Si comincia con la scuola in estate! Ha il via il Piano Scuola Estate, il progetto presentato a fine aprile dal Ministero dell’Istruzione per la realizzazione di attività educative durante i mesi estivi che hanno l’obiettivo di consentire a studentesse e studenti di rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità

Sul piano, però, sono state mosse diverse critiche: la scuola in estate non sembrava piacere granché agli studenti, al personale scolastico, ai genitori. 

Con la scadenza dei termini per le candidature, ora si hanno alcuni dati per capire il grado di coinvolgimento da parte delle scuole, quali sono le regioni che hanno mosso più richieste e su quali moduli e progetti hanno puntato gli istituti. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti pubblicato le slide con i dati delle candidature per i fondi PON.

Scuola estate: il piano e il pacchetto di risorse

Utilizzare i mesi estivi per costruire un ponte verso il prossimo anno scolastico: è questo l’obiettivo del Piano Scuola Estate, presentato dal Ministero dell’Istruzione, guidato dal ministro Patrizio Bianchi.  

In tutto, si parla di un pacchetto di 510 milioni per consentire a studenti e studentesse di rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità, una vera e propria risposta alle difficoltà emerse nel periodo della pandemia. 

A tutte le scuole su territorio nazionale sono stati assegnati i 150 milioni stanziati dal primo decreto Sostegni, ripartite tra le istituzioni scolastiche in relazione al numero di alunni relativi a ciascuna scuola. 

Alle risorse del decreto Sostegni si aggiungono poi altri 40 milioni per le Istituzioni scolastiche statali e per i centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) che, entro le 12 del 25 maggio, hanno potuto candidarsi e presentare i loro progetti, incentrati sulla prevenzione della dispersione scolastica, il contrasto alla povertà e alla riduzione dei divari per garantire pari opportunità. 

L’avviso del Ministero dell’Istruzione chiarisce inoltre che il finanziamento verrà concesso:

nell'ordine di priorità determinato da una graduatoria di merito dei progetti pervenuti che sarà predisposta da un'apposita commissione designata dal Capo Dipartimento del Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali, composta da personale in possesso di specifiche professionalità nelle materie oggetto dell'avviso di selezione.

A completare lo stanziamento dedicato al Piano Scuola Estate vi sono i 320 milioni di fondi PON per le istituzioni scolastiche statali e paritarie. Risorse per il 70% destinate alle regioni del Sud e che potranno essere spese fino al termine dell’anno scolastico 2021/2022. 

Sono proprio i dati sulle candidature per ottenere i fondi PON, condivisi dal Ministero dell’Istruzione, che possono dare un’idea di quale sia stata la risposta delle scuole in merito a un piano che era stato considerato flop ancor prima di essere avviato. 

Tema che affronta anche il prof. Vincenzo Aulizio nel suo video di approfondimento sulla proposta, con interessanti considerazioni e riflessioni sul Piano Scuola Estate:Piano Scuola Estate: la partecipazione delle scuole

In effetti, l’annuncio del Piano Scuola Estate ha generato reazioni contrastanti, facendo pensare a un flop ancor prima che il progetto venisse avviato. Tra le varie critiche, proprio i tempi stringenti per le scuole di presentare le candidature per i progetti PON. 

Ebbene, sono state 5.888 le candidature arrivate al Ministero dell’Istruzione per ottenere i fondi europei, il che dimostra comunque un segnale di attenzione da parte delle scuole, le quali hanno fatto richiesta per oltre 400 milioni sui 320 disponibili

Secondo il ministro Bianchi:

Da parte delle scuole c’è stata una partecipazione davvero importante. C’è voglia di ripartire e c’è voglia di farlo mettendo al centro le ragazze e i ragazzi. I fondi europei che abbiamo messo a disposizione in particolare per le aree più fragili del Paese possono essere utilizzati nei prossimi mesi per recuperare la socialità persa a causa dell’emergenza sanitaria, per potenziare competenze, per cominciare a costruire un ponte verso il prossimo anno. Stiamo lavorando intensamente per una scuola post-pandemia, più accogliente, inclusiva, affettuosa. Lavoriamo per un nuovo inizio. E ringrazio tutte le scuole, il personale, per l’impegno che stanno mettendo anche in questo nuovo capitolo.

