Uno tra gli argomenti più chiacchierati dell’ultimo anno, il Superbonus è stato introdotto dal Decreto Rilancio e prevede una detrazione sulle spese pari al 110% sostenute a partire dal primo luglio 2020 fino ad arrivare a giugno 2022.

E’ un bonus che ha interessato molti, sia individui singoli che interi condomini, perché comporta un risparmio notevole su lavori di efficientamento energetico e di adeguamento anti-sismico.

Ecco i vantaggi di questo Superbonus così come descritti sul sito dell’Agenzia delle Entrate:

“La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo e per le spese sostenute nel 2022 in 4 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi”.

A rendere ancora più appetibile il Superbonus è anche la possibilità di sfruttare il bonus in forma di sconto immediato da parte dei fornitori oppure optare per la cessione del credito a terzi, in modo da ottenere in cambio liquidità.

La maggior parte delle persone ne ha dunque approfittato. Ha colto l’occasione per poter fare finalmente quei lavori di ristrutturazione di casa propria che voleva fare da tanto tempo, ottenendo anche un certo risparmio.

Superbonus: i lavori di ristrutturazione ammessi

Per prima cosa, è bene chiarire che la finalità del Superbonus è sì aiutare gli italiani in difficoltà dopo più di un anno di emergenza epidemiologica da Covid-19, ma soprattutto quello di incentivare un miglioramento dal punto di vista energetico. Un utilizzo più consapevole e anche migliore delle fonti energetiche dunque.

Lo scopo è anche quello di rendere più sicure le abitazioni degli italiani.

Quindi, possiamo considerare ammessi i lavori di ristrutturazione quelli che migliorano la classe energetica di un edificio o appartamento, quelli che sistemano la facciata dell’edificio o quelli che rendono l’edificio in questione più sicuro in caso di terremoto.

Il Superbonus ha destato così tanto interesse (e anche domande e bisogno di delucidazioni) che è possibile reperire in rete non solo un’apposita area tematica sul sito dell’Agenzia delle Entrate ma anche un vero e proprio sito messo su dal Governo, dove viene guidato l’utente nel percorso di comprensione del funzionamento di questa agevolazione.

Superbonus: i lavori trainanti e quelli trainati

Quando si parla di lavori di ristrutturazione ammessi per ottenere la detrazione del Superbonus, si fa una distinzione tra lavori trainanti e lavori trainati. Sarà necessario almeno un intervento trainante per poter dare avvio ai lavori trainati.

Questo tipo di lavoro si può effettuare sia nelle parti comuni di un condominio sia soltanto presso la propria unità immobiliare.

Leggiamo sul sito del Governo:

“E’ necessario che gli interventi, trainanti e trainati, comportino, anche congiuntamente, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio”.

Tra i lavori ammessi troviamo:

  • l’installazione di impianti fotovoltaici;
  • l’installazione di sistemi di accumulo e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici;
  • la rimozione delle barriere architettoniche che ostacolano la mobilità di persone over 65 o portatori di handicap;
  • la sostituzione di infissi e caldaie.

Ma vediamo più nel dettaglio quali sono questi famosi interventi trainanti.

Superbonus: dal cappotto termico agli impianti di climatizzazione

Se state pensando appunto di usufruire del Superbonus, è bene soffermarsi su quali sono i principali lavori di ristrutturazione che potrete effettuare.

Ricordatevi che lo scopo principale è migliorare di almeno due classi energetiche.

Uno dei lavori trainanti più gettonati è il cosiddetto cappotto termico cioè lavori di isolamento termico che vadano a coprire almeno il 25% delle superfici opache, verticali, orizzontali e inclinate dell’edificio in questione.

Riguardo l’ammontare della spesa massima, ecco cosa dice al riguardo il comma 1 dell’art. 119 del Dl Rilancio sulla detrazione che:

“è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno”.

Sono poi ammessi i lavori di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale nelle parti comuni degli edifici oppure, nelle singole case, sono soggetti al Superbonus i lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale dotati di pompa di calore.

Superbonus: l’Ecobonus e il Sismabonus

E’ bene precisare che il Superbonus si va dividere in due categorie: l’Ecobonus e il Sismabonus. Anzi il Super Ecobonus e il Super Sismabonus.

L’Ecobonus è quello rivolto all’efficientamento energetico. Per gli IACP il limite temporale per effettuare i lavori e chiederne poi la detrazione si estende dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022. Addirittura si può ottenere un’ulteriore proroga fino al 30 giugno 2023 a patto che, per fine dicembre 2022, il 60% dei lavori siano stati ultimati.

Anche i condomini possono avere una proroga fino al 31 dicembre 2022 ma devono dimostrare di aver completato il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022.

Dunque, come possiamo vedere, è un po’ contorto e complicato il mondo del Superbonus ma una volta che si è “entrati dentro”, trovare la via per ottenere l’agevolazione diventerà sempre meno intricata. 

Importante da sottolineare riguardo l’Ecobonus è che senza aver eseguito almeno uno dei lavori considerati trainanti, non si potrà procedere, contrariamente al Sismabonus. Infatti, per godere di quest’ultimo basterà aver effettuato un intervento di adeguamento anti-sismico su un edificio che deve trovarsi nelle zone sismiche 1, 2, 3 cioè ad alto-medio rischio.

