvii ed annullamenti. 

La perdita secca rilevata per il settore è del 100%, mentre quella prospettica per il futuro si attesta a 26 miliardi di euro

Per aiutare i lavoratori in crisi di questo settore, il Decreto Sostegni bis ha previsto l’erogazione di contributi a fondo perduto per tutti coloro che presentano il codice ATECO del settore dei matrimoni, ossia 96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie.

Per coprire tali spese il Governo Draghi ha istituito un fondo pari a 60 milioni di euro

Ricordiamo che tali contributi vengono erogati solamente a favore di lavoratori autonomi e delle Partite IVA appartenenti al comparto matrimoni che hanno evidenziato un peggioramento delle proprie condizioni economiche. 

Ovviamente, per poter beneficiare di ciò non basta il codice ATECO.

Infatti, è fondamentale dimostrare che tra il 2019 ed il 2020 vi è stata registrata una perdita del fatturato

Dunque, una volta determinata tale perdita, i lavoratori autonomi e le Partite IVA del settore wedding avranno diritto a ricevere un sussidio pari al 30% del fatturato che hanno perso

Inoltre, per coloro che hanno aperto la Partita IVA troppo tardi, ma sono comunque stati colpiti dalla pandemia, è previsto un sussidio.

Infatti, esso è di un valore pari a 5.000 euro, destinato a tutti coloro che non possono dimostrare con dati certi la perdita subita

Nuovi Ristori per le Partite IVA: il caso del comparto del turismo 

Altro settore che ha registrato perdite rilevanti è quello del turismo.

Secondo quanto affermava Il Sole 24 Ore nel gennaio 2021, il Covid-19 ha provocato, in questo settore, una perdita almeno pari a 1300 miliardi di dollari.

Tuttavia, i sussidi in questione riguardano solo gli autonomi e le Partite IVA che lavorano in tale settore. 

Infatti, come preannunciato all’inizio di questo articolo, i sussidi riguarderanno le guide turistiche e gli accompagnatori turistici

Questa categoria di lavoratori non era ancora stata presa molto in considerazione, ma ora è arrivato il momento. 

Tutti coloro che svolgono il lavoro di accompagnatore turistico o di guida turistica portano richiedere tale sussidio.

Tuttavia, come è possibile immaginare, esistono alcuni requisiti da rispettare

Il primo è il codice ATECO che, come abbiamo detto, risulterà fondamentale per poter beneficiare dei sussidi previsti dal Governo. 

Inoltre, sarà fondamentale aver aperto la Partita IVA prima del 23 febbraio del 2020

Vi sono altri due requisiti da dover necessariamente rispettare:

  • Possesso del patentino abilitativo alla professione;
  • Essere in regola con i versamenti contributivi all’INPS.

Ricorda: qualunque sia la situazione del soggetto beneficiario, esso non potrà richiedere una cifra superiore a 5.000 euro

Come richiedere i nuovi Ristori per le Partite IVA? Serve compilare una domanda?

Dopo aver capito i nuovi benefici introdotti per le Partite IVA è normale domandarsi come è possibile accedervi. 

Ricordiamo che tali benefici sono possibili solo se si presentano i requisiti richiesti, in particolare in base al Codice ATECO

Tuttavia, non possiamo ancora dare una risposta certa a tale domanda. 

Perché? Te lo spiego subito. 

Un DL, come è di fatto il Decreto Sostegni bis, deve essere convertito in legge per essere attuato. Infatti, la legislazione italiana impone una sua conversione entro 60 giorni, pena l’invalidità. 

Dunque, visto che tale decreto stato convertito in legge il 23 luglio 2021, non ci sono dubbi sulla sua applicazione. 

Ciò che rimane ancora da mettere in campo è un vero e proprio decreto attuativo che delineerà anche le modalità per poter accedere a tali incentivi

Tuttavia non bisogna scoraggiarsi, questo decreto sarà pronto a breve in quanto i ristori dedicati alle Partite IVA sono già pronti per essere erogati. 

Altri Ristori per le Partite IVA: parliamo del Bonus ISCRO!

