Le crescenti preoccupazioni per le conseguenze del coronavirus COVID-19 hanno provocato uno shock globale della domanda e dell'offerta: la domanda di beni e servizi è crollata e, poiché anche la produzione internazionale e le catene di approvvigionamento sono ora interrotte, la produzione rallenta ed il suo livello precedente non può più essere sostenuto.

Lo shock della domanda e dell'offerta porta ad una contrazione della divisione del lavoro nei singoli Paesi e quindi ad un punto morto a livello internazionale. Il danno è colossale. La divisione del lavoro è il motore che guida la prosperità economica della popolazione mondiale, non può essere spento come se fosse un interruttore. Se un tale arresto continuerà, la carenza di approvvigionamento di beni vitali sarà inevitabile per le persone di tutto il mondo.

Soprattutto il denaro fiat, presente in tutto il mondo, è stato gravemente scosso dalla crisi della produzione e dei redditi, e ciò potrebbe alla fine avere conseguenze fatali per l'economia globale; l'azione sui prezzi nei mercati finanziari ce ne ha già dato un assaggio  (come mostra il seguente grafico).

Sistemi monetari scoperti

In un sistema economico con denaro fiat, la banca centrale, in stretta collaborazione con le banche commerciali, espande l'offerta di moneta estendendo i prestiti. Ciò equivale ad un aumento dell'offerta di denaro dal nulla (ex nihilo): viene messo in circolazione nuovo denaro che non è coperto da "risparmi reali". Gli economisti sono ben consapevoli che un tale sistema monetario scoperto provoca inevitabilmente delle crisi.

Il denaro fiat non può sopportare una cosa: un calo delle entrate, un calo del prezzo delle merci. Questo perché viene alla luce l'indebitamento spropositato di aziende, famiglie e, soprattutto, degli stati: l'intera truffa della cartamoneta scoperta. E questo è il motivo per cui gli stati stanno intervenendo più pesantemente che mai ("all in") con le loro banche centrali nel sistema economico e sociale.

I tassi d'interesse sono stati abbassati per quanto possibile in modo da fornire sollievo ai mutuatari e impedire il collasso della piramide del debito. Gli stati e le banche in difficoltà finanziarie hanno accesso ad iniezioni illimitate di liquidità da parte della banca centrale, se necessario. Tuttavia, a differenza della crisi economica e finanziaria del 2008/2009, anche il settore privato è ora in fiamme: le aziende e le famiglie sono minacciate dalla bancarotta.

La maggior parte delle società sono indebitate; devono ripagare interessi e capitale regolarmente. Se le vendite crollano, le aziende non guadagnano più nulla e finiscono in difficoltà finanziarie. Se le aziende diventano insolventi, i posti di lavoro andranno persi e la tempesta alla fine raggiungerà le famiglie, i consumatori, che non avranno nemmeno denaro per far fronte ai loro debiti.

Questo è quando le banche spingeranno il pedale del "freno al credito": già non sono più disposte o in grado di sostenere mutuatari traballanti, figuriamoci prestare loro nuovi soldi. Tuttavia se l'afflusso di nuovi prestiti si prosciugherà, tutti i debitori finiranno in una situazione difficile. Non potranno rimborsare i loro prestiti e non potranno più ottenere nuovi prestiti per sostenere le loro passività in scadenza.

I default per i prestiti sono in aumento. L'offerta di credito si sta restringendo e sta esacerbando il problema delle bancarotte. Le banche stanno riscontrando inadempienze creditizie che vanno a ridurre il loro patrimonio netto e anche loro stanno incontrando difficoltà. In altre parole: il "boom del credito" che ha alimentato le economie e ha incentivato il debito sta ormai spegnendosi. Il boom si sta trasformando in un bust.

“Salvataggi” bancari

In Germania, ad esempio, si è già verificata una reazione per "domare" la crisi, con un'espansione delle indennità lavorative a breve termine e dei differimenti fiscali, ma soprattutto con garanzie sui prestiti fornite dalla banca statale KfW. Ciò significa che in caso di emergenza lo stato rende il contribuente responsabile della quadratura dei conti per qualsiasi inadempienza sui prestiti; il contribuente deve nuovamente ricoprire il ruolo di assicuratore inadempiente.

Se questo placebo funziona e ritorna la fiducia, i debitori inciampati ottengono nuovi prestiti bancari e le inadempienze sui prestiti rimangono basse; il contribuente affronterà un deleveraging leggero. Ma se la manovra fallisce e si verificano inadempienze sui prestiti, saranno necessari molti soldi. Lo stato dovrà sostenere nuovi debiti, che presumibilmente saranno acquistati dalla Banca Centrale Europea (BCE).

E il nuovo denaro verrà dato direttamente alle banche commerciali, le quali poi lo parcheggeranno nelle riserve in eccesso presso la banca centrale. È abbastanza chiaro: saranno le grandi banche che saranno protette dalle garanzie statali. Ottengono questa assicurazione gratuitamente, oltre alla garanzia che i mutuatari hanno già fornito e che le banche possono utilizzare. Quindi sarà il contribuente che dovrà farsi carico del conto alla fine.

Garantire il credito

Le cose saranno meno piacevoli per i mutuatari. Le società in difficoltà possono essere salvate dall'insolvenza se e quando otterranno nuovi prestiti grazie alle garanzie statali, ma il loro debito è in aumento: o i pagamenti di interessi e capitale verranno temporaneamente sospesi e capitalizzati (aggiunti all'importo del prestito da rimborsare successivamente), oppure i nuovi prestiti verranno utilizzati per pagare il servizio di debito dei vecchi prestiti.