Secondo i dati condivisi dal Ministero dell’Istruzione, 5.162 sono le scuole statali ad aver inviato la propria candidatura, 667 le scuole paritarie e 59 i centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA). 

Piano Scuola Estate: le regioni più interessate e la scelta dei moduli

A dimostrarsi maggiormente interessate sono state le scuole della Campania, al primo posto con 881 richieste tra scuole statali, paritarie e CPIA, segue la Lombardia, con 757 richieste e la Sicilia con 626 richieste. 

Considerando proprio i tempi ristretti per l’invio delle candidature, il risultato dunque sembra far ben sperare, con una richiesta di risorse che, in totale, supera i 407 milioni di euro

Ma quali sono le tipologie di moduli su cui hanno maggiormente puntato le scuole? 

A giudicare dai dati del Ministero dell’Istruzione, le scuole sono interessate alla competenza multilinguistica, alle competenze in materia di consapevolezza ed espressione culturale (creatività, arte, conoscenza del patrimonio artistico ecc.), alle discipline STEM (scientifico-tecnologiche) e alle competenze digitali

Il Ministero comunica, infine, che la prossima settimana sarà pubblicata l’assegnazione delle risorse alle scuole ammesse allo stanziamento PON.

Piano Scuola Estate, sono sparite le criticità?

Il coinvolgimento degli istituti e le richieste pervenute al Ministero dell’Istruzione per ottenere i fondi europei non possono rappresentare una totale eliminazione degli aspetti critici di un progetto come quello del Piano Scuola Estate

Ancor più se si pensa che, stando a una prima ricognizione del Sole 24 Ore, molte scuole, a dispetto del nome del piano, potrebbero voler svolgere le attività a settembre. È bene ricordare, infatti, che la scuola ha comunque da affrontare una serie di criticità legate al piano estivo, cominciando dalla partecipazione volontaria. 

Sebbene non si possa parlare di obblighi per quel che concerne il Piano Scuola Estate, il più grande nodo da sciogliere rimane la disponibilità da parte di coloro che dovrebbero essere coinvolti: studenti, genitori e docenti. 

Per quel che riguarda i primi, dai primi sondaggi è emerso che 8 su 10 non dimostrano la volontà di partecipare alle attività proposte, i genitori, invece, dimostrano un interesse leggermente più ampio. 

Interesse che però potrebbe dipendere dal grado di scuola, dal momento che i genitori di studenti di scuola primaria potrebbero rivelarsi più coinvolti dal piano, vedendovi un’alternativa ai corsi estivi

Ecco perché colpisce e fa riflettere un passaggio della valutazione di UIL Scuola:

Con questo piano si alimenta e propaganda l’illusione di surrogare la funzione del Sistema Nazionale di Istruzione attraverso una offerta assistenziale, meritoria e utile sul piano sociale, che non ha nulla a che vedere con la missione che la Costituzione affida alla Scuola.

Il “problema” della partecipazione volontaria si manifesta anche tra il personale scolastico, a partire dalla scadenza dei contratti del personale, per la cui assenza, scrive UIL Scuola, “il piano si rivelerà un castello di carte”. 

Scuola estate, corsi di recupero e Decreto Sostegni bis

Come già evidenziato, alcune scuole hanno in programma di spostare le attività direttamente a settembre, periodo nel quale si svolgono anche i corsi di recupero tradizionale. 

A questo proposito, non poche sono state le critiche all’articolo 58 (Misure urgenti per la scuola) del Decreto Sostegni bis che prevede “che a partire dal 1° settembre 2021 e fino all’inizio delle lezioni siano attivati, quale attività didattica ordinaria, l’eventuale integrazione e il rafforzamento degli apprendimenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. 

Insomma, i docenti saranno tenuti a svolgere i corsi di recupero, a partire dal primo settembre, ma senza retribuzione, in quanto considerati “attività didattica ordinaria” per i quali dunque non potranno essere utilizzate nemmeno le risorse stanziate per il Piano Scuola Estate

Per quest’ultimo, invece, la retribuzione dei docenti esperti ammonta a 70,00 euro lordi l’ora mentre per i tutor il compenso è di 30,00 euro. Tali cifre si riferiscono alle retribuzioni lorde che al netto scendono a circa la metà.