Superbonus: chi può richiederlo

Il bello del Superbonus è che è rivolto a molteplici soggetti che possono farne richiesta. Come ad esempio:

  • condomini;
  • persone fisiche;
  • IACP (Istituti autonomi case popolari);
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • ONLUS;
  • organizzazioni di volontariato;
  • associazioni di promozione sociale;
  • associazioni sportive dilettantistiche.

Coloro che vivono in un’unità immobiliare che, anche se all’interno di un edificio con più unità, è indipendente, potrà dedicarsi alla ristrutturazione della casa in totale autonomia ed effettuando lavori trainanti e trainati.

Superbonus: la cumulabilità con il bonus facciate

Sono in molti a chiederselo: ma il Superbonus è cumulabile con il bonus facciate? La risposta è sì. Si possono cumulare le due agevolazioni.

Il Bonus facciate 2021 ha interessato parecchie persone perché prevede una detrazione d’imposta del 90% per lavori che interessano appunto le facciate degli edifici, di qualsiasi categoria catastale.

Per approfondimenti e dissipamento di dubbi, l’Agenzia delle Entrate, così come per il Superbonus, ha dedicato sul suo sito proprio una sezione apposita. Leggiamo infatti su agenziaentrate.gov.it quali sono i vantaggi di questo bonus:

“La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nel 2020 e nel 2021 ed effettuate tramite bonifico bancario o postale. Va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo di detrazione”.

Come lavori rientranti nel bonus facciate troviamo:

  • restauro facciata esterna;
  • pulitura e tinteggiatura;
  • lavori sulle grondaie e pluviali;
  • lavori sui balconi
  • lavori sui parapetti e cornicioni.

Insomma, tutti quei lavori che contribuiscono al miglioramento funzionale ed estetico della parte esterna di un edificio.

Superbonus: le novità del Decreto Semplificazioni

Con l’entrata in vigore il primo giugno 2021 del Decreto Semplificazioni, n.77/2021, si sono ottenute delle novità e delle semplificazioni appunto anche in materia di Superbonus.

Infatti, non erano state poche le polemiche e il disappunto da parte degli italiani nei confronti di questa agevolazione che, seppure sulla carta molto appetibile, è risultato molto difficile riuscire a ottenerlo, perdendosi nell’iter burocratico e di scartoffie e ritardando così di molto i lavori di intervento e ristrutturazione.

Con l’ultimo decreto, tutto si velocizza grazie alla sostituzione dell’obbligo di asseverare lo stato legittimo degli immobili con la sola CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata). Così, soprattutto gli interventi presso i condomini verranno resi più snelli nella loro attuazione pratica, andando incontro alle tempistiche per ottenere le detrazioni. La CILA poi consente anche un risparmio dal punto di vista delle pratiche edilizie.

I lavori previsti dal Superbonus andranno in questo modo ad essere compresi tra quelli di manutenzione straordinaria. C’è però da sottolineare che ciò non varrà per interventi di demolizione e ricostruzione.

Il Dl Semplificazioni ha anche provveduto, tra le altre misure, a inserire tra gli interventi trainanti compresi nel Sismabonus anche quelli relativi all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Il Superbonus e la CILA

La CILA è stata introdotta nel 2010 nel Testo Unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001) per rendere più veloci i lavori legati soprattutto alla manutenzione straordinaria degli edifici.

Presentata da un tecnico abilitato (come un architetto, un ingegnere o un geometra), la CILA potrà essere inviata al Comune di riferimento anche per via telematica. In particolare andrà trasmesso sia il progetto sia la comunicazione di inizio lavori. E’ responsabilità del tecnico quella di attestare che tali lavori avvengono nel pieno rispetto della normativa in materia sismica, riguardo la sicurezza, le norme anti-incendio e riguardo l’efficienza energetica.

Non presentare la CILA o presentarne una che sia difforme rispetto ai lavori che si vanno concretamente ad effettuare, comporteranno la revoca del Superbonus e delle sue agevolazioni.

Superbonus: ok a caserme e ospedali ma esclusi gli alberghi

Oltre ai condomini, hanno trovato sollievo dalle disposizioni del Dl Semplificazioni anche:

  • le caserme;
  • gli ospedali;
  • collegi e convitti;
  • ospizi;
  • conventi;
  • case di cura.

Su questi immobili (categorie catastali B/1, B/2 e D/4) dunque si potrà usufruire dei benefici del Superbonus ma ci sono alcune precisazioni da fare:

  • i soggetti titolari di questi immobili devono svolgere attività di tipo assistenziale e servizi socio-sanitari;
  • i membri del Consiglio di Amministrazione non devono percepire compenso o indennità di carica.

Riguardo poi i limiti di spesa degli interventi anti-sismici o di efficientamento energetico, si potranno calcolare per ogni singola unità immobiliare andando a moltiplicare il rapporto tra la superficie totale e complessiva di quel dato immobile e la superficie media di un’unità abitativa immobiliare.

Per quanto riguarda gli alberghi invece, per ora sono i grandi esclusi da questa agevolazione. La delusione è stata grande ma la speranza che presto possano rientrare anche loro è ancora accesa. Anche perché ne hanno davvero bisogno dopo questo lungo periodo di stop che pare stia finalmente volgendo al termine.