Non molto tempo fa avevamo parlato della cessione del credito, un’alternativa alla detrazione fiscale da applicare in materia di bonus casa.

Oggi, invece, parleremo dello sconto in fattura, un’opzione che spesso viene associata alla prima, ma che presenta caratteristiche e funzioni diverse.

Scopriremo a quali misure agevolative andrà ad applicarsi anche nel 2022, in relazione alle ultime notizie pervenute dal Governo e dall’Agenzia delle Entrate, che ha definito in modo chiaro le peculiarità del recente Decreto Antifrode.

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Sconto in fattura: cos'é e come funziona?

Molti pensano che lo sconto in fattura e la cessione del credito da applicare ai bonus casa, siano due alternative alla detrazione fiscale, l’una sempre a braccetto dell’altra come compagne di vita.

Contrariamente, sono due modalità di rimborso che differiscono sia nella natura, sia nella procedura pratica.

Lo sconto in fattura è una modalità di rimborso che consente al beneficiario di richiedere l’applicazione dello sconto desiderato direttamente nella fattura del fornitore, invece di  dover optare per la detrazione fiscale che andrebbe spalmata in 10 o 5 anni in rate di pari importo.

Più semplicemente, come spiega ecodibergamo.it:

“L’azienda che effettua l’intervento si fa carico di anticipare al cliente, in una sola volta, la somma detraibile dalle imposte, necessaria per comprare le spese dell’intervento edile programmato.”

Il meccanismo che sta alla base di questa alternativa, permette al soggetto di effettuare lavori in casa senza dover sborsare un soldo (o quasi), proprio perché l’onere di recuperare il contributo riconosciutogli sotto forma di sconto fiscale, viene trasferito all’impresa.

Ciò significa che la stessa ditta che realizza i lavori non va a percepire soldi, perché consapevole che il richiedente in questione usufruirà dell’agevolazione sotto forma di sconto immediato in fattura.

Successivamente, il compito di recuperare la somma come credito d’imposta spetta alla società.

Gli interventi che possono usufruire dello sconto in fattura sono quelli relativi:

  • all’efficientamento energetico
  • alle ristrutturazioni edilizie
  • al recupero o al restauro della facciata di edifici già esistenti (pulitura e tinteggiatura incluse)
  • ai lavori antisismici, all’installazione di impianti fotovoltaici
  • all’installazione di colonnine destinate alla ricarica di veicoli elettrici

Per quanto riguarda la cessione del credito, invece, le cose cambiano del tutto.

Questa alternativa, consiste nella cessione della detrazione fiscale da parte del contraente ad un fornitore di beni, ad un esercenti di attrita autonome oppure ad una banca.

Pagando la fattura piena alla ditta che esegue i lavori concordati, può scegliere in un secondo momento di cedere il credito che gli spetta ad intermediari finanziari (poste, banche o assicurazioni), i quali andranno poi a restituirgli la somma che equivale al credito ceduto.

Arrivati a questo punto vi starete chiedendo quale delle due misure conviene di più, in materia di bonus casa.

Innanzitutto, bisogna considerare la propria situazione economica, valutandone i pro e i contro.

Successivamente, bisogna capire che tipologia di lavori si intendono realizzare sull’immobile e scegliere quale delle due alternative è meglio abbinare per non rischiare di rimetterci.

Non esiste, quindi, una risposta certa perché dipende sia dal contraente, sia dalla portata degli interventi da realizzare.

Ciò che è certo, è che qualsiasi sia la decisione presa, ci si ricordi di comunicarla telematicamente all’Agenzia delle entrate.

Sconto in fattura 2022: cosa prevede il Decreto Antifrode?

In questi giorni avrete sicuramente sentito parlare del Decreto Antifrode, un provvedimento che ha smosso un pò tutto il sistema agevolativo dei bonus casa, portando molte novità.

Come spiega legislazionetecnica.it:

“ ha introdotto misure volte a contrastare comportamenti fraudolenti e rafforzare i controlli sulla fruizione delle detrazioni e sulle operazioni di cessione del credito e sconto in fattura”

In particolare, ad essere state inserite come vere e proprie regole da seguire sono state:

  • l’estensione dell’obbligo del visto di conformità anche se il Superbonus 110% viene utilizzato dal beneficiari direttamente in detrazione nella dichiarazione dei redditi ( eccezioni ammesse)
  • l’estensione dell’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione di congruità dei prezzi, anche qualora si scegliesse di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito per gli altri bonus casa. 

Il video di Procida Vivone & Partners ci spiega meglio in cosa consiste: 

I nuovi obblighi del secondo punto rimanevano in auge per tutte le comunicazioni inviate all’Agenzia delle Entrate, entro e non oltre il 12 novembre 2021.