A questo punto va tenuto presente che molte aziende subiranno una perdita permanente delle vendite a causa della crisi: anche se la domanda di beni dovesse normalizzarsi nuovamente ad un certo punto, le vendite perse non verranno recuperate. Di conseguenza il rapporto debito/entrate delle imprese peggiorerà e il loro costo del capitale aumenterà (a parità di altre condizioni).

Nel dicembre 2019 le banche tedesche avevano crediti nei loro bilanci per oltre €4.000 miliardi. Se le banche ricevessero una garanzia di prestito dallo stato, che, diciamo, protegge l'80% dei crediti, le garanzie per €553 miliardi annunciate dalla KFW comporterebbero prestiti bancari per ben €690 miliardi, vale a dire garanzie per quasi il 17% dei prestiti bancari totali.

Nell'intera area Euro, i prestiti bancari totali ammontavano a €18.591 miliardi alla fine dello scorso anno. Se i governi europei dovessero seguire l'esempio tedesco, dovrebbero accettare considerevoli passività potenziali per le loro famiglie. Questo, a sua volta, ridurrà drasticamente il loro rating di credito sui mercati finanziari, soprattutto perché tutti i Paesi sono già sotto pressione a livello finanziario.

Soldi dagli elicotteri

Non sorprenderebbe se prima o poi la gente chiedesse il lancio di denaro dagli elicotteri. L'amministrazione americana sembra muoversi già in questa direzione: il 17 marzo ilSegretario del Tesoro USA, Steve Mnuchin, ha annunciato che gli Stati Uniti vogliono spedire assegni postali ai propri cittadini per un importo di $1.000 a persona. Formalmente lo si etichetta come un rimborso fiscale. Ma poiché tutti i dollari USA verranno creati dal nulla, la procedura è a tutti gli effetti un lancio di denaro dagli elicotteri.

Da un punto di vista tecnico, è abbastanza facile emettere denaro in questo modo: ogni possessore di un conto riceve un "dono monetario" dalla banca centrale e può usarlo per fare acquisti o pagare i propri debiti. Tuttavia è qualcosa di difficile da controllare politicamente: la banca centrale affogherebbe nelle richieste di doni monetari.

Comunque sia, il lancio di denaro dagli elicotteri è molto allettante, soprattutto in una situazione in cui la piramide del debito minaccia di crollare mentre la recessione incombe all'orizzonte e le persone credono fermamente che l'inflazione dei prezzi dei beni sia una benedizione. In queste condizioni il denaro sarà probabilmente distribuito per stimolare i consumi e alleviare la tensione finanziaria dei debitori.

Stato onnipotente

Se il sistema monetario fiat sopravviverà all'attuale crisi, dipenderà molto da due fattori:

  • le garanzie di credito dello stato riescono a scongiurare un'ondata di fallimenti;
  • gli investitori riacquistano fiducia nel sistema ed i mercati del credito tornano alla normalità.

Non dovrebbe esserci alcun dubbio sul fatto che sia sorta una situazione pericolosa per il sistema monetario fiat. Le probabilità che qualcosa andrà storto questa volta non sono zero.

Ma una rottura definitiva non è ancora inevitabile. Gli stati e le loro banche centrali possono ancora estrarre "nuovi conigli dal cilindro". Ad esempio, le banche commerciali in difficoltà potrebbero essere ricapitalizzate dai Paesi che iniettano nuovo denaro ricevuto dalla BCE; o gli stati potrebbero finanziare sé stessi, i consumatori e le imprese con il lancio di denaro dagli elicotteri. Una cosa è abbastanza certa: senza l'intervento dello stato, senza le loro manipolazioni, il sistema monetario fiat non potrà più restare in piedi.

E ciò dovrebbe rendere i cittadini estremamente preoccupati. Le crisi portano regolarmente ad un aumento del potere dello stato. Le cause delle crisi sono sempre mal interpretate: il libero mercato ha fallito, si dirà, e ora solo lo stato può aiutarci... anche se lo stato e la sua banca centrale sono i principali colpevoli dietro le crisi finanziarie ed economiche.

Sono loro che hanno incoraggiato l'economia del debito attraverso il denaro fiat, un sistema che prima o poi deve collassare. Questa volta l'innesco della crisi è la preoccupazione per le conseguenze del coronavirus. Con quanta forza gli Stati interverranno nel mercato globale e nel sistema sociale giocherà un ruolo importante; cioè la misura in cui gli stati coglieranno l'opportunità di espandere il loro potere.

Schiavitù

Più diventa evidente che il sistema monetario fiat non funziona, maggiore sarà la tendenza delle persone a chiudere un occhio su questa verità. Più le misure collettiviste-socialiste verranno intese come "salvataggi", più tali interventi verranno accolti e approvati dalla popolazione.

Ogni crisi causata dal sistema monetario fiat espande il potere degli stati sulla vita economica e sociale e, sfortunatamente, una volta che lo stato ha espanso il suo potere, non lo cede più. Di conseguenza l'economia diventerà sempre più ostacolata, con le politiche socialiste che imperverseranno mentre lo stato e la sua banca centrale combatteranno la crisi che loro stessi hanno scatenato.

Se le persone non vogliono abbandonare il sistema monetario fiat, è prevedibile che prima o poi tutto sarà subordinato ad un obiettivo: rafforzare lo stato, fornirgli sempre più poteri e risorse finanziarie illimitate. Ciò significa che il libero mercato (o quel poco che ne resta), e quindi anche le libertà civili e imprenditoriali, saranno sempre più soffocate.

Dati gli eventi attuali, è tutt'altro che esagerato affermare che senza un "salvataggio" del sistema una depressione globale è pressoché inevitabile; ma con un salvataggio arriverà anche la schiavitù.

Di Thorsten Polleit

Traduzione di Francesco Simoncelli