Malgrado i tassi d’interesse in salita, i fondi obbligazionari registrano flussi positivi. Per Sean Collins, capo economista di ICI Global, la ragione principale è da ricercare nei trend demografici. Gli ETF, inoltre, non sono responsabili della maggiore volatilità dei listini. E i robo-advisor aiutano il mercato a riequilibrarsi.

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi sono in compagnia di Sean Collins, capo economista di ICI Global, l’associazione che rappresenta a livello globale società di gestione e fondi comuni regolamentati. Buongiorno Sean e grazie di essere qui.

Sean Collins: Grazie a voi.

Baselli: Iniziamo con la politica monetaria statunitense. Dopo aver mantenuto i tassi d’interesse di riferimento vicino allo zero per molto tempo, dalla crisi finanziaria del 2008, la Fed ha iniziato ad aumentare gradualmente il tasso nel dicembre 2015. La BCE farà lo stesso molto presto. Qual è il rischio principale di una transizione così delicata?

Collins: Quando i tassi salgono quello che vediamo tipicamente è che i rendimenti obbligazionari scendono, e i flussi di solito seguono i rendimenti, quindi avremmo potuto aspettarci dei deflussi dai fondi a reddito fisso. Negli Usa, invece, è successo qualcosa di diverso e interessante: nel 2017 abbiamo infatti visto dei rendimenti dei bond in discesa, ma allo stesso tempo forti flussi in entrata verso i fondi obbligazionari. Crediamo ci siano probabilmente diversi fattori dietro a questa tendenza. Il principale è di tipo demografico; la popolazione statunitense (come quella europea) sta invecchiando, e man mano che le persone invecchiano tendono a preferire investimenti meno rischiosi come il reddito fisso anche per ragioni pensionistiche. Questo sta succedendo negli Usa e pensiamo che avverrà anche in Europa.