Tali comunicazioni dovevano essere fatte sia dalle persone fisiche ma anche dagli enti non commerciali, arti e professioni, dalle società, dalle imprese individuali e dagli enti commerciali (criterio della competenza).

Differentemente da quanto appena detto, dal 26 novembre 2021 è stato possibile eseguire queste comunicazioni senza dover allegare né i visto di conformità, né l’asseverazione di congruità dei costi, ma solo in presenza di un accordo tra contribuente e cessionario.

Eppure, sebbene il Decreto Antifrode abbia riscosso successo al momento della sua attivazione, anche ciò che compete la comunicazione ha fatto smuovere il terreno sotto ai piedi di milioni di contribuenti.

Con il provvedimento di mercoledì 1° dicembre, l’Agenzia delle entrate ha fornito nuovi chiarimenti in materia di sospensione delle comunicazioni dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Attuando le disposizioni del Decreto Antifrode, infatti, si è presa la libertà di sospendere per 30 giorni ogni comunicazione inviata (entro 5 giorni dal suo invio, ovviamente), in modo da avere più tempo per valutare casi particolari di profili di rischio.

La sospensione, viene comunicata mediante ricevuta e solo quando le verifiche confermano la presenza di elementi in grado di determinarla, si può rendere noto l’annullamento della comunicazione a chi l’ha trasmessa.

In questo  determinato caso la comunicazione si considera non effettuata e i motivi che hanno portato alla conseguente eliminazione vengono spiegati al “mittente”.

Nel caso in cui, invece, la  stessa comunicazione venga inviata tramite intermediario, il soggetto che la inoltra deve informare il titolare della detrazione (o del creditto ceduto) sull’annullamento degli effetti della comunicazione.

Se, nella verifica non risultano confermati gli elementi di rischio che ne determinato la sospensione, o è passato il periodo massimo di sospensione, allora tale comunicazione si considera effettuata.

Ciò significa che sarà in grado di produrre gli effetti previsti dai provvedimenti disposti dall’Agenzia delle entrate.

Sconto in fattura: per il Superbonus 110%, prorogato oltre il 2022!

Il primo bonus casa a poter contare sullo sconto in fattura nel 2022 è stato il Superbonus 110%, ovvero la misura più apprezzata e richiesta da parte dei cittadini, nonché la più seguita dai senatori.

Insieme alla proroga dei termini per il riconoscimento della detrazione in misura massima, il disegno di legge approvato poco tempo fa ha stabilito anche le nuove riduzioni della percentuale in base alla realizzazione degli interventi sull’immobile.

Per le persone fisiche che andranno ad effettuare questi lavori su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari ( anche se non ne fossero proprietari o lo fossero, ma in comproprietà con altre persone fisiche), l’agevolazione spetta per il 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022.

Qualora queste ultime fossero sostenute più avanti, la percentuale andrebbe a decrescere di conseguenza, portandosi al:

  • 70%: per le spese sostenute nel 2024
  • 65%: per le spese sostenute nel 2025

Per le persone fisiche con Isee inferiore a 25.000 euro annui che, invece, intendono realizzare interventi su unità immobiliari singole ad uso abitativo, la detrazione spetta  in misura massima per le spese sostenute entro il 30 giugno 2022 ( 31 dicembre 2022 se alla data del 30 settembre 2021 è stata effettuata la CILA).

Per quanto riguarda gli IACP, spiega ipsoa.it:

“il Superbonus 110% spetta fino al 31 dicembre 2023, a condizione che alla data del 30 giugno 2023 siano già stati ultimati lavori per una percentuale di completamente dell’intervento complessivo pari almeno al 60%.”

Secondo una prima formulazione della futura Legge di Bilancio 2022, tra le ipotesi più accreditate risulterebbe un aumento del tetto Isee per i proprietari di villette e case unifamiliari.

Il limite , infatti, non sarebbe più quello di 25.000 euro bensì uno nuovo di 40.000 euro, che permetterebbe di non escludere dalla misura agevolativa quel 67% di proprietari che possiedono questa tipologia di immobile.

È vero che aumentando il tetto Isee a 40.000 euro si andrebbe a limitare gli effetti dell’agevolazione, ma è anche vero che lo si farebbe senza mettere pericolo l’efficacia della misura.

Prorogando la misura al 2026, il Governo ha fissato parecchi paletti da rispettare, ma tutti utili per superare il blocco burocratico che impediva l’accesso all’agevolazione, sicuramente messi in atto per frenare ogni tipo di difformità che potrebbe mandare in malora l’intero meccanismo appena messo in funzione. 

L'articolo di Achiropita Cicala approfondisce il tema del Superbonus 110% speigandoci tutte le novità in arrivo nel 2022. 

Volete saperne di più sull'argomento e vedere a quali altri bonus casa verrà applicato lo sconto in fattura il prossimo anno?

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