Il Governo presieduto da Mario Draghi si appresta alla nascita: il nuovo premier incaricato dal Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella ha ormai ultimato il secondo giro di consultazioni, presentato il programma di Governo e limato la lista dei ministri che andranno a comporre la nuova squadra. Nell’attesa della salita al Quirinale e dello scioglimento della riserva, quindi, iniziano a delinearsi i primi provvedimenti che questo nuovo esecutivo dovrà produrre: al centro dell’attenzione la questione dei vaccini, la scuola e l’emergenza sanitaria.

Innanzitutto, la prima scadenza imminente è quella del divieto di spostamento tra le Regioni – in vigore fino al 15 febbraio – per il quale l’orientamento è verso la proroga fino almeno al 5 marzo (scadenza dell’attuale DPCM del 16 gennaio scorso). Un altro dossier importante è poi quello legato al Recovery Plan, insieme alla riforma delle tasse (senza nuovi prelievi, ma seguendo il modello a scaglioni) e la questione di Reddito di Cittadinanza (per il quale Draghi ha confermato il sì di fronte ai pentastellati) e di Quota 100.

Molti altri provvedimenti riguarderanno le Partite Iva, l’occupazione, i giovani e i vaccini: in particolare, il nuovo premier intente velocizzare la campagna vaccinale in corso e procedere alla vaccinazione delle categorie più a rischio, compresi insegnanti e personale scolastico.

Proprio in merito alla scuola, infine, ci sono importanti novità in vista: il calendario scolastico, infatti, potrebbe venire sconvolto con l’avvento di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Le lezioni potrebbero protrarsi fino a giugno (o eventualmente svolgersi anche al pomeriggio) per recuperare i mesi perduti a causa della didattica a distanza e delle quarantene delle classi. In questo modo, però, anche la Maturità 2021 potrebbe slittare oltre a diventare più “robusta”, dimenticando la formula light dell’anno precedente. 

Ecco quali sono le ipotesi sul tavolo e cosa potrebbe cambiare sulla scuola dopo la nascita e l’insediamento del nuovo Governo guidato da Mario Draghi.

Scuola, Mario Draghi cambia tutto! Ecco le novità

Mario Draghi ha spiegato ai partiti le sue prime mosse sulla scuola durante le consultazioni: nel programma di Governo, infatti, rientreranno misure ad hoc sugli istituti scolastici nell’ottica di porre al centro lo studente e i suoi diritti. "Gli studenti hanno perso troppe lezioni", aveva esordito Draghi all’alba del secondo giro di consultazioni. Per questo motivo è stata avanzata la proposta di prolungare il calendario delle lezioni almeno fino al mese di giugno (o di introdurre la possibilità di svolgere le lezioni pomeridiane) per poter recuperare i giorni persi e i ritardi accumulati a causa della didattica a distanza e delle numerose chiusure.

Molti rappresentanti politici, però, non si trovano d’accordo con la modifica del calendario scolastico, che costringerebbe gli studenti a studiare persino nei mesi estivi (perlomeno nel mese di giugno). Inoltre, non è chiaro se questo prolungamento andrebbe a coinvolgere soltanto gli studenti delle scuole superiori o anche quelli delle scuole elementari o medie. Per alcuni partiti, quindi, l’alternativa percorribile sarebbe quella di accorciare le vacanze di Pasqua per recuperare alcuni giorni e terminare le lezioni nel giorno già prestabilito, ovvero a inizio o metà giugno.

In merito alla scuola, però, ci sono altri nodi da sciogliere: in particolare, la possibile introduzione di almeno una prova scritta all’Esame di Maturità 2021 (la cosiddetta prima prova scritta) per renderlo più robusto, oltre alla previsione dello svolgimento delle Prove Invalsi. Infine, la questione delle nuove cattedre per il nuovo anno scolastico: si prevedono nuove assunzioni (senza lasciare cattedre vacanti) per arrivare pronti già ai primi giorni di settembre.

Ma vediamo nel dettaglio tutti i punti del programma di Draghi sulla scuola.

Draghi sulla scuola: lezioni fino a giugno

La prima ipotesi che ha avanzato Mario Draghi nel giro di consultazioni con i partiti è la proposta di prolungare le lezioni degli studenti per tutto il mese di giugno per recuperare il tempo perduto nel corso delle chiusure. Infatti, la didattica a distanza, le zone rosse e le quarantene delle classi hanno spesso interrotto i programmi e le lezioni, impedendo ai professori di svolgere pienamente il loro lavoro.

"Le scuole italiane sono rimaste chiuse più che nel resto d'Europa", ha sottolineato il premier incaricato. Dunque, nel caso in cui gli istituti dovessero proseguire le lezioni anche in estate, l’unico mese disponibile – considerando gli esami e le temperature estive troppo elevate – sarebbe giugno. In questo caso, inoltre, la Maturità andrebbe posticipata di almeno due settimane: una decisione che somiglia molto a quella presa da alcuni Land tedeschi.