Tra i sussidi dedicati al mondo delle Partite IVA non possiamo non citare il Bonus ISCRO che ricordiamo essere in scadenza il 31 ottobre 2021

In questo caso parliamo di una misura introdotta dal Governo Conte e che ha visto la luce con la Legge di Bilancio 2021.

Tale misura rappresenta un contributo economico per tutti i titolari di Partita IVA con l’obiettivo di aiutare tutti i professionisti che sono stati duramente colpiti dalla pandemia da Covid-19

Ovviamente, come negli altri casi, esistono dei requisiti che devono essere rispettati in maniera obbligatoria:

  • Possedere una Partita IVA da almeno 4 anni;
  • Avere un ISEE inferiore a 8.145 euro;
  • Aver dichiarato perdite di fatturato per un valore almeno pari al 50% rispetto ai tre anni precedenti;
  • Essere in regola con i versamenti dei contributi INPS.

Ricordiamo che non basterà essere in possesso di uno dei requisiti richiesti, ma sarà necessario rispettarli contemporaneamente

Inoltre, ricordiamo anche che si tratta di una misura sperimentale che dovrà essere testata tra il 2021 ed il 2023. Inoltre, tale sussidio potrà essere richiesto una sola volta nell’arco di questi tre anni.

Come viene erogato il Bonus ISCRO per le Partite IVA?

Iniziamo con il dire che tramite questo bonus dedicato alle Partite IVA si possono ottenere fino a 4.800 euro all’anno. Si tratta di somme di 800 euro erogate per 6 mesi

Tuttavia, è bene sottolineare che non tutti godranno dello stesso importo erogato.

Infatti, nei sei mesi successivi alla presentazione della domanda, i beneficiari potranno ricevere una somma compresa tra i 250 e gli 800 euro

Ricordiamo che uno dei requisiti di maggior rilievo è dato dalle perdite ottenute. Ciò significa che per beneficiare del Bonus ISCRO sarà necessario aver registrato perdite per un valore almeno pari al 50%. 

Come presentare la domanda per il Bonus ISCRO?

Dunque, ora che abbiamo capito a chi spetta e come viene erogato tale sussidio destinato alle Partite IVA, vediamo come presentare la domanda.

In questo caso, abbiamo risposte certe. 

Infatti, per inoltrare la domanda sarà necessario rivolgersi all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, quindi dell’INPS.

Ricordiamo anche che tale bonus si trova quasi alla sua scadenza. Di conseguenza, qualora si possedessero i requisiti necessari, bisognerebbe usufruirne il prima possibile. 

La domanda può essere inviata sia tramite il sito dell’INPS nella sezione dedicata al Bonus ISCRO, sia tramite il contact center dedicato. Per questa seconda opzione è possibile chiamare da rete fissa all'803 164 oppure da rete mobile al numero 06 164 164.

Una volta inviata la domanda essa sarà girata all’Agenzia delle Entrate che verificherà la veridicità delle informazioni scritte. 

Infine, qualora la domanda venisse approvata, l’INPS partirà con l’erogazione del sussidio per sei mesi. 

Ristori per le Partite IVA: non dimenticare l’Anno Bianco

Infine, eccoci a parlare dell’ultima misura messa in campo come sostegno ai lavoratori autonomi ed alle Partite IVA. 

Questo sussidio non riguarda solo coloro che sono iscritti all’INPS, ma tutti i lavoratori autonomi anche appartenenti ad altri enti previdenziali. Stiamo parlando dell’Anno Bianco. 

Con queso termine facciamo riferimento all’esonero contributivo fino ad un massimo di 3.000 euro

Ovviamente, anche in questo caso per poter beneficiare di tale sussidio sarà necessario rispettare alcune condizioni. 

  • La prima riguarda le entrate, che devono essere inferiori a 50.000 euro annui. 
  • Invece, il secondo requisito riguarda la perdita ottenuta, che dovrà essere di almeno il 33%. 

Come negli altri casi sarà necessario inviare una domanda. La scadenza per le Partite IVA iscritte all’INPS è il 30 settembre, mentre per tutti quelli che sono iscritti presso altri enti previdenziali la scadenza sarà il 31 ottobre