È trascorso poco più di un mese dalla cancellazione del bonus psicologo dalla Legge di Bilancio 2022, nonostante il sostegno da parte delle principali forze politiche. 

Un segnale che aveva lasciato intuire che il benessere mentale dei cittadini, compromesso anche da questi due anni di pandemia, non potesse essere messo sullo stesso piano dei sostegni economici in favore di famiglie e lavoratori. 

Se su quest’ultimo punto abbiamo assistito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Sostegni ter che ha l’obiettivo di agire prontamente nei confronti delle necessità di quelle attività che non viaggiano ancora verso la ripresa, sembra però essere nata una ulteriore speranza anche per il bonus salute mentale. 

Lo anticipa il ministro della salute Speranza che, nel corso di un’intervista al programma Rai “Mezz’ora in più”, dopo aver fatto il punto della situazione sull’emergenza, ha anticipato che il bonus psicologo verrà inserito nel Milleproroghe. Rimane, però, aperta la partita sui fondi da destinare alla nuova misura. 

Sembra, quindi, che le proteste, da parte dei cittadini, ma anche delle forze politiche, abbiano dato i loro frutti, così come la petizione, avviata a gennaio, che non solo nei primi giorni aveva già raggiunto le 10mila firme, ma ad oggi ne ha raggiunte oltre 300mila. 

Non è ancora detta l’ultima parola, considerando quanto successo in Legge di Bilancio, ma ci sono buone possibilità, per i cittadini, di ricevere un sostegno concreto da parte dello Stato che permetta loro di iniziare o continuare un percorso terapeutico grazie a un voucher. 

Per il momento, quello che si sa, è che il valore di tale voucher dovrebbe essere stabilito in base all’ISEE, così come molte altre misure statali. 

Perché serve un bonus psicologo dopo la pandemia da Covid-19

La pandemia da Covid-19 ha fatto emergere diverse tematiche sulle quali è stato importante riflettere e, subito dopo, lavorare. È da esempio la digitalizzazione, maggiormente diffusa, sia a scuola sia da parte degli enti pubblici, per permettere una comunicazione efficace anche quando non vi era possibilità di spostarsi o proseguire le attività in presenza.

Se il benessere mentale dei cittadini ha sempre un’importanza centrale per il Paese, è innegabile che questi due anni di pandemia abbiano fatto emergere tale necessità con ancor più intensità. Specialmente dal momento che, a subirne maggiormente le conseguenze, sono stati anche i più giovani. 

Accanto alla difficoltà della gestione della pandemia, tra ospedali sotto pressione e carenza di personale, i lockdown, le chiusure, il distanziamento, nonché la paura di essere contagiati o contagiare i propri cari hanno impattato negativamente su una grande fetta di popolazione, tra chi ha sviluppato nuove sintomatologie in seguito ai momenti più bui di questa esperienza e chi ha visto l’esasperarsi di disturbi preesistenti. 

D’altra parte, le conseguenze economiche della pandemia hanno presentato un ulteriore ostacolo per famiglie e cittadini che, pur volendo, non hanno potuto contare sull’aiuto di specialisti sia perché il servizio pubblico non si è dimostrato sempre efficiente, sia perché, anche qualora si optasse per un consulto nel privato, i costi si dimostrano spesso onerosi. 

Da questo punto di vista, il bonus psicologo potrebbe rappresentare una soluzione sia al primo problema che al secondo. Vediamo perché. 

Sì al bonus psicologo, ma anche più risorse per l’assistenza territoriale

Il bonus psicologo sembra, dunque, destinato a tornare tra le misure messe in campo dal governo per risollevare il Paese dopo la pandemia. 

Il ministro Speranza, annunciando l’inserimento della misura nel Milleproroghe, ha però precisato

Attenzione però, con il bonus psicologico non risolviamo tutto, dobbiamo rafforzare il Servizio sanitario nazionale. Il bonus è un primo segnale e c'è il mio impegno. 

Insomma, sì a un voucher che permetta di abbattere almeno una parte di ostacoli da parte dei cittadini per cominciare o mantenere i costi di un percorso terapeutico, ma senza dimenticare la necessità di rafforzare il Servizio sanitario pubblico sul fronte della salute mentale. 

È per questo motivo che l’idea del governo, in merito al bonus salute mentale, non dovrebbe riguardare solo ed esclusivamente l’erogazione di voucher in favore del cittadino, bensì anche delle risorse da destinare proprio al servizio pubblico. 

Risorse che, però, pare non bastino o si dimostrino insufficienti (motivo che aveva contribuito, probabilmente, alla cancellazione della misura anche dalla Legge di Bilancio). 

Per il momento, i fondi a disposizione ammontano a 20 milioni di euro da spendere, in parte, per il rafforzamento di consultori e altre strutture pubbliche che operano nel campo della salute mentale, e in parte per erogare un aiuto diretto ai cittadini, probabilmente sottoforma di voucher. 

La partita sulle risorse sembra essere ancora aperta. Diverse sono le forze politiche che chiedono un aumento dei fondi da destinare a interventi di questo tipo. 

Come funziona il bonus psicologo e quanto vale in base all’ISEE

Nel nostro Paese non sono poche le misure delle quali i cittadini possono usufruire tenendo conto della propria situazione economica, sia per quel che riguarda i redditi che per i patrimoni. 

Il valore dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), infatti, determina spesso il diritto o meno di accedere e usufruire di bonus e agevolazioni statali. 

Anche nel caso del bonus psicologo, sarebbe proprio il valore dell’ISEE a stabilire il valore della misura stessa. Tutto sommato, il funzionamento dovrebbe essere simile a quello messo in atto per altre misure, per esempio il nuovo assegno unico per i figli a carico

Come sappiamo, tale misura viene erogata in base al valore ISEE. Quando quest’ultimo cresce, l’importo va a scalare, assicurando così più soldi per coloro che presentano un ISEE più basso e, al contrario, un valore minore per coloro che posseggono un indicatore più alto. 

In linea generale, quindi: 

il bonus psicologo potrebbe fornire un voucher da 200 euro, indirizzato in misura piena a coloro che posseggono un ISEE inferiore a 15.000 euro, mentre in misura ridotta per coloro che possiedono un ISEE fino a 45.000 euro.

Bonus psicologo: quando arriva e dove è già attivo 

Tra i segnali che hanno portato a un ripensamento nei confronti di una misura come il bonus psicologo, necessaria per affrontare anche il post-pandemia, c’è stata anche la petizione che, se dovesse raggiungere le 500 mila firme, diventerebbe la più firmata a Change.org

Mentre il governo è impegnato a dare un seguito a tale richiesta, con un primo passo inserendo la misura nel decreto Milleproroghe, alcune Regioni stanno però già lavorando verso un rafforzamento dei servizi territoriali. 

La regione Lazio, per esempio, grazie a un intervento che coinvolga anche le scuole, aumentando i punti di ascolto all’interno delle stesse, con l’obiettivo di agire su quella fascia di popolazione sulla quale maggiormente la pandemia sembra avere impattato decretando un aumento di disturbi (ansia, depressione, ma anche disturbi alimentari). 

Altre iniziative stanno per essere avviate da altre Regioni come Campania ed Emilia Romagna, con l’intenzione di attivare un supporto psicologico gratuito, e anche da parte di alcuni Comuni. 

Gli interventi sembrano, dunque, andare sempre più verso l’obiettivo di garantire servizi territoriali, anche gratuiti, per coloro che non possono permettersi di iniziare o continuare il percorso terapeutico, con un maggiore focus verso famiglie e giovani.