Analizzando la proposta di Draghi sullo slittamento dell’ultimo giorno di scuola, comunque, si riscontrano più svantaggi che punti di forza. Per esempio, il prolungamento delle lezioni andrebbe a ricadere sull’attenzione degli studenti: le aule scolastiche, infatti, non sono adatte ad ospitare i ragazzi quando all’esterno le temperature sono troppo calde (o anche troppo fredde). Inoltre, molti insegnanti ritengono che aggiungere qualche settimana in più nel mese di giugno non vada a beneficio del rendimento scolastico: molti ragazzi potrebbero prenderla sotto gamba e assaporare il gusto dei mesi estivi e delle vacanze. Infine, sarebbe inevitabile lo slittamento delle date degli Esami di Stato e la rimodulazione delle ferie per tutti i docenti impegnati nello svolgimento della Maturità.

Come potrebbe cambiare il calendario scolastico alla luce di queste ipotesi?

Il nuovo calendario scolastico e le novità

Se le lezioni dovessero essere estese sino alla fine del mese di giugno, occorrerebbe ripianificare il calendario scolastico in questo modo:

  • le vacanze di Pasqua potrebbero iniziare dal 1° aprile e durare fino al 5 o 6 aprile (a seconda delle regioni di riferimento);
  • l’ultimo giorno di scuola andrebbe rimodulato sulla base dei giorni di lezione svolti dalle singole Regioni italiane e potrebbe essere posticipato al 30 giugno 2021.

Ciò significa che mentre dal 5 giugno terminerebbero Campania, Molise e Marche (le prime Regioni a chiudere le lezioni) e al 16 giugno la Provincia Autonoma di Bolzano (l’ultima Regione a chiudere), con il nuovo calendario slitterebbe invece al 30 giugno il termine per tutte le Regioni per la chiusura delle scuole.  

In questo modo dovrebbero essere ridefinite a loro volta anche le date di inizio degli esami di terza media (attualmente fissati dalle scuole in autonomia nel periodo compreso tra il termine delle scuole e il 30 giugno) e della Maturità (la data di inizio era stata fissata al 16 giugno).

Maturità 2021 più “robusta”: ecco le prime ipotesi

Proprio in merito all’Esame di Stato 2021 sono avanzate ulteriori ipotesi sullo svolgimento delle prove. Infatti, mentre la Ministra dell’Istruzione del Governo Conte era pronta a riproporre il modello dello scorso anno (con la previsione di svolgimento di un maxi orale da 60 minuti che parte dal curriculum dello studente), Mario Draghi intende invece ascoltare i partiti (in particolare le voci del Pd) e introdurre almeno una prova scritta per dare corpo alla Maturità. Potrebbero anche tornare obbligatorie le Prove Invalsi, già accantonate dalla Ministra Azzolina.

A tal fine, la presidente dell’Istituto Invalsi, Anna Maria Ajello, ha spiegato che si potrebbe pensare di svolgere le suddette prove a partire dal 1° marzo 2021 nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale degli studenti e di tutte le altre regole per contrastare la diffusione del Covid-19. Inserirle come requisito per la Maturità, ad oggi in piena emergenza, è difficile. 

Per quanto riguarda, invece, l’alternanza scuola-lavoro (oggi chiamata Pcto - Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), essa costituirà un requisito fondamentale per l’ammissione agli Esami di Stato.

Gli studenti avrebbero dovuto sapere già dal mese di gennaio le modalità di svolgimento degli esami, ma in assenza di un decreto ministeriale la scuola è nel caos e le ansie dei maturandi crescono di giorno in giorno.

Concorsi e assunzioni per docenti

Un’ultima questione importante in merito alla scuola è quella che riguarda i concorsi e le nuove assunzioni: per il prossimo anno non dovranno esserci cattedre vacanti. Se il Governo di Giuseppe Conte si è concentrato sull’acquisto dei banchi a rotelle e monoposto per quest’anno scolastico, il Governo di Mario Draghi potrebbe invece implementare le nuove assunzioni per arrivare pronto a settembre.

Per ripartire a settembre, infatti, secondo le stime sono necessarie altre 120 mila assunzioni di insegnanti e docenti. In vista del nuovo anno scolastico, comunque, un buon segnale c’è: dal 15 febbraio ripartono i concorsi, ma purtroppo solo quello straordinario. Quest’ultimo ha messo a disposizione solo 32 mila nuovi posti per l’assunzione di docenti di ruolo, mentre i concorsi ordinari da 46 mila posti ciascuno sono rimasti bloccati.

L’alternativa che hanno proposto i sindacati – in parallelo ai concorsi o in sostituzione ad essi – è un piano di stabilizzazione dei precari.

Tamponi e vaccini: la sicurezza prima di tutto

Infine, Mario Draghi ha inserito il personale scolastico, i docenti e gli insegnati all’interno delle categorie che potrebbero avere la priorità nella somministrazione del vaccino. A queste categorie di lavoratori, quindi, potrebbero essere riservate alcune dosi del vaccino di AstraZeneca, consigliato per i cittadini con meno di 55 anni. Chi ben ricorda le disposizioni del precedente Governo, comunque, ben saprà che gli insegnanti erano già stati considerati come categorie prioritarie.

Dal lato degli studenti e sempre nell’ottica di garantire la sicurezza all’interno delle scuole limitando la diffusione del coronavirus, c’è anche la proposta di eseguire dei